< Domanda sulla Bibbia da Ezechiele

D: In Ezechiele, qual è l’importanza della presenza del libro di Ezechiele nella Bibbia?

R: Il libro di Ezechiele non è solo profezia, poesia, storia o insegnamento; è tutto questo insieme, e abbraccia la maggior parte dei generi delle Scritture. Ezechiele usa il termine "Signore Sovrano" (adonai YHWH) più di 200 volte, e questo libro mostra come la sovranità di Dio possa manifestarsi, sia nei momenti buoni che in quelli difficili.

Dio non aveva dimenticato gli ebrei e non aveva ancora finito con loro. Sia Ezechiele che Geremia continuarono a dire al popolo che Dio non li aveva dimenticati nemmeno durante l’esilio. Sì, molti ebrei avrebbero dimenticato Dio e si sarebbero assimilati alle nazioni circostanti, ma un residuo sarebbe tornato a Dio e sarebbe rientrato nella terra. Oggi, se un cristiano o un gruppo di cristiani ha sbagliato e si è allontanato da Dio, Dio non ha dimenticato nemmeno loro. Sebbene possa esserci un «percorso da seguire» per i cristiani disobbedienti, Dio può comunque servirsi nuovamente di loro per la Sua gloria.

Inoltre, Ezechiele ci offre alcuni scorci della gloria celeste, del futuro Tempio e del cuore di Dio. In Ezechiele possiamo imparare alcune cose sulla vera giustizia, così come la descrive Dio, e vedere che non tutto ciò che accade sulla terra è necessariamente giusto.

D: Qual è una struttura generale del libro di Ezechiele?

R: Ecco una struttura.

1-3 La missione di Ezechiele

1. Visione di Dio

2-3:3. Il rotolo del messaggio di Ezechiele a una casa ribelle

3:4-27. Le motivazioni di una sentinella

4-24 L’ammonimento di Dio a Israele

4-7 Esempi di avvertimento

8-11 La visione sbiadita della gloria di Dio che si allontana

12-17 Nessuna speranza per gli empi

18 Speranza per i pentiti, ma l’anima che pecca morirà

19-24 Lamento, ira e fine del rapporto con chi non si pente

25-32 L’avvertimento di Dio alle altre nazioni

25 Est e sud: Ammon, Moab, Edom e Filistea

26-28 Tiro, il suo re e Sidone

29-32 L’Egitto e il Faraone

33-39 La sentinella trasmette sei messaggi di gloria e benedizione su Israele

40-48 La gloria del tempio millenario

D: In Ezechiele 1, Ezechiele 8 e Apocalisse 4, dato che Dio non ha i limiti di un corpo fisico, cosa stava vedendo Ezechiele?

R: Questo brano abbonda di espressioni quali «somiglianza», «assomigliare a», «appariva come» e «aspetto». Ci sono tre punti da considerare nella risposta.

1. In una visione, Dio può apparire come desidera.

2. Tuttavia, Dio ha un’immagine fisica, Gesù Cristo, come mostra Colossesi 1:15.

3. Inoltre, alcuni cristiani interpretano Colui che siede sul trono in Apocalisse 4 come Dio Padre, il che probabilmente renderebbe anche la visione di Ezechiele una visione di Dio Padre.

D: In Ezechiele 1, come dovrebbe essere la nostra visione di Dio?

R: Dio ricopre diversi ruoli, quindi non esiste un’unica risposta giusta. Alcuni vedono Dio come un amico, come fece Abramo. Alcuni vedono Dio principalmente come un Padre, come recita l’inizio del Padre Nostro. Alcuni vedono Dio come maestoso e molto diverso da noi, come lo vede Ezechiele qui e Isaia in Isaia 6. Molti degli attributi di Dio possono essere raggruppati in due categorie: trascendenza e immanenza. Dio è trascendente, in quanto riempie l’intero universo, conosce ogni cosa, è onnipotente e non solo è più grande di quanto immaginiamo, ma più grande di quanto possiamo persino immaginare. Non importa quanto qualcosa sia lontana da te, Dio è lì. Ma Dio è anche immanente, in quanto nessuno è più vicino a noi di Dio. Egli ci ama e conosce persino il numero dei capelli sulla nostra testa.

A volte i cristiani possono erroneamente concentrarsi così tanto su un singolo attributo di Dio da trascurare gli altri. Ezechiele 1 ci ricorda che, sebbene sia bene concentrarsi sugli attributi amorevoli e immanenti di Dio, dovremmo sempre tenere presenti anche gli aspetti trascendenti.

D: In Ezechiele 1:1, cosa significa «nel trentesimo anno»?

R: Probabilmente si riferisce all’età di Ezechiele; a trent’anni un sacerdote entrava al servizio del Signore.

Ezechiele proveniva da una famiglia sacerdotale. Sebbene non ci fosse un’età fissa in cui i sacerdoti iniziavano il loro ministero, il trentesimo anno era quello in cui i leviti iniziavano i loro compiti di cura del tempio, secondo Numeri 4:3, 23, 29. Naturalmente, in quel momento i servizi dei sacerdoti e dei leviti non erano necessari. Forse Ezechiele era deluso dal fatto che, a causa del peccato di Israele, non avesse nulla da fare nel suo ruolo ereditario. Ma Dio aveva uno scopo più speciale per Ezechiele.

D: In Ezechiele 1:3 e 10:20, dove si trovava il fiume Kebar (o Chebar)?

R: Si trattava di un canale (fiume artificiale) che sfociava nel fiume Eufrate a sud di Babilonia. Era uno dei canali più grandi e il suo nome originale in accadico era nar Kabari, che significa “Grande Canale”.

D: In Ezechiele 1:4, cosa c’era di significativo nella tempesta di vento proveniente da nord?

R: A causa delle condizioni meteorologiche, le tempeste provenivano solitamente da nord o da nord-ovest. Per ragioni geografiche, le invasioni da parte di imperi diversi dall’Egitto provenivano sempre da nord. Proprio come una tempesta di vento, questa era la direzione da cui ci si poteva aspettare che arrivasse il giudizio di Dio, poiché gli Assiri e i Babilonesi invadevano da quella direzione.

D: Ezechiele 1:5-28 descrive forse un UFO?

R: Non nel senso comunemente inteso. Gli angeli di Dio erano oggetti volanti, e l’unico vero Dio della Bibbia non è identificato da molte persone. È ovvio che ciò si riferisca a Dio e ai cherubini.

Tuttavia, da una prospettiva psicologica umana, è interessante notare che molte persone trovano molto più facile attribuire qualsiasi cosa insolita a esseri extraterrestri piuttosto che credere nell’essere extraterrestre più importante: il Creatore.

D: In Ezechiele 1:5-28, qual è il modo corretto di interpretare visioni come questa?

R: La visione è stata scritta in termini comprensibili all’autore umano e al pubblico a cui era immediatamente destinata. Il miglior commento alle Scritture è la Scrittura stessa. Quando c’è un passo o un concetto simile, la somiglianza di solito non è solo una coincidenza. Si dovrebbe presumere che siano probabilmente la stessa cosa, a meno che non vi sia una ragione contestuale (non solo una preferenza dottrinale) per considerarli diversamente.

Sebbene non comprendiamo tutto di questa visione, possiamo formulare osservazioni che sono probabilmente (ma non certamente) corrette mettendola in relazione con ciò che è rivelato in altre parti della Scrittura.

D: In Ezechiele 1:5-28, che significato ha questa visione?

R: Questa visione non ha lo scopo primario di comunicare concetti o definizioni, ma piuttosto di fornire un’immagine. Ezechiele ebbe una visione di Dio in trono. Successivamente, una visione molto simile avrebbe mostrato la gloria di Dio che lasciava il Suo tempio a Gerusalemme. Per quanto riguarda l’interpretazione dei dettagli di questa visione, basta confrontarla con Isaia 6 e con Apocalisse 4 e 5.

D: In Ezechiele 1:22, cos’è quella distesa che risplende come cristallo?

R: Probabilmente si tratta del mare di vetro, limpido come il cristallo, menzionato in Apocalisse 4:6.

D: In Ezechiele 1:26, cos’è il lapislazzuli (tradotto anche come zaffiro)?

R: Si tratta di una gemma semipreziosa, dura e di colore bluastro. Era molto apprezzata; è interessante notare che intorno all’800 d.C., quando i monaci irlandesi stavano realizzando il Libro di Kells, una copia illustrata della Bibbia, parte del materiale utilizzato era proprio il lapislazzuli, estratto dall’Afghanistan.

D: In Ezechiele 1:28, che cos’è la gloria del Signore?

R: È chiamata anche «gloria Shekinah» e si manifestava attraverso l’aspetto splendente e l’atmosfera di soggezione che circondava il trono di Dio.

D: In Ezechiele 2:1 e in altri passi, perché Dio chiama spesso Ezechiele «figlio dell’uomo»?

R: Forse per sottolineare l’«alterità» di Dio. Ezechiele era un essere umano, al servizio degli esseri umani, con un messaggio proveniente da un essere non umano, che era più grande di quanto gli esseri umani potessero persino immaginare.

D: In Ezechiele 2:1, la nostra postura fisica è importante quando preghiamo o ascoltiamo Dio?

R: Non è richiesta una postura particolare affinché Dio ascolti le nostre preghiere; sia un malato disteso su un letto, sia un ladro sulla croce, possono entrambi invocare Dio. Ma a volte la nostra postura è importante per noi. Sia che siamo in ginocchio, sia che siamo distesi a pancia in giù, potremmo farlo per esprimere il nostro rispetto verso Dio e la nostra indegnità di trovarci alla Sua presenza, al di fuori di Cristo. Quando alziamo le mani per pregare e guardiamo in alto, potremmo farlo per chiedere a Dio di avvicinarsi a noi. Le persone possono comunicare tra loro attraverso la postura del corpo, al di là di un linguaggio dei segni formale, e noi possiamo comunicare con Dio in modi simili.

D: In Ezechiele 2:2 e 3:24, quale spirito entrò in Ezechiele in questi passaggi?

R: Si tratta dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo non è limitato a trovarsi in un solo luogo alla volta.

D: In Ezechiele 2:3-10, una parola correlata a «ribellarsi» viene usata sei volte. Quali sono almeno tre modi diversi in cui le persone, persino il popolo di Dio, possono ribellarsi a Dio?

R: Esistono almeno tre modi di considerare la ribellione.

Palese vs. Sottile: Le persone possono ribellarsi in modo provocatorio, ad esempio esclamando «Mi rifiuto di farlo». Le persone possono ribellarsi in modo silenzioso e sottile, semplicemente non facendo ciò che è richiesto, o facendolo senza convinzione, o ritardandone l’esecuzione, oppure agendo in modo tale che l’azione fallisca.

Allontanarsi vs. sincretizzare: il regno del nord si ribellò venendo meno alla fede in Dio. Smisero di adorare Dio e adorarono i vitelli d’oro, così come i Baal e le Astarte. Giuda si ribellò venendo meno alla fede in Dio. Continuarono ad adorare il Dio vero, ma non rinunciarono nemmeno ad adorare gli idoli dei Baal e delle Astarte.

Agire da soli vs. trascinare altri con sé: dopo che Satana si ribellò e la sua sorte fu segnata, volle trascinare con sé il maggior numero possibile di altri.

D: In Ezechiele 2:4, le persone sono in definitiva ostinate a causa della loro natura decaduta. Ma quali sono i diversi tipi di ostinazione e cosa fa sì che alcune persone siano più ostinate e testarde di altre?

R: Una forma di testardaggine consiste nel provare la stessa cosa più e più volte, ottenendo lo stesso risultato, e sperando di ottenere un risultato diverso la volta successiva.

Un’altra forma consiste nel non riuscire a imparare dai propri errori o da quelli degli altri.

Una forma ancora peggiore di testardaggine è quella di non curarsi nemmeno più del risultato; si fa comunque ciò che si sente di dover fare a tutti i costi. A volte la disciplina e le conseguenze spiacevoli possono aiutare a curare alcuni tipi di testardaggine, ma a volte nemmeno queste sono d’aiuto. Proverbi 22:15 dice che la stoltezza è radicata nel cuore di un bambino, ma la verga della disciplina la allontana da lui.

D: In Ezechiele 2:5, qual era lo scopo di mandare un profeta a un popolo dal collo duro, dato che Dio sapeva già che molti non avrebbero accettato le Sue parole tramite Ezechiele?

R: Dio non era tenuto a concedere a coloro che Lo rifiutavano ulteriori opportunità di pentimento. Tuttavia, Dio fu così misericordioso da inviare profeti a un popolo dal collo duro, pur sapendo che solo pochi di loro si sarebbero convertiti e si sarebbero pentiti.

D: In Ezechiele 2:6, perché il popolo ribelle è stato paragonato agli scorpioni?

R: Gli scorpioni sono animali insoliti. Non corrono né mostrano alcuna paura. Stanno in agguato in attesa della preda, e le loro code sono molto efficaci contro gli insetti. Confidare senza timore nella potenza delle loro code sembra una follia quando si trovano di fronte allo stivale o alla pala di una persona.

In Messico si racconta una parabola utile, che risale a una favola dell’antico scrittore greco Esopo (http://www.aesopfables.com/cgi/aesop1.cgi?4&TheScorpionandtheFrog). Parla di uno scorpione, una rana e un fiume in piena. Quando si avvicinava un'inondazione, uno scorpione chiese a una rana di portarlo a cavalcioni attraverso il fiume. La rana inizialmente rifiutò, perché temeva che lo scorpione la pungesse e lei morisse. Lo scorpione promise di non farlo, così la rana acconsentì. A metà del fiume, lo scorpione pungeva la rana. Mentre le zampe della rana si raffreddavano a causa della paralisi, la rana chiese allo scorpione perché l’avesse fatto, dato che ora sarebbero morti entrambi. Lo scorpione rispose che non poteva farne a meno; era semplicemente nella sua natura. Alcune persone sono proprio così. In realtà, però, tutti noi abbiamo una natura malvagia, e Dio opera per trasformarci affinché diventiamo buoni e santi come Cristo.

D: In Ezechiele 2:7, perché Ezechiele avrebbe dovuto continuare a parlare a un gruppo di persone, visto che non ne avrebbero tratto alcun beneficio poiché si rifiutavano di ascoltare? Perché dovremmo farlo noi?

R: Ci sono due ragioni diverse. Innanzitutto, sebbene la maggior parte delle persone non avrebbe ascoltato, alcune lo avrebbero fatto. Mentre la maggioranza degli esuli e dei loro figli non tornò nella Terra Promessa, una minoranza, circa 50.000 persone, lo fece. Ezechiele, come noi, non poteva sapere chi lo avrebbe ascoltato e chi no; e così si rivolse a tutti. Tutti avevano l’opportunità di ascoltare gli avvertimenti di Dio tramite Ezechiele, ma sarebbero stati ritenuti responsabili della propria scelta.

In secondo luogo, Ezechiele era stato nominato sentinella, e il loro sangue sarebbe ricaduto su di lui se non li avesse avvertiti. Sarebbe stato punito con la perdita della ricompensa, se avesse trascurato il proprio dovere, come dice Ezechiele 3:17-21.

D: In Ezechiele 2:9-3:3 e in Apocalisse 10:8-11, cosa rappresenta esattamente il rotolo?

R: Rappresenta la Parola di Dio che il popolo doveva ascoltare. Aveva un sapore buono perché era vera, santa e proveniva da Dio. Tuttavia, il rotolo nella visione di Apocalisse 10:8-11 provocò a Giovanni un’indigestione, poiché profetizzava cose così devastanti.

D: In Ezechiele 2:9-3:3 e in Apocalisse 10:8-11, in queste visioni, perché Dio faceva mangiare e inghiottire un libro ai suoi servitori?

R: In queste visioni, sia Ezechiele che l’apostolo Giovanni dovevano trasmettere un messaggio, e questa metafora significava che il messaggio proveniva direttamente da Dio. Allo stesso modo, anche noi dobbiamo «assimilare» la Parola di Dio e proclamarla. La verità della Parola di Dio viene anche paragonata al latte e alla carne in Ebrei 6.

D: In Ezechiele 2:9-3:3, pensi che il messaggio di Dio potesse essere in parte “sgradevole” per Ezechiele, proprio come causò un mal di stomaco a Giovanni? Come annunciamo ciò che dobbiamo annunciare, quando il nostro messaggio, sebbene dolce sotto certi aspetti, potrebbe causare indigestione sotto altri?

R: Potrebbe essere stato sgradevole in un paio di modi diversi. In primo luogo, potrebbe essere stato sgradevole perché Ezechiele aveva a cuore il suo popolo e la disciplina a cui era sottoposto. In secondo luogo, Ezechiele poteva prevedere la reazione che molti di loro avrebbero avuto nei confronti delle sue parole e nei suoi confronti, e questo sarebbe stato sgradevole. A volte tendiamo a evitare cose che sappiamo saranno sgradevoli. Ma se Dio vuole che le facciamo comunque, non dovremmo evitarle solo perché sono sgradevoli.

D: In Ezechiele 2, quali sono i diversi modi in cui si può essere un messaggero e in che modo Ezechiele era un messaggero? Come dovremmo essere noi messaggeri?

R: Una definizione di messaggero è semplicemente quella di una persona qualsiasi che consegna un messaggio una sola volta. Ezechiele non era quel tipo di messaggero. Il messaggio di Dio era il suo cibo. Metaforicamente, mangiò il rotolo perché la sua vita sarebbe consistita nel proclamarne le parole. Ezechiele non si limitò a comunicare il messaggio agli esuli una sola volta per poi dire: «Ho finito con loro». No, lanciò avvertimenti più e più volte, perché avevano bisogno di sentirli ripetutamente prima che alcuni potessero pentirsi e tornare a Dio.

Allo stesso modo, anche noi dobbiamo essere messaggeri simili a Ezechiele. Sebbene non abbiamo l’alta vocazione di essere profeti e di proclamare per la prima volta le parole delle Scritture, dobbiamo essere una lettera di Dio per gli altri (2 Corinzi 3:2-3), ambasciatori di Cristo (2 Corinzi 5:20), proclamando le parole di Dio (1 Pietro 4:11). Il messaggio di Dio deve essere la nostra vita. Dobbiamo assimilarlo studiando la Parola di Dio e metterlo in pratica davanti al mondo.

D: In Ezechiele 3:9, cos’è una pietra adamantina (diamante nella BSB)? In che modo alcune persone sono simili a essa?

R: C’è una certa incertezza su quale minerale duro si intenda. La NIV lo traduce semplicemente come «la pietra più dura», mentre la BSB e la NET dicono «diamante». Il termine ebraico indica sia durezza che taglientezza. Alcune persone hanno il cuore molto indurito nei confronti di Dio. Tuttavia, sia Ezechiele in Ezechiele 3:9 che Geremia in Geremia 1:18 furono resi duri in senso positivo da Dio. Non solo dovevano avere la pelle dura, di fronte al disprezzo, al ridicolo e alle parole scoraggianti ben mirate che la gente avrebbe rivolto contro di loro, ma dovevano anche essere fedeli e perseverare sotto la persecuzione fisica.

D: In Ezechiele 3:15, dove si trova Tel-Abib?

R: Era una città a sud di Babilonia, sul fiume Kebar (in realtà un canale). La moderna città israeliana di Tel Aviv prende il nome da Tel-Abib in Babilonia.

D: In Ezechiele 3:17-21, questo dimostra che le persone possono perdere la salvezza?

R: I cristiani hanno diversi punti di vista:

1. I veri credenti, anche ai tempi dell’Antico Testamento, non possono perdere la salvezza.

2. I veri credenti, ai tempi del Nuovo Testamento, non possono perdere la salvezza.

3. I veri credenti possono perdere la salvezza.

Per la risposta, si veda la discussione su Ebrei 3:6 e Ebrei 3:14.

Alcuni (ma non tutti) membri della Chiesa di Cristo credono che i cristiani perdano la salvezza ogni volta che peccano, ma che possano riottenerla con la stessa frequenza. La Chiesa cattolica ha insegnato che le persone perdono la salvezza per i peccati più gravi (che chiamano peccati mortali), ma non per quelli meno gravi (che chiamano peccati veniali).

La Chiesa cattolica romana afferma che i peccati mortali sono quei peccati presenti nell’elenco dei potenziali peccati mortali, commessi con la consapevolezza della loro gravità, dopo un’adeguata riflessione preventiva e di propria libera volontà. L’elenco dei potenziali peccati mortali include:

Hai saltato la Messa domenicale o un giorno di precetto senza una valida ragione?

Hai omesso di digiunare da cibi e bevande per un’ora prima della Comunione? (L’acqua e le medicine sono consentite)

Hai omesso di ricevere la Santa Comunione durante il periodo pasquale?

Hai intenzionalmente omesso di digiunare il Mercoledì delle Ceneri o il Venerdì Santo?

Hai mangiato intenzionalmente carne nei venerdì di Quaresima o il Mercoledì delle Ceneri?

Hai mancato di amare, aiutare o obbedire ai tuoi genitori?

Hai omesso di battezzare i tuoi figli entro pochi mesi dalla loro nascita?

Hai seriamente augurato del male a un’altra persona?

Ricchezza eccessiva [nel marzo 2008, Papa Benedetto XVI ha aggiunto l’ottavo peccato capitale, la «ricchezza eccessiva», all’elenco dei peccati capitali].

Queste informazioni sono tratte da http://www.followthissite.com/list-of-sins.php (30 agosto 2016)

D: In Ezechiele 3,17-21 e Ezechiele 33,2-7, qual è il significato della figura della sentinella?

R: La sentinella stava sulle mura della città a vigilare sul nemico. Se tutte le sentinelle si fossero addormentate o avessero abbandonato i propri posti, la città sarebbe rimasta di fatto incustodita, poiché le guardie sarebbero state addormentate. Se almeno una sentinella fosse rimasta sveglia e avesse dato l’allarme all’arrivo del nemico, l’intero esercito avrebbe potuto svegliarsi e respingerlo.

Oggi, se tutte le sentinelle di una chiesa fossero addormentate, Satana avrebbe vita facile. Ciò che si osserva oggi in alcune realtà è che le sentinelle sono sveglie, ma alcuni leader pentecostali e carismatici le disprezzano definendole «cacciatori di eresie». La vigilanza contro le eresie è un ministero antico, che risale agli apostoli Giovanni e Paolo. Se non si volesse prestare attenzione ai libri che mettono in guardia contro le eresie, si finirebbe per scartare la Lettera ai Galati, la Lettera ai Colossesi, la Seconda Lettera di Pietro, la Prima Lettera di Giovanni e la Lettera di Giuda.

D: In Ezechiele 3:17-21, come dobbiamo essere sentinelle oggi?

R: In quanto ambasciatori di Cristo, abbiamo la responsabilità di svolgere il nostro compito e di annunciare agli altri la parola di Dio. Dio giudica il nostro ministero non solo in base al numero di persone che sono state salvate grazie alle nostre parole, ma anche in base a quante persone abbiamo raggiunto con il nostro messaggio.

D: In Ezechiele 3:18,20, perché Ezechiele sarebbe responsabile della morte dei malvagi che non ha ammonito?

R: Dio ha affidato a Ezechiele la responsabilità di avvertire gli altri, ed Ezechiele sarebbe stato ritenuto responsabile se non avesse adempiuto ai suoi doveri. A quanto pare, Paolo provava un obbligo simile in Romani 1:14.

D: In Ezechiele 3:20, quando una persona giusta si allontana da Dio, perché Dio non tiene conto delle opere giuste che quell’uomo ha compiuto?

R: Se si credesse nella salvezza per opere, si potrebbe erroneamente concludere che Dio faccia una sorta di «media» tra le azioni buone e quelle cattive compiute da ciascuno. Tuttavia, Ezechiele 3:20 contraddice questa falsa idea. Essere in un giusto rapporto con Dio, o allontanarsi da Lui, è più importante del numero delle opere buone o cattive. Anche il maggior numero delle nostre opere migliori non è sufficiente a meritarci la salvezza.

D: In Ezechiele 3:20, Dio dimentica alcune cose?

R: Dipende da come si definisce il termine “dimenticare”.

No, Dio non dimentica, nel senso che perda informazioni o che non sappia cosa è accaduto nel nostro passato, presente o futuro. Dio conosce ogni cosa, e il Salmo 139:16 afferma che tutti i nostri giorni sono stati scritti nel Suo libro e predestinati per noi.

Sì, Dio dimentica, qui e in altri passi, nel senso che non giudica qualcosa o non la considera come se fosse avvenuta. Ad esempio, grazie alla morte sacrificale di Cristo sulla croce, Dio dimentica le nostre iniquità.

D: In Ezechiele 3:20, perché Dio pone un ostacolo davanti a un uomo che si allontana dalla sua giustizia?

R: Possiamo individuare almeno tre ragioni.

Una prova per vedere cosa c’è nel cuore della persona e cosa è disposta a fare.

La disciplina, che comporta conseguenze dolorose e negative per convincere l’uomo a tornare a Dio.

Infine, la morte di un credente disobbediente può impedirgli di rovinare ulteriormente la propria vita e quella degli altri.

D: In Ezechiele 3:21, in che modo l’ammonimento di Ezechiele a un uomo significa che Ezechiele «si sarà salvato»?

R: Questo versetto non parla della salvezza di Ezechiele o del suo andare in Paradiso, ma piuttosto del resoconto che dovrà rendere quando Ezechiele si presenterà davanti a Dio. I credenti riceveranno ricompense maggiori o minori in Paradiso, in base alle loro opere, secondo 1 Corinzi 3:12-15.

D: In Ezechiele 3:26, in che modo Dio stesso rendeva la lingua di Ezechiele incapace di parlare?

R: Ezechiele era un uomo pio, ma ovviamente avrebbe detto cose che Dio non avrebbe voluto che dicesse, almeno non in quel momento. Anche oggi i credenti obbedienti devono stare attenti a ciò che dicono, specialmente quando sono in preda alla rabbia, come mostra Giacomo 1:19-20. A volte si possono dire cose che sono corrette ma non utili a Dio. A volte si può voler dire cose buone, ma il momento scelto non è quello che Dio desidera.

D: In Ezechiele 3:26, perché Dio stesso ha deliberatamente posto un ostacolo a un credente obbediente che proclamava la parola di Dio?

R: La risposta si trova in Ezechiele 3:27. Dio non voleva che Ezechiele si limitasse a pronunciare parole «buone», ma voleva che pronunciasse solo le parole «migliori», cioè quelle provenienti direttamente da Dio. Voleva che Ezechiele parlasse al popolo che Dio desiderava, nel momento in cui Dio lo desiderava. Paolo si trovò in una situazione simile in Atti 16:6-7, dove lo Spirito Santo gli impedì di predicare nelle province romane dell’Asia e della Bitinia in quel momento. Si veda anche la domanda precedente per ulteriori approfondimenti.

D: In Ezechiele 4:4-6, come faceva Ezechiele a non muoversi mai per tutto quel tempo?

R: Ezechiele non rimase in quella posizione 24 ore al giorno, poiché in Ezechiele 4:8-12 doveva comunque cucinare, mangiare e bere.

D: In Ezechiele 4:4-6, questi giorni rappresentavano anni del passato e del presente, o del futuro?

R: Sebbene alcuni abbiano pensato che rappresentassero anni futuri, devono trattarsi di anni già trascorsi, fino al presente, per i seguenti motivi.

1. Questi rappresentavano gli anni del loro peccato, non gli anni della loro punizione.

2. Se si trattasse del futuro, sarebbe strano che Dio li rimproverasse per peccati che non avevano ancora commesso e non parlasse dei peccati che avevano già commesso.

D: In Ezechiele 4-5, perché Ezechiele profetizzò attraverso le azioni di queste rappresentazioni dettagliate invece di limitarsi a usare le parole?

R: Dio può usare qualsiasi mezzo desideri. Sebbene la Scrittura non lo dica, possiamo individuare alcune valide ragioni. In precedenza Dio aveva mandato altri profeti al popolo, eppure la maggior parte delle persone non si era ancora convertita a Dio. A quel punto, non era che il popolo avesse bisogno di ricevere nuove informazioni, ma piuttosto di un rimprovero per non aver seguito la verità che già conosceva. Oltre a dirlo chiaramente al popolo, Dio ha usato queste rappresentazioni per illustrare in modo vivido le imminenti conseguenze del loro continuare a peccare.

Oggi è bene utilizzare una varietà di mezzi di comunicazione per trasmettere un messaggio agli altri.

D: In Ezechiele 4:4-5,9, qual è il significato dei 390 giorni che rappresentano 390 anni di peccato di Israele?

R: Sebbene la Settanta indichi 190 giorni, tutti i manoscritti ebraici riportano 390 giorni. Considerando che il loro anno era di 360 giorni, ciò risalirebbe al 1106 a.C.

Ciò significa che il peccato per cui Dio li sta giudicando risale addirittura al tempo di Saul. Anche durante il regno di Davide, molti in Israele e Giuda praticavano ancora l’idolatria.

L’idolatria degli Israeliti fu giudicata nel giro di una generazione durante l’epoca dei giudici. Dopo l’instaurazione della monarchia, l’idolatria non fu giudicata, ma continuò ad accumularsi. Oggi, alcuni peccati ricevono un giudizio immediato, altri no, ma il giudizio si accumula. Un’analogia è quella di un’eccessiva quantità d’acqua dell’ira di Dio che si accumula dietro la diga della misericordia di Dio, finché la diga alla fine cede.

D: In Ezechiele 4:6, qual è il significato di un anno trascorso sdraiato, un giorno per ogni anno, per i peccati di Giuda?

R: Considerando che il loro anno era di 360 giorni, mentre il nostro è di 365,25 giorni, ciò corrisponderebbe a 355 dei nostri anni. O:

a) I peccati si riferivano al periodo fino al momento attuale, il che significherebbe che il peccato di Israele era iniziato circa 30 anni prima di quello di Giuda.

b) Il periodo di grave peccato di Giuda iniziò molto più tardi, e quindi il giudizio giunse più tardi.

D: In Ezechiele 4:6, in che modo gli israeliti hanno derubato Dio del loro tempo? In che modo noi derubiamo Dio del nostro tempo?

R: Alcuni tipi di peccati, come l’omicidio, il furto o l’adulterio, sono peccati spesso condannati che danneggiano altre persone. Ma la violazione del sabato era diversa, in quanto costituiva una violazione dell’impegno del loro tempo verso Dio. Dio si è preso indietro tutto quel tempo attraverso l’esilio.

