< Domanda biblica su Naum
D: Qual è la struttura generale del libro di Naum?
A: Ecco una sintesi.
1 Il giudice di Ninive
2 Il giudizio di Ninive: Dio può abbattere l’orgoglio
3 La giustizia poetica di Ninive
D: In Na 1,1, chi è Naum?
R: Non sappiamo nulla di Naum, se non che era un elkosita.
D: In Na 1,1, quando fu scritto il libro di Naum?
R: Naum 3:8 menziona Tebe (chiamata anche No) come già distrutta. Poiché Tebe fu distrutta nel 663 a.C. e ricostruita nel 654 a.C., è molto probabile che il libro di Naum sia stato scritto tra queste due date. A titolo di riferimento, Ninive fu distrutta nell’agosto del 612/611 a.C. Questa data è ricavata dalla Cronaca babilonese, secondo la quale Ninive cadde nel 14° anno di Nabopolassar.
A sostegno di una datazione compresa tra il 663 e il 654 a.C. vi sono anche le descrizioni di Ninive in Naum 1:13,15; 2:1,3 non corrispondono al successivo declino di Ninive sotto i figli di Assurbanipal, Assur-etil-ilani (626-623 a.C.) e Sin-shar-ishkun (623-612 a.C.). Inoltre, ci si potrebbe aspettare che Naum menzioni i conquistatori di Ninive: i Medi e i Babilonesi, ma Naum non lo fa. I Medi non furono una nazione indipendente fino al 645 a.C., e l’Impero neobabilonese non ebbe inizio prima del 626 a.C.
D: In Na 1,1, dove si trovava Elkosh, il villaggio di Naum?
R: Il libro di Naum stesso non fornisce alcun indizio su dove vivesse Naum, se non che era un abitante di Elkosh. Quindi Naum:
a) viveva tra gli Israeliti portati in cattività,
b) viveva tra gli israeliti rimasti in Israele, oppure
c) nel regno meridionale di Giuda?
Sebbene non vi sia un consenso unanime, sono stati condotti numerosi studi su questa questione. Esistono diverse opinioni sull’ubicazione di Elkosh.
45 km a nord-est di Ninive: l’odierno villaggio cristiano di Alqush (Al-Qush/Al Qosh/Elkosh), in Iraq, ospita il sito della tomba di Naum, costituita da una semplice struttura in gesso. Alqush si trova sulla sponda orientale del fiume Tigri, a nord di Ninive e a nord-ovest di Khorsabad. Perché un israelita avrebbe dovuto vivere vicino a Ninive? La risposta è che Naum visse dopo che gli Assiri deportarono gli Israeliti nel 722 a.C., poiché Naum menziona l’evento storico della distruzione di Tebe nell’Alto Egitto (663 a.C.). Anche scrittori ebrei del XVI secolo affermarono che Elkosh si trovava qui.
Inoltre, i documenti assiri menzionano Al-Qush. Il sito (ora inattivo) http://alqush.com/_wsn/page5.html afferma: «In effetti, la prima menzione di Alqush risale all’epoca di Sinhareeb [Sennacherib], nel 750 a.C. [sic], come dimostra il murale all’interno del palazzo di Sinharib scoperto a Tel Qwenjeq (Collina di Qwenjeq) a Mosul. Dietro questo murale è incisa la frase «Questa roccia è stata portata dal Monte di Alqush»; inoltre, diversi siti all’interno di Alqush recano ancora nomi puramente assiri, ad esempio il quartiere di Sainna (che significa «quartiere della Luna») e Bee Siinnat, un’area pianeggiante a sud di Alqush. A circa tre chilometri a ovest di Alqush si trovano le famose rovine di Shayro Meliktha, indicate sulla mappa delle rovine irachene come un tempio assiro che presenta un’incisione raffigurante Sennacherib mentre scaglia una freccia dal suo arco.
Le abitazioni in pietra di Alqush si estendono lungo i pendii della montagna fino alla sommità dell’altopiano. Presentano decorazioni simili a quelle di tutte le altre colonie assire presenti sull’altopiano di Ninive,…” Si veda http://alqush.com per una storia dettagliata di Al-Qush.
Galilea settentrionale vicino a Ramah: Eusebio di Cesarea (florì nel 325 d.C.) riteneva che si trovasse vicino a Ramah. L’inizio del commento di Girolamo su Naum (scritto nel 392 d.C.) recita: «Elkosh era situata in Galilea, poiché ancora oggi esiste un villaggio nella Galilea settentrionale chiamato Elcesi (o Elcesei/Hilkesei/Helkesaei/Elkoseh), davvero molto piccolo, le cui rovine non conservano quasi alcuna traccia di edifici antichi, ma ben noto agli ebrei e che mi è stato indicato anche dalla mia guida». Potrebbe riferirsi all’odierna el-Kauzah. Tuttavia, quando i farisei in Giovanni 7:52 dissero: «Informatevi e vedrete che nessun profeta proviene dalla Galilea», dovevano essere all’oscuro di qualsiasi tradizione secondo cui Naum fosse originario della Galilea.