Anche oggi è importante non uccidere, non rubare e non commettere adulterio. Ma sebbene non sia più necessario osservare il sabato e le altre «ombre» della realtà di Cristo (Colossesi 2:16-17), dobbiamo comunque dedicare il nostro tempo a Dio. Dedichi molto tempo a fare cose che non vanno a tuo vantaggio, ma solo a vantaggio di Dio e della Sua opera?

Essere pigri non significa solo non fare nulla invece di ciò che dovresti fare. Può anche significare tenersi occupati facendo molte cose, invece di ciò che dovresti fare.

D: In Ezechiele 4:9-13, dopo questo episodio probabilmente nessuno ha più chiesto a Ezechiele di fare da cuoco! Se Dio ti chiedesse di svolgere un ministero in cui il cibo fosse monotono, il lavoro fosse noioso o l’ambiente non fosse stimolante, saresti comunque entusiasta di fare la volontà di Dio? Perché sì o perché no?

R: Non saresti molto entusiasta se distogliessi lo sguardo dall’obiettivo. L’obiettivo non è ciò che facciamo giorno per giorno, ma piuttosto usare ciò che facciamo giorno per giorno per glorificare Dio e portare agli altri il messaggio della vita eterna. Si racconta che a tre muratori in un cantiere fu chiesto cosa stessero facendo. Il primo disse: «Sto posando mattoni». Il secondo disse: «Sto costruendo un muro». Il terzo disse: «Sto creando una cattedrale». In realtà, stavano tutti facendo la stessa cosa, ma avevano visioni molto diverse di ciò che stavano facendo.

D: In Ezechiele 4:12, perché a Ezechiele fu chiesto di preparare focacce d’orzo, usando sterco umano come combustibile?

R: Questo dimostrava in modo vivido a che punto sarebbero stati ridotti gli ebrei per cucinare il loro cibo. Il grano è uno dei cereali migliori, mentre il miglio viene solitamente mangiato dagli animali e dai poveri.

D: In Ezechiele 4:12-15, perché Dio cambiò il Suo comando dopo che Ezechiele si lamentò?

R: Dio sapeva già che Ezechiele avrebbe sollevato questa obiezione. Dio avrebbe potuto comunicarlo in tre modi.

1. Costringere Ezechiele a usare gli escrementi umani. Altri avrebbero potuto criticare Ezechiele per aver infranto le leggi igieniche della Torah.

2. Dire inizialmente a Ezechiele di usare sterco animale. Ciò avrebbe dato l’impressione errata che si sarebbe usato solo sterco animale, sminuendo la gravità dell’avvertimento.

3. La soluzione migliore era dire inizialmente a Ezechiele di usare sterco umano. Quando Ezechiele si oppose, come avrebbe fatto qualsiasi ebreo, Dio disse che avrebbe ceduto e avrebbe permesso invece l’uso di sterco animale. Ciò dimostra che lo sterco umano sarebbe stato utilizzato, ma che Ezechiele non era tenuto a usarlo. Questo è ciò che Dio fece, anticipando la reazione di Ezechiele.

D: In Ezechiele 5:1, qual è la cronologia dell’inizio dell’esilio?

Ecco una cronologia di Gerusalemme e dell’inizio dell’esilio.

609

Ioachaz regnò per soli 3 mesi.

2 Re 23:31; 2 Cron 36:2

609-598

Ioiachim regnò per 11 anni.

2 Re 23:36; 2 Cron 36:5

598-597

Jehoiachin regnò per 3 mesi e 10 giorni.

2 Re 24:8; 2 Cron 36:9

16 marzo 597

Gerusalemme viene conquistata; 10.000 persone vengono esiliate.

2 Re 24:10-16

597-587/586

Il governatore Sedecìa per 11 anni

2 Re 24:18; 2 Cronache 36:11; Geremia 52:1-11

589-587

Gli ebrei si ribellano ai babilonesi.

18 luglio 587/586

Gerusalemme e il tempio vengono distrutti. Molti vengono esiliati

2 Re 25; 2 Cron 36:17-21

581

I babilonesi deportano altri abitanti di Giuda.

Geremia 52:27-30

538

Ciro di Persia permette agli esuli di tornare.

2 Cr 36:22-23

D: In Ezechiele 5:1-2, cosa c'era di personalmente riprovevole nel rasarsi la testa in quel modo?

R: C'erano diverse ragioni.

a) Se un sacerdote israelita si fosse rasato la testa, sarebbe stato contaminato secondo Levitico 21:5.

b) Quando le persone si rasavano la barba o i capelli, potevano usare un coltello simile a un rasoio a lama diritta di oggi. Una spada avrebbe prodotto un risultato grossolano e meno preciso, cosa che non avrebbe avuto importanza se si fosse rasata la testa di uno schiavo. Era un segno di umiliazione, come indica 2 Samuele 10:4.

Non è questa la risposta: i gentili a volte si rasavano la testa nel culto pagano (Ezechiele 27:31; Isaia 22:12; Geremia 16:6; Amos 8:10), ma ciò non è rilevante in questo contesto, poiché era Dio a comandarlo.

D: In Ezechiele 5:1-4, cosa simboleggiava il fatto che Ezechiele si rasasse i capelli e se ne liberasse in tre modi?

R: Questo simboleggia il destino degli abitanti di Gerusalemme. Un terzo sarebbe stato distrutto dal fuoco, un terzo passato a fil di spada e un terzo «disperso al vento» in esilio. Lì alcuni sarebbero stati uccisi; molti si sarebbero assimilati ai popoli circostanti e solo alcuni sarebbero rimasti ebrei. Solo un residuo, poche ciocche, sarebbe stato preservato.

D: In Ezechiele 5:6, in che modo il popolo di Dio trasformò la giustizia di Dio in qualcosa di più malvagio delle nazioni circostanti?

R: Il giudizio in materia civile e penale, se reso in modo giusto, è gradito a Dio. Tuttavia, quando i malvagi restano impuniti e i giusti soffrono ingiustamente, ciò trasforma la «giustizia», che dovrebbe essere gradita a Dio, in qualcosa di malvagio.

D: In Ezechiele 5:6-7, perché le persone che conoscevano Dio sarebbero state più malvagie di quelle che non lo conoscevano?

R: La conoscenza di Dio, di per sé, non avvicina nessuno a Dio. Tutto dipende da come si agisce in base a tale conoscenza. Anche i demoni credono in Dio e tremano (Giacomo 2:19), perché ciò non serve loro a nulla.

Dal punto di vista giudiziario, coloro che conoscono la verità e se ne allontanano deliberatamente hanno una colpa maggiore di coloro che non ne sanno così tanto. Vedi 2 Pietro 2:20-22, Romani 4:15 e 5:13.

Dal punto di vista dell’esperienza, coloro che non provano timore reverenziale verso Dio e praticano deliberatamente la disobbedienza, diventano più abili in ciò che praticano.

D: In Ezechiele 5:10, Geremia 19:9 e Lamentazioni 4:10, questi versetti parlano di vero e proprio cannibalismo?

R: Sì, è proprio così. Non si tratta né di un comandamento di Dio, né di qualcosa da Lui desiderato. Piuttosto, Dio sta usando Ezechiele per predire, con tristezza ma con precisione, ciò che farà il Suo popolo disobbediente, a causa del proprio peccato e della severità del giudizio che lo attende.

Un concetto da imparare qui è che il peccato spesso ti costringe a peccare ancora di più, sia direttamente, sia, come in questo caso, indirettamente, sia attraverso il suo occultamento che attraverso le sue conseguenze.

D: In Ezechiele 5:11, in che modo hanno profanato il santuario di Dio con immagini abominevoli?

R: Hanno collocato nel luogo santo di Dio delle immagini che non dovevano trovarsi lì. Il risentimento di Dio riguardo a questa idolatria nel Suo tempio era così forte che, in Ezechiele 6:5, Dio «promise» loro che avrebbe deposto i loro cadaveri davanti ai loro idoli morti. Questa strana immagine mostra quanto Dio odi gli idoli.

A proposito, hai qualche immagine di idoli pagani in casa tua? Vedi anche la discussione su Isaia 30:22 per ulteriori informazioni.

D: In Ezechiele 5:12, quando un terzo di Gerusalemme sarebbe stato ucciso dalla peste e dalla carestia, un terzo dalla spada e un terzo disperso?

R: Ciò avvenne quando i babilonesi conquistarono Gerusalemme dopo la sua ribellione nel 587/586 a.C.

D: In Ezechiele 5:16, quando Dio scaglia per avvertire e ferire, e quando lo fa per distruggere?

R: Dio può fare ciò che desidera. Ma spesso, proprio come un padre o un sovrano umano, Dio potrebbe avvertire prima di provocare conseguenze spiacevoli. Poi potrebbe disciplinare affinché la persona, o il popolo, si rivolga a Lui. Ma in questo caso, per la maggior parte del popolo, Dio non era più interessato a fare né l’una né l’altra cosa. Essi volevano allontanarsi completamente da Dio, e così Egli li fece allontanare definitivamente dal paese.

D: In Ezechiele 5:17, cosa sono le «bestie malvagie» di cui si parla?

R: Sebbene alcuni possano considerare «malvagi» i leoni e gli orsi selvatici, a causa del danno che possono arrecare alle persone, non è di questo che parla questo versetto. Si tratta di bestie veramente malvagie in senso morale. Probabilmente sono le locuste dell’Abisso menzionate in Apocalisse 9:3-11.

D: In Ezechiele 6:1-4 e 36:1, perché Dio fa profetizzare Ezechiele contro le montagne inanimate d’Israele?

R: Le montagne non erano malvagie di per sé. Si potrebbe erroneamente pensarlo, dato che gran parte della religione cananea era incentrata sui santuari montani. Le montagne sono una personificazione del popolo di Giuda, quindi Dio stava in realtà parlando al popolo. Due ragioni per cui Dio potrebbe aver voluto usare questa particolare personificazione sono che il popolo spesso rendeva culto negli «alti luoghi» cananei, che si trovavano spesso sulle montagne, e che il popolo confidava nelle fortificazioni montane per proteggersi dagli invasori. Tuttavia, Dio promette che gli Israeliti torneranno e abiteranno sulle montagne.

D: In Ezechiele 6:1-4, 5:1,12, perché Dio va direttamente al cuore del loro problema con l’idolatria invece di menzionare gradualmente i peccati minori per poi arrivare progressivamente a quello principale?

R: Il peccato cresce, quindi occuparsi solo dello strato esterno del peccato non serve a nulla se non si arriva al nocciolo. Se il nocciolo è marcio, allora la mela è marcia. Occuparsi solo degli aspetti secondari sarebbe un po’ come dire a un ladro e assassino in sovrappeso che dovrebbe saltare qualche dessert.

A volte occuparsi delle questioni minori non serve a nulla finché non si compie prima la scelta di «cambiare direzione». Dopo che ci si è pentiti e si è messo Dio al primo posto, allora è il momento di mettere ordine anche in molte altre cose.

D: In Ezechiele 6:1-4, 5:1,12, dato che il popolo voleva recarsi sugli alti luoghi per adorare, perché non riutilizzare semplicemente gli alti luoghi per adorare il vero Dio invece degli idoli cananei? Dopotutto, i pagani non avevano forse “riutilizzato” il tempio di Gerusalemme per gli idoli pagani?

R: Il costo e la comodità di un luogo non sono la preoccupazione principale di Dio; lo è invece il cuore dell’adorazione del popolo. Innanzitutto, Dio aveva comandato loro di non adorare sugli alti luoghi, e questo da solo è una ragione sufficiente. Ma al di là di ciò, riutilizzare gli alti luoghi avrebbe portato a confusione su chi vi venisse adorato. Avrebbe potuto portare al sincretismo, una falsa credenza secondo cui gli idoli e il vero Dio fossero sostanzialmente la stessa cosa, o almeno compatibili. Dio era molto determinato su questo punto. Disse che i loro cadaveri sarebbero giaciuti davanti ai loro idoli, il che avrebbe profanato gli altari agli occhi sia dei pagani che dei fedeli ebrei. Sotto Stalin nell’URSS, stare davanti al Cremlino affermando che gli zar erano la bestia avrebbe ottenuto un’accoglienza più positiva tra gli uomini che stare davanti a Dio in un luogo di culto e adorare gli idoli.

D: In Ezechiele 6:1-7, quando le persone si allontanano da Dio, pensi che ciò sia solitamente dovuto principalmente a un unico motivo o a una serie di motivi?

R: Per alcune persone può dipendere da molteplici influenze, ma spesso è una causa principale. Potrebbe trattarsi di qualcosa di «attivo», come la paura della persecuzione, peccati ricorrenti quali l’alcol o le droghe, aspettative nei confronti di Dio che non sono state soddisfatte. Potrebbe essere il riporre la propria fiducia in una persona, per poi rimanere delusi dalla vita di quella persona, invece di riporre la propria fiducia in Dio. Potrebbe essere l’aspettarsi che Dio soddisfi determinate condizioni e rimanere delusi quando Dio non lo fa. Oppure potrebbe trattarsi di qualcosa di «passivo», come lasciarsi trascinare dalle cose materiali, o semplicemente la pigrizia nel camminare con Dio. Ma se qualcuno si è allontanato da Dio per questi motivi, può tornare indietro.

D: In Ezechiele 6:8-10, sia ai tempi dell’Antico Testamento che oggi, cosa potrebbe indurre una persona ribelle a tornare a ricordarsi di Dio, a provare disgusto per se stessa a causa del male che ha commesso e a desiderare di tornare a Dio?

R: A volte potrebbe svegliarsi e vedere il frutto della propria disobbedienza passata, rendendosi conto che le cose avrebbero potuto andare diversamente. Il peccato di una persona può influenzare anche chi le sta intorno, quindi potrebbe non essere solo per le conseguenze negative che vede nella propria vita, ma per l’impatto che ha avuto sugli altri. Oppure potrebbe essere la percezione della propria rovina imminente a farle aprire gli occhi. Proverbi 22:15 dice che la stoltezza è radicata nel cuore di un bambino, ma la verga della disciplina la allontana da lui. In Zaccaria 12:10-14 il popolo d’Israele piangerà colui che ha trafitto.

D: In Ezechiele 6:9, in che modo il popolo idolatra poteva «bramare» i propri idoli?

R: Non seguivano i propri idoli solo per senso del dovere o per paura, ma cercavano piuttosto con entusiasmo il piacere nell’esperienza con essi. Potevano riporre la propria fede in quell’idolo, immaginando sicurezza, riverenza o un possibile amore da parte sua, ignari del fatto che tutto ciò fosse una menzogna. Così come le persone possono bramare il sesso, il denaro o i beni materiali, così esse bramavano l’esperienza religiosa con i propri idoli. Luca 6:45 dice che dalla pienezza del cuore parla la bocca.

D: In Ezechiele 6:9, è mai giusto che una persona provi «disgusto» per se stessa? E che dire dell’importanza di un’immagine positiva di sé?

R: Contrariamente a quanto avviene in alcune culture moderne, può essere positivo provare disgusto per i torti che abbiamo commesso. «Detestare» significa odiare ciò che si è o ciò che si è fatto. Pur ricordando che siamo creati a immagine di Dio e che gli eletti sono preziosi per Dio, a volte è bene che una persona detesti ciò che ha fatto.

D: In Ezechiele 6:10, Dio compie forse il male?

R: Il male può significare danno fisico, ma può anche significare male morale. Dio infligge spesso danni fisici, ma non commette il male morale.

D: In Ezechiele 6:11, perché Ezechiele fu chiamato a battere le mani e a gridare «Ahimè!» quando i nemici di Israele furono criticati per aver fatto quasi la stessa cosa in Ezechiele 25:6?

R: Va bene lodare Dio per la Sua giustizia, ma dovremmo avere a cuore anche i perduti. Non dovremmo gioire a spese della sventura altrui.

Si racconta di una persona che chiese a un battista del proprio pastore, e il battista rispose che lo avevano licenziato perché diceva che i perduti sarebbero andati all’inferno. La persona rimase scioccata e gli chiese cosa insegnasse il nuovo pastore. Egli rispose che anche il nuovo pastore insegnava che i perduti sarebbero andati all’inferno. «Qual era la differenza?», chiese la persona. Il battista rispose che il primo pastore lo diceva con gioia nella voce, mentre il secondo lo diceva con le lacrime agli occhi.

In Apocalisse 19:1-4 i credenti in cielo gioiranno per la caduta della prostituta chiamata Babilonia.

D: In Ezechiele 6:14, dove si trova Diblah/Riblah, e perché Dio avrebbe portato la desolazione dal deserto fino a lì?

R: Il «deserto» si riferirebbe al Negev, nella parte più meridionale di Giuda. La maggior parte dei manoscritti ebraici riporta «Diblah», ma alcuni riportano «Riblah». La lettura corretta è quasi certamente Riblah per un paio di ragioni.

Non esiste alcuna città nota in Giuda chiamata Diblah. In Geremia 48:22 si menziona una città in Moab chiamata «Beth Diblathaim», ma non vediamo alcun motivo per cui si debba fare riferimento a quella città. Infine, Riblah, una città a nord di Damasco sul fiume Oronte, rivestiva grande importanza.

A Riblah, sul fiume Oronte, il re d’Egitto fece prigioniero Jehoahaz nel 608 a.C. Sempre a Riblah il re babilonese emise la sentenza contro Zedekia. La differenza sta nel fatto che il tratto orizzontale incroci quello verticale (r) oppure lo superi (d).

D: In Ezechiele 6 e in Ezechiele 7:9, perché Dio è così diretto e severo nel rivolgersi al Suo popolo?

R: Da un certo punto di vista, Dio è come una cheerleader che «tifa» affinché scelgano di sfuggire al Suo giudizio. Tuttavia, in questo caso Dio li sta avvertendo severamente di ciò che accadrà quando il Suo giudizio arriverà. È molto più che una madre che urla al proprio figlio di non correre in una strada trafficata. Ezechiele 7:9 afferma specificamente che sarà Dio a sferrare il colpo.

Dio possiede sia amore che ira. Per fare un esempio imperfetto, durante la Rivoluzione Americana un amico personale di George Washington fu condannato per spionaggio a favore degli inglesi. Washington probabilmente avrebbe potuto usare la sua influenza per far risparmiare la vita al suo caro amico. Ma l’uomo era colpevole, e così Washington non fece nulla, e l’uomo fu giustiziato.

D: In Ezechiele 7:1-4, c’è un limite alla pazienza di Dio?

R: La Scrittura risponde di sì in 1 Tessalonicesi 2:16. In Genesi 15:16b, gli Amorrei erano malvagi, ma «l’iniquità degli Amorrei non è ancora completa». Ezechiele 7 parla di rovina, di una fine irreversibile e catastrofica. Poiché il regno settentrionale di Israele non sarebbe mai più esistito, anche nel regno meridionale la vita così come la conoscevano sarebbe finita per sempre. In Matteo 22:1-14 Gesù racconta la parabola del banchetto nuziale. Molti sono invitati, ma pochi sono scelti.

D: In Ezechiele 7:2 (due volte), 7:3; 7:6 (due volte) e Amos 8:2, cosa significa «la fine è giunta»?

R: Significa che la loro rovina è giunta. Forse prima di quel momento la situazione appariva incerta, e Dio aveva concesso loro un periodo per pentirsi, ma quel periodo è trascorso, la loro rovina è ormai una realtà e non c’è più tempo per loro. È la fine della loro prosperità, della loro sicurezza e di gran parte della loro malvagità. Sarebbe la fine della loro vita così come la conoscevano.

D: In Ezechiele 7:4, perché Dio non ha pietà in questo caso?

R: Dio ha compassione di tutto ciò che ha creato secondo il Salmo 145:9; vedi anche 145:17. Dio ritarda secondo 2 Pietro 3:9, perché non vuole che perisca nessuno che abbia intenzione di pentirsi. Tuttavia, arriva un momento in cui una persona non si pentirà mai. Allo stesso modo, la pazienza di Dio ha dei limiti (1 Tessalonicesi 2:16; Genesi 15:16; Apocalisse 10:6; Salmo 2:5,12; Romani 2:5).

D: In Ezechiele 7:10-11, cosa significa che la rovina è uscita, il bastone ha germogliato, l’arroganza è fiorita e la violenza è cresciuta fino a diventare un bastone?

R: Dio ritarda l’arrivo della rovina per dare alle persone il tempo di pentirsi. Tuttavia, con i ritardi le cose possono peggiorare. Come cresce una pianta, così cresce anche il peccato. Quando il peccato «fiorisce», come un dente di leone, allora Dio interviene. Il peccato, come un cancro maligno, non rimane fermo; cresce. Il peccato genera altro peccato e non è mai saziato. Giacomo 1:15 dice che dopo che il desiderio ha concepito, genera il peccato; e il peccato, quando è pienamente sviluppato, genera la morte.

D: In Ezechiele 7:14, quali sono oggi gli esempi di quando si suona la tromba da battaglia e nessuno accorre?

R: Durante la Seconda Guerra Mondiale gli americani sapevano che i giapponesi stavano inviando una grande flotta di navi e truppe per invadere le Filippine. Ma gli aerei americani erano pronti ad affrontarli, carichi di siluri in grado di affondare le navi. Il problema era che non c’era stato il tempo di testare i siluri, e si scoprì che non funzionavano. L’intera occupazione giapponese delle Filippine, compresi i famigerati campi di prigionia, avrebbe potuto non verificarsi se i siluri avessero funzionato. L’aviazione americana ha svolto bene il proprio compito; ma se non tutti avessero fatto la propria parte, comprese le aziende che progettarono e costruirono i siluri, allora anche la vigilanza di alcuni sarebbe stata vana. Vedi anche l’articolo di Wikipedia su Pearl Harbor. http://en.wikipedia.org/wiki/SCR-270_radar 28/11/2014.

D: In Ezechiele 7:15, all’interno c’erano la peste e la carestia. Come può una cinta muraria, costruita per proteggersi dall’esterno, fungere da prigione che trattiene le persone all’interno e diventare la loro rovina?

R: La spada era fuori; la carestia e la pestilenza erano dentro. Le mura della città erano state costruite per proteggersi dall’arrivo di un aggressore. Tuttavia, le persone possono non riuscire a sfuggire alla tentazione e al peccato, perché pensano che le mura siano abbastanza spesse da impedire che vengano scoperte o, più spesso, abbastanza spesse da proteggerle dalla maggior parte delle conseguenze. Allora le mura sono diventate un modo per trattenerle all’interno e impedire loro la fuga. Quando pecchiamo e costruiamo mura per proteggerci dalle conseguenze del nostro peccato, a volte quelle mura possono diventare una prigione anche per noi. Quando le persone erigono leggi o altre barriere per proteggere il proprio stile di vita peccaminoso, queste possono trasformarsi in catene.

Allo stesso modo, le difese di una persona contro il cristianesimo possono impedirle di sfuggire ai piani di Satana. Inoltre, le fortificazioni di una persona, siano esse finanziarie, emotive o intellettuali, possono impedirle di rendersi conto che deve sfuggire al disastro.

D: In Ezechiele 7:17, cosa significa che «ogni ginocchio si scioglierà come acqua»?

R: A prima vista sembrerebbe che le persone riescano a malapena a stare in piedi a causa del terrore. Tuttavia, Ezechiele non era tipo da usare parole delicate. I traduttori della Settanta interpretarono questa espressione come un terrore così grande da far loro perdere il controllo della vescica.

D: In Ezechiele 7:19-22, perché Dio non sarebbe più interessato alle cose belle del tempio?

R: A volte l’Esercito della Salvezza riceve donazioni insolite, tra cui costosi anelli di diamanti. Se un uomo regala a una donna un costoso anello di fidanzamento e in seguito lei rompe il fidanzamento e restituisce l’anello, cosa dovrebbe farne l’uomo? Alcuni potrebbero tenerlo per la ragazza successiva, ma altri, vedendo che è stato rifiutato, non lo desiderano più e lo donano all’Esercito della Salvezza affinché lo venda e destini il ricavato ai poveri. Dio potrebbe guardare alle belle costruzioni religiose in modo simile.

Mentre le persone potevano ammirare la bellezza esteriore degli arredi del tempio, Dio vedeva senza dubbio la bellezza delle persone che si sacrificavano e donavano per quelle cose. Ma quando questi arredi venivano contaminati e ceduti ad altri (idoli), Dio perdeva interesse nei loro confronti. A volte può capitare che ci sia qualcosa di splendidamente dedicato a Dio, ma quando viene profanato a tal punto, suscita solo brutti ricordi e Dio non è più interessato a ciò.

D: In Ezechiele 7:22, cosa comporta il fatto che Dio distolga il Suo volto da un luogo o da un popolo?

R: Come vedremo più avanti nel libro di Ezechiele, ciò significa che non godono più del favore di Dio. A volte non hanno sicurezza, altre volte non hanno prosperità. Ma a volte hanno entrambe, pur non essendo in grado di goderne.

D: In Ezechiele 7:23, perché dovevano forgiare le catene?

R: Ezechiele sta sottolineando un piccolo dettaglio per rafforzare un punto fondamentale. L’esercito invasore avrebbe dovuto prendersi la briga di fabbricare grandi quantità di catene, poiché ne avrebbe avuto bisogno di molte per tutti gli israeliti che avrebbe ridotto in schiavitù.

D: In Ezechiele 7:26, perché l’insegnamento dei sacerdoti sarebbe andato perduto e la visione di un profeta sarebbe stata cercata invano, dal momento che Dio vuole che le persone ascoltino il Suo messaggio?

R: Isaia afferma che la parola di Dio dura per sempre in Isaia 40:8. Quindi, ovviamente, non andrebbe perduta in cielo, né sarebbe totalmente assente dalla terra. Ma non sarebbe accessibile alla maggior parte delle persone. Ciò valeva anche per la gente comune in Europa nel Medioevo. Sembra strano che Dio permetta che le Sue parole non siano accessibili.

Ma Dio esige che consideriamo santa la Sua Parola. Non solo nel senso che il popolo di Dio è chiamato ad essere santo, ma anche nel senso che la Parola di Dio, sebbene scritta da autori umani, è santa al di là di ogni scritto di semplici uomini. Se le persone non vogliono considerarla santa e non vogliono obbedire a ciò che contiene, allora perché dovrebbero avere il privilegio persino di vederla? Infatti, per coloro che rifiutano la Parola di Dio, 2 Pietro 2:21 e Geremia 42:19-22 indicano che è meglio non conoscere la via della verità piuttosto che conoscerla e voltarle le spalle. Molti non credenti riprovati non hanno respinto l’intero Vangelo, perché non ne hanno ascoltato l’intero contenuto. Ma quando hanno già respinto le parti che hanno ascoltato, non vi è alcun obbligo per loro di ascoltare il resto.

D: In Ezechiele 7:27, quale re ebreo starebbe piangendo in questo contesto?

R: Il sovrano di Giuda sotto il dominio babilonese era il governatore Sedecìa. L’ultimo re, Ioiachìn, era ancora vivo, ma in catene a Babilonia. Ezechiele si riferisce a Ioiachìn quando parla del re, come in Ezechiele 1:2. Usa sempre il termine «principe» quando si riferisce a Sedecìa in Ezechiele 12:10,12; 21:25.

D: In Ezechiele 8-11, qual è il significato della data di questa visione?

R: Questa seconda visione, avvenuta il 17 settembre del 592 a.C., ebbe luogo esattamente 14 mesi dopo la prima visione. Durante queste visioni Gerusalemme fu conquistata, ma non distrutta. Fu conquistata il 16 marzo del 597 a.C. Sedecìa ricoprì la carica di governatore per undici anni. Giuda si ribellò a Babilonia nel 589 a.C., e Gerusalemme fu conquistata e distrutta il 18 luglio del 587 o del 586 a.C.

La visione si articola in quattro parti, una per ogni capitolo.

D: In Ezechiele 8:1-6, che cosa significa la prima parte di questa visione?

R: Si tratta di un’immagine gloriosa e al tempo stesso tragica. Mostra la gloria di Dio, che il Tempio era stato posto sulla terra per rappresentare. Mostra inoltre tre tipi di peccato grave, commessi persino dai capi israeliti. La Gerusalemme mostrata nella visione era la Gerusalemme terrena, con al suo interno l’idolo. Lo scopo della visione è espresso nel versetto 6, dove Dio vuole che Ezechiele veda molto chiaramente, e lo dica agli altri, ciò che allontana Dio dal Suo santuario a Gerusalemme.

D: In Ezechiele 8:3,5, questo idolo si trovava nel Tempio ai tempi di Ezechiele o prima?

R: Probabilmente era presente prima dell’epoca del profeta. Né la storia in generale, né Geremia in particolare menzionano l’esistenza di alcun idolo, e Geremia profetizzò nello stesso periodo di Ezechiele. Ma prima di ciò, il re Manasse collocò un idolo nel tempio (2 Re 21:7). Il re Giosia, che visse prima di Ezechiele, lo distrusse (2 Re 23:6). Quindi anche i peccati del passato, che non vengono più commessi, sono ancora un abominio per Dio se non se ne fa penitenza.

D: In Ezechiele 8:3,5 cosa spinse Dio alla gelosia? Cosa spinge Dio alla gelosia oggi?

R: Una persona potrebbe provare una forte gelosia se vedesse il proprio coniuge in un luogo speciale, il proprio letto, con un’altra persona. È gelosa perché tiene al coniuge e alla relazione. È anche arrabbiata perché il coniuge non sembra tenerci più di tanto. Potrebbe anche essere gelosa perché prima pensava che il coniuge tenesse profondamente alla relazione, ma ora sembra che fosse tutta una menzogna. Tutto l’amore che pensava che il coniuge provasse per lui prima, che cos’era?

Allo stesso modo, Dio teneva profondamente al Suo popolo e, a volte, sembrava che il popolo tenesse profondamente a Lui. Ma, in un luogo speciale, nel Tempio, ora si inchinavano e mostravano la loro fedeltà a ciò che Dio sapeva essere un pezzo di sterco. Mentre il popolo faceva una brutta figura inchinandosi davanti a esso, il suo rapporto con Dio e il modo in cui onorava Dio apparivano ancora peggiori.

Oggi, quando coloro che affermano di essere il popolo di Dio adorano un altro, sia al posto di Dio, sia, come molti ebrei, oltre a Dio, Dio ne è profondamente offeso. Alcuni non hanno un dio idolo, ma adorano l’idolo del denaro.

D: In Ezechiele 8:6,13 ci sono gradi di «abominabilità» o gradi di peccato?

R: Sì, come dimostrano i versetti seguenti.

In Giovanni 19:11, Gesù disse a Pilato che coloro che lo avevano consegnato a Pilato erano «colpevoli di un peccato più grave».

La bestemmia contro lo Spirito Santo è diversa dagli altri peccati in quanto è imperdonabile (Matteo 12:31,32; Marco 3:28-30; Luca 12:10-11).

1 Giovanni 5:16-17 parla di un peccato che conduce alla morte (la bestemmia contro lo Spirito Santo) e di altri peccati che invece non lo fanno.

Romani 1:24-28 parla di persone malvagie che vengono abbandonate a una depravazione sempre maggiore.

Ezechiele 8:6,13 mostra che alcuni peccati sono più detestabili per Dio di altri.

In Matteo 23:14 Gesù afferma che i farisei subiranno una condanna più severa (vedi anche Marco 12:40).

Matteo 23:15 afferma che alcuni dei discepoli dei farisei sarebbero stati due volte più figli dell’inferno di quanto lo fossero loro.

In Luca 10:12 Gesù disse che nel giudizio sarà più tollerabile per Sodoma e Gomorra che per coloro che hanno rifiutato Gesù.

Tuttavia, detto questo, tutti i peccati sono uguali in un certo senso: basta un solo peccato per impedirti di essere perfetto e di andare in Paradiso, e basta infrangere una sola legge per essere considerato un trasgressore (Giacomo 2:8-11).

D: In Ezechiele 8:10, perché adoravano animali e altri rettili?

R: Gli egiziani erano noti per adorare animali e divinità con teste di animali. Questa iconografia potrebbe essere simile a quella del Libro egizio dei Morti. Una copia del Libro egizio dei Morti (in una delle sue varianti) veniva redatta da uno scriba per essere sepolta insieme a una persona ricca, in modo che nell’aldilà la persona ricca avesse un «permesso di respirare» e potesse vivere nell’aldilà. Oggi ne abbiamo molte copie nei musei.

In generale, le persone tendono ad adorare ciò che è pericoloso. Forse inconsciamente, se adorano qualcosa di pericoloso, come un serpente velenoso, allora forse quella cosa pericolosa, vedendo la loro adorazione, non farà loro del male.

Questo sembra simile a Romani 1:23, dove si dice che le persone hanno scambiato la gloria del Dio immortale con immagini di uomini, uccelli, animali e rettili. A volte le persone vogliono adorare gli idoli di una cultura straniera, solo perché appaiono loro esotici e stranieri.

D: In Ezechiele 8:14, cosa c’era di sbagliato nel piangere per Tammuz?

R: Tammuz, chiamato anche Dumuzi, era un idolo sumero, babilonese e assiro della fertilità dei raccolti. Nella mitologia sumera, sua moglie, Inanna, lo fece trascinare all’Inferno. (È una lunga storia che non è necessario approfondire in questa sede.) Ad ogni modo, in alcune versioni, egli ritorna sulla terra ogni primavera e riparte per l’Inferno ogni autunno. Un rito religioso prevedeva che le donne piangessero nella stagione in cui si riteneva che fosse morto e gioissero quando tornava in vita.

Egli era l’equivalente dell’idolo siriano Adone, che potrebbe essere quello amato dalle donne in Daniele 11:37.

D: In Ezechiele 8:14, la pratica cristiana del Venerdì Santo e della Domenica di Pasqua deve qualcosa al rito di Tammuz, come sostiene la scettica *Guida alla Bibbia di Asimov* a pag. 586?

R: No, Asimov non ha alcuna base per questa affermazione. Il fatto che Gesù abbia scelto volontariamente di morire una volta per tutte, per poi risorgere dai morti e non morire mai più, è molto diverso dal caso di Tammuz, che veniva portato all’Inferno contro la sua volontà e ripeteva il processo ogni anno.

D: In Ezechiele 8:17, cosa significa «portare il ramo al naso»?

R: Il testo ebraico che abbiamo oggi recita: «ramo al loro naso». Tuttavia, alcuni commentatori ebrei hanno affermato che si trattasse di «puzza», e che inoltre «loro» dovesse essere «mio». Pertanto, potrebbe significare «portare la puzza al loro naso» oppure «portare la puzza al mio [di Dio] naso».

D: In Ezechiele 8:8-18, perché Dio ha permesso che tutta questa malvagità continuasse per così tanto tempo?

R: Non sappiamo perché Dio sia così paziente, né esattamente come stabilisca i limiti della Sua pazienza. Da un lato, possiamo constatare che se non esistessero le nazioni di Israele o di Giuda, il popolo di Dio non prospererebbe né crescerebbe. Sarebbe più difficile educare i propri figli e più facile semplicemente assimilarsi alle culture idolatre circostanti. Si possono individuare validi motivi per cui Dio non voglia esiliare il Suo popolo.

D’altra parte, l’idolatria non solo era grave, ma era anche pervasiva. Durante il regno della regina Jezabel (probabilmente pronunciata «Itobal» dai Tirii), c’erano solo 7.000 persone che non si erano inginocchiate davanti a Baal (1 Re 19:18). L’idolatria comprendeva il sacrificio di bambini e la prostituzione sacra. Quando l’idolatria era così pervasiva, così grave, istituzionalizzata e in continuo peggioramento, allora forse l’esilio e il raduno del residuo erano preferibili al lasciare che questa situazione continuasse.

D: In Ezechiele 8:8-18, perché Dio, senza pietà, non li ascolterà, anche se gridano a Lui?

R: Quando hanno rifiutato Dio e hanno fatto orecchie da mercante ai Suoi comandi, Dio non era tenuto a ascoltarli a Sua volta. Ciononostante, Dio li avrebbe ascoltati [avrebbe esaudito la loro preghiera] se si fossero pentiti di tutta la loro malvagità. Ma Dio non risponde alle preghiere di coloro che a loro volta fanno orecchie da mercante nei confronti dei poveri (Proverbi 21:13), nutrono il peccato (Salmo 66:18), sono malvagi (Proverbi 15:29; Isaia 59:1-3) o si rifiutano di ascoltare Dio (Zaccaria 7:11-14).

D: In Ezechiele 8:16, perché le persone sarebbero attratte dall’adorazione del sole o di altri corpi celesti?

R: Dio li aveva avvertiti di non adorare il sole, la luna o le stelle in Deuteronomio 4:19. Eppure voltarono le spalle a Dio (2 Cronache 29:5-7) e Giosia pose fine all’adorazione del sole, della luna e delle stelle (2 Re 23:5,11).

Il sole, la luna e le stelle sono belli, misteriosi, lontani e non richiedono nulla a chi li adora. Essi garantiscono l’ordine, e l’influenza del sole è potente. Tuttavia, chi adora il sole non avrebbe alcuna remora ad adorare altre cose oltre al sole stesso. A volte le persone preferiscono adorare qualcosa che sia potente, ma che non imponga loro alcuna richiesta, piuttosto che l’Essere più potente, che invece pone delle richieste riguardo alla nostra vita e al nostro comportamento.

D: In Ezechiele 9:2, cos’è la porta superiore?

R: Si trattava della porta settentrionale del Tempio di Gerusalemme. È possibile che questa rappresenti anche una porta tra il Cielo e la terra. Le minacce a Israele provenivano generalmente da nord, e questa era certamente una cosa minacciosa.

D: In Ezechiele 9:2, perché Dio avrebbe voluto che gli angeli distruttori fossero nel Suo santuario?

R: A quanto pare, Dio voleva che fossero distrutti per primi i malfattori religiosi e i malfattori più istruiti.

D: In Ezechiele 9:3, quali due cose potrebbero essere simboleggiate da Dio nella Sua gloria che si sposta dal santuario alla soglia del tempio?

R: Dio stava lentamente abbandonando il luogo in cui il Suo popolo Lo adorava, e stava abbandonando loro stessi, consegnandoli alla fine che meritavano. Dio se ne stava andando, e la Sua gloria, la Sua presenza e la Sua protezione sarebbero scomparse. Si trattava di un’ultima, fugace pausa, per ricordare prima che Dio lasciasse quel tempio per sempre.

D: In Ezechiele 9:4, qual era il segno?

R: L’ebraico indica questo «segno» come la lettera «Tau», da cui deriva la nostra lettera «T». La Tau era l’ultima lettera dell’alfabeto ebraico, il che potrebbe indicare completezza. Era la prima lettera della parola ebraica «Torah». Alcuni vedono in questo un presagio dei 144.000 di Apocalisse 7:3-4.

D: In Ezechiele 9:6-7, storicamente, chi compì effettivamente le uccisioni?

R: I soldati babilonesi compirono la maggior parte delle uccisioni. Tuttavia, sembra che avessero alcuni alleati tra i Filistei e gli Edomiti. D’altronde, Dio non solo lo permise, ma scelse esplicitamente di usare i Babilonesi come strumento del Suo giudizio. Saba (nell’odierno Yemen) e altre nazioni non presero parte ai combattimenti contro Israele, ma trassero profitto dalla distruzione.

D: In Ezechiele 9:8-10, perché Dio avrebbe permesso che avvenisse questa strage?

R: Gli ebrei, che conoscevano Dio meglio di chiunque altro e avrebbero dovuto essergli vicini, avevano abbandonato Dio ed erano malvagi quanto le nazioni circostanti, che sapevano ben poco di Lui. Dio era stanco che le persone che portavano il Suo nome fingessero di seguirLo, voltandogli però completamente le spalle, pur confidando che sarebbe andato tutto bene fintanto che avessero avuto il Suo Tempio. Dio non avrebbe permesso che il Suo Tempio fosse tenuto “in ostaggio” in quel modo. Quando il popolo di Dio si ribellò contro di Lui, Dio li trovò ripugnanti, e Geremia 12:8 dice che per questo Dio li odiava.

D: In Ezechiele 9:9, quali sono le tre cose elencate che hanno provocato in Dio una collera così grande?

R: Vengono menzionate tre cose: 1) il paese è pieno di spargimenti di sangue; 2) la città è piena di perversità; e 3) essi sostengono che il Signore abbia abbandonato il paese (cioè, che a Dio non importi più ciò che fanno).

È interessante notare che la terza cosa determina la seconda, e la seconda determina la prima.

D: In Ezechiele 9:9, in che modo le persone provocano Dio in questi tre modi oggi?

R: Le persone vivono nel peccato come meglio credono, come se non dovessero rendere conto a nessuno. Anche le persone religiose possono essere ciò che viene definito «atei pratici». Sebbene possano credere in Dio, il loro comportamento indica che agiscono come se Dio non esistesse.

Ma se qualcuno vive come se Dio non esistesse, cosa gli impedisce di fare del male quando nessuno lo vede? Cosa gli impedisce di approfittare degli altri se può farla franca?

Se qualcuno ritiene di avere il diritto di approfittare degli altri e qualcun altro gli si mette di traverso, cosa gli impedirebbe di fare del male o di uccidere quella persona, se pensasse di poterla fare franca?

D: In Ezechiele 10:2-5, qual era lo scopo di spargere i carboni ardenti sulla città?

R: Non si dice che i carboni abbiano ferito qualcuno o causato problemi. Né si dice che abbiano portato beneficio a qualcuno. Forse i carboni servivano a produrre fumo e a nascondere il fatto che la gloria di Dio stava abbandonando quel luogo.

D: In Ezechiele 10:6, cosa potrebbe rappresentare il fuoco?

R: Un carbone può avere temperature diverse. A meno che non sia molto caldo, non è possibile capirlo guardandolo. Al contrario, un fuoco è ovviamente caldo. Questo potrebbe rappresentare il giudizio di Dio. Quanto fuoco ci vuole per bruciare una foresta o una città? Basta una sola scintilla.

D: In Ezechiele 10:9-17, come descriveresti nel complesso la visione qui riportata?

R: I cherubini e le ruote sono bellissimi, intricati e si muovono in qualsiasi direzione; non sono vincolati dai limiti che abbiamo noi, come la gravità, e possono muoversi rapidamente. I cherubini avevano alcune caratteristiche umane, come mani simili a quelle di un uomo, e uno dei loro volti era simile a quello di un uomo. Tuttavia, nel complesso sembravano più non umani che umani.

D: In Ezechiele 10:14, che aspetto ha il volto di un cherubino?

R: Se si trattasse delle stesse creature menzionate in Apocalisse 4:7, la descrizione dei quattro volti sarebbe la stessa, tranne per il fatto che l’Apocalisse usa il termine «vitello» invece di «cherubino».

D: In Ezechiele 10:15-19, perché la presenza di Dio lasciò Gerusalemme, dato che Salmo 132:13-14 afferma che sarebbe stata la Sua dimora per sempre?

R: Il Salmo 132:13-14 afferma che sarà il luogo di riposo di Dio per l’eternità. Due punti da considerare nella risposta.

1. Anche se la presenza di Dio lasciò il Tempio di Gerusalemme, Dio certamente sapeva ancora cosa stava accadendo a Gerusalemme. Il fatto che la Sua presenza abbia lasciato Gerusalemme non significa necessariamente che essa non sia più il Suo luogo di riposo.

2. Anche se in quel periodo non fosse stato il luogo di riposo di Dio, la Nuova Gerusalemme sarà comunque il luogo di riposo di Dio. Il Salmo 132:13-14 afferma che Dio dimorerà lì per sempre; non specifica in quale momento futuro il luogo di riposo di Dio si troverà lì per non andarsene mai più.

D: In Ezechiele 10:19b, qual è il significato del fatto che si fermarono alla porta orientale?

R: Si trovavano sopra la porta nord, da dove venivano portati fuori il carbone e il fuoco, e poi descrissero un quarto di cerchio per dirigersi verso la porta orientale. Si fermarono alla porta orientale prima di lasciare quel tempio per sempre. Una volta che la gloria lasciò quel tempio, esso cadde, per non essere mai più utilizzato.

D: In Ezechiele 10, in quale momento storico pensi che la gloria di Dio si sia allontanata da una chiesa o da un movimento? Perché?

R: Ci sono state diverse occasioni.

La Chiesa dopo Costantino: Nel 324 d.C. Costantino divenne l’unico imperatore dell’Impero Romano. Dopo aver legalizzato il cristianesimo e, in seguito, averlo reso religione ufficiale, perseguitò in modo non violento gli ebrei e gli adoratori delle divinità pagane, chiudendo sinagoghe e templi pagani. Essi furono incoraggiati ad andare in chiesa, e molti lo fecero. Alcuni sostengono che da allora il cristianesimo non si sia più pienamente ripreso. Quando i vescovi iniziarono a parlare dei propri «troni» e i cristiani cominciarono a perseguitare gli altri, la gloria di Dio si stava allontanando.

La Chiesa cattolica romana intorno all’anno 1000 d.C.: i papi a Roma divennero estremamente corrotti. Quanto erano malvagi alcuni papi? Secondo la *Topical History of Christianity* di Austin, pag. 148,

«Allora [dopo il 904] ebbe inizio la cosiddetta “pornocrazia”, durante la quale Teodora e le sue due figlie, Teodora la Giovane e Marozia, controllavano di fatto Roma e la Chiesa stessa. Prostitute seducenti, queste donne avevano venduto i propri corpi in cambio di cariche, titoli e terre, acquisendo così un potere esteso. Marozia ebbe una relazione illecita con papa Sergio III, dalla quale nacque un figlio che in seguito divenne papa Giovanni XI. Quando Marozia cercò di farsi incoronare imperatrice, il suo figlio minore, Alberico, rapì e imprigionò la madre, rinchiuse in carcere il suo fratellastro, il papa, e si proclamò imperatore. Regnò dal 932 al 954, esercitando un controllo assoluto sul papato. Dopo la morte di Alberico, suo figlio Ottaviano fu eletto papa con il nome di Giovanni XII e si rivelò il membro più odioso di questa famiglia depravata.

b. I regni di Ottone. Nel 962, il malvagio Giovanni XII incoronò il re tedesco Ottone I come imperatore del Sacro Romano Impero. Credendo di avere un alleato nella depravazione, Giovanni scoprì ben presto che il nuovo imperatore era un uomo di carattere, dedito a riportare il papato alla decenza e all’onore. Quando Ottone convocò un sinodo per discutere della destituzione di Giovanni, il papa minacciò tutti di scomunica, ma essi lo destituirono comunque. Tre mesi dopo Giovanni convocò un altro sinodo che annullò quanto fatto dal sinodo di Ottone. Pertanto Ottone decise di ricorrere alla forza per liberare il papato dal suo malvagio sovrano.

... I successivi quarantadue anni [dopo il 1004] della storia papale furono caratterizzati da intense rivalità, mediocrità opportunistica, impotenza spirituale, vizi e corruzione. Sembrò raggiungere il suo punto più basso con l’elezione di un ragazzino degenerato di dodici anni, papa Benedetto IX (1032-1045), il quale, dopo una vergognosa dissolutezza e un’amministrazione incostante, vendette la sacra tiara (cioè la carica papale) al miglior offerente. Era conosciuto come Gregorio VI (1045-1046)....”

La Chiesa cattolica romana prima della Riforma. Il Concilio di Costanza del 1415 aveva lo scopo di risolvere le rivendicazioni di tre papi rivali contemporanei. Il riformatore Jan Huss fu invitato a partecipare per discutere le sue opinioni, e l’imperatore gli garantì salvo conducto. Una volta giunto sul posto, Huss fu tradito e bruciato sul rogo.

La Chiesa in Francia poco prima della Rivoluzione francese: la Chiesa divenne ricca, potente e violenta. Aveva potere di vita e di morte sulle persone.

La scuola tedesca di Tubinga: sviluppò la critica superiore che fece venir meno la fiducia di molte persone nella Bibbia. Un tempo si diceva (ma ora non più) che i Vangeli fossero documenti del II o III secolo, che Davide e varie altre figure storiche non fossero mai esistiti, e altre falsità che da allora sono state confutate dall’archeologia e dai manoscritti antichi.

Seminari liberali americani: molte università famose fungevano da ottimi seminari, come Yale e Princeton. Da allora, si sono allontanati dalla fede nella Parola di Dio.

Molte denominazioni tradizionali americane: la Chiesa Presbiteriana Unita ha una dichiarazione contro l’inerranza della Bibbia. Anche la Chiesa Episcopale e la Chiesa Evangelica Luterana d’America sono liberali.

D: In Ezechiele 11:1-4, quali sono le conseguenze quando la leadership va a rotoli, in una chiesa o in un governo?

R: Inizialmente, il leader può prendere alcune decisioni sbagliate, tra cui sperperare o sottrarre denaro, invece di spenderlo dove è necessario. Successivamente, il suo esempio può diffondersi a un numero sempre maggiore di membri. Infine, sia il leader che i membri possono diventare sia autori del male, sia accettatori del male.

D: In Ezechiele 11:1-4, come si distingue una leadership cattiva da una semplicemente imperfetta?

R: Nessun leader sulla terra è perfetto al punto da essere senza peccato. Tutti hanno dei punti ciechi nella conoscenza o nel carattere. Ma il leader sta sinceramente cercando di obbedire prima di tutto a Dio, o c’è qualcos’altro che ha la priorità nella sua agenda? Se una persona non si avvicina a Dio, è coinvolta in un peccato ricorrente o induce gli altri in errore, non dovrebbe essere un leader.

D: In Ezechiele 11:1-4, come dobbiamo agire, o reagire, quando la leadership va male, in una chiesa o in un governo?

R: La leadership non è mai perfetta, e il primo passo è parlare con loro individualmente, per cercare di correggere il problema. Ma se quel primo passo essenziale non porta a nulla, allora coinvolgi altri affinché ci provino. Infine, rendete pubblico il problema e fate in modo che il leader inadeguato se ne vada, oppure andatevene voi. Matteo 18:15-17 indica una procedura da seguire se qualcuno si comporta in modo scorretto. Per prima cosa parlategli in privato; se vi ascolta, bene. In caso contrario, coinvolgete una o due altre persone e parlategli insieme. Se continua a non ascoltarvi, rendete la questione pubblica nella chiesa.

D: In Ezechiele 11:3,11, cosa si intendeva quando i capi malvagi dicevano che la città era la pentola e loro la carne? (Geremia 39:1-5; 52:1-7; 42:1-12 potrebbero fornire qualche indizio.)

R: Ci sono due possibilità.

Erano spacciati: la città fortificata era come una pentola bollente e loro stavano per essere bolliti. Erano il fiore all’occhiello della città e volevano fuggire.

Il futuro era così radioso che dovevano indossare occhiali da sole: la città era una prelibatezza prospera di buon cibo, e loro ne erano la parte migliore, almeno nella loro mente. Oppure pensavano di essere i più adatti a trarne vantaggio e ad aggiudicarsi la parte più preziosa.

Sebbene entrambe le interpretazioni non possano essere vere, in entrambe si arricchivano a spese degli altri, considerando le altre persone solo come un mezzo.

D: In Ezechiele 11:3, 11-13, in che modo i leader di oggi possono avere atteggiamenti simili?

R: Qui sono possibili due diversi atteggiamenti negativi. Alcuni leader li hanno entrambi contemporaneamente.

Superiori perché sono leader: i leader possono pensare di avere privilegi e compensi speciali, sia per ciò che ritengono di fare per aiutare gli altri, sia perché pensano di meritarseli in quanto sono migliori.

Leader perché si sentono superiori: i leader possono assumere un atteggiamento elitario, ritenendo che le persone esistano per loro, anziché essere loro a essere al servizio delle persone. Si attribuiscono più valore rispetto agli altri e ritengono di dover ottenere la parte migliore.

Esiste un’espressione gergale: «il mondo è la mia ostrica». Significa fondamentalmente che il mondo, con tutte le sue perle, è mio e posso prendermelo. Alcuni amano le persone e usano le cose. Altri amano le cose e usano le persone. Questo è l’atteggiamento opposto a quello di essere servitori di Dio, per la Sua gloria, e non per la nostra gloria e felicità.

D: In Ezechiele 11:13, Ezechiele avrebbe dovuto lamentarsi quando morì Peletia, figlio di Benaia? Perché pensi che Dio lo abbia ucciso, e perché non tutti loro?

R: Ezechiele non stava dicendo ciò che Dio avrebbe voluto idealmente, ma solo ciò che Dio fece giustamente. Forse Ezechiele era addolorato dal fatto che questo falso profeta fosse giunto a quella fine senza pentirsi. Ciò è simile a quanto disse Gesù riguardo al crollo della Torre di Siloé in Luca 13:4.

Dio stava lanciando un monito a tutti loro quando uccise solo Peletia. Dio desiderava che non fossero tutti distrutti, ma che si pentissero e vivessero.

D: In Ezechiele 11:13-25, nel mezzo di questa severa profezia, perché Dio avrebbe profetizzato proprio questo in quel punto? (Geremia 31:1-7 è per una ragione simile.)

R: Nel mezzo di Ezechiele 11, Dio continua a offrire speranza al residuo. Anche Geremia 31-32 offre speranza per un futuro, per il residuo. Spettava ai figli d’Israele decidere se andare e diventare il residuo che sarebbe tornato, oppure rimanere dove si trovavano.

D: In Ezechiele 11:19 e Ezechiele 36:26, come e quando Dio darà loro un cuore nuovo di carne?

R: «Carne» qui significa un cuore vivo, in contrapposizione a un cuore morto di pietra. A partire dalla Pentecoste, lo Spirito Santo entra nel cuore di ogni credente. Si noti che nella Bibbia la «carne» non indica sempre la peccaminosità.

D: In Ezechiele 12:2, come mai le persone non vedono e non sentono ciò che sono in grado di vedere e sentire?

R: Alcune persone scelgono di ignorare i fatti con cui non sono d’accordo e, consapevolmente e deliberatamente, si rifiutano di ammettere ciò che hanno proprio davanti agli occhi. Ma spesso c’è ben più di questo. La “dissonanza cognitiva” è un termine che descrive un forte filtraggio selettivo, conscio o inconscio, di ciò che viene percepito come semplice “rumore” perché non si adatta alla loro visione della realtà.

C’è stato un interessante studio psicologico in cui veniva mostrato un video in cui si doveva contare il numero di volte in cui veniva palleggiata una palla da basket. Guardate questo video su YouTube di Daniel J. Simons https://www.youtube.com/watch?v=IGQmdoK_ZfY. È interessante vedere cosa ci sfugge quando non lo cerchiamo.

D: In Ezechiele 12:3, perché il popolo avrebbe dovuto fare i bagagli? Perché Dio fece fare i bagagli a Ezechiele?

R: Il popolo sarebbe stato costretto a lasciare in fretta le proprie case contro la propria volontà. Avrebbero letteralmente messo in valigia pochi effetti personali, ma avrebbero viaggiato leggeri, portando con sé solo poche cose. Dio aveva concesso loro le benedizioni della terra, e non avevano alcun motivo di conservare quelle benedizioni, se avessero deciso di non obbedire a Dio. Dopo la cattività babilonese, Dio disse loro espressamente di sottomettersi al giogo babilonese, ma essi invece si ribellarono. Non solo ciò era spiritualmente insensato, ma lo era anche dal punto di vista naturale.

Il termine ebraico qui usato, qir, indica il muro di una casa, non un’homah, ovvero le mura di una città. Probabilmente non c’erano mura cittadine attorno a Tel Abib. Non c’erano mura cittadine a portata di mano, quindi, per la sua metafora, Ezechiele si accontentò di ciò che aveva a disposizione.

D: In Ezechiele 12:7-14, cosa sta profetizzando Ezechiele?

R: Ezechiele sta profetizzando l’esilio del regno meridionale di Giuda. Gli israeliti del regno settentrionale erano già stati esiliati; il regno meridionale non sarebbe stato esiliato fino alla metà del ministero di Ezechiele.

D: In Ezechiele 12:12-13, qual è il motivo per cui viene menzionato il principe tra loro?

R: Sedecìa era di sangue reale, ma era un governatore e in seguito un ribelle, non un re. Fu nominato governatore dai babilonesi e cercò di rendere la nazione nuovamente indipendente, contrariamente a quanto Dio aveva comandato loro tramite Geremia.

D: In Ezechiele 12:13, come poté il principe (Sedecìa) recarsi a Babilonia senza però vederla?

R: Geremia 39:4-7 spiega che, all’inizio del viaggio di ritorno verso Babilonia, uccisero i figli di Sedecìa davanti ai suoi occhi e poi gli accecarono gli occhi.

D: In Ezechiele 12:17-20, qual è la differenza tra ansia/tremore e disperazione?

A: L’ansia è la preoccupazione che stia per accadere qualcosa di brutto che possa danneggiare te o le persone che ami. La disperazione non deriva dal dubbio, ma piuttosto dalla certezza di ciò che sta per accadere e dall’impressione di non potersi mai riprendere. Gli ebrei arrivarono a un punto in cui non provavano più alcuna preoccupazione, ma solo disperazione.

L’ansia è la paura delle cose brutte che potrebbero accadere. La disperazione è la consapevolezza quasi certa di una rovina o di una perdita imminente.

D: In Ezechiele 12:21-23, in che modo alcune persone seguono quel proverbio oggi? Perché?

R: Il proverbio «I giorni passano e ogni visione viene meno» significa che nulla di profetico accadrà mai. Veniva usato per dare un falso senso di conforto e la certezza che le profezie contro Gerusalemme sarebbero cadute nel vuoto.

D: In Ezechiele 12:27, in che modo questa è una versione modificata del proverbio precedente?

R: Poiché pensavano che quelle cose fossero lontane, non ritenevano necessario pentirsi subito. Un pastore ha detto che una delle parole più tristi che abbia mai sentito è «domani». Perché quando a qualcuno viene chiesto di pentirsi e di venire a Cristo, risponde: «Non oggi, ma forse domani».

D: In Ezechiele 12:27, alcune cose nella Bibbia erano effettivamente lontane per loro. Allora, cosa c’era di sbagliato nel loro atteggiamento nel dire che le cose erano lontane?

R: Ritenevano di non dover obbedire subito, poiché le eventuali conseguenze erano lontane nel tempo. Non sentivano il bisogno di riconciliarsi con Dio in quel momento, poiché potevano sempre farlo in seguito. Una cristiana orientale ha rimandato il battesimo fino alla morte di sua madre, poiché quest’ultima non avrebbe approvato. Altre persone, invece, vogliono peccare ora e quindi rimandano il pentimento a domani.

D: In Ezechiele 12:27, in che modo le persone rimandano oggi il riconciliarsi con Dio? Perché?

R: Come ha detto uno studente universitario, volevano diventare cristiani un giorno, ma non subito perché si stavano divertendo troppo. Ma se questo è un problema, Dio può risolvere il tuo problema.

D: In Ezechiele 13:1-5, ai tempi di Ezechiele c’erano sia falsi profeti che veri profeti; lo stesso vale oggi. Quali sono almeno quattro esempi di falsi profeti?

R: Ecco quattro tipi diversi.

Falsi insegnanti cristiani all’interno della chiesa: affermano di essere cristiani ma predicano un vangelo diverso. Possono trovarsi all’interno di una chiesa oppure fondare una propria chiesa. Come Jim Jones, inizialmente possono far parte di una chiesa e condividere almeno una parte del vero vangelo, ma in seguito fondano una propria chiesa e insegnano cose molto empie.

Maestri di altre religioni: stanno conducendo le persone verso una destinazione finale diversa.

Atei che affermano con certezza che Dio non esiste: possono avere più fede nell’inesistenza di Dio di quanti sostengano di credere in Lui.

Persone non religiose che si arrogano il diritto di stabilire la propria morale: il problema è che, a meno che una persona non creda in un Dio qualsiasi, non ha alcuna base per la morale. Se una persona non ha più valore intrinseco di una zanzara, allora perché uccidere una persona sarebbe peggio che uccidere una zanzara? È perché siamo più intelligenti? Allora le persone più intelligenti hanno un diritto maggiore alla vita rispetto a quelle meno intelligenti, come credevano i nazisti?

D: In Ezechiele 13:4-5, quali tipi di falsi profeti sono come volpi tra le rovine, e perché?

R: Quando un muro presenta delle fessure, le volpi possono passarci attraverso, ma lo fanno per creare tane e nascondigli da cui cacciare le prede, non per ricostruire il muro. Alcuni non solo si rifiutano di aiutare a ricostruire le rovine, ma traggono addirittura profitto da esse. Altri possono essere dei «deisti moralistico-terapeutici». Credono che il cristianesimo, o la religione in generale, serva SOLO ad aiutarti a essere più morale, ad aiutarti con i tuoi problemi, per un Dio che non fa nulla.