Secondo alcune ipotesi, Cafarnao potrebbe significare «villaggio di Naum» (kepar/kephar Naum). Questa interpretazione si basa esclusivamente su una somiglianza linguistica, poiché non mi risulta che alcun autore cristiano o ebraico dei primi tempi abbia mai stabilito un collegamento tra Cafarnao e il profeta Naum.
A titolo di esempio di somiglianza di nome senza alcun nesso reale, esisteva un idolo edomita chiamato Qaush, e vi furono re edomiti che presero il nome da questo idolo; dal punto di vista linguistico, ciò potrebbe collocare Elkosh nel sud di Israele o in Giordania. Esisteva anche un idolo assiro chiamato Kosh, il cui nome, dal punto di vista linguistico, potrebbe collocare Elkosh in Assiria. Pertanto, le prove linguistiche possono avvalorare molte teorie.
Non vi è inoltre alcun altro caso in cui una città sia stata ribattezzata in onore di un profeta perché era il suo luogo di nascita; pertanto, se questa teoria fosse vera, Naum rappresenterebbe un caso unico.
Giuda meridionale, 58 chilometri a sud-ovest di Gerusalemme, nel territorio dei Simeoni. Potrebbe anche trovarsi nella Giudea meridionale, vicino a Beth-Gabre o all’odierna Beit-Jibrin, tra Gerusalemme e Gaza.
Vicino a Begabar: il *De Vitis Prophetarum* dello Pseudo-Epifanio (315-403 d.C. circa) afferma che Naum proveniva da «Elkesei, oltre il Giordano verso Begabor, e apparteneva alla tribù di Simeone». Nestle ha dimostrato che le parole «oltre il Giordano» sono probabilmente una glossa e che al posto di Begabor si dovrebbe leggere Betogabra, l’odierna Beit Jibrin nella Palestina meridionale. http://bible-history.com/isbe/E/ELKOSHITE/ «Lo Pseudo-Epifanio colloca la località vicino a Begabar in Siria, l’odierna Beit Jibrin», secondo l’Anchor Bible Dictionary, vol. 2, p. 476. Pertanto, questa interpretazione è sostanzialmente equivalente a quella precedente.
A prescindere da ciò, si noti che tutto questo interesse per Elkosh è dovuto al profeta Naum, e qui c’è una lezione da imparare. Nel tuo cammino cristiano, il tuo onore deriva semplicemente dal luogo da cui provieni, oppure, come Naum, porti onore ovunque tu vada?
D: In Na 1,2, perché la prima cosa che esce dalla bocca di Naum è una dichiarazione secondo cui Dio è geloso?
R: Si tratta di un attributo molto importante di Dio che veniva trascurato. Anche Sofonia 1:18 e 3:8, scritti più o meno nello stesso periodo, menzionano che Dio è geloso.
D: In Na 1,2, come può un Dio amorevole adirarsi?
R: Sebbene ciò possa sembrare in contraddizione con la visione “amore = Dio” che molte persone hanno erroneamente, non è in contraddizione con il Dio della Bibbia. Romani 11:22 dice di considerare sia la bontà che la severità di Dio.
D: In Naum 1:2, in che senso Dio è geloso, vendicativo e pieno di ira, quando Isaia 27:4 (KJV) afferma che in Dio non c’è furore?
R: A volte un buon genitore è gentile, e a volte un buon genitore si arrabbia, specialmente se qualcuno attaccasse i suoi figli. Ma ciò non significa che il genitore sia contraddittorio. Dio possiede sia un grande amore che una grande ira. Romani 11:22a dice: «Presta dunque attenzione alla bontà e alla severità di Dio». Dio nutre grande ira verso il peccato, ma anche grande amore verso i Suoi figli.
Molte volte, quando si legge la Bibbia, non bisogna limitarsi al versetto in questione, ma occorre considerare anche i versetti precedenti e successivi dello stesso capitolo. In questo caso, Isaia 27:1 afferma che il Signore «prenderà la Sua spada affilata, grande e potente», mentre Isaia 27:8 dice che Egli la spazzò via «con un vento impetuoso».
Sarei piuttosto sorpreso se pensaste che siano solo questi due versetti a mostrare ciò che si potrebbe definire l’«equilibrio» tra Dio che è amore e Dio che prova ira. In realtà, questi due concetti sono molto comuni in tutta la Scrittura, con molti libri della Bibbia che ne mostrano entrambi gli aspetti.