D: In Ezechiele 13:4-6, cosa stavano facendo di sbagliato esattamente i profeti?

R: Stavano sbagliando in due modi. Non stavano riparando le crepe e le fratture nella vita spirituale della nazione, e attribuivano al Signore parole che Egli non aveva pronunciato. Purtroppo, da allora, molti altri leader religiosi non hanno affrontato le crepe nell’armatura spirituale dei propri fedeli, e hanno aggiunto molte cose come parte della tradizione che Dio non ha detto. Molte persone hanno l’atteggiamento secondo cui se un papa, un concilio ecclesiastico o i loro leader religiosi hanno detto qualcosa, allora deve provenire da Dio, perché Dio non permetterebbe a questi leader di dire qualcosa di gravemente sbagliato. Dio lo ha permesso allora e lo permette oggi. Dio ci dà un mezzo per discernere, la Sua Bibbia, ma se le persone seguono ciecamente le loro tradizioni e non verificano le cose con la Bibbia, la responsabilità di essere sviati è loro e non di Dio.

D: In Ezechiele 13:5 ed Ezechiele 22:30, cosa significa «stare nella breccia»?

R: In battaglia, se il nemico apriva una breccia nelle mura della città, i difensori si ponevano nella breccia. Prendevano il posto delle mura e gli assalitori non riuscivano a entrare finché i difensori non si ritiravano o venivano uccisi. Allo stesso modo, nella guerra spirituale, Dio cerca credenti che si pongano nella breccia, per difendersi dalle insidie di Satana e salvare le persone.

D: In Ezechiele 13:6-7, a quale tipo specifico di falsi profeti si riferisce Ezechiele?

R: Esistono almeno due tipi di falsi profeti.

1) Persone di altre religioni, che non si dichiarano cristiane, o che sostengono che il cristianesimo, o l’avere un rapporto personale con Cristo, sia una cosa negativa.

2) Coloro che affermano di essere credenti, ma predicano un vangelo diverso. In questo versetto, erano sia donne che uomini a dichiararsi profeti dell’Unico Vero Dio.

D: In Ezechiele 13:10,16 e Geremia 6:14; 8:11, in che modo le persone dicono: «“Pace, pace”, quando non c’è pace»?

R: Ci sono almeno quattro modi diversi.

a) Può trattarsi di un pio desiderio, nella speranza che ci sia pace se lo si desidera.

b) Più comunemente, può trattarsi di autoinganno, ignorando le prove del contrario e non prendendo sul serio quanto siano violente le cose.

c) Può essere un atteggiamento di isolamento, nel senso di dire: «Per me c’è pace in questo momento, e non mi interessa il resto del mondo».

d) Infine, può non essere nessuna delle precedenti, e l’unico inganno in gioco è un inganno intenzionale nei confronti degli altri.

D: In Ezechiele 13:10-15, 22:28; Matteo 23:27 e Atti 23:3, in che modo i falsi leader sono simili a chi imbianca un muro? Ci sono modi in cui potremmo, involontariamente, imbiancare i muri?

R: I leader possono essere come l’intonaco quando, esplicitamente o implicitamente, legittimano o affermano che un peccato sia accettabile. L’intonaco mostra un aspetto esteriore che non dura nel tempo. I muri sembrano belli all’esterno, ma alla prima pioggia il colore esterno si stacca completamente. Allo stesso modo, alcuni leader e organizzazioni sembrano belli e puliti all’esterno, ma nascondono solo una serie di problemi sgradevoli all’interno.

D: In Ezechiele 13:10-14, la parola ebraica per “imbiancare” suona simile alla parola che indica “cose insoddisfacenti”. Quali sono alcune cose che, sebbene insoddisfacenti, vengono perseguite con entusiasmo?

R: Qualcuno una volta ha definito la follia come il fatto di ottenere gli stessi risultati facendo sempre le stesse cose e aspettandosi ogni volta un risultato diverso.

Le sostanze ingerite, come droghe, alcol, sigarette o sigarette elettroniche, alla fine non danno soddisfazione.

Esperienze, come il sesso, le emozioni forti o altre cose.

Cose materiali, come il denaro, opere d’arte costose, ecc.

Potere e controllo sugli altri.

D: In Ezechiele 13:18, in che modo queste donne intrappolavano le anime?

R: Cercavano persone a cui vendere amuleti magici. Questa potrebbe sembrare un’occupazione innocua, ma per ogni amuleto che vendevano, la persona che lo acquistava peccava contro Dio.

D: In Ezechiele 13:19, dato che Dio ha il controllo, perché vengono uccise persone che non avrebbero dovuto morire, mentre alcune che non avrebbero dovuto vivere rimangono in vita?

R: Questo mondo è in uno stato di ribellione contro Dio (1 Giovanni 5:19), e Dio ha permesso che ciò accadesse per un certo periodo di tempo. Qui accadono molte cose ingiuste, malvagie e che spezzano il cuore di Dio (Matteo 23:37; Luca 19:41; Geremia 4:19-22; 9:1). Tuttavia, verrà il giudizio, quando Dio metterà ogni cosa a posto.

D: In Ezechiele 13:22, in che modo un falso profeta (uomo o donna) può scoraggiare i giusti con le proprie menzogne?

R: Può dire cose false sul futuro. Può cercare di aggiungere «FUD» (paura, incertezza e dubbio) a ciò che altrimenti è molto chiaro.

Un falso profeta che si spaccia per un vero maestro mandato da Dio può indurre le persone devote a mettere in discussione ciò che è giusto fare. Può indurre le persone a credere a lui anziché a ciò che Dio ha realmente detto. Ma, cosa ancora più comune, può far sì che le persone non siano più certe di nulla, anche se non sono sicure di credere ai falsi profeti. Può indurre le persone a compiere il male o a perseguitare i cristiani.

D: In Ezechiele 13:23, dato che erano falsi profeti, qualcuno di loro vedeva davvero delle visioni o no?

R: Potrebbero aver inventato tutto e non aver visto nulla. D’altra parte, Satana potrebbe aver inviato ad alcuni di loro visioni menzognere e illusioni.

D: In Ezechiele 14:1-3 e Ezechiele 33:32, perché gli anziani d’Israele (a Kebar) si sedevano davanti a Ezechiele quando avevano posto ostacoli?

R: Ci sono due possibili ragioni, ed entrambe potrebbero essere vere per leader diversi.

a) In primo luogo, anche se in realtà non credevano che Ezechiele fosse un profeta, sapevano che gran parte del popolo ci credeva, e volevano fare bella figura davanti al popolo.

b) In secondo luogo, forse credevano davvero che Ezechiele fosse un vero profeta di Dio. Ma volevano seguire anche gli idoli. Alcune persone vogliono una “polizza assicurativa” adorando tutti gli dei. Non erano contro Dio, ma alcune persone oggi vogliono essere “cristiani e...”. Cioè, cristiani e anche qualcos’altro.

D: In Ezechiele 14:1-3, perché Dio a volte tace quando le persone Gli rivolgono delle domande?

R: Dio ama rispondere alle preghiere del Suo popolo, ma non è tenuto a rispondere a chiunque non cerchi sinceramente di seguirLo. Il fatto che Dio non risponda può anche essere un atto di misericordia, poiché i perduti saranno giudicati in base a ciò che sanno, come indicano Romani 4:15 e 5:13b.

D: In Ezechiele 14:1-4 e Geremia 42:2-22, quando non è bene cercare il consiglio di Dio?

R: Non è bene cercare il consiglio di Dio se non si è disposti a seguirlo, a meno che non sia la risposta che si desiderava. Romani 4:15 e 5:13 mostrano che le persone vengono giudicate in base a ciò che sanno. Se non si è disposti a seguire Dio incondizionatamente, allora in generale meno verità si conosce, meglio sarà per te nel Giorno del Giudizio.

D: In Ezechiele 14:3,7, che cos’è esattamente una pietra d’inciampo?

R: Una pietra d’inciampo potrebbe essere un blocco rettangolare, ma potrebbe anche essere un oggetto di quasi qualsiasi forma che fa inciampare le persone, specialmente quando non lo vedono. È un problema soprattutto per gli anziani, i bambini, i malati e i deboli. Inciampare, o cadere, può essere piuttosto grave. Alcune persone muoiono a causa di cadute su pietra o cemento. Una pietra d’inciampo non è così pericolosa se la si vede e ci si ricorda dove si trova. Non è pericolosa nemmeno se non si ha intenzione di muoversi.

Romani 14:13 ammonisce i cristiani a non porre ostacoli davanti ad altri cristiani.

Qualche tempo fa mi sono imbattuto in un esempio lampante di ostacolo. Questo pesava circa 60 libbre; vi dirò più avanti come faccio a saperlo. Stavo andando a pranzo in auto, dopo una tempesta di ghiaccio avvenuta pochi giorni prima, e nel parcheggio del ristorante c’era un blocco di cemento. Non si trovava nella zona in cui stavo entrando con l’auto, quindi ho parcheggiato e sono entrato. Avrei potuto rimuovere il blocco di cemento dal parcheggio, ma non l’ho fatto. Dopo pranzo, sono uscito verso la mia auto, ma c’era un’altra auto che stava parcheggiando dall’altra parte, così sono uscito da un’altra via. Mi ero dimenticato del blocco e il sottoscocca della mia auto ha raschiato contro il blocco di cemento. Ho parcheggiato l’auto per controllare se ci fossero danni, poi ho spostato il blocco sull’erba, in modo che altri automobilisti non avessero la stessa esperienza che avevo avuto io.

Un tipo di ostacolo molto diverso è il fatto che molte persone non riescono a superare l’idea che si debba venire a Gesù. Per loro, Gesù, la pietra angolare principale, è diventato un ostacolo in Romani 9:30-33 e 1 Pietro 2:8.

D: In Ezechiele 14:4-6, come risponderebbe Dio in linea con la loro idolatria?

R: Dio potrebbe rispondere in base alla loro idolatria non fornendo alcuna guida. Tuttavia, spesso, anche in questo caso, Dio non agisce in questo modo, ma risponde alle persone in base a ciò che hanno bisogno di sapere. Molte volte, quando chiediamo qualcosa a Dio, Egli non risponde necessariamente alla domanda che abbiamo posto, ma, cosa più importante, ci dice ciò che abbiamo bisogno di sentire.

D: In Ezechiele 14:5, in che modo il popolo si allontana da Dio?

R: La nazione d’Israele si allontanò da Dio rifiutandosi di smettere di adorare i propri idoli. Anche nutrire altri peccati può portare al risultato che Dio scelga di non ascoltare le nostre preghiere, secondo il Salmo 66:18.

D: In Ezechiele 14:9, Dio ha ingannato i falsi profeti e poi li ha distrutti perché erano falsi profeti?

R: Dio non ha mai trasformato un profeta buono in uno cattivo. Piuttosto, Dio ha permesso che i profeti cattivi fossero tentati di fare profezie che, alla fine, tutti avrebbero visto essere errate.

In generale, se qualcuno vuole fare del male, Dio lo «indurisce giudizialmente» nella direzione in cui vuole andare, come fece con il Faraone. Gesù disse persino a Giuda: «Quello che stai per fare, fallo in fretta».

D: In Ezechiele 14:9-10, perché chi si è rivolto a un falso profeta è colpevole quanto chi ha pronunciato la falsa profezia?

R: Sapevano che era un falso profeta. Avrebbero pagato per quella profezia. Hanno conferito legittimità a ciò.

D: In Ezechiele 14:10, perché qui vengono menzionati in modo specifico i profeti?

R: Tre punti da considerare nella risposta.

1. I profeti incoraggiavano le persone che si rivolgevano a loro a perseverare nel peccato.

2. Pertanto, i profeti ricevono la punizione per i peccati delle persone che hanno riposto fiducia nelle loro parole e hanno continuato a peccare.

3. Allora come oggi, è molto grave che un leader religioso induca le persone a sentirsi più a proprio agio nel proprio peccato.

D: In Ezechiele 14:12-13, in che modo una «nazione» pecca? Le nazioni non hanno un’anima e non vanno né in Paradiso né all’Inferno.

R: Il popolo di un paese costituisce solitamente un’unica cultura, nel senso che la maggior parte delle persone è indotta a pensare e ad agire secondo quanto gli altri nel paese le inducono a fare. Quando individui influenti decidono di comportarsi malvagiamente, e la maggior parte delle altre persone nel paese decide, non necessariamente di comportarsi malvagiamente, ma piuttosto di seguire l’esempio malvagio, allora anche loro stanno peccando.

D: In Ezechiele 14:12-19 e in Apocalisse 6:8, in che modo la carestia, le bestie, la spada e la pestilenza sono le cause di morte più comuni?

R: Molte persone sono morte di carestia. Non conosciamo nemmeno il numero esatto delle carestie avvenute in Cina, perché ce ne sono state tantissime. Non sappiamo quante persone siano morte di carestia, ma il numero supera di gran lunga i 100 milioni. Molte persone sono morte a causa delle «bestie», la più letale delle quali è stata il ratto portatore di malattie. Per quanto riguarda le malattie, solo nel XX secolo, nonostante i farmaci antimalarici, oltre 1 milione di persone all’anno muore di malaria. Ma la spada ha ucciso tante persone quante le malattie. Il termine «spada» è più ampio di «guerra», poiché più persone sono state uccise dal proprio governo («democidio») che dai conflitti tra nazioni.

D: In Ezechiele 14:14, perché queste tre persone non sarebbero state in grado di salvare nessun altro? In Genesi 18:32, Dio disse ad Abramo che non avrebbe distrutto Sodoma se vi si fossero trovati anche solo dieci giusti.

R: La risposta presenta due aspetti: uno spirituale e uno naturale.

Dal punto di vista spirituale, quelle tre persone, per quanto giuste fossero, non potevano salvare nessuno tranne se stesse. Come disse un cristiano: «Dio non ha nipoti». O sei un figlio di Dio, oppure non lo sei; non puoi aggrapparti alla fede dei tuoi genitori quando ti presenti davanti a Dio. O conosci Dio, oppure non lo conosci. Non si può andare in paradiso grazie alla fede altrui. Nemmeno dieci giusti a Sodoma avrebbero potuto portare in paradiso il resto dei sodomiti.

Naturalmente, Dio potrebbe distruggere una nazione se tutti si fossero allontanati da Lui. Ma Dio potrebbe risparmiare una nazione se un numero significativo di persone fosse giusto. Non possiamo dire con certezza che Dio avrebbe risparmiato una città solo per dieci persone, perché Dio sapeva già che non c’erano dieci persone. Ma Dio spesso risparmiò gli Israeliti, sia i buoni che i cattivi, quando molti si erano convertiti a Lui.

D: In Ezechiele 14:14 e Ezechiele 28:3, chi era Daniel/Danel in questo contesto?

R: Prima ciò che non è la risposta e poi la risposta.

Non è questa la risposta: c’era un saggio arameo conosciuto come Danel/Daniele. Tuttavia, l’ortografia è diversa da quella di Danel nelle storie di Ugarit, e Danel non era particolarmente saggio.

La risposta: si trattava del profeta ebreo Daniele, che fu portato a Babilonia da giovane. Daniele era un contemporaneo di Ezechiele, e la sua posizione, fama e saggezza sotto i babilonesi sarebbero state ben note. L’ortografia è la stessa del libro di Daniele, tranne che per una yod mancante, che assomiglia a un apostrofo.

Vedi anche The Expositor’s Bible Commentary, volume 6, pag. 881 per ulteriori informazioni su Danel.

D: In Ezechiele 15:1-4, in che senso il legno di una vite non è utile?

R: Il legno della vite non è resistente, quindi non si può ricavarne nulla di utile, nemmeno un piolo. È contorto e non è bello, quindi non si possono realizzare mobili di pregio con esso. Il legno non è durevole, quindi qualsiasi cosa ne venga ricavata non durerà a lungo. Alcune cose e alcune persone possono sembrare utili e dotate di talento, ma alla fine non producono nulla di utile. Proverbi 25:14 dice che «come le nuvole e il vento senza pioggia è l’uomo che si vanta di doni mai elargiti». Se una persona avesse un «buon carattere», ma tale carattere non fosse forte, né particolarmente devoto, né perseverante, a cosa servirebbe quel carattere?

D: In Ezechiele 15:4, perché questo legno è peggiore del normale legno di vite?

R: Anzi, se il legno di vite viene parzialmente distrutto dal fuoco, allora è ancora meno utile. Spiritualmente ci sono dei «fuochi» che possono limitare l’utilità futura delle cose e delle persone.

D: In Ezechiele 16, qual è il significato di questo capitolo?

R: Questa allegoria illustra le loro abominazioni nel contesto di una figlia adottiva ingrata. I sentimenti di un genitore che si sente rifiutato in questa situazione probabilmente non sono così intensi come quelli di Dio nei confronti del Suo popolo che Lo rifiuta.

D: In Ezechiele 16:3,45, perché Dio disse che la loro discendenza proveniva dagli Amorrei e dagli Ittiti?

R: Gli israeliti erano strettamente imparentati con gli Amorrei.

1. Fin dall’inizio, Isacco e Giacobbe sposarono donne provenienti dall’odierna Siria.

2. Inoltre, ci furono matrimoni misti con altri popoli, tra cui i Gabaoniti, che erano Ittiti. Ad esempio, Uria, il precedente marito di Betsabea, era un Ittita.

3. Infine, si sposarono con i Cananei amorrei, cosa che non avrebbero dovuto fare.

Il motivo per cui Dio ha sollevato questa questione si trova in Ezechiele 16:44, dove menziona che si prostituivano con le altre nazioni.

D: In Ezechiele 16:4-14, perché Dio riporta questa allegoria?

R: Si trovavano in gravi difficoltà quando la carestia colpì Canaan e si recarono in Egitto. Durante gli ultimi anni di vita di Giuseppe, e per i successivi 400 anni, furono schiavi in Egitto. Dopo che Dio li salvò da tutto ciò, continuarono a non essere fedeli a Dio.

D: In Ezechiele 16:15-21, perché Gerusalemme (che rappresenta l’intero regno del sud) si è dedicata alla «prostituzione spirituale» adorando altri dei?

R: Non vogliono obbedire esclusivamente a Dio. Potrebbero allontanarsi completamente, come fece il regno settentrionale di Israele, oppure potrebbero continuare a compiere i rituali senza obbedire, come fece il regno meridionale di Giuda. Oggi come allora, Dio considera la adorazione o la venerazione di altri dei da parte di coloro che sono chiamati con il Suo nome come una prostituzione spirituale.

D: In Ezechiele 16:15-21, perché una persona, un popolo o una nazione si allontana da Dio?

R: Può essere per molteplici ragioni. Di solito, per una persona c’è solo una causa principale, ma altre ragioni possono sostenerla, e altre ragioni possono anche indurla ad allontanarsi. Per alcuni, le cause possono essere il desiderio di commettere o giustificare un peccato particolare, o l’adesione a qualche idolo. Per altri potrebbe essere il fatto di pensare di conoscere una via migliore. Per altri ancora potrebbe trattarsi di disillusione, o di delusione per ciò che ha fatto qualche cristiano. Alcuni potrebbero farlo per paura, o per guadagno economico. Altri ancora non hanno ragioni particolari, ma le preoccupazioni del mondo assumono un’importanza preminente nei loro pensieri.

D: In Ezechiele 16:20-21, in che modo sacrificavano i propri figli?

R: I Cananei sacrificavano i loro bambini piccoli, facendoli passare attraverso il fuoco, fino all’età di due anni. Purtroppo, molti Israeliti adottarono questa pratica malvagia e empia.

D: In Ezechiele 16:23-34, perché ci fu una “fase II” della loro malvagità?

R: Il peccato, se lasciato senza controllo, cresce. La malvagità che una persona o un popolo potrebbe tentare con esitazione una volta, può poi essere compiuta più frequentemente. A quel punto può diventare un’abitudine. Poi perde la sua novità e si cerca un brivido per sostituirla con qualcosa di più grande.

D: In Ezechiele 16:26-29, in che modo esattamente gli ebrei si prostituirono con le nazioni circostanti?

R: A partire da Salomone, i re di Giuda e d’Israele sposarono mogli non credenti. Anche prima di Salomone, molti israeliti non erano fedeli a Dio e adoravano idoli. Si ritiene che le tribù della Transgiordania e quella di Dan fossero tra le prime ad abbandonare completamente Dio.

D: In Ezechiele 16:35-47, in che modo la punizione di Dio era adeguata?

R: Poiché il popolo di Giuda guardava a questi idoli e a queste nazioni in cerca di ispirazione, divertimento e sicurezza, fu proprio per mezzo di queste stesse nazioni che sarebbe stato punito ed esiliato. Esse lo avrebbero letteralmente distrutto, e solo un residuo sarebbe tornato.

D: In Ezechiele 16:47, Israele non seguì le vie delle nazioni circostanti, oppure moltiplicò la disobbedienza più delle nazioni che lo circondavano, come affermano sia Ezechiele 5:7 che (forse) Ezechiele 16:47?

R: La prima metà di Ezechiele 16:47 recita letteralmente in ebraico: «Eppure non hai camminato nelle loro vie»; l’ultima metà di Ezechiele 16:47 afferma che erano persino peggiori. Anche Ezechiele 5:7 afferma che erano persino peggiori. (Si noti che la BSB addolcisce la prima metà, traducendola: «Non solo hai camminato nelle loro vie»).

In inglese moderno è come dire: «Non eri come tal dei tali, eri persino peggiore».

D: In Ezechiele 16:48-58, perché Gerusalemme è stata paragonata a Sodoma?

R: Sodoma era violenta, impura e malvagia, e chiunque riflettesse su questo avrebbe capito che era sbagliato, ma almeno i sodomiti non avevano la Parola di Dio alla quale stavano disobbedendo. Anche Gerusalemme era violenta, impura e malvagia, ma i suoi abitanti possedevano una maggiore conoscenza rispetto ai sodomiti e, di conseguenza, erano soggetti a un giudizio più severo (Romani 4:15; 5:13).

D: In Ezechiele 16:49 il peccato di Sodoma era l’egoismo anziché l’omosessualità?

R: No. Solo se si leggesse il versetto 49, chiudendo gli occhi e smettendo di leggere prima del versetto 50. Il versetto 50 afferma che compivano cose abominevoli davanti a Dio. Sarebbe strano se qualcuno sostenesse che, poiché erano arroganti e non aiutavano gli altri oltre a praticare l’omosessualità, ciò in qualche modo giustificasse la loro omosessualità.

D: In Ezechiele 16:55, quando sarebbe tornata Sodoma al suo stato precedente?

R: Poiché la città di Sodoma fu distrutta, insieme a ogni singolo abitante eccetto Lot e le sue figlie, non potrà tornare al suo stato precedente finché il popolo non sarà risorto. Ciò avverrà durante il Millennio.

D: In Ezechiele 17, qual era il significato di questa allegoria della vite e delle due aquile?

R: Per un popolo che conosceva molto bene l’agricoltura, questa allegoria della vite, che potevano vedere quotidianamente, sarebbe rimasta impressa nella memoria. Una vite o un albero che cambia spesso la propria direzione di crescita non cresce né dritto né forte. Allo stesso modo, nemmeno le persone che cambiano spesso la propria fedeltà spirituale crescono forti nel Signore. Giacomo 1:7-8 afferma che un uomo di doppio animo, instabile in tutte le sue vie, non dovrebbe aspettarsi di ricevere nulla dal Signore. Infine, una nazione che cambia spesso alleanza tra due imperi non dovrebbe aspettarsi che nessuno dei due la consideri leale o la favorisca.

Oggi, si possono mettere due aziende l’una contro l’altra, o due persone l’una contro l’altra. Se lo fai, renditi conto che non stai promuovendo la lealtà verso nessuna delle due.

D: In Ezechiele 17:7-10, ci sono conseguenze negative per una pianta che allarga i propri rami da un lato e poi allarga i rami e le radici dal lato opposto?

R: La parte della pianta che si trova sopra il terreno avrebbe rami che si estendono da un lato all’altro, anziché protendersi verso il nutrimento. In questa parabola, essa non crescerà così bene, non sarà così saldamente radicata e sarà facile da sradicare.

D: In Ezechiele 17:11-15, in che modo questo si riferisce al regno di Giuda?

R: Il collegamento è duplice.

Dal punto di vista politico, dopo che Giuda era stato sottomesso a Babilonia, cercò un’alleanza con il nemico di Babilonia, l’Egitto. In Giuda c’era un partito filo-egiziano e c’erano anche funzionari filo-babilonesi. Era come cercare di crescere in una direzione e poi cambiare direzione.

Dal punto di vista spirituale, davano l’impressione di seguire Dio grazie al Tempio, ma mentre alcuni volevano seguire Dio con tutto il cuore, altri no.

D: In Ezechiele 17:11-15, in che modo questo si applica ai paesi di oggi?

R: Quando i paesi o le aziende forniscono aiuti ai propri nemici, non solo indeboliscono la propria causa, ma rischiano anche di perdere la lealtà, il sostegno e lo zelo di coloro che seguono leader che appaiono ipocriti ed egoisti. Ad esempio, gli acquisti di petrolio da parte della Siria o della Turchia dall’ISIS; gli americani che criticavano un’azienda francese per aver fatto affari con l’Iran mentre era in vigore un embargo, mentre le filiali delle aziende americane facevano la stessa cosa. C’è un affascinante articolo di *Der Spiegel* sull’ISIS e sugli “strani alleati” coinvolti.

D: In Ezechiele 17:11-19, perché pensi che Dio non volesse che Sedecìa venisse meno al suo giuramento fatto a Babilonia?

A: Il fatto di aver infranto il suo giuramento comportava almeno tre problemi.

Dal punto di vista morale, Sedecìa, venendo meno al proprio giuramento, si è reso un traditore.

In quel momento, gli eventi avrebbero presto dimostrato che si trattava di un grave errore.

Ma soprattutto, quando Dio ordinò loro di sottomettersi a Babilonia, essi disobbedirono a Dio.

D: In Ezechiele 17:1-24, quali sono le conseguenze per una persona che oggi si dimostra sleale verso la propria azienda o verso gli altri?

R: Osea potrebbe saperne molto al riguardo grazie a sua moglie Gomer. Davide apprezzava moltissimo la lealtà della sua schiera di guerrieri. La situazione peggiorò ulteriormente quando Davide fece indirettamente giustiziare Uria, un soldato che gli era molto fedele.

Le persone possono notare la loro slealtà e ipocrisia e non fidarsi di loro. Non solo le vittime della loro slealtà non si fiderebbero di loro, ma non sarebbero considerate affidabili nemmeno da coloro che hanno consapevolmente tratto beneficio dalla loro slealtà. Anche se una persona si pentisse della propria slealtà, gli altri potrebbero non fidarsi di lei per molto tempo.

D: In Ezechiele 17:1-24, quali sono le conseguenze per una persona che oggi si dimostra sleale verso Dio?

R: Ci sono almeno tre diversi tipi di conseguenze.

Vicinanza a Dio: Naturalmente, è un peccato contro Dio. Anche quando ci si pente, possono comunque esserci conseguenze del peccato che si devono affrontare. Se sono credenti, dovranno renderne conto al giudizio del tribunale di Cristo. Inoltre, possono essere privati della gioia della vicinanza che deriva dall’essere ora alla presenza di Dio.

Gli altri: Ma il tuo peccato può costituire una cattiva testimonianza per gli altri, contribuendo a dissuadere i non credenti dal venire a Cristo e a scoraggiare i compagni credenti.

Riflessione personale: La tua infedeltà può avere altre conseguenze negative per te stesso. Quando commetti un peccato, spesso avrai una maggiore tendenza a commettere nuovamente lo stesso peccato. A meno che una persona non si sia pentita profondamente, quando i tempi si fanno difficili può avere la tendenza a ricadere in quel peccato familiare.

D: In Ezechiele 17:22-24, quale buona promessa fa Dio a Israele in questo passo? Perché la formula in questo modo?

R: Dio promette che ci sarà una pianta dai rami dritti. Ma invece di cercare di correggere la pianta precedente, Dio ricomincerà da capo con un nuovo germoglio dalla cima di un cedro.

D: In Ezechiele 17:23, quale significato pensi che abbia il fatto che gli uccelli nidifichino tra i suoi rami? (Vedi Marco 4:30-32)

R: Ciò può significare che altri possono fare affidamento su Israele per la sicurezza e la protezione. Sebbene gli uccelli rappresentino i demoni malvagi nella parabola del seminatore, Gesù disse che Dio veglia sugli uccelli in Matteo 6:25-26 e Luca 12:6,24. Gli uccelli potrebbero nidificare tra i rami dell’albero di senape in Luca 13:19. È interessante notare che i musulmani arabi che vivono in Israele si trovano in un luogo più sicuro rispetto a paesi come la Siria, l’Iraq, la Libia, l’Egitto, lo Yemen, l’Afghanistan e il Pakistan.

D: In Ezechiele 17:24, qual è il significato degli alberi?

R: Dio paragona gli popoli — che prosperano, si ramificano e vengono distrutti — agli alberi. Questa analogia è insolita in quanto sottolinea che «Israele non tornerà dalla cattività», ma solo un «germoglio d’Israele tornerà».

D: Ezechiele 18 indica che Dio giudica le persone in base al loro comportamento, anziché in base alla fede e non alle opere?

R: No, perché è l’uomo «giusto» che compie le opere buone, mentre è l’uomo «malvagio» o il figlio «violento» che compie le opere malvagie. Una persona che è perdonata e dichiarata giusta da Dio compie opere giuste; non è che il compiere opere giuste meriti a una persona di essere un uomo giusto.

D: In Ezechiele 18, come mai Dio non punisce i figli per i peccati dei loro padri, dato che Esodo 20:5-6, Deuteronomio 5:9 e Geremia 32:18 implicano il contrario?

R: Ecco alcuni versetti che illustrano le conseguenze del peccato. Le citazioni sono tratte dalla BSB.

Esodo 20:5; Deuteronomio 5:9 «…punendo l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione…»

Esodo 34:7 «…punirà l’iniquità dei padri sui figli e sui nipoti fino alla terza e alla quarta generazione».

Isaia 14:21a «Preparate un luogo per massacrare i suoi figli a causa delle iniquità dei loro antenati».