Ecco alcuni versetti che mostrano il lato amorevole e tenero di Dio: Genesi 21:17-21; Esodo 14:29-31; Deuteronomio 2:7; Salmo 91:1-4; Isaia 57:18-19; Geremia 29:11-15; Lamentazioni 3:31-33; Ezechiele 20:44; Sofonia 3:17; Matteo 23:37; Marco 10:45; Luca 15:22-24; Giovanni 10:11; Romani 11:23; 2 Corinzi 1:3-9; Galati 4:6-7; Efesini 2:5-6; Filippesi 2:1; 1 Tessalonicesi 5:10; 1 Timoteo 1:12-14; Ebrei 4:15-16; Giacomo 2:13; 1 Pietro 2:23-25; 2 Pietro 1:3; 1 Giovanni 4:8-10; Apocalisse 21:4
Ecco alcuni versetti che mostrano il lato irato e furioso di Dio: Genesi 19:1-29; Esodo 14:26-28; Deuteronomio 32:22-25; Salmo 76:7; Isaia 57:17,20-21; Geremia 6:19; Lamentazioni 2:17; Ezechiele 8:18; Abacuc 3:5-15; Naum 1:6; Matteo 23:33; Marco 11:14,21; Luca 10:13-15; Giovanni 8:24; Romani 11:21; 1 Corinzi 10:8; Galati 1:9; Efesini 2:3b; Filippesi 3:19; 1 Tessalonicesi 5:3; 2 Tessalonicesi 1:6,8-9; Ebrei 3:17; Giacomo 5:1-3; 1 Pietro 3:20; 2 Pietro 2:13; Giuda 6-7; Apocalisse 2:22-23
Ecco un terzo punto che potresti trovare paradossale: a volte la volontà rivelata di Dio, le sue azioni e i suoi sentimenti nei confronti delle persone possono cambiare quando cambiano la loro volontà e le loro azioni. Genesi 20:3-7; Deuteronomio 28:1-14 contrapposto a 28:15-68; Ezechiele 33:12-20; Giona 3.
«Chi è un Dio come Te, che perdona l’iniquità e passa sopra alla trasgressione del resto della Sua eredità — che non serba per sempre la Sua ira, perché si compiace della devozione amorevole? Egli avrà di nuovo compassione di noi; Egli annienterà le nostre iniquità. Tu getterai tutti i nostri peccati nelle profondità del mare». Michea 7:18-19
A proposito, definire questo concetto come un «equilibrio» a due facce è un po’ semplicistico. Si tratta più precisamente di uno «sgabello a tre gambe», dove la terza gamba è la santità di Dio.
D: In Naum 1:3 e Romani 2:6, dato che Dio non lascerà affatto impunito il colpevole, perché allora Dio perdona?
R: A prescindere dal motivo, sono lieto che Dio perdoni. Ezechiele 18 e 2 Pietro 3:8-9 mostrano che, pur distruggendo gli empi, Dio non si compiace della loro morte. Al contrario, Dio si compiace se essi si allontanano dalla loro malvagità e vivono.
D: In Na 1,4, perché Dio rimprovera il mare?
R: Dio può muovere le onde, come fece quando Mosè e gli Israeliti attraversarono il Mar Rosso. Ciò potrebbe riferirsi anche al fatto che Dio prosciughi il mare. In ogni caso, Dio smuoverà cielo e terra per compiere la Sua volontà.
D: In Na 1,5-6, quando avverrà questa distruzione?
R: Si tratta della distruzione a cui si fa riferimento nel Libro dell’Apocalisse. Come il libro di Sofonia, anche il libro di Naum inizia inizialmente riferendosi alla grande distruzione durante la tribolazione, per poi parlare in seguito della distruzione che sta per avvenire ai tempi di Naum.
D: In Na 1,8, in che modo Dio insegue i Suoi nemici nelle tenebre?
R: La distruzione di Ninive avvenne di notte. In generale, sia l’oscurità della mente che l’oscurità fisica si abbattono sui nemici di Dio.
D: In Na 1,14, poiché Dio eliminerà gli idoli, perché c’erano ancora idoli ai tempi di Paolo, in 1 Cor 10,19-20?
R: Naum 1:14 si riferisce ai Niniviti. Gli idoli nei templi assiri erano scomparsi, ma, come erbacce, molti idoli spuntarono in altri luoghi.
D: In Na 1,15, come mai i malvagi non avrebbero mai più marciato attraverso Giuda?
R: Sebbene i babilonesi e i romani invasero Giuda in epoche successive, proprio quel popolo malvagio, gli assiri, non avrebbe mai più tormentato Giuda.
D: In Na 2, cosa sappiamo della città di Ninive?
R: Ninive era costruita sulla riva orientale del fiume Tigri, nel punto in cui il fiume Khosr vi sfocia. Gli archeologi hanno condotto scavi approfonditi nella città. Le mura di Ninive erano così imponenti che qualcuno ha affermato che, se Ninive fosse stata situata tra la Francia e la Germania durante la Prima guerra mondiale, sarebbe sopravvissuta a qualsiasi attacco da entrambe le parti.
D: In Na 2, quando vediamo persone che sono malvagie e violente, quale dovrebbe essere il nostro atteggiamento?
R: Il nostro istinto non dovrebbe essere quello di combattere o di avere paura, ma di amarli. Gesù è morto per le persone smarrite, e loro hanno bisogno del Vangelo tanto quanto chiunque altro. Ma dovrebbe essere un amore misto a timore, cioè il timore della giustizia vendicatrice di Dio contro di loro se non si pentono.
D: In Na 2,1, perché Dio, attraverso Naum, consiglia ai Niniviti di fare qualcosa che non porterà loro alcun beneficio?
R: Dio sta usando l’ironia in questo caso. Gli Assiri costringevano i re conquistati ad adorare i loro dei ed erano estremamente sicuri della propria forza. Il vero Dio sta sostanzialmente dicendo: «Fate pure, date il meglio di voi, perché io vi darò la caccia. E, a proposito, buona fortuna alle vostre truppe che difendono le mura della città, quando saranno travolte da un’enorme ondata d’acqua».
D: In Na 2,3, in che senso gli scudi erano rossi?
R: I soldati assiri indossavano il blu, quindi «i suoi uomini valorosi» descrive l’aggressore di Naum 2:1. I loro scudi e le loro vesti erano molto probabilmente tinti di rosso. Secoli dopo lo storico Senofonte descrisse i soldati persiani vestiti di scarlatto (Ciropedia 6.4.1). I soldati babilonesi erano tipicamente vestiti di rosso, e i Medi di scarlatto. (In seguito, anche i Romani indossavano il rosso.)
È improbabile che fossero macchiati di rosso dal sangue dopo essere stati utilizzati in battaglia. La Settanta e la versione siriaca hanno molto probabilmente commesso un errore traducendo questa frase come «i cavalieri corrono avanti e indietro».
D: In Na 2,3-8; 3,13-15, cosa hanno a che fare i fiumi in piena e la distruzione del palazzo con Ninive?
R: Ninive fu in parte distrutta quando le forti piogge causarono lo straripamento del fiume Khosr, che abbatté parte delle mura della città.
Naum 1:8; 2:6,8 Ninive sarebbe stata distrutta da un’inondazione. Diodoro Siculo (circa 20 a.C.) scrisse che nel terzo anno dell’assedio le forti piogge causarono lo straripamento del fiume Khosr, che ruppe parte delle mura.
Naum 1:8 Gli Assiri sarebbero stati inseguiti nell’oscurità. L’attacco finale a Ninive avvenne di notte. Molti soldati assiri fuggirono durante la notte.
Naum 1:9,14 Ninive non sarebbe mai stata ricostruita. Molte città antiche furono ricostruite, ma non Ninive.
Naum 1:10; 2:13; 3:15 Ninive sarebbe stata distrutta dal fuoco. Il tempio fu bruciato e gli archeologi hanno rinvenuto uno strato di cenere di due pollici.
Naum 1:10; 3:11 Alla fine, i niniviti sarebbero stati ubriachi. Diodoro Siculo scrisse che il re assiro distribuì cibo e vino e che quella notte, mentre gli uomini erano ubriachi, fu sferrato l’attacco.
Naum 1:14 Le immagini scolpite e gli idoli fusi di Ninive sarebbero stati distrutti. Gli archeologi R. Campbell Thompson e R.W. Hutchinson affermarono che la statua della dea Ishtar giaceva decapitata.
Naum 2:8 I Niniviti avrebbero cercato di fuggire. Diodoro riferisce che il re mandò i suoi tre figli e le sue due figlie in Paflagonia per mettersi in salvo. Inoltre, dopo la caduta di Ninive, l’esercito assiro sopravvissuto fuggì verso ovest, a Harran, prima di essere definitivamente annientato.
Naum 2:9-10 Ci sarebbero stati saccheggi e depredazioni. La Cronaca babilonese riferiva che «portarono via dalla città grandi quantità di bottino, impossibili da contare».
Naum 3:3 Molti assiri sarebbero stati uccisi. Secondo Diodoro, i morti furono così tanti che il fiume si tinse di rosso per un tratto considerevole.
Naum 3:12 Le fortezze periferiche sarebbero state conquistate facilmente. La Cronaca babilonese afferma che le fortezze cominciarono a cadere nel 614 a.C.
Naum 3:13 La porta della città sarebbe stata distrutta. Olmstead, nella sua *Storia dell’Assiria*, afferma che l’attacco principale fu sferrato da nord-ovest contro la porta di Hatamti.
Naum 3:14 I niniviti avrebbero preparato mattoni e malta per riparazioni d’emergenza. A.T. Olmstead afferma che a sud della porta il fossato è ancora pieno di frammenti di pietra e mattoni di fango.
Naum 3:17 Gli ufficiali niniviti si sarebbero scoraggiati e sarebbero fuggiti. La Cronaca babilonese riporta che l’esercito assiro fuggì davanti al re.
D: In Na 2:8-9, in che senso «non c’era fine al tesoro» d’argento e d’oro?
R: Si tratta di un’iperbole per indicare le grandi quantità di cui disponevano. Ad esempio, gli Assiri ricevevano ogni anno 12.000 cavalli e 2.000 capi di bestiame da un solo popolo, i Nairi.
D: In Na 2,10, in che modo i cuori degli Assiri si scioglieranno?
R: Mentre fino a poco tempo prima avevano riposto fiducia nel loro esercito, nelle loro difese e nella loro ricchezza, improvvisamente la loro sicurezza era svanita, e presto anche le loro famiglie e le loro vite sarebbero andate perdute. Sapevano che avrebbero ricevuto lo stesso grado di misericordia che avevano mostrato agli altri — oh oh!
D: Perché Na 2,11-13 parla di leoni?