Geremia 32:18-19 «… far ricadrà l’iniquità dei padri sui figli che verranno dopo di loro … per ricompensare ciascuno secondo le sue vie e secondo il frutto delle sue opere».

Lamentazioni 5:7 «I nostri padri hanno peccato e non ci sono più, ma noi subiamo la loro punizione».

Matteo 27:25 Gli ebrei (non Dio) dissero: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli!»

In Numeri 14:20-25, anche i figli vagarono per 40 anni.

I versetti che mostrano maledizioni specifiche sui discendenti mentre sono sulla terra sono: Adamo ed Eva (Genesi 3:14-19); Canaan (Genesi 9:25); i figli illegittimi, gli Ammoniti e i Moabiti (Deuteronomio 23:2-3,8); i figli di Eli (1 Samuele 2:31-33); Geazi (2 Re 5:27); Jeconìa (Geremia 22:28-30).

A volte le persone subiscono conseguenze temporali per i peccati del padre. Tuttavia, questi versetti tacciono tanto sulla nostra colpa in Adamo quanto su quella del nostro padre.

Cinque conclusioni

1. I figli non hanno alcuna colpa per i peccati dei loro antenati (= genitori + progenitori), non subiscono la morte eterna e Dio non li uccide fisicamente per i peccati dei loro antenati (Ezechiele 18).

2. Tuttavia, i figli possono subire conseguenze generali, in questa vita, e Dio può persino permettere che muoiano fisicamente a causa dei peccati dei loro antenati (Esodo 20:5; Geremia 32:18; Lamentazioni 5:7). Dio può ritirare la sua protezione dai figli di un genitore peccatore, e altri li uccidono (Isaia 14:21a).

3. Inoltre, possono esserci maledizioni generazionali specifiche dovute al peccato di un antenato (Genesi 3:14-19; Genesi 9:25; Numeri 14:20-25; Deuteronomio 23:2-3,8; 1 Samuele 2:31-33; 2 Re 5:27; Geremia 22:28-30).

4. Inoltre, quando i figli scelgono di seguire le orme dei propri genitori nel peccato, allora condividono di fatto la colpa dei peccati dei loro antenati, poiché li commettono a loro volta (Matteo 23:29-32; 27:25).

5. Quando qualcuno si pente o sceglie di confidare in Dio, Dio può rimuovere la maledizione che grava su di lui, oppure trasformarla in una benedizione (Giona 3:10; Giosuè 9).

Si vedano *When Critics Ask*, pp. 285-286, e *Bible Difficulties and Seeming Contradictions*, pp. 221-222, per ulteriori approfondimenti sulla distinzione tra conseguenze e colpa.

D: In Isaia 14:21, perché i figli muoiono per i peccati dei padri, visto che Ezechiele 18:2, 19-20 afferma che non dovrebbero?

R: Quattro punti da considerare nella risposta.

1. Non si dice che i figli avessero la colpa dei padri. Ma se avessero partecipato agli stessi peccati, avrebbero avuto la stessa colpa.

2. Dio non li stava massacrando. In questa vita, spesso le persone malvagie uccidono altre persone malvagie e i loro figli.

3. Ezechiele 18 si riferisce al fatto che Dio non uccide un figlio a causa della colpa del peccato di suo padre.

4. Molte volte nella vita le persone vengono uccise ingiustamente a causa delle azioni peccaminose altrui, come mostra Ezechiele 13:19.

D: In Ezechiele 18, cosa possiamo imparare sulle persone?

R: Ecco dieci cose che possiamo imparare.

1. Alcuni hanno una visione distorta della giustizia di Dio e insegnano in modo errato. Ezechiele 18:2

2. Tutte le anime appartengono a Dio e sono giudicate da Lui. Ezechiele 18:4

3. Non confidare nella giustizia del padre. Ezechiele 18:13

4. Non disperare a causa della malvagità del padre. Ezechiele 18:17

5. Non confidare nella tua giustizia passata. Ezechiele 33:12

6. Se sei stato tu stesso malvagio, non disperare. Dio si compiace quando ti allontani dalla tua malvagità. Ezechiele 18:23,32; 33:12,14-16

7. Alcuni possono scoraggiare i giusti con menzogne, quando Dio non ha causato loro alcun dolore. Ezechiele 13:22

8. Alcuni possono incoraggiare o rafforzare i malvagi nel loro desiderio di non allontanarsi dalle loro vie malvagie e di non salvare la propria vita. Ezechiele 13:22

9. Dio giudica ciascuno secondo la propria via [vita]. Ezechiele 18:30; 33:20

10. Alcuni accusano Dio di ingiustizia per almeno cinque motivi.

10.1 Dio permette che in questa vita accadano cose negative immeritate. Giobbe 27:2; 34:5,17; 40:8

10.2 A volte i malvagi ricevono cose buone. Salmo 73

10.3 Dio non punisce ancora pienamente i malvagi. Malachia 2:17; Abacuc 1:2-4

10.4 A volte i più malvagi vincono sui meno malvagi. Abacuc 1:13

10.5 Dio perdona i peccati di coloro che si pentono e dimentica le opere buone di coloro che si dedicano al peccato. Ezechiele 18:25,29; Ezechiele 33:17-20

D: In Ezechiele 18, qual è l’errore noto come «realismo»?

R: Questo errore combina le tre cose seguenti.

1. La corretta constatazione che i padri non trasmettono la colpa

2. Una falsa supposizione secondo cui siamo colpevoli del peccato di Adamo.

3. Sulla base di queste supposizioni, si giunge alla falsa conclusione che ciò dimostri la preesistenza delle nostre anime nel Giardino dell’Eden.

D: In Ezechiele 18, Ezechiele sta parlando della colpa individuale, della colpa collettiva di una nazione, o di entrambe?

R: Sia della colpa individuale che di quella collettiva.

1. La colpa nazionale è implicita nell’espressione «terra d’Israele» e nei termini al plurale (Ezechiele 18:1, 2, 25, 29, 30, 31).

2. La colpa individuale è implicita dall’assenza di plurali (Ezechiele 18:4-24, 26, 28).

3. Entrambe, poiché egli utilizza l’esempio concreto degli individui per applicare il concetto sia a livello individuale che collettivo.

D: In Ezechiele 18:2, Ezechiele stava citando questo proverbio?

R: No. Il pronome ebraico qui è «voi» plurale, non singolare.

D: In Ezechiele 18:2, cosa c’è di sbagliato esattamente in quel proverbio?

R: Tutto quanto segue:

A Dio non piace. Ezechiele 18:2

Non abbiamo motivo di usarlo in modo veritiero. Ezechiele 18:3

Implica che alcune anime non appartengano direttamente a Dio. Ezechiele 18:4

Implica che muoia un’anima diversa da quella che pecca. Ezechiele 18:4

Implica che un figlio malvagio/buono sia giudicato in parte in base alla bontà/malvagità di suo padre. Ezechiele 18:5-13 / 18:14-18

Implica che Dio provi piacere nella morte dei malvagi. Ezechiele 18:23,32

Implica che punire un figlio per i peccati del padre sia giusto. Ezechiele 18:25

Implica che Dio non sia giusto a meno che non imputi la colpa del padre. Ezechiele 18:25

Implica che Dio non giudichi ogni persona secondo le proprie azioni. Ezechiele 18:30

Implica che il pentimento non avrebbe importanza, poiché sarebbero comunque giudicati per il peccato del padre. Ezechiele 18:30-31

D: In Ezechiele 18:4, dato che un’anima muore, significa forse che non esistono né il Paradiso né l’Inferno?

R: Certamente no. Il termine ebraico nephesh, tradotto con «anima», può significare sia «vita» che «anima». Qui significa «vita», mentre in Genesi 35:18 e in altri versetti significa «anima».

D: In Ezechiele 18:4, qual è il significato della parola «morire» in questo contesto?

R: Morirono non solo in un modo, ma in tre modi diversi. Morirono spiritualmente quel giorno, e iniziò a scorrere il tempo che li avrebbe portati alla morte fisica. Erano inoltre colpevoli e meritavano la seconda morte, quella eterna, rispetto alla quale la morte fisica è una cosa da poco.

D: In Ezechiele 18:6, cosa c’è di sbagliato nel mangiare nei santuari di montagna?

R: Nei santuari di montagna si praticava il culto degli dei cananei.

D: In Ezechiele 18:7, in che modo le persone opprimono gli altri?

R: Ciò può avvenire attraverso i tre rami del governo.

I legislatori possono peccare attraverso la legislazione. Leggi ingiuste sono state approvate contro gli schiavi neri in America, contro i giapponesi-americani durante la Seconda Guerra Mondiale e, oggi, alcune contro i cristiani.

I tribunali possono applicare precedenti giuridici iniqui. Ad esempio, nel 1857, ci fu un caso giudiziario che coinvolgeva un cittadino nero libero degli Stati Uniti proprietario di un terreno. Il tribunale si pronunciò contro di lui perché seguì i precedenti giurisprudenziali.

Il capo dell’esecutivo può prendere decisioni esecutive ingiuste. Ad esempio, quando il presidente degli Stati Uniti Andrew Jackson decise che i Cherokee e altri indiani sarebbero stati trasferiti con la forza in Oklahoma dopo aver sostenuto la Gran Bretagna nella guerra del 1812, la Corte Suprema lo smentì, affermando che era incostituzionale. Jackson chiese che tipo di esercito avessero, e Andrew Jackson lo fece comunque.

D: In Ezechiele 18:13, come definiresti esattamente l’usura e gli interessi eccessivi?

R: Molte persone ritengono giusto massimizzare il profitto a spese degli altri, nei limiti consentiti dalla legge. Ezechiele 18:13 indica il contrario. L’Antico Testamento afferma che non dovevano applicare interessi a un altro israelita. Il fatto che qualcosa sia legale non significa che sia giusto o morale. Dopo l’epoca del Nuovo Testamento, l’opera cristiana Istruzioni di Commodiano (circa 240 d.C.), cap. 65, pag. 216, menziona il male dell’usura al 24%.

D: In Ez 18,15b, Ezechiele sta ovviamente parlando di commettere adulterio. Ma perché usare l’espressione «contaminare la moglie del prossimo»?

R: Immaginate come il marito guarderà la moglie quando lo scoprirà; immaginate quanto sarebbe travagliato il loro rapporto. Secondo la Legge dell’Antico Testamento (che all’epoca non veniva spesso osservata), lei avrebbe potuto essere lapidata a morte. Se fosse stata sedotta a disonorarsi, andando contro ciò che sapeva essere giusto, sarebbe stata contaminata agli occhi di Dio.

D: In Ezechiele 18:20, in questa era di grazia, la giustizia di un uomo giusto gli viene oggi attribuita?

R: Ai tempi dell’Antico Testamento Dio disse che la posizione di giustizia di una persona poteva essere persa se si fosse rivolta alla malvagità (Ezechiele 18:24b). Ai tempi del Nuovo Testamento, sebbene Cornelio il centurione in Atti 10:4 non fosse né ebreo né cristiano in quel momento, egli rispettava il giudaismo e aiutava i poveri. Le sue elemosine giunsero davanti a Dio, e Dio lo benedisse dandogli un’opportunità speciale di ascoltare il Vangelo.

D: In Ezechiele 18:23,32, Ezechiele 33:12-20 e 2 Pietro 3:9, Dio non desidera forse la morte dei malvagi, oppure si compiace della rovina del peccatore, come mostrano Proverbi 1:26 e Salmo 2:4?

R: Dio possiede sia amore che ira. Dio preferisce che una persona si penta e si avvicini a Lui piuttosto che perisca all’inferno. Tuttavia, verso coloro che rifiutano di pentirsi, Dio nutre una grande ira.

Il libro *When Critics Ask*, a pag. 286, sottolinea che Dio si beffa quando gli stolti comprendono la follia di non affidarsi alla Sua saggezza. Questo tipo di «risata», tuttavia, non contiene alcuna traccia di gioia.

D: In Ezechiele 18:25 e Romani 9:10-15, qual è la differenza tra essere giusto ed essere equo?

R: Essere giusti significa fare ciò che si è promesso di fare. Essere equi significa trattare tutti allo stesso modo. Dio punisce equamente ogni peccato, ma non tratta tutti i peccatori allo stesso modo. Coloro che si avvicinano a Lui con pentimento ottengono il perdono dei propri peccati, e la punizione è stata pagata da Gesù morendo sulla croce.

D: In Ezechiele 18:30, perché Dio giudicherà le persone secondo le loro vie e non secondo le Sue vie?

R: Ciò può significare che Dio giudicherà le persone in base a ciò che hanno fatto. Ma è più probabile che significhi che Dio le giudicherà secondo la loro stessa coscienza. In Atti 17:30 Dio ha chiuso un occhio su alcune forme di idolatria del passato dovute all’ignoranza. Lo standard di Dio è indipendente da noi; tuttavia, Dio, nella sua grazia, tiene conto delle persone che peccano per innocente ignoranza, come mostrano Romani 4:15 e 5:13. Esse potrebbero avere una visione errata di ciò che Dio definisce giusto. Ma sono venute meno persino ai propri standard, più modesti, di ciò che correttamente ritengono giusto.

D: In Ezechiele 18:31, se possiamo essere giusti solo grazie alla grazia di Dio che opera in noi, perché si dice: «Gettate via da voi tutte le trasgressioni che avete commesso»?

R: Dio opera in noi, e ciò significa che in questo momento si sta compiendo un’opera per farci vivere in modo più giusto. Non è Dio che opera mentre noi non facciamo nulla, ma siamo Dio e noi che operiamo insieme. In altre parole, con la potenza di Dio, abbiamo la responsabilità di vivere una vita più santa fin da ora.

Dio si aspetta pienamente che ci mettiamo all’opera in un «lavoro interiore» per liberarci dal peccato. Non possiamo portarla a termine e diventare senza peccato in questa vita; anzi, non possiamo nemmeno compiere nulla di tutto ciò da soli in questa vita. Ma se siamo credenti sinceri, abbiamo la potenza di Dio che opera in noi tramite il Suo Spirito, e possiamo fare progressi nel portare a termine quest’opera. Anche Filippesi 2:12-13 illustra entrambi gli aspetti: Dio che opera e noi che operiamo.

D: In Ezechiele 19, come possiamo utilizzare l’idea di ripensare al passato nella testimonianza e nella nostra vita personale?

R: A livello personale, è bene che una persona ricordi e sia grata per la gentilezza che gli altri le hanno dimostrato. È bene esaminare la propria vita e imparare sia dai propri successi che dai propri errori. In 2 Corinzi 13:5 si dice di esaminare noi stessi per vedere se siamo nella fede. 1 Tessalonicesi 5:21 dice di mettere alla prova ogni cosa. Se poi si riesce anche a imparare dai successi e dagli errori degli altri, tanto meglio. Sebbene non sia bene soffermarsi sui peccati del passato, è bene pentirsene.

Come nazione, è bene imparare dal nostro passato. Ad esempio, come qualcuno disse negli anni ’80, ma non fu preso troppo sul serio: se si elimina la preghiera dalle scuole, si dovranno introdurre i metal detector.

D: In Ezechiele 19, qual è il significato dell’allegoria della leonessa e dei suoi cuccioli?

R: I cristiani hanno tre interpretazioni.

Collettiva: l’uso della parola «Israele» indicava il regno unito, e i cuccioli di leone erano Israele e Giuda.

Letterale individuale: forse Israele era già caduto a quel tempo, e questi cuccioli si riferiscono ai singoli re di Giuda, essendo Ioachaz il primo re, che regnò solo tre mesi. La madre sia di Ioachaz che di Sedecìa era Hamutual, una delle mogli di Giosia (2 Re 23:31; 24:18).

Interpretazione non letterale e individuale: tuttavia, la madre di Ioachin era Nehushta (2 Re 24:8), e questo probabilmente si riferisce a Ioachin, in base a Ezechiele 19:5-9. Ezechiele non si riferisce alla maternità biologica, poiché la «madre» è la nazione secondo Ezechiele 19:10-14. Il *Bible Knowledge Commentary: Old Testament*, pag. 1262, menziona altre interpretazioni, ma sostiene questa visione.

In Ezechiele 19:3, lo straziare la preda e il divorare gli uomini possono riferirsi al disastro causato da Ioiachìn. Ioiachìn fece ciò che è male agli occhi del Signore, secondo 2 Re 24:9.

D: In Ezechiele 19, quando si è in preda alla tentazione, perché è bene pensare al proprio passato e al proprio futuro?

R: Alcune persone non riflettono sul proprio passato; non sanno chi sono; non hanno un forte senso di identità, non sanno dove si trovavano in passato e come sono giunte alla loro condizione di schiavitù. Non riflettono sulla loro identità in Dio, né sul loro futuro. Potrebbe essere che non si riconoscano come se stesse tra 20 o 30 anni.

Pensa a chi sei veramente e al tuo cammino passato con Dio. Pensa alle possibili conseguenze del tuo peccato, sia per te stesso che per gli altri, e per il tuo rapporto con Dio.

Potrebbero pensare solo alle proprie emozioni o al proprio peccato, senza doversi preoccupare delle conseguenze future.

Perché così poche persone hanno dei risparmi per la pensione? Uno studio condotto sui giovani riguardo alle loro riflessioni su quando andranno in pensione ha rilevato che quasi tutti consideravano il proprio io futuro come una persona completamente diversa.

D: In Ezechiele 19, come possiamo utilizzare l’idea del lamento per il futuro nella nostra testimonianza?

R: Un consiglio un po’ mondano è che, qualunque cosa tu abbia fatto, vivi senza rimpianti. Questo non è biblico. Ezechiele 19 è un intero capitolo di rimpianto per ciò che hanno fatto e per ciò che avrebbe potuto essere. Il libro delle Lamentazioni è un intero libro di rimpianto. L’apostolo Paolo, in 1 Timoteo 1:13-15, mostra rimpianto per ciò che ha fatto prima di convertirsi a Cristo. Ma sebbene proviamo rimpianto, Dio ha fatto una promessa. Nel libro di Gioele Dio mandò le locuste per punire il Suo popolo disobbediente. Eppure, in Gioele 2:25a Dio dice che li ricompenserà per gli anni divorati dalle locuste.

D: In Ezechiele 19, qual è il ruolo appropriato del lutto nella vita di un cristiano che deve rallegrarsi sempre (Fil 3,1; 1 Tess 5,16)?

R: Paolo e altri credenti si rammaricarono in 1 Corinzi 5:2; 2 Corinzi 2:1-5; 2 Corinzi 7:8-9; 2 Corinzi 11:28-29. C’è un tempo per rammaricarsi dei propri peccati, dei peccati degli altri e della grande perdita di coloro che rifiutano Cristo.

D: In Ez 19,9, che cosa si intende per «gabbia»?

R: Esistono quattro interpretazioni.

1. Potrebbe trattarsi di una vera e propria gabbia.

2. Potrebbe trattarsi di una fossa.

3. Forse la parola per “gabbia”, “sugar”, deriva dal termine assiro sigaru, che non significa gabbia, ma giogo.

4. Potrebbe trattarsi di un gioco di parole tra le ipotesi 1 e 3.

D: In Ezechiele 19:10, pensi che dovrebbe essere «nel tuo sangue», come nella maggior parte dei manoscritti ebraici, oppure «nella tua vigna», come in due manoscritti ebraici?

A: «Nel tuo vigneto» non ha molto senso in questo contesto.

D: In Ezechiele 19:10-14, in che modo questa parte del lamento è leggermente diversa dalla parte precedente?

R: La parte precedente riguardava i principi (leoni) che furono portati via e imprigionati. Questa parte è un lamento su Giuda stessa, e su come fosse simile a una vite forte, che fu sradicata e bruciata. È incredibile che Dio abbia fatto questo ai Suoi stessi a causa della loro disobbedienza.

D: In Ezechiele 20:1-5, da un lato il popolo voleva tornare a Dio e ascoltare Ezechiele, ma dall’altro non voleva rinunciare ad avere anche gli idoli. Non si trovava in uno «stato di totale ribellione», ma non era nemmeno obbediente a Dio? Come può il popolo essere così oggi?

R: Alcuni potrebbero voler semplicemente coprirsi tutte le spalle. Alcuni considerano il cristianesimo nient’altro che una «assicurazione contro gli incendi». Altri potrebbero desiderare sinceramente di seguire Dio, ma desiderano sinceramente seguire anche qualcos’altro. Le persone vogliono l’obiettivo a lungo termine della vita eterna con Dio, ma vogliono anche il piacere a breve termine, l’eccitazione, il mistero o la sicurezza offerti da qualcos’altro. Dio definisce questo atteggiamento peccaminoso «adulterio spirituale».

Una persona può credere in Dio, ma non essere un credente. Una persona smarrita può credere a molte cose vere su Dio, ma non aver mai affidato la propria vita a Lui.

D: In Ezechiele 20:4-5, come vede Dio questo stato intermedio?

R: Sembra un po’ come la chiesa di Laodicea in Apocalisse 3. In termini umani potremmo paragonarlo a una ragazza che ha più fidanzati contemporaneamente. Forse uno di loro non sapeva degli altri, o forse sì. Immaginate una ragazza che dice al suo fidanzato: «Ti amo davvero… il martedì».

D: In Ezechiele 20:8, quale sarebbe il fascino degli idoli d’Egitto?

R: La gente trovava interessante adorare divinità animali o semianimali. Avere queste divinità semianimali può sembrare inquietante, ma anche spettacolare, purché non ci si ponga mai la domanda: «Come fai a sapere che è vero?». Naturalmente, qualcuno potrebbe rispondere a questa domanda dicendo: «La gente ha adorato questi idoli per oltre 1.500 anni, quindi devono essere veri perché è una tradizione». Ma possiamo imparare che la tradizione di per sé non è una guida per stabilire cosa sia vero. Inoltre, adorare gli idoli egiziani li avrebbe resi graditi agli egiziani, consentendo loro di stringere un’alleanza militare.

D: In Ezechiele 20:9, 14, 39, 44 Dio sottolinea «per amore del mio Nome». Perché pensi che sia importante?

R: È un modo per dire che Dio agisce per la Sua gloria. In definitiva, Dio ci ha creati per la Sua gloria, e quando il popolo di Dio smise di glorificarlo, smise di vivere in quella terra.

D: In Ezechiele 20:11, 13, 21, la Legge era un bene per il popolo o no?

R: La Legge di Dio era buona, ma comportava conseguenze sia positive che negative.

Dal punto di vista didattico, era utile per comunicare loro ciò che piaceva a Dio. Obbedire ai suoi precetti era anche un modo che Dio ci aveva dato per compiacerLo.

In teoria, era bene indicare a qualcuno come raggiungere il Paradiso vivendo senza alcun peccato. Tuttavia, nessuno era senza peccato e nessuno è giunto in Paradiso in questo modo.

In realtà, la legge era un severo sorvegliante, che mostrava all’umanità quanto fossimo lontani dagli standard di Dio. Inoltre, più le persone sapevano, più sarebbero state chiamate a rispondere delle proprie azioni, con conseguenti conseguenze negative. Ora, cosa avrebbero fatto le persone con queste informazioni, che gettavano la luce della verità sul loro oscuro e misero stato spirituale?

In definitiva, la Legge serviva a spingere le persone tra le braccia della misericordia di Dio. Dava un senso agli aspetti cerimoniali della Legge di Dio, spiegando perché avessimo bisogno di tutti quei sacrifici e perché esistesse una tale separazione tra l’uomo caduto e la Santità di Dio.

Infine, la Legge ci dava un barlume di speranza. Se c’era un modo per coprire, almeno temporaneamente, i nostri peccati attraverso il sacrificio, allora Dio si prendeva cura di noi e avrebbe potuto fornire una soluzione più permanente… cosa che fece in Gesù Cristo.

D: In Ezechiele 20:12, 16, 20, 21, perché Dio ha dato il sabato?

R: Dio ha dato il sabato come segno tra Lui stesso e il Suo popolo dell’alleanza, gli ebrei (Esodo 31:12-13; Ezechiele 20:12, 20).

La Parola di Dio, le leggi e i decreti furono rivelati solo a Israele, a nessun altro (Salmo 147:19-20).

I Dieci Comandamenti furono stipulati con gli Israeliti sotto Mosè, non con i loro padri (Deuteronomio 5:3).

La Legge e l’Antica Alleanza erano destinate esclusivamente agli Israeliti (Romani 9:4). Abramo e gli altri non osservavano il sabato.

Furono rese note agli Israeliti le leggi di Dio e i sabati (Neemia 9:13-14).

Il sabato è stato fatto per l’uomo, non l’uomo per il sabato (Marco 2:27).

D: In Ezechiele 20:15, in che senso Canaan era la gloria di tutte le terre?

R: Sebbene sia vero che Canaan potesse sostenere una popolazione più numerosa rispetto alle terre a est del fiume Giordano, non è questo il punto. Qualsiasi terra che Dio avesse scelto per voi e vi avesse donato in modo particolare sarebbe stata sicuramente per voi la gloria di tutte le terre. Anzi, la terra di Canaan, un tempo terra maledetta dall’idolatria e dai sacrifici di bambini, divenne la terra del popolo eletto di Dio, gli ebrei, e il luogo della benedizione suprema per tutti i popoli della terra.

D: In Ezechiele 20:15, perché in generale le persone dimenticano o non riescono a mostrare gratitudine per le cose buone che sono state fatte loro?

R: Spesso, per egoismo, le persone non vedono alcun vantaggio nell’essere grate per le cose buone che sono già accadute. Nel mondo degli affari, l’atteggiamento non è «cosa hai fatto per me», ma «cosa hai fatto per me oggi», perché le cose buone fatte in passato non sono più in primo piano. Le persone tendono naturalmente a dare le cose per scontate, mentre Dio ci chiama a vivere una vita di gratitudine.

D: In Ezechiele 20:22, perché Dio trattenne la Sua mano, affinché il Suo nome non fosse profanato agli occhi delle nazioni?

R: Esodo 32:11-14 fornisce la spiegazione completa di questo. Dopo che Dio aveva liberato il popolo dalla schiavitù in Egitto, se lo avesse distrutto improvvisamente nel deserto, allora altri avrebbero potuto dire che Dio li aveva salvati solo per poi distruggerli. Ezechiele 20:22 fa brevemente riferimento a questo, cosa che la maggior parte degli ebrei saprebbe.

D: In Ezechiele 20:25, alcune delle leggi di Dio non erano adatte al popolo?

R: In questo caso il popolo rifiutò le leggi di Dio, che erano state date per il loro bene (Ezechiele 20:19-21). Pertanto, Dio permise ai loro governanti di emanare leggi ingiuste e non adatte a loro. Le persone possono sempre lamentarsi dei propri leader politici, ma spesso ottengono proprio i leader e le leggi che meritano.

D: In Ezechiele 20:29, cosa significa «Bamah»?

R: «Bamah» potrebbe essere stato un luogo reale. D’altra parte, la parola «Bamah» significava «luogo elevato», quindi potrebbe essere stata una descrizione generica dei santuari cananei. Si tratta in realtà di un gioco di parole. «Qual è il luogo elevato» è «mah habamah», e «voi andate a» è «haba’im».

D: In Ezechiele 20:46,47, perché Ezechiele doveva profetizzare rivolto verso sud?

R: Ezechiele profetizzò sia contro Israele che contro Giuda. In questo caso, però, Ezechiele doveva rivolgersi specificamente a Gerusalemme e al regno meridionale di Giuda, poiché questa profezia era esplicitamente rivolta a loro e non al regno settentrionale.

Oggi, quando le persone hanno vicini più empì di loro, è facile pensare che Dio debba essere soddisfatto di loro, semplicemente perché appaiono più giusti al confronto. Ricordate però che sia Israele che Giuda furono puniti, anche se la punizione di Giuda arrivò più tardi e non fu così devastante.

D: In Ezechiele 20:48, in che modo «tutta la carne» vide che Dio aveva acceso questo fuoco?

R: Forse la profezia stessa di Ezechiele è parte della risposta. Senza i profeti, si potrebbe pensare che Israele e Giuda siano stati distrutti perché Dio aveva abbandonato o dimenticato il Suo popolo. Tuttavia, i numerosi avvertimenti che Dio diede tramite i profeti dimostrano che la distruzione non fu permessa a causa della disattenzione di Dio, ma piuttosto fu causata dal fatto che Dio si ricordava di loro e della loro disobbedienza.

D: In Ezechiele 21:4, perché sia i giusti che gli empi ricevono il giudizio?

R: Due punti che non fanno parte della risposta, e poi la risposta.

1. Sebbene i giusti siano giudicati per ricevere ricompense in cielo e gli empi ricevano punizioni di varia entità, non è questo ciò che afferma questo versetto.

2. La Settanta ha tradotto questo passo come «ingiusti e malvagi», ma si ritiene che il testo masoretico sia qui più corretto.

La risposta: il giudizio, in questo contesto, consiste nelle conseguenze del peccato della nazione. Ezechiele 21:3-4 afferma che sia i giusti che gli empi che vivevano in Israele in quel periodo sarebbero stati sterminati, ovvero uccisi e/o esiliati, dall’esercito invasore.

Come è possibile che sia i giusti che gli empi subiscano il giudizio, se Ezechiele 18 afferma che l’empio non morirà al posto del giusto? In tutta la Bibbia, i giusti non si assumono la colpa degli empi. Tuttavia, fin dai tempi di Abele, i giusti hanno subito le conseguenze a causa della malvagità altrui. Per ulteriori informazioni, si veda la discussione su Ezechiele 18.

D: In Ezechiele 21:4, qual è il significato dell’espressione «da sud a nord»?

R: «Da sud a nord» indica che il giudizio avrebbe avuto inizio nel sud, in Giuda. La parola «sud» in ebraico è Negev, che è anche il nome della parte meridionale di Giuda.

D: In Ezechiele 21:10, che cosa si intende per «verga»?

R: La traduzione letterale di Jay P. Green mostra che questa parola ebraica significa «verga», non «scettro». Esistono due interpretazioni del significato:

Scettro di un re: poiché Dio aveva promesso che la discendenza di Davide sarebbe durata per sempre, si potrebbe aver pensato che i re non sarebbero mai stati sconfitti.

Vasta della disciplina: tuttavia, “scettro” è un’interpretazione che sembra estranea al passo. La vasta della disciplina (Proverbi 10:13; 13:24; 23:13; 2 Samuele 7:14; Giobbe 9:34; Giobbe 21:9) è ciò che si intende qui.

Naturalmente, entrambe le interpretazioni potrebbero essere combinate.

D: In Ezechiele 22:2; 24:9, contro quale «città di sangue» è diretta questa profezia?

R: Si tratta di Gerusalemme.

D: In Ezechiele 22:9, in che modo alcuni diffondono calunnie per versare sangue?

R: Ciò si riferisce alle false accuse e ad altri modi di diffondere storie false che portano alla morte delle persone.

D: In Ezechiele 22:9, cosa c’era di sbagliato nel mangiare sulle montagne?

R: I santuari cananei si trovavano solitamente sulle montagne e sulle colline, e «mangiare sulle montagne» era di solito finalizzato a partecipare a una festa religiosa cananea.

D: In Ezechiele 22:25,27, in che modo i profeti divoravano le anime?

R: Per denaro e per salvaguardare la propria posizione, questi profeti fingevano di prendersi cura dei bisogni spirituali del popolo e di proteggerlo dall’errore. In realtà, si limitavano a dire alla gente ciò che voleva sentire.

Nel cristianesimo, se l’insegnamento non è altro che ciò che le persone vogliono sentire, allora i leader dovrebbero fare attenzione a non seguire le orme di questi profeti che divoravano le anime.

D: In Ezechiele 22:30-31, cosa significa «stare nella breccia», e perché qualcuno che sta nella breccia dovrebbe scongiurare l’ira di Dio?

R: Questa analogia aveva un duplice significato.

Dal punto di vista fisico, se avessero avuto abbastanza soldati, avrebbero potuto cercare di respingere un esercito invasore, in questo caso i babilonesi.

Spiritualmente, se ci fossero abbastanza persone devote per insegnare la Parola di Dio, confutare l’errore e incoraggiare le persone a tornare a Dio, allora scongiurerebbero il castigo di Dio, in questo caso l’esercito babilonese.

Per ulteriori informazioni, si veda la discussione su Ezechiele 13:5.

D: In Ezechiele 22:30-31, come possiamo «stare nella breccia» oggi?

R: Quando le persone dicono che qualcosa è giusto, e noi sappiamo che non è gradito a Dio, dobbiamo alzarci e dirlo. Anche quando alcuni cristiani dicono che qualcosa è giusto, e noi sappiamo che è sbagliato, dobbiamo alzarci. Quando Satana vuole ingannare le persone con il peccato o le eresie, siano essi non credenti o credenti, dobbiamo far sentire la nostra voce e cercare di proteggere quelle persone da ciò.

D: In Ezechiele 23, qual è il significato dell’allegoria delle due figlie immorali?

R: Questa allegoria cruda mostra quanto Dio sia disgustato sia da Israele che da Giuda.

D: In Ezechiele 23, questa allegoria cruda mostra quanto Dio si sia allontanato da loro con disgusto, poiché sia Israele che Giuda mostravano un tale disprezzo nei Suoi confronti. Perché pensi che l’adorazione degli idoli sia paragonata alla prostituzione?

R: Il fatto che il popolo di Dio agisse in quel modo non solo era ripugnante per Dio, ma era anche offensivo: che proprio il Suo popolo, chiamato con il Suo nome, potesse comportarsi così. Nel Nuovo Testamento, spiritualmente, noi siamo la sposa di Cristo. Nell’Antico Testamento Dio afferma metaforicamente di essere stato un marito per Israele. Ma quando anche loro adoravano gli idoli, Dio manifestava disgusto per la loro infedeltà, che violava la loro alleanza con Lui.

D: In Ezechiele 23:3, perché viene menzionato l’Egitto?

R: Probabilmente non è perché gli Israeliti soggiornarono in Egitto per 430 anni; non c’era nulla di sbagliato in ciò, e non erano da biasimare per averlo fatto. Piuttosto, erano attratti dagli dei egiziani, che costituivano una trappola per loro anche in quel momento, quasi 900 anni dopo.

D: In Ezechiele 23:3 e 1 Corinzi 10:5-13, perché alcune persone, dopo aver peccato, si pentono e «superano la cosa», senza mai ripetere quel peccato, mentre altre, dopo aver peccato e pur avendo cercato di pentirsi, non riescono mai a «superarlo»?

R: Alcune persone che non riescono a superare un peccato sentono che la loro identità sia legata a quel peccato. Altre spesso ricordano il piacere (Ezechiele 23:19), arrivando persino a desiderare il peccato (Ezechiele 23:21), e dimenticando il dolore del senso di colpa e della vergogna derivanti dalla scelta di lasciarsi contaminare.

Dio dà loro una «promessa»: non guarderanno più a queste cose né le desidereranno più (Ezechiele 23:27). Dio promette loro che la loro punizione sarà così severa da non far loro più desiderare quel peccato.

Alcune persone sentono che la loro identità sia legata a un peccato. Alcune ne ricordano con affetto il piacere. Altre ne ricordano il beneficio. Consulta la pagina «La nostra perdita in Cristo» http://www.biblequery.org/Experience/Loss/OurLossInChrist.html per ulteriori approfondimenti su come superare il peccato.

D: In Ezechiele 23:3-4, cosa significano Oholah/Aholah e Oholibah/Aholibah?

R: Oholah significa «lei ha la propria tenda» o «la sua tenda», che è ciò che avrebbe una prostituta. Oholibah significa «la mia tenda è in lei». Ciò era appropriato perché il tempio di Dio si trovava a Gerusalemme, in Giuda. Il regno settentrionale di Israele aveva la propria «tenda» con la sua religione dei vitelli d’oro.

D: In Ezechiele 23:9-10,22, quali sono alcuni altri modi in cui Dio a volte punisce le persone per un peccato proprio attraverso quel peccato stesso?

R: Un modo è quello che nell’educazione dei figli viene chiamato «conseguenze logiche». A volte la punizione per il peccato consiste nel trovarsi in una situazione in cui si ripete quel peccato più e più volte. Il popolo adorava gli idoli. In seguito, fu rinvenuto un obelisco assiro che raffigurava Jehu e i suoi servitori mentre si inchinavano al re assiro Salmanassar III, rendendogli omaggio. In seguito, Menahem pagò tributo a Tiglat-Pileser III nel VII secolo a.C. Lo fece anche Osea, l’ultimo re d’Israele, sebbene alla fine ciò non gli servisse a nulla. Il pagamento del tributo comportava che il re consegnasse il tributo e adorasse gli idoli assiri. Coloro che adoravano gli idoli assiri finirono per essere puniti dagli Assiri o dai Babilonesi conquistatori.

D: In Ezechiele 23:11, perché alcune persone riescono a imparare dai successi e dai fallimenti altrui, mentre altre no? Quanto sei bravo a imparare dagli errori degli altri?

R: Si dice che l’esperienza sia la migliore maestra, ma anche la più costosa. Alcune persone non imparano nemmeno dai propri errori. Ma quanto è più saggio poter imparare anche dagli errori degli altri? Allora, quanto vuoi essere saggio? Se vuoi davvero essere saggio, quante volte hai prestato attenzione a ciò che dice la Bibbia sull’acquisire saggezza in Giacomo 1, nei Proverbi e nel Salmo 139?

D: In Ezechiele 23:16,40, quando Giuda inviò messaggeri ai Caldei? Perché fu una cosa così grave? In che modo ciò si ricollega alla prova che il Signore fece al cuore di Ezechia in 2 Cronache 32:30-31?

R: Il re Ezechia, per il resto pio, agì in questo modo in 2 Re 20:12-19; Isaia 39:1-8 e 2 Cronache 32:30-31. Inoltre, il pio re Giosia fu ucciso mentre cercava di aiutare i babilonesi combattendo contro l’Egitto in 2 Re 23:29-30.

D: In Ezechiele 23:18, perché Dio si allontanerebbe con disgusto da un popolo che ha un rapporto con Lui?

R: La frase ebraica qui riportata, tradotta letteralmente, è «la mia anima si è strappata via da lei». Oggi potremmo definirlo «straziante». È doloroso per un marito o una moglie avviare le procedure di divorzio contro un coniuge infedele. Significa dire che non lo amerai più come coniuge.

D: In Ezechiele 23:31-34, che cosa rappresenta qui il calice?

A: Questo simbolo dell’ira di Dio, menzionato anche in Geremia e nell’Apocalisse, è interessante. Si tratta di qualcosa che le persone ingeriscono, fanno bere agli altri e, talvolta, sono costrette a bere. Viene spesso paragonato al sangue e al vino, e può far impazzire le persone. Tra i vari passi in cui si menziona una coppa vi sono Salmo 75:8; Isaia 51:17-23; Geremia 25:15-19; 51:7; Abacuc 2:16; e Apocalisse 17:3-4; 18:6. Già prima dei Salmi, anche i Cananei usavano la metafora della coppa. Una coppa poteva rappresentare la propria porzione di vita, come nel Salmo 16:5.

D: In Ezechiele 23:36 a Ezechiele fu ordinato di giudicare e di affrontare la situazione. Quando dovremmo giudicare e affrontare la situazione?

R: Non dobbiamo giudicare il valore delle persone, né quanto siano buone. Dobbiamo però giudicare le cose, comprese le azioni giuste e peccaminose, e dobbiamo discernere. Proprio come dovremmo incoraggiare, confortare e correggere per obbedienza a Dio e per amore verso gli altri, dovremmo affrontare le persone per le stesse ragioni. Dobbiamo stare attenti che ciò non avvenga per orgoglio, né per un qualsiasi sentimento di superiorità.

Non dovremmo giudicare o affrontare le persone in base al nostro giudizio capriccioso, ma in base a ciò che dice la Scrittura. Paolo rimase sorpreso dal fatto che la chiesa di Corinto non avesse espulso qualcuno dalla comunità. La chiesa di Tiatira non fu in realtà rimproverata a causa dell’immoralità di Jezabel; in realtà fu rimproverata per aver tollerato quella donna apertamente immorale al suo interno.

Confrontiamo per aiutare sia la persona con cui ci confrontiamo sia gli altri che stanno ascoltando (o leggendo). Dobbiamo mostrare loro perché la strada che stanno percorrendo è sbagliata o distruttiva, qual è la strada migliore e perché è importante e urgente che cambino ora.

D: In Ezechiele 23:37, i loro figli erano come cibo per i loro idoli, poiché sacrificavano i propri figli. In che modo i bambini di oggi sono metaforicamente “cibo” per il peccato delle persone?

R: Sono “cibo” in almeno due modi diversi.

Con l’aborto, i bambini vengono sacrificati per soddisfare il desiderio della madre. È emerso che gli organi dei bambini abortiti vengono prelevati per la ricerca. In un caso, un bambino abortito aveva ancora il cuore che batteva dopo essere stato estratto. Gli operatori che praticano l’aborto hanno comunque prelevato il cervello.

A causa della corruzione, ai bambini viene insegnato a perpetuare i peccati dei loro insegnanti. Oggi in molte scuole viene insegnato loro che l’omosessualità è uno stile di vita alternativo e moralmente accettabile, che il sesso prima del matrimonio va bene e che, se è legale, allora è giusto.

D: In Ezechiele 23:38-39, sacrificavano i propri figli adorando gli idoli e lo stesso giorno si recavano al tempio di Dio. In quali modi le persone cercano oggi di strumentalizzare Dio?

R: A quanto pare, non gli è venuto in mente che Dio non fosse soddisfatto della loro vita. Non hanno pensato che stessero semplicemente sprecando il loro tempo andando al tempio di Dio, poiché Egli non avrebbe accettato i loro sacrifici. Infine, a quanto pare, non hanno nemmeno considerato che una maggiore conoscenza comporti una maggiore responsabilità e un giudizio più severo per i disobbedienti. Forse pensavano di potersi «coprire le spalle» adorando diversi dei. Forse pensavano che Dio si sarebbe accontentato di qualunque piccola porzione avessero deciso di offrirgli. Ma anche se il sacrificio di Caino gli costò frutta e verdura, Dio non lo accettò. Da allora, Dio non accetta nemmeno i sacrifici dei malfattori.

D: In Ezechiele 24:1-12, qual è la differenza tra la prima allegoria in 24:1-5 e la seconda in 24:6-12?

R: Nella prima immagine il popolo sta bollendo all’interno della pentola di Gerusalemme. Nella seconda immagine è Gerusalemme stessa ad essere incrostata di peccato.

D: In Ezechiele 24:1-5, nella prima immagine, in che modo le persone «bollono» a causa del peccato?

R: Quando la carne viene bollita, è «cotta». Parte della forza e della resistenza delle fibre muscolari svanisce, ed è più facile che venga consumata e divorata. Allo stesso modo, quando le persone vengono «bollite» nel peccato, la loro forza e resistenza contro la malvagità svaniscono, ed è più facile che vengano consumate da Satana. Ma lodiamo Dio perché, anche quando qualcuno è stato «bollito» nel peccato, Dio può rigenerarlo!

D: In Ezechiele 24:6-12, nella seconda immagine, quali sono almeno sei modi in cui il peccato «incrosta» o «arrugginisce»?

R: Potrebbero essercene più di sei, ma eccone sei.

1. Commettere un peccato può rendere una persona più vulnerabile a ricadere nello stesso peccato in futuro.

2. Proprio come una pentola incrostata impiega più tempo a riscaldarsi, non può mai essere pulita completamente e, se incrostata all’interno, contiene meno, così il peccato può renderci più lenti nel seguire il bene, impedirci di avere una vita pura e farci contenere meno di ciò che Dio vuole darci.

3. Commettere un peccato per un periodo sufficientemente lungo può intorpidire la coscienza di una persona, al punto che non provi alcun senso di colpa quando commette quel peccato.

4. Commettere quel peccato ancora di più può oscurare ulteriormente la mente di una persona, al punto che non si renda conto che è sbagliato.

5. Commettere quel peccato sotto gli occhi degli altri dà l’esempio agli altri che il peccato va bene, o comunque non è poi così grave, e che va bene anche per loro commetterlo.

6. Davanti a Dio si accumula sempre più senso di colpa.

Tuttavia, la buona notizia è che, per quanto una persona possa essere incrostata dal peccato, se si pente e affida la propria vita a Cristo, Egli può renderla di nuovo splendente e pura. È possibile che debba comunque subire le conseguenze dei propri peccati sulla terra e, per un credente, ciò potrebbe comportare la perdita della ricompensa. I credenti, e persino Paolo, temevano di allontanarsi e di subire la perdita della ricompensa, come si legge in 1 Corinzi 3:13-15 e 9:27. Ma essi sono purificati davanti a Dio e non devono subire le conseguenze all’Inferno.

D: In Ezechiele 24:15-19, perché Dio ha portato via la moglie di Ezechiele? Non vedo né Ezechiele né sua moglie fare nulla di male in questo caso, né alcun modo in cui ciò possa andare a vantaggio di sua moglie.

R: Dio ha usato anche questo mezzo esterno per persuadere il popolo a tornare a Lui. Ezechiele avrebbe rivisto sua moglie in Paradiso, ma quelle persone non avrebbero mai visto il Paradiso se non si fossero pentite.

Si noti che la Bibbia non dice nulla sul fatto che fosse in buona salute e sia morta improvvisamente, o che fosse affetta da una malattia cronica. La Scrittura non dice nulla nemmeno sul fatto che Dio l’abbia fatta morire appositamente in quel momento, o che abbia semplicemente usato la sua morte, avvisando prima Ezechiele.

Se un cristiano è obbediente a Dio, si potrebbe essere portati a pensare che la salute fisica e la vita di quella persona e della sua famiglia siano la massima priorità di Dio. In realtà, Ezechiele 24:16-18 mostra che non è così. La prospettiva di Dio, che abbraccia milioni di anni, può essere diversa da una prospettiva miope. La nostra massima priorità dovrebbe essere la gloria di Dio, non la nostra vita.

D: In Ezechiele 24:15-24, in che modo tutto ciò ha contribuito al bene di Ezechiele, come dice Romani 8:28?

R: Innanzitutto tre cose che non sono la risposta, e poi la risposta.

X Romani 8:28 non era ancora stato scritto, quindi la promessa di Dio in Romani 8:28 non era ancora stata data. Sebbene Romani 8:28 sia stato scritto oltre 500 anni dopo, credo che ciò abbia comunque contribuito al bene.

X Ricompense più grandi in cielo per aver sopportato fedelmente le sofferenze sulla terra. Sebbene anche questo sia probabilmente vero, possiamo vedere come ciò abbia portato a un bene anche sulla terra.

X Avrebbero potuto verificarsi eventi peggiori se la moglie di Ezechiele fosse ancora viva. Forse lei, o Ezechiele stesso, si sarebbero allontanati dal Signore, avrebbero contratto una malattia cronica, ecc. Tuttavia, pur non sapendo se questa ipotesi sia vera, possiamo vedere un esito positivo nella perdita di Ezechiele senza doverla postulare.

La risposta: il conforto di Ezechiele non era la massima priorità di Dio. Attraverso la perdita di Ezechiele, le altre persone, che erano spiritualmente smarrite, potevano rendersi conto di quanto gravi sarebbero state le cose e forse si sarebbero pentite.

D: In Ezechiele 24:19-27, fino a che punto dovremmo sacrificarci, non per il nostro bene ultimo, ma per il bene ultimo degli altri?

R: Innanzitutto ciò che non è la risposta, ma è comunque istruttivo, e poi la risposta.

X Origene, scrittore della Chiesa primitiva, fu molto influente. Fece cose buone, come convincere alcuni gnostici ad abbandonare lo gnosticismo e a diventare cristiani autentici, ma aveva anche alcuni insegnamenti gravemente errati. Tuttavia, nessuno ha mai detto che gli mancasse l’impegno. Da giovane, venne a conoscenza di una donna benestante che possedeva alcuni libri di valore e manoscritti delle Scritture. Così, con il suo consenso, andò a vivere con lei, esclusivamente per studiare i manoscritti. Se ciò accadesse oggi, ci sarebbe uno scandalo nella Chiesa, per l’apparenza di peccato sessuale. Anche se fosse accaduto allora, sarebbe stato lo stesso. Ma Origene desiderava davvero, davvero avere accesso a quei manoscritti. Così Origene si assicurò al 100% che non ci fosse alcuna possibilità di scandalo – in modo definitivo. In seguito altri leader della Chiesa lo rimproverarono per ciò che aveva fatto. Ma nessuno mise in dubbio l’impegno di Origene. Forse, però, ci si sarebbe dovuti chiedere se il suo impegno verso quei manoscritti e lo studio non fosse superiore al suo impegno a dare il buon esempio nel seguire Dio.

La risposta: saresti disposto a perdere una persona a te molto cara, se non altro perché gli altri si risvegliassero e giungessero a conoscere il Signore attraverso la tua perdita? Paolo rinunciò volontariamente a tutto in Filippesi 3:7-8, e per noi è facile leggerlo, ma dovremmo fermarci a riflettere se siamo disposti a fare lo stesso. Dio, in sostanza, fece morire la moglie di Ezechiele a causa del peccato del popolo, per aiutarli. Allo stesso modo, Paolo in Colossesi 1:24 dice di aver sofferto per i Colossesi. Naturalmente, Paolo non ha mai affermato che le sue sofferenze fossero in alcun modo un'espiazione, come lo erano quelle di Gesù. Ma in un certo senso Paolo stava comunque seguendo l'esempio di Gesù, come in Filippesi 2:5-6, sapendo che Egli sarebbe stato nuovamente esaltato.

D: In Ezechiele 24:20-27, qual era la nuova informazione fondamentale che Dio stava comunicando al popolo attraverso la morte della moglie di Ezechiele?

R: I dettagli profetizzati tramite Ezechiele sarebbero stati un segno che ciò proveniva dal Signore. Tuttavia, il beneficio principale per il popolo derivante dalla morte della moglie di Ezechiele probabilmente non risiedeva nelle nuove informazioni. In ogni caso, le nuove informazioni avrebbero potuto essere trasmesse anche senza che la moglie di Ezechiele morisse. Piuttosto, il beneficio principale non era tanto il messaggio che Dio stava comunicando, quanto il fatto che Dio stesse dicendo: «Sono serio». A volte, quando condividiamo il Vangelo, il problema di chi ascolta non è che lo abbiano preso sul serio e lo abbiano rifiutato, ma piuttosto che non abbiano mai preso sul serio le nostre parole fin dall’inizio. Quindi, sebbene sia importante diffondere il messaggio del Vangelo, è altrettanto importante che le persone vedano, attraverso le tue parole, la tua vita e il modo in cui reagisci a ciò che accade nella tua vita, che il tuo messaggio deve essere preso molto sul serio.

D: In Ezechiele 24:26, cosa c’è di significativo nel fatto che sia un fuggitivo a comunicare loro la notizia?

R: Un fuggitivo sarebbe qualcuno che è scappato dalla battaglia. Di solito non ci si può affidare a chi fugge da una battaglia per assicurarsi che il messaggio venga ricevuto. È un messaggio negativo su ciò che è accaduto in passato. Può anche significare che tempi peggiori, o un esercito, non sono lontani dal messaggero.

D: In Ezechiele 25:1-7, cosa fecero di sbagliato esattamente gli Ammoniti?

R: Si rallegrarono della distruzione di Giuda. Gli Ammoniti erano nemici costanti degli Israeliti. Ammon combatté contro Israele al tempo di Iefte (Giudici 10:6-11:33), combatté contro Saul per Jabesh di Galaad in 1 Samuele 11:1-11 e, dopo aver umiliato gli ambasciatori di Davide, Davide li conquistò in 1 Cronache 19:1-20:3. Dopo l’epoca di Salomone divennero indipendenti e si allearono con i Moabiti e gli Edomiti per attaccare Giuda (2 Cronache 20:1-30). Tentarono di conquistare il territorio di Israele (Geremia 49:1) e aiutarono Nabucodonosor contro Ioiachim (2 Re 24:1-2). La capitale, Rabbah, fu ridotta in rovina, anche se in seguito il sito divenne Amman, l’odierna capitale della Giordania.

Nel 593 a.C. Ammon strinse un’alleanza con Giuda e Tiro contro Babilonia.

D: In Ezechiele 25:6-8, cosa c’era di sbagliato nel rallegrarsi per la distruzione di Gerusalemme?

R: C’erano diverse cose sbagliate.

1. Non si dovrebbe mai gioire della distruzione del popolo di Dio, anche se fosse disobbediente. Quando si tocca il popolo di Dio, si tocca la pupilla dei Suoi occhi. Dio promise agli Israeliti in Genesi 12:1-3 che chi benedice i discendenti di Abramo sarà benedetto, e chi li maledice sarà maledetto.

2. Gli Ammoniti, i Moabiti e gli Edomiti nutrivano una faida secolare con gli Israeliti.

3. Inoltre, con Giuda fuori dai giochi, gli Ammoniti, i Moabiti e gli Edomiti avrebbero potuto trarne vantaggio espandendosi liberamente verso ovest.

D: In Ezechiele 25:8-11, cosa fecero di sbagliato esattamente i Moabiti?

R: Il versetto 8 dice semplicemente che affermarono che Giuda era diventato come le altre nazioni. Ciò potrebbe significare che riconoscevano che il Dio d’Israele non era più con loro, oppure che Giuda era ormai esposto agli attacchi. Potrebbe anche trattarsi di un’affermazione derisoria, nel senso che, spiritualmente, Giuda e la reputazione del suo Dio non erano migliori di quelle di qualsiasi altra nazione. Il fianco di Moab era la parte settentrionale, che l’esercito babilonese avrebbe attaccato per prima.

D: In Ezechiele 25:12-17, cosa fecero di sbagliato esattamente gli Edomiti e i Filistei?

R: Il loro comportamento era simile a quello degli Ammoniti e dei Moabiti, ma qui l’enfasi è diversa. In Ezechiele 25:12,15 Edom e Filistea furono specificatamente rimproverati per aver compiuto atti di vendetta. Secondo il Salmo 137:7; Geremia 49:7-22 e Obadiah 1-21, dopo la distruzione di Gerusalemme gli Edomiti attesero agli incroci per uccidere e derubare gli ebrei in fuga. Successivamente Nabucodonosor assegnò ai Filistei parte del territorio di Giuda. Dopo che gli Edomiti e i Filistei si vendicarono del popolo di Dio, Dio promise che avrebbero conosciuto la Sua vendetta. Alla fine gli arabi nabatei conquistarono la terra di Edom, e gli Edomiti fuggirono nel Negev, nel sud di Giuda, dove il re ebreo Giovanni Ircano (134-104 a.C.) li sconfisse.

D: In Ezechiele 25:16 e 26:3, quali sono i giochi di parole presenti? Perché Dio dovrebbe ricorrere a giochi di parole?

R: In Ezechiele 25:16 i Cheretiti sono gli stessi dei Filistei. Affermare che Dio avrebbe «staccato» i Filistei è molto probabilmente un gioco di parole, poiché «staccare» è hikrati e «Cheretiti» è Keretim.

In Ezechiele 26:3 la parola che indica la città di Tiro, «sor», significa roccia dura o ciottolo. Dio disse che avrebbe raschiato via gli edifici di Tiro e l’avrebbe ridotta a una roccia nuda.

Un gioco di parole non è necessariamente una battuta, ma un modo migliore per ricordare la profezia.

D: In Ezechiele 26:1-2, la nuova data qui indicata suggerisce che si tratti di una profezia distinta. Che cosa fecero di sbagliato esattamente i Fenici di Tiro?

R: I Fenici erano tradizionalmente alleati di Israele. A differenza degli Edomiti e dei Filistei, i Fenici non cercavano vendetta, ma erano comunque molto contenti, dal punto di vista commerciale, che Giuda fosse fuori dai giochi, poiché ciò avrebbe potuto consentire loro di aumentare i propri scambi commerciali. Siate cauti, sia che stiate investendo, sia che stiate facendo qualsiasi altra cosa, quando gioite della sventura altrui.

D: In Ezechiele 26:3-14, la profezia di Ezechiele sulla vittoria su Tiro è contraddetta da Ezechiele 29:17-20, dato che Nabucodonosor non conquistò Tiro, come sostiene la *Guida alla Bibbia* di Asimov alle pp. 587-588?

R: No. Innanzitutto, si noti che coloro che ascoltarono Ezechiele non vi videro alcuna difficoltà, poiché quattro capitoli più avanti, in Ezechiele 29:17-18, si afferma che Nabucodonosor non ottenne alcuna ricompensa (cioè bottino) da Tiro. La risposta esamina innanzitutto la struttura letteraria, ciò che fu profetizzato, ciò che non fu profetizzato e, infine, ciò che accadde.

Struttura letteraria:

Ezechiele 26:3-14 presenta una struttura chiastica, con alcune eccezioni. In un chiasmo perfetto, ogni pensiero è disposto in parallelo in forma simmetrica. In questo contesto sono importanti i cambiamenti nei pronomi in ebraico.

Ez 26,3 Molte nazioni marceranno contro Tiro

... Ez 26:4 Distruggeranno le mura e le torri di Tiro.

… Ez 26:4,5 Io [Dio] ridurrò Tiro a una roccia nuda, un luogo dove stendere le reti da pesca.

……Ez 26,6 I suoi insediamenti sulla terraferma saranno saccheggiati.

……..Ezechiele 26:7 Nabucodonosor di Babilonia marcerà contro Tiro

……Ezechiele 26:8 Egli [Nabucodonosor] saccheggerà i tuoi insediamenti sulla terraferma.

..Ez 26:8,9 Demolirà le mura e le torri

..Ezechiele 26:10,11 I suoi cavalli entreranno dalle porte di Tiro e uccideranno parte della popolazione.

Ez 26:12 Saccheggeranno le ricchezze e deporteranno il bottino. Abbatteranno le tue mura e getteranno le macerie nel mare.

Ezechiele 26:13 Io [Dio] porrò fine ai loro canti.

… Ezechiele 26:14 Io [Dio] ridurrò Tiro a una roccia nuda, un luogo dove stendere le reti da pesca.

Come nota a margine, la Settanta ha conservato correttamente i pronomi fino al versetto 12. Da quel punto in poi, ha usato «egli» dove avrebbe dovuto usare «loro» due volte e «io» [Dio] una volta.

2. Cosa fu profetizzato:

La profezia si articola in tre parti: molte nazioni (loro), Dio (Io) e Nabucodonosor (egli).

Molte nazioni arriveranno, saccheggeranno Tiro, distruggeranno le sue mura e getteranno le macerie in mare.

Dio ridurrà Tiro a una roccia spoglia, un luogo dove stendere le reti da pesca, e porrà fine ai loro canti (la cultura tiria).

Nabucodonosor verrà, saccheggerà la città sulla terraferma, distruggerà le mura e le torri e ucciderà parte della popolazione.

3. Ciò che non è stato profetizzato:

Non si menziona mai che Nabucodonosor farà qualcosa all’isola, né quale nazione Dio userà per trasformare l’isola in un luogo dove stendere le reti da pesca. Furono le molte nazioni, «loro», a ottenere il bottino, mentre Nabucodonosor si limitò a conquistare gli insediamenti sulla terraferma.

4. Cosa accadde:

Gli Assiri, prima della profezia di Ezechiele, tentarono senza successo di conquistare la città sulla terraferma nel 726/724 a.C., per cinque anni. Ci riprovarono, fallendo nel 664 a.C.

Nabucodonosor, re di Babilonia, assediò Tiro per 13 anni, dal 586/585 al 573 a.C. Riuscirono a distruggere la città sulla terraferma. Tuttavia, i tirii di Tiro Vecchia si trasferirono nella già esistente Tiro Nuova sull’isola (a 700-750 metri di distanza), di fronte alla città sulla terraferma. La flotta tiria impedì ai babilonesi di attaccare la città sull’isola.

Alessandro Magno, dopo che Tiro aveva ucciso i suoi ambasciatori, conquistò la città sulla terraferma. Utilizzò le macerie per costruire una strada rialzata (ponte terrestre artificiale) larga 200 piedi (60 metri) e lunga mezzo miglio (600-750 metri) che collegava la città all’isola e, dopo sette mesi, conquistò la città insulare nel 332 a.C. L’Enciclopedia Britannica menziona che per la conquista di Tiro egli impiegò navi provenienti da molte nazioni: Sidone, Cipro, Rodi, Mallus, Soli, Licia e, naturalmente, la Macedonia. L’esercito di Alessandro uccise inizialmente 8.000 persone, ne crocifisse altre 2.000 in seguito e ridusse in schiavitù le restanti 30.000. (L’Anchor Bible Dictionary, vol. 6, p. 687, riporta che inizialmente furono uccise 6.000 persone, 2.000 furono crocifisse in seguito, 30.000 furono vendute come schiave e 15.000 furono riscattate dai Sidoni.)