R: Quasi ogni impero ha un simbolo con cui si identifica, e gli Assiri si consideravano leoni. Ai re assiri piaceva cacciare i leoni mediorientali, che erano spesso raffigurati nell’arte assira.
D: In Na 2,11-12, è sempre sbagliato ricorrere alla violenza? E che dire dei poliziotti o dell’autodifesa?
R: No. I poliziotti ricorrono alla violenza quando è necessario. Ogni singolo presidente degli Stati Uniti, fin da prima della Seconda Guerra Mondiale, ha ordinato qualche azione militare. Nella Bibbia, Barak, Gedeone, Giosafat e altri guidarono eserciti in battaglia senza ricevere alcun rimprovero da Dio. Come recita il famoso detto: «Dormiamo tranquilli la notte perché uomini duri sono pronti a usare la violenza contro chi vorrebbe farci del male».
D: In Na 3,1, in che senso Ninive era una “città di sangue”?
R: Nell’antichità, si potevano paragonare gli Assiri ai più moderni nazisti a causa delle loro torture, della loro spietatezza e delle loro tattiche militari. L’Impero era fondato sull’oppressione e reprimeva costantemente le ribellioni. Al contrario, l’Impero persiano concedeva una certa tolleranza ai propri sudditi e vi erano poche ribellioni al suo interno (ad eccezione delle città greche e degli egiziani).
Per quanto riguarda la questione se gli Assiri fossero davvero così crudeli, lasceremo che sia il re Assurnasirpal II (883-859 a.C.) a parlare in propria «difesa».
«Li ho massacrati; con il loro sangue ho tinto di rosso la montagna come se fosse lana… Ho tagliato le teste dei loro guerrieri e ne ho fatto una colonna di fronte alla loro città; i loro giovani e le loro fanciulle li ho bruciati nel fuoco. … Ho distrutto, ho demolito, ho bruciato. Ho fatto prigionieri i loro guerrieri e li ho impalati su pali davanti alle loro città. … Ho scorticato i nobili, tutti quelli che si erano ribellati, e ho steso le loro pelli sui cumuli [di cadaveri]… molti dei prigionieri li ho bruciati nel fuoco. Molti li ho catturati vivi; ad alcuni ho tagliato le mani fino al polso, ad altri ho tagliato il naso, le orecchie e le dita; ho cavato gli occhi a molti soldati». (tratto da *TimeFrame 1500-600 a.C.* (Time-Life Books) e da *The Bible Knowledge Commentary: Old Testament*, pag. 1494.) Altri condottieri assiri si vantavano in modo simile, ma probabilmente non è necessario andare oltre.
D: In Na 3,5, dato che Dio è puro, perché qui permette la nudità?
R: Dio sta parlando in senso simbolico di spogliare la città di Ninive e di metterne a nudo la vergogna.
D: In Na 3,8 ed Ez 30,15, dove si trovava Tebe (in ebraico, «No»)?
R: «No Amon» era un altro nome per Tebe, una delle principali città dell’Egitto. Era anche soprannominata «La Città» dagli egiziani. La parola egizia per villaggio era niwt, che gli ebrei trasformarono in No. Il nome ebraico completo, No-Amon, significava città/villaggio di Amon. Essa contava sull’aiuto di Put e dei Lubim, ma nessun aiuto giunse. Naum parla di No come se fosse già stata distrutta, e Tebe fu distrutta nel 663 a.C. La città di Tebe fu ricostruita nel 654 a.C.
D: In Na 3,13, perché il popolo veniva paragonato alle donne?
R: Le battaglie di quel tempo richiedevano una grande forza fisica, e le donne erano spesso considerate guerriere più deboli.
D: In Na 3,16, in che modo l’Assiria moltiplicò i mercanti?
R: Disponeva di molti commercianti che acquistavano merci grazie a tutti i tributi che l’Assiria riceveva continuamente dai popoli da essa conquistati. Ad esempio, gli Assiri ricevevano ogni anno 12.000 cavalli e 2.000 capi di bestiame da un solo popolo, i Nairi.
D: In Na 3,16, c’era qualcosa di sbagliato nel fatto che Ninive moltiplicasse i propri mercanti?
R: In generale i mercanti non sono un problema, ma nel caso di Ninive era sbagliato. I mercanti commerciavano con i tributi eccessivi che prelevavano dai popoli conquistati. Si veda la domanda precedente per un esempio.
D: In Na 3,18, in che modo dormivano i pastori assiri?
R: Questa espressione poetica è affascinante. La regione montuosa dell’Assiria era un ottimo territorio per l’allevamento delle pecore. Indubbiamente molti assiri delle generazioni passate erano pastori, prima che la maggior parte degli uomini assiri diventasse guerrieri. I pastori sonnecchiavano nel senso che non erano più così interessati a pascolare le pecore. Inoltre, così come un pastore addormentato non sorveglia le pecore, nessuno veglia sull’Assiria per proteggerla dalla sua rovina.
D: In Na 3,19, perché Dio parla della crudeltà degli Assiri, visto che la maggior parte dei conquistatori era crudele?
R: Gli Assiri erano particolarmente crudeli. Sono state conservate sculture assire che raffigurano schiavi incatenati mentre gli uccelli li beccano gli occhi. Avevano idee piuttosto diverse su cosa fosse la buona arte. Gli Assiri scrivevano con orgoglio di mutilare, scuoiare e bruciare vive le persone. Salmanassar III costruì una piramide di teste. Nel complesso, il regno di Assurbanipal (669-626 a.C.) fu uno dei più crudeli. Tra le tante altre cose, Assurbanipal infilò una catena da cane nella mascella di un re catturato e lo costrinse a vivere in una cuccia per cani. I popoli sottomessi pagavano tributi esorbitanti per il privilegio di rimanere in vita. Per qualche strana ragione, gli Assiri subirono numerose rivolte. Immagino si possa dire che, alla fine, anche Dio li trovò ripugnanti.
D: In Na 3,19, qual è la differenza tra essere meschino ed essere crudele?
R: La differenza sta nella gravità di ciò che è stato fatto a qualcuno. Possono essere considerati come diversi gradi della stessa cosa.
D: In Na 3,19, quali sono i diversi tipi di meschinità o crudeltà?
R: Ce ne sono almeno quattro.
Non intenzionale: o la persona non ne era a conoscenza, oppure, per imprudenza, non ha cercato di informarsi. Una madre è uscita con la figlia piccola per andare a controllare la cassetta della posta nel giardino davanti a casa, su una strada trafficata. La figlia le ha chiesto se poteva attraversare la strada in quel momento. Guardando la posta, senza alzare lo sguardo e senza riflettere, la madre rispose: «Certo». La bambina si avventurò in strada e fu investita e uccisa. La posta non era così importante per la madre; semplicemente non stava pensando.
Mezzo inevitabile per raggiungere un fine: la persona non voleva essere crudele, ma era inevitabile (e, ai suoi occhi, ne valeva la pena) per ottenere ciò che desiderava. Ho letto che molte prostitute in Giappone vanno a visitare i templi shintoisti portando con sé grandi peluche. Vogliono lasciare un dono per il bambino che hanno abortito, ragionando che nell’aldilà il bambino potrebbe in qualche modo divertirsi giocando con il peluche. Forse è il loro modo di cercare di sentirsi meno in colpa. Quando ciò che si ritiene un buon fine comporta un mezzo che disonora Dio, allora non si dovrebbe perseguire quel fine, o almeno non in quel modo.
Insensibilità: erano consapevoli del danno che avrebbero causato all’altra persona, ma non si curavano di quelle persone. Molti mariti e mogli furono separati per sempre dai proprietari di schiavi del Sud. I proprietari di schiavi non cercavano di essere cattivi; né cercavano di essere gentili. Semplicemente non gliene importava nulla.
Gioia maliziosa: traevano piacere dal male inflitto all’altra persona. C’era una tribù di persone che tagliava la testa agli uomini che conquistava, violentava o sposava le loro mogli, ma costringeva la donna a portare al collo la testa del marito assassinato. Questa tribù era conosciuta come «i britannici in Australia». Vedi https://trove.nla.gov.au/newspaper/article/274364805, https://files02.sl.nsw.gov.au/fotoweb/pdf/6760/67609290.pdf e https://researchers-admin.westernsydney.edu.au/ws/portalfiles/portal/94779651/uws_2495.pdf.
D: In Na 3,19, in questo mondo freddo e crudele, quali sono alcune cose che possiamo fare per essere luci di gentilezza e grazia?
R: Innanzitutto, non contribuire a far parte del problema, né direttamente né economicamente. In secondo luogo, alzare la voce e dire che è sbagliato. Terzo, aiutare le vittime dopo che hanno subito un’afflizione. Quarto, difendere gli oppressi e aiutare a impedire che le persone vengano vittimizzate, o che lo siano ancora di più.
D: In Na 3,19, cosa dovremmo fare quando vediamo qualcuno dire o fare cose meschine agli altri?
R: Innanzitutto, pregate Dio per quella situazione e chiedete cosa Dio vorrebbe che faceste.
Se si tratta di cattiveria verbale, puoi prendere le difese della persona. A volte l’umorismo potrebbe essere un buon modo, altre volte un rimprovero deciso potrebbe esserlo.
Se puoi fermare una situazione di violenza fisica, allora fallo. Ho letto di un giocatore di football professionista che si è imbattuto in un uomo che stava violentando una donna priva di sensi all’aperto. Ha fermato l’uomo, immediatamente e con forza.
In alcune situazioni non puoi fermarlo, ma puoi comunque provare a persuaderlo, oppure avvisare la polizia o qualcun altro.
A volte si possono intraprendere azioni a posteriori per impedire che ciò accada di nuovo, come renderlo pubblico su Internet o accettare di testimoniare in tribunale.
In ogni caso, puoi confortare o aiutare materialmente la vittima.
D: Per quanto riguarda il libro di Naum, dato che non sappiamo chi fosse Naum, né con certezza quando il libro sia stato scritto, perché dovrebbe essere nella nostra Bibbia?