Si veda la discussione su Ezechiele 26:14, 19-20 per informazioni sul fatto che Tiro non fu mai ricostruita.

D: In Ezechiele 26:3-21, qual è la storia di Tiro?

R: Per chi desidera conoscere i dettagli storici, ecco una sintesi della storia di Tiro.

Il 2300 a.C. è l’epoca in cui, secondo gli archeologi, i coloni provenienti da Sidone in fuga dai Filistei fondarono Tiro, a circa 25 miglia a sud. Ciò avverrebbe un paio di secoli prima di Abramo. Un testo egizio risalente al 1780-1750 a.C. menziona Tiro.

Si menziona inoltre che, prima di Hiram I, figlio di Abibaal (969-936 a.C.), l’«isola» di Tiro era in realtà costituita da due isole. Su una delle due isole viveva la popolazione, mentre sull’altra si trovava solo un tempio dedicato a Baal. Hiram unì le due isole con una strada rialzata, formando così un’unica isola. L’Anchor Bible Dictionary, vol. 6, pag. 686, indica che la superficie dell’isola risultante dall’unione era di circa 57,6 ettari.

Hiram I di Tiro costringe i Titiani a pagare un tributo.

936-929 a.C. Beleazarus, figlio di Hiram, governa a Tiro

929-920 a.C. Abdastartus, figlio di Beleazarus, regna a Tiro. Viene assassinato da quattro figli della sua balia.

I re successivi sono Astartus e suo fratello Aserymus.

Phelles/Pheles uccide suo fratello Aserymus e regna per 8 mesi.

897/869-865/837 a.C. Ethbaal I (Giuseppe Flavio lo chiama Ithobalus), un sacerdote di Astarte, rovescia Phelles e regna come re a Tiro

837-831 a.C. Baal-azzor, figlio di Ethbaal I, regna

831-822 a.C. Regna Matgenus, figlio di Badezorus

822/820-775/774 a.C. Regna Pigmalione

815/814 a.C. La città di Cartagine viene fondata dai Tirii e da Didone, sorella di Pigmalione.

IX secolo. Tiro paga gli Assiri affinché la lascino in pace. (Encyclopedia Britannica 1961, vol. 22, p. 452)

IX secolo. Tiro paga un tributo a Salmanassar III. (Encyclopedia Britannica 1961, vol. 22, p. 452)

743 a.C. Gli Assiri conquistano Kashpuna, nei pressi di Tiro e Sidone

?-739/738 a.C. Ethbaal II regna su Tiro e Sidone

738-730/729 a.C. Hiram II regna a Tiro

730/729 a.C. Mattan II versa 150 talenti d’oro

Eloulaios di Tiro reprime una rivolta a Cipro

726/724 a.C. Salmanassar V tenta per la prima volta di conquistare Tiro via mare.

726/724-722/720 a.C. Salmanassar V e gli Assiri assediano Tiro per cinque anni. Muore mentre ci sta ancora provando.

circa 720 a.C. L’assiro Sargon II conquista Tiro. (Encyclopedia Britannica 1961 vol. 22 p. 452)

701 a.C. Sennacherib e gli Assiri conquistano la città di Usse, vicino a Tiro

701-~630 a.C. L’Assiria non permette alcun commercio da parte di Tiro.

680-669 a.C. Baal I governa Tiro e forma una «Lega di Hatti» contro l’Assiria.

669 a.C. Tiro si arrende ad Assurbanipal. (Enciclopedia Britannica 1961, vol. 22, p. 452)

664 a.C. Assurbanipal e gli Assiri tentano di conquistare Tiro

586/585-573/572 a.C. Nabucodonosor II e i babilonesi assediano Tiro ed Etbaal II per 13 anni e distruggono la città sulla terraferma.

circa 572 a.C. Le prove indicano che la città sull’isola si arrese a Nabucodonosor II.

circa 572 a.C. Etbaal II fu condotto a Babilonia, e Baal II governò Tiro sotto il controllo dei babilonesi.

345 a.C. Tiro tenta di ribellarsi alla Persia

332 a.C. Alessandro rade al suolo Tiro dopo un assedio di 7 mesi

circa 50 d.C. La città di Tiro esisteva ai tempi di Paolo (Atti 12:20; 21:3,7)

638 d.C. I musulmani conquistano Tiro, insieme ad Antiochia, Cesarea e Tripoli in Libano

1124 d.C. I crociati conquistano Tiro

1291 d.C. I musulmani distruggono Tiro

D: In Ezechiele 26:9, cosa sono le macchine da guerra?

R: Si trattava di macchine da assedio, tra cui torri da cui gli arcieri potevano scagliare frecce e arieti. Queste erano efficaci contro le città fortificate in generale, compresa Tiro. Tuttavia, non sarebbero state molto efficaci contro Gerusalemme, poiché questa sorgeva su una montagna e sarebbe stato difficile portare le macchine lassù e poi utilizzarle in salita.

D: In Ezechiele 26:14, 19-21, come mai Tiro non sarebbe mai stata ricostruita, visto che il villaggio di Sur (Tiro) esiste ancora oggi?

R: Questa domanda può essere soprannominata «la questione dell’identità errata». La città moderna di Sur (o Tiro) non sorge sul sito dell’antica città. Innanzitutto alcune informazioni su Tiro, poi ciò che dice la Bibbia e infine la situazione odierna.

Tiro era originariamente solo una città sulla terraferma, fondata dai coloni fenici provenienti da Sidone. In realtà, nessuno conquistò questa città fino al 573 a.C., quando Nabucodonosor e i babilonesi distrussero la città sulla terraferma dopo un assedio durato 13 anni. Tuttavia, durante quei 13 anni, i tirii di Tiro Vecchia trasferirono quasi tutto ciò che aveva valore a Tiro Nuova, sull’isola situata a mezzo miglio dalla città sulla terraferma. Alessandro costruì una strada rialzata che collegava la Nuova Tiro alla Vecchia Tiro. Il limo si è accumulato lungo la strada rialzata e ora non c’è più un’isola, ma solo una penisola.

Nella Bibbia,

Ezechiele 26:14 non dice che lì non vivrà più anima viva, ma che la città non sarà mai più ricostruita.

Ezechiele 26:19 afferma che la città sarà ridotta a un deserto, come altre città abbandonate. L’abisso coprirà Tiro.

Ezechiele 26:21 afferma che la città di Tiro non esisterà più e non sarà mai più ritrovata.

Oggi, dei due porti della città insulare, quello meridionale si è riempito di sabbia. Secondo l’Enciclopedia Britannica (1972), la moderna città di Sur contava una popolazione di 16.483 abitanti nel 1961. Una mappa aerea mostra che essa è costruita sulla parte settentrionale di quella che era la città insulare e su parte della strada rialzata. La città di Tiro Antica è disabitata, costituita da roccia nuda, a est della moderna città di Sur.

D: In Ezechiele 27:1-11, in che misura pensi che forze spirituali malvagie siano all’opera dietro le nazioni, allora come oggi?

R: Daniele 10:12-14 mostra che, almeno in alcuni casi, è così. Se si considerano alcuni dei massacri più efferati della storia — che si tratti di Tamerlano, Gengis Khan, Hitler, Stalin, i Khmer Rossi, ecc. — è difficile, anche per molte persone non religiose, credere che gli esseri umani, da soli, possano essere così malvagi. Ma l’uccisione non è l’unico strumento che Satana utilizza. Se negli anni ’90 avessimo detto a una persona comune che l’omosessualità e il matrimonio gay sarebbero diventati una questione estremamente importante negli anni 2010, probabilmente ci avrebbero guardato con incredulità. Persino qualcuno che oggi è favorevole al matrimonio gay, come Bill Clinton, affermò chiaramente che il matrimonio era l’unione tra un uomo e una donna quando, pur con alcune riserve, firmò il Defense of Marriage Act nel 1996. Vedi https://en.wikipedia.org/wiki/Defense_of_Marriage_Act#Enactment_and_role_of_Bill_Clinton per i dettagli al riguardo.

In generale, non solo riguardo all’omosessualità, Satana soffia come vuole, e molte persone non oppongono resistenza, proprio come foglie cadute.

D: In Ezechiele 27:7, dove si trovavano le coste di Elisà?

R: Probabilmente si trattava del Nord Africa, sebbene sia possibile che fosse Cipro. La Settanta trascrive questo nome come Elisai. Tuttavia, Cipro viene solo menzionata, mentre con il Nord Africa si intrattenevano rapporti commerciali. Allora perché menzionare Cipro due volte e il Nord Africa per niente?

Nord Africa: Un gran numero di persone provenienti da Tiro si recò in Nord Africa e fondò Cartagine nell’odierna Tunisia. La fondatrice di Cartagine aveva un nome regale, “Didone”, ma il suo vero nome era Elissa, e quindi Cartagine si trovava sulla costa di “Elissa”. Questa migrazione ebbe inizio quando gli Assiri assediarono Tiro.

Cipro: Alcuni studiosi la identificano con Alashia, l’antico nome di Cipro.

Altre possibilità sono alcune zone della Grecia, dell’Italia o della Siria, ma non hanno senso, poiché i Fenici non si recarono in quei luoghi.

D: In Ezechiele 27:10-17, dove si trovavano questi luoghi?

R: Sebbene «Phut» possa essere un errore di trascrizione di «Punt», nell’Africa orientale, molto probabilmente non è così. Probabilmente si riferisce all’odierna Libia nord-orientale, chiamata «Put» nell’antichità.

Arvad era una città costiera nella parte settentrionale della Fenicia. Oggi nessuno conosce l’ubicazione di Gammad.

D: In Ezechiele 27:32-34, 28:8, in che modo la città di Tiro fu distrutta in mezzo al mare?

R: Questa profezia doveva sembrare strana all’epoca in cui fu pronunciata, poiché Tiro era una città costiera situata sulla terraferma. Tuttavia, in seguito Tiro si espanse fino a occupare anche un’isola situata a mezzo miglio dalla città originaria. La città originaria fu distrutta, ma quella sull’isola sopravvisse fino all’epoca di Alessandro Magno.

D: In Ezechiele 27:36; 28:19, in che modo Tiro fu distrutta per sempre?

R: In due modi.

Dal punto di vista fisico, la città non esisteva più. Alessandro Magno utilizzò i mattoni e le macerie della città di Tiro sulla terraferma per costruire una lingua di terra (ponte di terra) larga 200 piedi che raggiungeva l’isola dove gli abitanti di Tiro avevano costruito una nuova città. I mattoni fisici della città, le sue mura e gli edifici fanno ormai parte del terreno.

Gli abitanti di Tiro, sia quelli sulla terraferma che quelli fuggiti sull’isola, furono tutti uccisi o venduti come schiavi da Alessandro Magno. Circa 8.000 furono uccisi quando la città fu conquistata, 2.000 furono uccisi in seguito e 30.000 furono venduti come schiavi.

D: In Ezechiele 28:1, in che modo Lucifero cadde e divenne Satana?

R: Apocalisse 12:7-9 ci offre alcune indicazioni sulle circostanze di questo misterioso evento. A quanto pare, quando Satana cadde, portò con sé un terzo degli angeli del Cielo. Isaia 14:12-16 ci fornisce un indizio sulla motivazione di Lucifero: egli voleva essere come Dio.

D: In Ezechiele 28, ci si riferisce a Satana o al re di Tiro?

R: Si riferisce a entrambi. Ciò è appropriato, poiché i Fenici, così come gli Egizi, i Babilonesi e altri popoli, consideravano il proprio re una manifestazione di un dio. Il re di Tiro sosteneva di essere la manifestazione del dio Melkart. Dio distingueva tra il principe di Tiro e il suo signore, il re di Tiro. Colui che veniva chiamato principe era un uomo mortale, che gli altri consideravano il signore di Tiro. Il vero sovrano era però Satana, di cui si parla a partire da Ezechiele 28:11. Tuttavia, il principe e il re condividono molte caratteristiche in comune.

D: In Ezechiele 28:3, in che senso era più saggio di Daniele, e potrebbe trattarsi del “Danel” della letteratura ugaritica?

R: Daniele era un contemporaneo di Ezechiele, e la sua posizione, fama e saggezza sotto i babilonesi erano ben note. L’ortografia è la stessa del libro di Daniele, tranne che per una yod mancante, che assomiglia a un apostrofo. L’ortografia è diversa da quella di Danel nelle storie di Ugarit, e Danel non era particolarmente saggio.

Satana esiste da molto tempo. Probabilmente conosce le Scritture meglio dell’essere umano più colto sulla terra, e ha una lunga, lunghissima esperienza nel comprendere e tentare le persone. È in grado di rivelare abbastanza della verità, e cose che le persone ignorano, da indurle a credere alle menzogne mortali che vi sono mescolate. Non vorrei mai misurarmi in astuzia con Satana né ascoltarlo per cercare di discernere la verità da ciò che dice. Fortunatamente, non ne abbiamo mai bisogno. Basta seguire Dio. Proprio come in una squadra di basket o di football, quando obbediamo a Dio, Lui, i Suoi angeli e i Suoi altri servitori sulla terra possono fare da “schermo” per noi, mentre noi otteniamo vittorie per la Sua gloria.

D: In Ezechiele 28:8, si trattava di una falsa profezia, come sostiene la scettica *Guida alla Bibbia di Asimov* a pag. 590?

R: No. Asimov lo sostiene perché il re di Tiro, Ethbaal (Ithobaal) II, fu portato in cattività a Babilonia e non fu ucciso prima. Sebbene Ethbaal fosse stato portato a Babilonia, Asimov sta formulando qui una congettura, poiché la storia non riporta come Ethbaal sia stato ucciso.

D: In Ezechiele 28:10, perché si menziona che il re di Tiro sarebbe morto della morte dei non circoncisi?

R: Come sia gli egiziani che gli ebrei, anche i fenici praticavano la circoncisione, a differenza dei loro nemici, i babilonesi e i filistei. Al contrario, i greci e i popoli mesopotamici non la praticavano. Ciò ha la connotazione di una morte disonorevole.

D: In Ezechiele 28:10, chi altro praticava la circoncisione?

R: Gli ebrei, gli arabi, i moabiti e gli ammoniti praticavano la circoncisione. In Egitto, la tomba di Ti (circa 2300 a.C.) a Saqqara mostra l’operazione eseguita su ragazzi di 13 anni. Giuseppe Flavio riferisce che Giovanni Ircano dovette costringere gli edomiti a farsi circoncidere. Curiosamente, la circoncisione non era limitata al Medio Oriente. Si dice anche che gli australiani e alcuni popoli d’America la praticassero. La circoncisione non era praticata dagli Assiri, dai Babilonesi, dai Cananei, dai Greci o dai Filistei.

Per quanto riguarda i musulmani, il Corano non menziona nemmeno la circoncisione, ma i musulmani la praticano sui ragazzi di 13 anni, poiché riconoscono che Abramo fosse circonciso.

D: In Ezechiele 28:12, come poté cadere Satana, dato che era pieno di saggezza?

R: Ovviamente, la saggezza da sola non basta a impedire che si cada. Infatti, la conoscenza, anche quella di Dio, può rendere superbi, mentre l’amore edifica, secondo 1 Corinzi 8:1.

D: In Ezechiele 29:11-13; 30:23-26, quando l’Egitto rimase disabitato per quarant’anni e gli egiziani furono dispersi dai babilonesi?

R: Questa risposta è identica a quella fornita nella discussione su Geremia 46:13-20.

Gli scettici erano soliti ritenere che i babilonesi non avessero mai attaccato l’Egitto, poiché gli storici greci non facevano menzione di questa invasione. Tuttavia, non solo lo storico ebreo Giuseppe Flavio ne parla in *Antichità giudaiche* 10.9.5-7 (circa 93-94 d.C.), ma anche un frammento di una cronaca babilonese del 567 a.C., così come un’iscrizione sulla statua funeraria di Nes-hor nel sud dell’Egitto, confermano quanto riportato da Giuseppe Flavio e dalla Bibbia. Una tavoletta cuneiforme babilonese scoperta da Pinches narra di un’invasione nel 569/568 a.C.

Fino a che punto si spinsero i babilonesi in Egitto? Probabilmente l’invasione fu di breve durata. Tuttavia, la statua funeraria di Nes-hor afferma che, in un momento non meglio precisato durante il regno di Uah-ib-Ra, un esercito proveniente dal nord si spinse così a sud da minacciare il confine con l’Etiopia. Nes-hor era il governatore dell’Egitto meridionale sotto il faraone Hophra. Si noti che Ezechiele non predisse per quanto tempo i babilonesi sarebbero rimasti in Egitto, ma solo che avrebbero invaso l’Egitto fino al confine con l’Etiopia.

D: In Ezechiele 29:14 e 30:14, dove si trova la terra di Pathros?

R: Si trattava di un antico nome con cui si indicava l’Alto Egitto. L’Alto Egitto è la parte meridionale dell’Egitto.

D: In Ezechiele 29:18, in che modo ogni soldato dell’esercito babilonese rimase calvo?

R: Se i soldati indossavano gli elmi per un periodo sufficientemente lungo, i capelli venivano sfregati via. Anche i soldati romani si lamentavano di questo fenomeno nei secoli successivi. Non è chiaro se questa calvizie fosse temporanea o permanente. Per inciso, i loro elmi erano di cuoio.

D: In Ezechiele 30:5, dove si trova Chub/Cub?

R: Si ritiene che faccia parte dell’odierna Libia.

D: In Ezechiele 30:15 e Naum 3:8, dove si trova la città di «No»?

R: «No Amon» era un altro nome per Tebe, una delle principali città dell’Egitto. Era anche soprannominata dagli egiziani «La Città». La parola egizia per villaggio era niwt, che gli ebrei trasformarono in No. Il nome ebraico completo, No-Amon, significava città/villaggio di Amon. Contava sull’aiuto di Put e Lubim, ma nessun aiuto giunse, secondo il «Believer’s Bible Commentary», pag. 1140. Naum parla di No come se fosse già stata distrutta, e Tebe fu distrutta nel 663 a.C. La città di Tebe fu ricostruita nel 654 a.C.

D: In Ezechiele 30:15,16, in che modo Dio riversò la Sua ira su Sin?

R: Ciò non si riferisce ad atti peccaminosi, ma piuttosto alla regione chiamata «Deserto di Sin», nota anche come Pelusio, che si trova a nord-est dell’Egitto nella penisola del Sinai. Quando il re persiano Cambise conquistò l’Egitto, sconfisse innanzitutto l’esercito egiziano a Pelusio nel 525 a.C. Da quel momento in poi la resistenza fu minima.

D: In Ezechiele 30:17, dove si trovano Aven e Pibeseth?

R: Aven è la città egiziana di On, che in greco si chiamava Eliopoli. Pibeseth è conosciuta anche come Bubastis.

D: In Ezechiele 31:13, nell’allegoria, cosa rappresentano gli uccelli del cielo e le bestie della campagna?

R: L’espressione «gli uccelli e le bestie che vi si stabiliscono» suona sgradevole. O rappresentavano i demoni, oppure persone che avrebbero sfruttato gli altri. Deuteronomio 28:26 dice che i loro corpi sarebbero stati cibo per gli uccelli e le bestie.

D: In Ezechiele 31:15-18 e Ezechiele 32:2, perché Dio provocò un grande lutto per il faraone d’Egitto?

R: La Scrittura non lo dice, ma possiamo avanzare delle ipotesi. Essendo così vicini agli Israeliti, gli Egiziani, più di molti altri popoli, avevano accesso a una vasta conoscenza del vero Dio. La religione egizia non presentava tante pratiche detestabili quanto quelle cananee e babilonesi. Tuttavia, l’orgoglio per le cose egizie li rese spiritualmente più distanti da Israele rispetto alla regina di Saba e all’eunuco etiope.

D: In Ezechiele 32:13, in questa allegoria, cosa rappresentano le bestie che sarebbero state distrutte?

R: Potrebbe riferirsi al fatto che il bestiame era il mezzo per acquisire ricchezza.

D: In Ezechiele 32:21-32, qual è il significato di questa immagine tratta dalla tomba?

R: Ci sono almeno tre punti salienti in questa vivida immagine. È certo che l’Egitto sta cadendo. L’uso della ripetizione sottolinea che l’Egitto non sarà diverso dall’Assiria, dall’Elam, da Meshech, da Tubal e da altre nazioni. Infine, proprio come sarebbe incredibile credere che gli Assiri potessero essere distrutti nel pieno del loro splendore, sembra incredibile che gli Egiziani possano mai essere distrutti. Eppure ciò accadrà certamente.

D: In Ezechiele 32, quando l’orgoglio culturale è positivo e quali sono almeno sette modi in cui può essere negativo?

R: Sei soddisfatto o felice della cultura in cui sei nato? Non c’è nulla di sbagliato in questo. Ma l’orgoglio culturale può essere sbagliato in diversi modi.

1. Pensi di avere diritto a certe cose, rispetto ad altre persone, a causa della tua cultura?

2. Pensi di essere nato migliore di altre persone grazie alla tua cultura?

3. Guardi gli altri dall’alto in basso a causa della tua cultura, come Giona guardava dall’alto in basso i malvagi Assiri? Quando vedi una persona profondamente malvagia, ricorda che «se non fosse per la grazia di Dio, ci sarei io al suo posto».

4. Pensi di avere il diritto di approfittare o opprimere gli altri a causa della tua cultura?

5. A causa della tua cultura, pensi di essere «nato per governare»?

6. Pensi che Dio perdoni la malvagità in te, ma non la stessa cosa negli altri, a causa della tua cultura? «Li sosterrò, nel bene e nel male».

7. Giustifichi la malvagità di chi fa parte del tuo gruppo, mentre condanni le stesse cose in chi non ne fa parte? «Saranno anche dei mascalzoni, ma li sosteniamo comunque perché sono i nostri mascalzoni».

D: In Ezechiele 32, quando l’orgoglio culturale ostacola il Vangelo e impedisce di obbedire a Dio?

R: Il modo più evidente è quando la tua cultura ti dice di fare una cosa e Dio ti dice di farne un’altra. Oppure quando sei orgoglioso di qualcosa della tua cultura, mentre Dio dice che quella cosa è malvagia.

Un modo meno evidente è illustrato dall’esempio di Giona. Egli era orgoglioso degli aspetti devoti della sua cultura e guardava con disprezzo i malvagi non credenti. Dobbiamo riconoscere il peccato come peccato, ma non dobbiamo guardare nessuno dall’alto in basso.

D: In Ezechiele 32, in che modo le persone possono perpetuare i peccati culturali?

R: Se i tuoi antenati o i tuoi genitori hanno peccato e tu scegli di imboccare una strada diversa e di non compiere quelle azioni, allora non sei colpevole di quei peccati. Ma se scegli attivamente di seguire i peccati dei tuoi antenati o dei tuoi genitori, allora condividi il loro peccato. Molte persone non fanno né l’una né l’altra cosa; in realtà non decidono nulla, si limitano a seguire passivamente ciò che dice la loro cultura. In tal caso, condividono anch’esse i peccati della loro cultura e dei loro antenati.

Una funzione chiave della cultura, sia essa buona o cattiva, è quella di conferire un senso di normalità ad atteggiamenti, credenze e comportamenti. Se questi sono malvagi e contrari alla parola di Dio, seguire la cultura può dare un falso senso di legittimità a tale malvagità.

Uno scopo negativo a cui può servire lo studio della storia è quello di perpetuare gli odi. Ad esempio, c’era un ragazzo musulmano che diceva di odiare gli ebrei, anche se non ne aveva mai incontrato uno. E se le cose che gli erano state raccontate sugli ebrei fossero false?

D: In Ezechiele 33:1-6, quali sono i compiti di una sentinella per una città? Come mai un paese non ha una sentinella?

R: Essere una sentinella è un impegno importante. Una sentinella svolge almeno quattro compiti.

1. Sta di guardia per suonare la tromba e avvertire la popolazione della città, specialmente i soldati, di un attacco imminente. Scruta in lontananza per dare il maggior preavviso possibile di un attacco.

2. Indica la direzione dell’attacco, la dimensione dell’esercito e altri dettagli relativi all’attacco.

3. Se la città è già sotto attacco, può avvisare la popolazione quando vede arrivare i rinforzi per combattere gli aggressori.

4. Dà agli abitanti della città un senso di sicurezza. Sanno che i loro soldati non si addormenteranno se la sentinella è vigile. Naturalmente, se la sentinella stessa si addormenta, allora sta dando un falso senso di sicurezza.

D: In Ezechiele 33:1-6, perché una sentinella è così importante per una città? Cosa può accadere quando una sentinella viene meno al proprio dovere?

A: Una sentinella può essere una sola persona, oppure una persona per ogni direzione nel caso di una grande città. Una sentinella di per sé non ha il potere di respingere eventuali invasori, ma è essenziale per dare l’allarme e consentire ai difensori addormentati di combattere.

Se una sentinella si addormenta durante il turno, in una notte normale non accadrà nulla, purché nessuno se ne accorga. Ma se dovesse comparire un esercito invasore, sarebbe troppo tardi per la città se la sentinella fosse addormentata. Quindi, in oltre il 99% dei casi, l’impegno della sentinella sembra non avere alcuna importanza. Ma per quell’1%, il suo lavoro è molto, molto importante. I soldati romani che si addormentavano mentre erano di guardia venivano bruciati vivi con i vestiti addosso.

In Irlanda, secoli fa, un soldato semplice stava montando la guardia a un forte in tempo di pace. Un ufficiale e la sua fidanzata stavano passeggiando lungo le mura della guarnigione, quando l’ufficiale fece cadere accidentalmente oltre le mura l’anello di fidanzamento che avrebbe voluto regalare alla sua fidanzata. Chiese quindi al soldato semplice di recuperarlo, e questi rispose che l’avrebbe fatto se l’ufficiale avesse montato la guardia al suo posto. Si accordarono. Il soldato semplice non tornò mai più. L’ufficiale si addormentò. Il comandante del soldato semplice vide la sentinella addormentata e gli sparò, uccidendolo.

D: In Ezechiele 33:7-11, quali sono i compiti di una sentinella spirituale?

R: Una sentinella spirituale mette in guardia dai pericoli imminenti o dalle eresie che potrebbero presentarsi ma che sono ancora lontane. Inoltre, avverte dei pericoli presenti, o dei punti in cui le mura sono state violate e si trovano all’interno della città di Dio. Indica anche ai credenti dove si trova il pericolo e l’importanza di affrontarlo.

D: In Ezechiele 33:7-11, perché un sentinella spirituale è così importante? Cosa può accadere quando una sentinella spirituale viene meno al proprio compito?

R: Innanzitutto, Dio ci ha comandato di esaminare noi stessi e di custodire il gregge dai lupi spirituali. I cristiani possono essere cullati nel torpore da false rassicurazioni da parte di altri che affermano di condividere la stessa fede. I cristiani possono scoraggiarsi e perdere il loro zelo.

D: In Ezechiele 33:7-11, in che modi possiamo essere sentinelle spirituali oggi?

R: I cristiani dotati di conoscenza e discernimento possono e devono essere sentinelle spirituali in quattro modi che si sovrappongono.

1. Possiamo collaborare con gli altri per proteggere il gregge dalle minacce esterne. Possiamo difenderlo sia dalle false religioni che non si dichiarano cristiane, sia da quelle che invece lo fanno.

2. Possiamo collaborare con gli altri per proteggere il gregge dai falsi fratelli, dai lupi feroci in mezzo a noi (Atti 20:28-31).

3. Possiamo proteggerci dal peccato, specialmente quando un leader cristiano promuove il peccato come «accettabile». Possiamo vegliare sui nostri matrimoni.

4. Possiamo proteggere dal scoraggiamento. Quando i cristiani iniziano a vedere la loro luce affievolirsi, possiamo ricordare loro Chi stanno servendo, l’obiettivo per cui si stanno impegnando e la vanità delle cose di questo mondo.

L’efficacia di una sentinella dipende sia dalla sua vigilanza, sia dalla credibilità che le persone le attribuiscono. Quasi tutti in America conoscono la famosa cavalcata di Paul Revere, che avvertì che gli inglesi stavano arrivando per impadronirsi delle loro munizioni. Anche William Dawes partì a cavallo, e il suo ruolo fu altrettanto importante. Revere avvertì la gente lungo il percorso, mentre Dawes si diresse direttamente a Lexington per avvertire i capi locali. Nessuno dei due fu molto famoso durante la propria vita, ma quando Henry Wadsworth Longfellow scrisse della cavalcata di mezzanotte di Paul Revere, ignorò completamente Dawes. Alcune sentinelle diventano famose, altre non saranno ricordate, almeno qui sulla terra.

D: In Ezechiele 33:7-11, quali sono i modi impropri di essere una sentinella, che non dovremmo adottare?

R: Non dovremmo definire «eresia che porta alla perdizione dell’anima» ciò che è semplicemente un errore. Non dovremmo sottolineare alcuni peccati, per poi tacere o accettare tacitamente peccati ancora più gravi. Anche se a volte dovremmo essere severi nel nostro messaggio, dovremmo condividere la verità con amore. Infine, dovremmo renderci conto che esistono diversi tipi di risposta a seconda della situazione in cui si trova l’ascoltatore. Ci sono l’istruzione, la correzione gentile, l’esortazione e, infine, il rimprovero severo, che nella Bibbia includeva il ridicolo, gli insulti e le minacce di inferno.

Come distinguiamo ciò che è appropriato? Possiamo guardare agli esempi della Bibbia. Quando Paolo ammonì le chiese che avevano smarrito la retta via in 1 e 2 Corinzi, Galati e Colossesi, e quando mise in guardia contro alcune idee errate diffuse da pochi nella sua lettera ai Filippesi, possiamo vedere un modo di essere sentinella. Quando Pietro ci ammonisce in 2 Pietro, possiamo vedere un secondo modo di essere sentinella. Quando leggiamo ciò che scrive Giovanni nella Prima, Seconda e Terza Lettera di Giovanni, possiamo osservare un terzo modo di essere sentinella. Quando Giuda ci mette in guardia nel Libro di Giuda, possiamo osservare un quarto stile di essere sentinella. Infine, quando vediamo l’autore della Lettera agli Ebrei, che non mette in guardia contro le eresie, ma avverte i credenti dell’importanza fondamentale di perseverare nella loro fede, vediamo uno stile di essere sentinella completamente diverso.