R: Tra le altre ragioni, perché Gesù ha autenticato l’intero Antico Testamento. Egli ha accettato senza riserve l’Antico Testamento degli ebrei in Palestina, come dimostrano Matteo 5:17; 7:12; 11:13; 22:40; Luca 16:16, 29, 31; 18:31; 24:27.
La Chiesa primitiva accettò Naum come Scrittura. Si veda la domanda successiva per sapere quali autori.
D: In Naum, quali sono alcuni dei manoscritti più antichi che esistono ancora oggi?
A: Rotoli del Mar Morto: (circa 1 a.C.) Tra i rotoli del Mar Morto è presente un unico esemplare di Naum, denominato 4Q82 (=4QXIIg). Esiste inoltre un commento a Naum, denominato 4Q169 (=4QpNah), risalente alla fine del I secolo a.C.
Il rotolo 4Q82 dei Rotoli del Mar Morto contiene Naum 1,7-9; 2,9-11; 3,1-3,17.
Il Commentario 4Q169 (=4QpNah) contiene 1:3,4,5-6; 2:11-3:12.
Nahal Hever è una grotta nei pressi di En Gedi che custodisce un frammento dei Dodici Profeti in greco (8 Hev XIIgr). Si ritiene che sia stato scritto tra il 50 a.C. e il 50 d.C. Fu nascosto durante la rivolta di Bar Kokhba contro Roma. Si tratta di una revisione della Settanta, realizzata in Giudea, ed è quasi identica al testo masoretico. Contiene Naum 1:13-14; 2:5-10,13; 3:3,16-17.
Il rotolo di Wadi Murabba’at (MurXII) risale al 132 d.C. circa. Contiene Naum 1:1-14; 2:1-14; 3:1-19. Wadi Murabba’at contiene anche alcuni scritti dello stesso Bar Kokhba del 132 d.C.
Nel complesso, Wadi Murabba’at contiene l’intero libro di Naum, mentre i rotoli del Mar Morto e quelli di Nahal Hever conservano i seguenti 33 dei 47 versetti di Naum (70,2%): 1:2,3,4,5-6,7-9,13-14; 2:5-10,11-13; 3:1-12,16-17. Per ulteriori dettagli, si veda *Il significato dei Rotoli del Mar Morto*.
I manoscritti della Bibbia cristiana, risalenti a circa il 350 d.C., contengono l’Antico Testamento, compreso il libro di Naum. Due di questi sono il Vaticanus (325-350 d.C.) e l’Alexandrinus (circa 450 d.C.), in cui i libri dei dodici profeti minori erano collocati prima di Isaia. Il libro di Naum è completo sia nel Vaticanus che nell’Alexandrinus.
Anche il Sinaitico (340-350 d.C.) contiene l’intero libro di Naum. Inizia sulla stessa pagina in cui termina Giona e termina sulla stessa pagina in cui inizia Abacuc.
D: Quali autori antichi fecero riferimento a Naum?
R: Gli autori pre-niceni che hanno citato o alluso a versetti di Naum sono:
Melito di Sardi (170-177/180 d.C.) (implicitamente) menziona l’«Antico Testamento» ed elenca i libri. Non elenca i dodici profeti minori singolarmente, ma li chiama «I Dodici». Frammento 4 dal Libro degli Estratti, vol. 8, p. 759
Clemente di Alessandria (193-202 d.C.): «Geremia e Ambacum [Abacuc] profetizzavano ancora al tempo di Sedecìa. Nel quinto anno del suo regno Ezechiele profetizzò a Babilonia; dopo di lui Naum, poi Daniele. Dopo di lui, ancora, Aggeo e Zaccaria profetizzarono al tempo di Dario I per due anni; e poi l’angelo tra i dodici». Stromati, libro 1, cap. 21, p. 328
Tertulliano (207/208 d.C.) «Poiché era Lui che parlava nei profeti: il Verbo, il Figlio del Creatore. “Sono presente, finché è l’ora, sui monti, come colui che porta l’annuncio gioioso della pace, come colui che proclama la buona novella del bene.” Così uno dei dodici (profeti minori), Naum: “Poiché ecco sui monti i piedi veloci di Colui che porta l’annuncio gioioso della pace.” Cinque libri contro Marcion, libro 4, cap. 13, p. 364
Origene (225-254 d.C.) «È scritto nel profeta: “Nel giudizio egli non punisce due volte per la stessa cosa”» (Naum 1,9). Commento a Ezechiele, Omelia 1, cap. 2.4, p. 28
Cipriano di Cartagine (ca. 246-258 d.C.) cita Naum 1,5-7 come opera di «Naum» nel Trattato 12, terzo libro, cap. 20, p. 541.
Dopo Nicea
Atanasio di Alessandria (367 d.C.) (implicito poiché menziona i dodici profeti): «Vi sono, dunque, nell’Antico Testamento, ventidue libri in numero; … poi i Profeti, i dodici dei quali sono considerati come un unico libro…». Atanasio, Lettera pasquale 39, cap. 4, p. 552.
Basilio di Cappadocia (357-378/379 d.C.) allude a Naum 1,9. Lettera 188, cap. 3, p. 225
Cirillo di Gerusalemme (ca. 349-386 d.C.) cita Naum 2,1 come testo sacro nella Lezione 17, cap. 12, p. 127
Ambrogio di Milano (370-390 d.C.)
Gregorio di Nazianzo (330-391 d.C.)
Didimo il Cieco (398 d.C.) cita Naum 3:10 come opera di «Naum, settimo dei dodici profeti»; Commento a Zaccaria 11, p. 257
Girolamo (373-420 d.C.) tratta dei libri dell’Antico Testamento. In particolare, discute di Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio, il Pentateuco, Giobbe, Gesù figlio di Nave [Giosuè], Giudici, Ruth, Samuele, Re (2 libri), i dodici profeti, Osea, Gioele, Amos, Abdia, Giona, Michea, Naum, Abacuc, Sofonia, Aggeo, Zaccaria, Malachia, Isaia, Geremia, Ezechiele, Daniele, Ester, Esdra, Neemia. Lettera 53, cap. 7-8, pp. 99-101.
Agostino di Ippona (388-430 d.C.) menziona Obadiah, Nahum e Habakkuk in *La Città di Dio*, libro 17, cap. 31, pag. 377
Il semi-pelagiano Giovanni Cassiano (419-430 d.C.)
Tra gli eretici e i libri apocrifi
L’eretico pelagiano Teodoro di Mopsuestia (392-423/429 d.C.) scrisse un intero commento su Naum.
D: Nel libro di Naum, quali sono alcune delle differenze di traduzione tra l’ebraico e la Settanta greca?
R: Concentrandoci sul capitolo 1, la prima alternativa è il testo masoretico, la seconda è la Settanta, salvo diversa indicazione.
Na 1,2 «Jehovah è vendicatore e Jehovah è colui che nutre ira» contro «il Signore si vendica con ira»
Na 1:2 «serba [l’ira]» contro «distrugge»
Na 1:3 «non assolve il colpevole» contro «non riterrà innocente nessuno»
Na 1:4 «rimprovera il mare» contro «minaccia il mare»
Na 1,4 «si prosciuga» vs. «si esaurisce del tutto»
Naum 1:5 «le colline sono scosse» vs. «le colline si sciolgono»
Na 1,7 «confidare in lui» vs. «riverirlo»
Na 1,8 «I suoi nemici» vs. «si sollevano contro [di lui] e i suoi nemici»
Na 1,10 «Poiché come le spine sono intrecciate, e come i loro ubriaconi sono ubriachi, saranno divorati come paglia completamente secca» vs. «Poiché [il nemico] sarà spogliato fino alle fondamenta, e sarà divorato come un tasso contorto, e come stoppia completamente secca».
Na 1,11 «che consigliano cose vane» contro «che consigliano cose malvagie ostili a lui».
Na 1,12 «Sebbene sicuri e così numerosi, saranno comunque sterminati e scompariranno» vs. «che regna su molte acque, così saranno scacciati, e la tua fama non sarà più udita».
Na 1,14 «Sradicherò l’immagine scolpita e l’immagine fusa dalla casa dei tuoi dèi; preparerò la tua tomba, poiché sei disprezzato.» contrapposto a «Distruggerò completamente le immagini scolpite dalla casa del tuo dio e le immagini fuse; preparerò la tua tomba, poiché sono fugaci.»
Na 1,15 «Poiché l’indegno non continuerà a passare in mezzo a voi; è stato completamente eliminato.» vs. «Poiché non passeranno più attraverso di te verso la loro rovina. È finita per lui, è stato rimosso; colui che è stato liberato dall’afflizione è salito ansimando alla loro presenza.»
Na 2:3 «I cipressi sono scossi/fatti tremare» (Masoretico, traduzione letterale di Green) oppure «le lance di cipresso sono state brandite» (Masoretico, BSB) vs. «i cavalieri corrono avanti e indietro» (Settanta) vs. «i cocchieri sono sbalorditi» (Vulgata)
Na 2,10 «ogni volto impallidisce» (BSB) contro «si ricoprono di oscurità» (Settanta, Targum, Vulgata)
Na 3:8 Il 4QpNah ha aggiunto il suffisso femminile -h a «bastione». Il libro *I Rotoli del Mar Morto e le traduzioni moderne dell’Antico Testamento*, a pag. 136, afferma che ciò potrebbe essere stato aggiunto per rendere la frase più scorrevole.
Na 3,8 «[città di] No [Tebe]» contro «la popolosa Alessandria» (Targum, Vulgata)
Na 3,9 «erano i tuoi aiutanti» contro «erano i suoi aiutanti» (Settanta)
Bibliografia relativa a questa domanda: la traduzione ebraica è tratta da *Literal Translation* di Jay P. Green, mentre la versione della Settanta proviene dalla traduzione di Sir Lancelot C.L. Brenton di *The Septuagint: Greek and English*. Sono stati utilizzati anche *The Expositor’s Bible Commentary*, la BSB e le note a piè di pagina delle Bibbie NASB, NIV, NKJV e NRSV.
Salvo diversa indicazione, le citazioni delle Scritture sono tratte da *The Holy Bible, Berean Standard Bible* (BSB), che è stata dedicata al pubblico dominio: https://berean.bible