D: In Ezechiele 33:12-21, in che modo Ezechiele svolgeva il ruolo di sentinella in modo diverso da quanto ci si sarebbe aspettato?

R: Il popolo non si rivolgeva a Ezechiele chiedendo: «Cosa dovremmo fare?» o «È giusto questo?». Anzi, in questo caso non venivano affatto a chiedergli nulla; pensavano di aver capito tutto, ma si sbagliavano. Uno degli scopi di una sentinella è quello di avvertire di un nuovo pericolo imminente prima che il danno sia fatto. Un secondo scopo è quello di mostrare alle persone che sono già convinte di ciò su cui dovrebbero fare affidamento, che ciò su cui facevano affidamento era sbagliato. Si tratta di mettere in discussione le cose false che credono vere, dopo che la falsa dottrina ha già causato il suo danno.

D: In Ezechiele 33:24, qual era l’argomento che la gente avanzava riguardo al fatto che Abramo fosse uno solo mentre loro sono molti?

R: Il loro ragionamento era che Abramo era una sola persona e aveva ereditato la terra. Ora noi siamo molto più forti di Abramo, perché siamo in molti, quindi fatevi coraggio perché siamo ancora più capaci di mantenere il possesso della terra. Dio condanna questo atteggiamento. In realtà Abramo non possedeva ancora la terra. Abramo non ricevette nemmeno la promessa di possedere la terra grazie alla propria forza o ai propri meriti, ma solo per grazia di Dio. Ma il fatto di essere in tanti non conferisce loro alcun merito in più per possedere la terra; anzi, avrebbero avuto ancora meno merito a causa della loro idolatria e di altri peccati. Come avrebbero scoperto di lì a poco, anche se erano molto più numerosi di Abramo, non erano comunque abbastanza potenti, da soli, per respingere i babilonesi. Si affidavano alla propria spada, secondo Ezechiele 33:26. E se Dio non avesse respinto i babilonesi per loro, cosa che Egli aveva detto che non avrebbe fatto, allora riponevano la loro speranza in qualcosa su cui non valeva la pena riporre alcuna speranza. Non avevano affatto compreso che erano la grazia e la potenza di Dio, non la forza o il merito umano.

Oggi un’organizzazione o una denominazione può partire bene, ma andare male quando le persone iniziano a riporre fiducia nell’organizzazione stessa e a provare più lealtà verso di essa o verso il ministero che verso Dio.

D: In Ezechiele 33:25, cosa c’è di insolito nella formulazione dell’accusa: «alzate gli occhi verso i vostri idoli»?

R: Non dice che adorassero quegli idoli al posto di Dio; forse alcuni volevano adorare gli idoli oltre a Dio, in altre parole, tenendosi aperte tutte le opzioni cercando di stare con tutti. Non dice esplicitamente che adorassero quegli idoli, sebbene ciò sia implicito in questo contesto. «Alzare gli occhi» è un’espressione più generica; significa semplicemente considerare o prestare attenzione agli idoli. Significa rispettare gli idoli. Una volta ho sentito un apologeta cristiano dire che dovremmo rispettare la religione musulmana. La Bibbia non dice mai che dovremmo rispettare le false religioni; e non dovremmo rispettare l’Islam più di quanto sia il caso che sia i musulmani che i cristiani rispettino l’induismo o il buddismo. D’altra parte, dovremmo rispettare le persone musulmane, proprio come dovremmo rispettare tutte le persone, poiché l’intera umanità è creata a immagine di Dio.

D: In Ezechiele 33:27-29, in che senso Dio è «colui che rende desolato»?

R: Quando un popolo si allontana da Dio, Dio userà eventi spiacevoli per dimostrare che non può fare affidamento solo sulle proprie forze. In America, come qualcuno disse qualche decennio fa, quando si toglie la Bibbia dalle scuole si introducono i metal detector. La gente potrebbe aver pensato che avesse torto, ma si era solo sbagliato sui tempi.

D: In Ezechiele 33:30-33, Dio diceva a Ezechiele che apparentemente aveva raggiunto una certa fama e popolarità. Ezechiele dovrebbe preoccuparsene, e noi dovremmo preoccuparci se diventassimo in qualche modo famosi o popolari?

R: Ci sono due risposte che a prima vista sembrano contraddittorie, ma in realtà sono complementari.

No, non dovremmo preoccuparci di ciò che pensano gli altri; in quanto servitori di Dio dovremmo preoccuparci solo di ciò che il nostro Signore pensa di noi. Non dovremmo lasciare che la fama o le lusinghe gonfino il nostro orgoglio, portandoci forse alla caduta.

Sì, dovremmo tenere conto di queste cose come strumenti per diffondere il Vangelo. Un tempo una persona non era famosa. In futuro, probabilmente ci sarà un momento in cui non sarà più famosa, o non verrà più ascoltata. Va bene così. Ma per il momento, e nel luogo in cui un credente è famoso o benvoluto, il credente dovrebbe usare quella piattaforma per risplendere per Cristo e condividere il Vangelo. Ma non lasciate che vi dia alla testa, perché anche questo passerà. Dio non diceva questo per fare appello all’orgoglio di una persona, ma piuttosto affinché Ezechiele, e noi, potessimo usare la fama effimera per la gloria di Dio.

D: In Ezechiele 33:31-33, perché alcune persone che non hanno alcuna intenzione di seguire Dio desiderano comunque attivamente ascoltare la Parola di Dio?

R: Vogliono sentirsi bene per la vicinanza a Dio, ma hanno anche altri secondi fini. Potrebbero non decidere necessariamente in modo attivo di non seguire ciò che ascoltano, ma decidono passivamente che obbedire ai comandi di Dio sia facoltativo. Charles Stanley ha parlato di persone che inizialmente potrebbero essere obbedienti al Signore, per poi «arrivare al “forse”».

D: In Ezechiele 34:1-4, 8-12, in che modo alcuni leader religiosi sono simili a questi pastori inutili?

R: Non solo i pastori inutili non fanno nulla, ma ci si affida a loro per svolgere un compito che non riescono a portare a termine. È meglio non avere un pastore, che il proprietario sappia che non c’è alcun pastore e che sia lui stesso a vegliare sulle pecore, piuttosto che avere un pastore inutile quando lo si credeva un buon pastore.

Allo stesso modo, è una cosa grave essere un leader dei cristiani e non adempiere al compito che ci si aspetta da lui.

D: In Ezechiele 34:1-6, quali sono le caratteristiche di alcuni di questi pastori inutili?

R: Ecco otto caratteristiche che almeno alcuni cattivi pastori possiedono.

Ezechiele 34:2 Si preoccupano solo di se stessi

Ezechiele 34:2 Non si curano del gregge

Ezechiele 34:3 Eppure vogliono comunque i benefici derivanti dal guidare il gregge, anche a costo di sacrificare i migliori del gregge

Ezechiele 34:4 Non fanno alcuno sforzo per aiutare o riportare a casa le pecore in difficoltà

Ezechiele 34:4 Hanno governato con durezza e brutalità (senza compassione)

Ezechiele 34:5 Il gregge non stava meglio che se non avesse avuto alcun pastore

Ezechiele 34:5 I pastori assenti non hanno impedito che il gregge cadesse preda di altri

Ezechiele 34:6 I pastori assenti non hanno impedito loro di essere dispersi e divisi

D: In Ezechiele 34:1-4, 8-12, in che modo alcuni leader politici assomigliano a questi pastori inutili?

R: Non lavorano per il popolo, ma solo per lo stipendio. Non si curano di coloro che dovrebbero guidare, se non per sfruttarli. Si preoccupano solo di se stessi e vedono la loro carica come un modo per trarne profitto.

D: In Ezechiele 34:7-10, cosa promette Dio di fare a questi pastori inutili?

R: Ci sono almeno tre cose.

Ezechiele 34:10 Dio li riterrà responsabili

Ezechiele 34:10 Dio li allontanerà dal pascolo del gregge e li priverà dei benefici che ne derivano.

Ezechiele 34:10 Dio salverà il gregge dal loro sfruttamento

Richard FitzRalph (1299-1360), con la sua dottrina del dominio, scrisse che i capi empì non dovrebbero avere né il nostro servizio, né la nostra lealtà, né il nostro denaro.

D: In Ezechiele 34:11-16, cosa promette Dio di fare per le Sue pecore?

R: Saranno condotte al pascolo dove saranno nutrite e prospereranno. Non solo saranno protette dai predatori, ma saranno anche protette da un ambiente malsano causato da altre pecore malvagie.

D: In Ezechiele 34:17-24, in che modo alcuni cristiani possono essere pecore, ma pecore cattive, intorbidando le acque con i piedi?

R: Possono essere pecore a cui non importa di intorbidire le acque, impedendo alle altre pecore di abbeverarsi. Possono scoraggiare altri credenti e dare un cattivo esempio. Possono impedire ad altri credenti di ottenere ciò di cui hanno bisogno.

D: In Ezechiele 34:23 e 48:21, questo «Davide» menzionato è davvero Davide, o il Messia?

R: La Scrittura non lo dice, ma ci sono due punti di vista al riguardo. O si tratta del Messia, che regnerà su tutto per sempre, oppure si tratta effettivamente di Davide, che secondo alcuni regnerà sotto Cristo durante il Millennio.

D: In Ezechiele 34:25-31, cosa promette Dio alle sue pecore?

R: Dio promette un luogo privo di animali selvatici. Promette pioggia regolare (e benedizioni). Promette che non ci saranno schiavitù, fame o vergogna.

D: In Ezechiele 34:25-31, queste promesse si adempiranno fisicamente o spiritualmente? Quando si adempiranno?

R: Queste promesse si adempiranno definitivamente durante il regno millenario, nel periodo del «mio servo Davide» di Ezechiele 34:23-24. Sebbene Dio vegli su di noi già ora, la sicurezza assoluta nella loro terra, senza più essere preda delle nazioni, è ancora una prospettiva futura.

D: In Ezechiele 34:31, cosa significa, a livello individuale, essere una delle pecore di Dio?

R: Significa seguire il pastore, che il Nuovo Testamento rivela essere Cristo. I leader della chiesa devoti sono sottopastori, e noi dovremmo seguire anche loro, ma solo nella misura in cui essi seguono Cristo (Ebrei 13:7; 1 Pietro 5:1-5).

D: In Ezechiele 34:31, cosa significa collettivamente per noi essere tutti pecore di Dio?

R: Seguiamo il Pastore, che ci guida e si prende cura di noi. Confidiamo che la Sua via sia la migliore. Siamo uniti, come un unico gregge.

D: In Ezechiele 35:2-3,7, Genesi 36:30; 2 Cronache 20:10 e 25:11, dove si trova il Monte Seir?

R: È la montagna più importante di Edom ed è qui usata come sinonimo per indicare la nazione di Edom.

D: In Ezechiele 35:5, in che modo Edom nutriva un’antica ostilità verso Israele?

R: Purtroppo, sia allora che oggi, uno degli scopi per cui è stata utilizzata la storia è quello di insegnare e rafforzare vecchi odi. Intorno al 1900 a.C., in Genesi 25:22-34; 27; 36:1, Esaù, l’antenato degli Edomiti, a un certo punto voleva uccidere Giacobbe, l’antenato di Israele. In seguito, però, si riconciliarono.

Intorno al 1407 a.C., in Numeri 20:14-21; 24:15-19, gli Edomiti non permisero agli Israeliti di attraversare il loro territorio per raggiungere Canaan.

1 Samuele 14:47 Combatterono al tempo di Saul

1 Re 11:14-22 Gli Edomiti guidati da Hadad combatterono al tempo di Salomone

2 Cronache 20:1-23: gli Edomiti strinsero un’alleanza e combatterono al tempo di Giosafat

2 Re 8:21 Gli Edomiti combatterono al tempo di Jehoram

2 Cronache 28:17 Gli Edomiti combatterono al tempo di Acaz

Salmo 137:7; Lamentazioni 4:21-22; Abdia 10-14 Gli Edomiti aiutarono i Babilonesi contro Giuda.

In Ezechiele 25:12-17, dopo la caduta di Gerusalemme, gli Edomiti attesero agli incroci per uccidere e derubare gli ebrei in fuga.

Malachia 1:2-5, intorno al 433 a.C., dopo il ritorno dall’esilio gli Edomiti erano ancora nemici.

Quindi, gli Edomiti furono nemici di Israele per quasi mille anni, senza contare Esaù. Gli Edomiti allevavano molte pecore, ma lo stesso facevano i Moabiti, gli Ammoniti, gli Arabi e gli Israeliti. L’unica cosa che contraddistingueva gli Edomiti, oltre all’allevamento delle pecore, era il loro odio verso Israele.

D: In Ezechiele 35:5, cos’è l’amarezza e quali sono le sue diverse fasi?

R: A volte i sentimenti negativi svaniscono col tempo. Altre volte, invece, le persone continuano ad alimentarli, facendoli crescere. Naturalmente, ciò può avvelenare i rapporti con chi si prova rancore, ma può avvelenare anche i rapporti con gli altri. Quando l’amarezza raggiunge il suo apice, è triste se l’unica ragione di vita è l’odio.

D: In Ezechiele 36:1-12, era sbagliato che gli israeliti si sentissero incoraggiati in quel contesto?

R: No, perché Dio prometteva di eliminare un avversario che li avrebbe continuamente perseguitati nei momenti di debolezza.

D: In Ezechiele 36:13-21, qual è il delicato equilibrio che Dio sta mantenendo in questo passo?

R: Da un lato, Dio dichiara che Israele meritava la propria punizione. Dall’altro lato, Dio afferma che la loro punizione sarebbe giunta al termine e che sarebbero stati benedetti. Dio non voleva che pensassero che il loro peccato fosse accettabile, ma non voleva nemmeno che credessero che, una volta commesso un peccato grave, non ci fosse più modo di tornare indietro.

D: In Ezechiele 36:13-21, come possiamo mettere in pratica oggi questo equilibrio di Dio?

R: Dio concede a tutti un certo grado di libertà, ma offre anche protezione alle pecore oppresse. Dio impedirà ad alcune pecore di opprimerne altre. Allo stesso modo, possiamo lasciare che le persone facciano ciò che vogliono, ma difendere chi è oppresso. Come ha osservato qualcuno con ironia: «Hai la libertà di muovere le braccia, ma la tua libertà di muovere le braccia finisce dove inizia il mio naso».

D: In Ezechiele 36:18, cosa c’è di insolito in questa parola usata per indicare gli idoli?

R: Questa parola, gillulim, è una delle preferite da Ezechiele per indicare gli idoli. Potrebbe derivare dalla parola gel, che significa sterco, e quindi Ezechiele sta chiamando gli idoli «cose di sterco».

D: In Ezechiele 36:21-22,32, in che modo Dio agì per il proprio nome?

R: Dio avrebbe restaurato gli Israeliti, non perché se lo meritassero, ma per amore del Suo nome. Essi erano il popolo di Dio, e Dio li avrebbe preservati come aveva promesso ad Abramo. Esodo 32:9-14 insegna lo stesso concetto.

D: In Ezechiele 36:25-26, in che modo l’acqua pura renderà puri gli Israeliti?

R: In due modi.

In senso figurato, proprio come l’acqua purifica dallo sporco, Dio purifica chiunque si avvicini a Lui. Indipendentemente dal momento in cui le persone si avvicinano a Dio, Egli compie questa opera attraverso il Suo sommo sacerdote designato, Gesù Cristo.

Dal punto di vista fisico, sarebbe giunto il momento in cui il popolo di Dio avrebbe seguito il comando di Cristo di farsi battezzare.

D: Ezechiele 36:25-30 è stato definito «Il Vangelo secondo Ezechiele». Come avrebbe interpretato queste promesse un ebreo di allora?

R: Il fatto che Dio non volesse più che le cose restassero come prima sarebbe sembrato umiliante, o forse addirittura offensivo. Dio avrebbe dovuto dare loro un cuore nuovo. Dire che avevano un cuore di pietra non era esattamente un complimento.

D: In Ezechiele 36:31-32, in che modo questo fa parte del vero pentimento?

R: Quando una persona riflette sui peccati commessi in passato, non lo fa con un atteggiamento di vana speranza o di compiacimento, ma piuttosto con disgusto per ciò che ha fatto.

Molti hanno sentito parlare delle rane e dell’effetto «pentola bollente». Se si mette una rana viva in acqua bollente, la rana salterà fuori; sa che lì c’è pericolo. Ma se si mette una rana in acqua tiepida e poi la si riscalda gradualmente fino all’ebollizione, la rana morirà, senza rendersi conto che sta venendo cotta a morte. Allo stesso modo, quando le persone si abituano a un peccato minore, possono essere indotte ad accontentarsi di peccati molto gravi, purché il cambiamento sia graduale. L’antidoto a ciò, dopo il pentimento, è provare disgusto per le azioni peccaminose che hanno commesso, sia grandi che piccole.

D: In Ezechiele 37, qual è il significato della visione della valle delle ossa?

R: Sebbene si possano formulare ogni sorta di ipotesi fantasiose su ciò che rappresentano le ossa, Ezechiele 37:11 fornisce una risposta chiara. Le ossa rappresentano la Casa d’Israele. Gli israeliti furono quasi, ma non completamente, uccisi o assimilati durante l’esilio. Tuttavia, Ezechiele 37 mostra che anche se ogni singolo israelita fosse morto, Dio potrebbe comunque mantenere la Sua promessa di preservarli riportandoli in vita.

Ciò potrebbe forse riferirsi alla ricostituzione di Israele come nazione nel 1948.

Anche se ciò si riferisse alla resurrezione corporea, i musulmani non dovrebbero avere alcuna difficoltà a credere a questo miracolo. La ricostituzione miracolosa delle ossa è stata insegnata anche da Maometto nel *Sahih Muslim* 4:7055-7057, pagg. 1527-1528.

D: In Ezechiele 37:1-2, qual è il punto, non delle ossa in generale, ma piuttosto delle ossa che erano molto secche?

R: In esse non era rimasto né midollo osseo, né sangue, né alcuna traccia di vita. Per essere secche, dovevano essere morte da molto tempo. Era naturalmente impossibile sperare che potessero mai tornare in vita.

D: In Ezechiele 37:3, qual era l’atteggiamento di Ezechiele nella sua risposta a Dio?

R: Ezechiele era pienamente consapevole della situazione naturale. Ma Ezechiele non voleva escludere nulla, con un Dio Onnipotente. Questo dovrebbe essere anche il nostro atteggiamento.

D: In Ezechiele 37:4, che senso aveva parlare alle ossa, che non potevano né sentire né capire nulla?

R: Se qualche pastore pensa che la sua congregazione non lo ascolti bene, il *New International Bible Commentary*, a pag. 838, sottolinea con umorismo che questa era «la congregazione più poco promettente a cui qualsiasi predicatore si sia mai rivolto». Lo scopo di questa visione non era insegnare nulla alle ossa. Piuttosto, era proclamare su di esse la parola di Dio secondo cui sarebbero tornate in vita. A volte le nostre parole non hanno lo scopo di insegnare qualcosa a un Dio onnisciente, né tantomeno ad altre persone; a volte servono semplicemente a proclamare la parola del Signore.

D: In Ezechiele 37:5-10, la parola ebraica ruah (soffio/spirito) ricorre dieci volte. Perché Dio avrebbe voluto sottolineare così tanto che fosse per mezzo del Suo Spirito?

R: La Scrittura non lo dice direttamente, ma possiamo fare delle ipotesi. In Genesi 1 Dio sottolineò di aver creato pronunciando la Sua Parola, sebbene menzionasse anche lo Spirito una volta. In altri passi Dio sottolinea di operare con il Suo braccio destro, ovvero con la Sua potenza. Ma qui Dio non sta semplicemente compiendo un’opera fisica, bensì sta infondendo lo Spirito negli uomini (cioè nelle ossa secche).

D: In Ezechiele 37:7-10, in questa visione, qual è il senso di un processo in due fasi?

R: Dio può cambiare le cose in modo naturale e fisico, anche quando sembra impossibile. Ma Dio non si ferma qui. Dio può trasformare lo spirito di una persona e donare vita spirituale dove prima non c’era.

D: In Ezechiele 37:11-14, qual è l’applicazione diretta della visione che Dio mostrò a Ezechiele?

R: Dopo la distruzione di Gerusalemme, quello era un periodo in cui sembrava che gli ebrei, come nazione, fossero finiti per sempre.

C'erano molti regni antichi che a loro tempo erano piuttosto estesi o potenti: gli Ubaidiani, gli Urartu, gli Eftaliti, i Mitanni, i Minoici, i Popoli del Mare, i Lidi, gli Hyksos, gli Yueh-Chih, i Cimmeri e gli Sciti. La maggior parte delle persone oggi non ne ha mai sentito parlare, ma erano piuttosto importanti, come quando i Lidi e i Persiani combatterono e pareggiarono. Eppure non ne rimane più traccia. Persino gli imperi di cui avete sentito parlare, come gli Assiri, gli Ittiti e i Babilonesi, raggiunsero un punto in cui la loro possibilità di tornare in auge era praticamente pari a zero. Questo valeva per tantissime nazioni, e naturalmente si potrebbe concludere che, come per i Filistei, il tempo della nazione ebraica fosse giunto e passato, per sempre. Tuttavia, Dio promise il contrario.

D: In Ezechiele 37:15-17, qual è il significato dell’unione dei due bastoni in uno solo?

R: Il popolo del regno settentrionale di Israele e quello del regno meridionale di Giuda, pur essendo stati separati e avendosi persino combattuti tante volte, sarebbero diventati inseparabili come un unico popolo.

D: In Ezechiele 37:15-17, la disunione originaria, ovvero la divisione dei bastoni, era la fonte dei peccati successivi, come penserebbero alcuni nella chiesa locale di Witness Lee?

R: Questo è sbagliato e tuttavia parzialmente corretto.

Errato: fu Dio, non il popolo, a causare originariamente la scissione del regno unito, secondo 1 Re 11:11-13, e Dio non peccò. Ciò avvenne a causa dei peccati di Salomone e del popolo che si allontanava da Dio. Il popolo di Giuda era pronto a porre rimedio a questa scissione, ma Dio fece sapere tramite il suo profeta Semaia di non impedire agli Israeliti di separarsi, poiché ciò era opera di Dio, secondo 1 Re 12:21-24.

Parzialmente corretto: non appena avvenne la divisione, il re del regno settentrionale di Israele fece sprofondare il popolo in una maggiore malvagità, introducendo il culto dei vitelli d’oro a Betel e a Dan, secondo 1 Re 12:25-33.

D: In Ezechiele 37:16-17, i due bastoni potrebbero essere la Bibbia e il Libro di Mormon, come sostengono i mormoni?

R: No. Keith Meservy, nella rivista mormone *The Ensign* del settembre 1977, pagg. 22-27, pubblicò un articolo in cui sosteneva questa tesi. Egli notò che la parola ebraica specifica per “bastone”, *matteh*, non è usata in Ezechiele 37:16-17; al contrario, la parola ebraica *‘ets* è un termine generico che significa “albero” o “legno”. Gli Assiri e i Babilonesi utilizzavano «tavolette di scrittura» in legno, quindi egli sostiene che ciò «confermi la correttezza» dell’interpretazione mormone. Tuttavia, le tavolette di legno erano scavate all’interno in modo da poter essere riempite di cera, sulla quale si scriveva. Da un lato, Meservy ha dimostrato che i «bastoni» potevano essere sia tavolette di scrittura che verga. Se ciò fosse davvero significativo, sosterrebbe il Nuovo e l’Antico Testamento tanto quanto la Bibbia e il Libro di Mormon. Tuttavia, in questo contesto non si fa riferimento alle Scritture. I mormoni ignorano che Ezechiele 37:18b-28 ci dice già cosa significano questi due bastoni. Significa che i due popoli (non le Scritture) saranno uniti in uno solo. Dovevano essere radunati dalle nazioni in cui erano dispersi.

A quel tempo c’era grande animosità tra i popoli di Israele e di Giuda. Un bastone rappresentava Israele e l’altro Giuda. Ciò profetizzava che le tribù di Israele e di Giuda sarebbero diventate un unico popolo dopo che Dio avesse radunato il Suo popolo dalle nazioni. I due bastoni non potevano essere la Bibbia e il Libro di Mormon per i seguenti motivi.

1. In Ezechiele 37:18b-20 i bastoni si riferiscono a due popoli, non a libri

2. Quando saranno uniti, Davide regnerà su di loro in Ezechiele 37:24.

3. Saranno uniti quando vivranno nella terra dei loro antenati (Ezechiele 37:25).

4. Infine, il Libro di Mormon non può essere citato in questo contesto, poiché è pieno di falsità, tra cui quella di un’intera civiltà americana di cui non è stata trovata alcuna prova archeologica. Ad esempio, chiedete a qualsiasi archeologo mormone onesto dove si trovi una qualsiasi città menzionata nel Libro di Mormon, e vi dirà che non l’ha ancora trovata. Quanti decenni passeranno e quante città degli Incas, dei Chimus, degli Aztechi, dei Maya, ecc. dovremo scoprire prima di concludere che le città del Libro di Mormon non saranno mai trovate, perché non sono mai esistite?

D: In Ezechiele 38:2; 39:1,11, chi è Gog?

A: Alcuni studiosi sostengono che si riferisca alla Russia, ma altri non ne sono così sicuri.

Gog potrebbe essere la stessa parola di Gige/Gugu, un re di Lidia nell’odierna Turchia. Nell’Antico Testamento la parola è usata solo qui e in 1 Cronache 5:4

Altre ipotesi meno probabili per l’identità di Gog sono:

Gagu, un sovrano della terra di Sakhi a nord dell’Assiria, nell’odierna Russia, Azerbaigian e/o Armenia.

La parola sumera per «oscurità» è «Gug».

Gomer, menzionato in Genesi 10:2 subito prima di Magog, era un potente popolo che gli Assiri chiamavano Gimirai, che gli storici oggi conoscono come i Cimmeri della Russia meridionale. Secondo Erodoto (4:12), essi conquistarono l’Armenia, indebolirono Meshech e Tubal e si insediarono nel nord dell’odierna Turchia. Gli Sciti e i Cimmeri compirono incursioni in Palestina nel 650 a.C. Gli Sciti invasero il territorio dei Medi in Iran nel 653 a.C., prima che i Medi li scacciassero nel 625 a.C. Anche in seguito gli Sciti rimasero una forza da non sottovalutare. Nel 130 a.C. i Parti, gli Sciti, i Saka (Kushan) e i Tochari (= Tukharians = Yueh-Chih) si allearono per invadere la Battriana e la Russia meridionale.

Gog e Magog non possono essere Alessandro Magno, poiché Alessandro e il suo esercito non trovarono la morte sulle montagne di cui si parla in Ezechiele 39:4.

D: In Ezechiele 38-39, chi sono Gog e Magog?

R: Magog, Tubal e Meshech sono menzionati per la prima volta in Genesi 10:2. Ezechiele 38:1 probabilmente si riferisce allo stesso evento di Gog e Magog descritto in Apocalisse 20:8. Si trattava della Grande Battaglia nella Valle di Giosafat, alla fine del Millennio.

D: Nei capitoli 38-39 di Ezechiele, perché Dio manderebbe Gog e Magog contro Israele?

R: Ezechiele 38:16,23; 39:7 afferma che ciò avverrà per rendere gloria a Dio. Dio farà sì che questi popoli malvagi decidano di invadere Israele, e Dio manifesterà la Sua gloria mentre protegge Israele.

D: In Ezechiele 38:4 è stato Dio a guidare Gog e Magog nell’invasione di Israele, oppure è stato Satana a guidarli in Apocalisse 20:7-8?

R: Quattro punti da considerare nella risposta.

1. Da Ezechiele 38:10-11 risulta che Gog e Magog avrebbero ideato un piano malvagio, si sarebbero preparati e, a quanto pare, avrebbero creduto che fossero stati solo loro a decidere tutto ciò. In realtà, erano stati chiamati a farlo (Ezechiele 38:8).

2. Si dice specificamente che Dio li distoglierà dalla loro patria nel nord per farli marciare contro Israele. Poi Dio li distruggerà (Ezechiele 38:4; 39:2-3).

3. Dio stesso non mette in tentazione le persone (Giacomo 1:13). Piuttosto, il mezzo che Dio userà sarà quello di far sì che Satana inganni Gog e Magog, secondo Apocalisse 20:7-8.

4. Questo concetto, secondo cui Dio utilizza il male degli uomini e Satana per realizzare ciò che fa parte del Suo piano, è chiamato dai teologi «dottrina della concorrenza». Probabilmente l’esempio più chiaro di questa verità si trova in Genesi 50:20, quando Giuseppe parlò ai suoi fratelli del fatto che lo avevano ridotto in schiavitù. Giuseppe disse: «Quanto a voi, ciò che voi avevate progettato contro di me per farmi del male, Dio lo ha trasformato in bene…» Un altro esempio di concorrenza è il tradimento di Gesù da parte di Giuda; esso faceva parte del piano definito e della prescienza di Dio (Atti 2:23). Inoltre, in 2 Samuele 24:1 e 1 Cronache 21:1, Dio si servì di Satana per indurre Davide a censire con orgoglio Israele.

D: In Ezechiele 38:4-6, 39:3,9, perché si parla di cavalli, scudi e spade?

R: In questa profezia simbolica del futuro, i lettori di quel tempo non avrebbero compreso il significato di carri armati e altre armi. Si potrebbero interpretare come veicoli, armature e armi.

D: In Ezechiele 38:6, dove si trova Togarmah?

R: Beth Togarmah significa «Casa di Togarmah». Togarmah era un regno situato a 70 miglia a ovest di Malatya. Gli Ittiti lo chiamavano Tegarama. Gli Assiri lo chiamavano Tilgarimanu e lo conquistarono nel 695 a.C. I Greci lo chiamavano Gauraena. Gli armeni sostengono di discendere da Haik, figlio di Torgom. Un’altra possibilità, per quanto remota, è che Togarmah corrisponda ai Tochari, chiamati anche Tukharians, che erano gli Yueh-Chih. Vi sono alcune ipotesi, ma nessun riscontro se non la somiglianza dei nomi, secondo cui si tratterebbe di Tobolsk in Russia. Ha una popolazione di circa 100.000 abitanti ed è la capitale della Siberia.

D: In Ez 38,16b, 23; 39,7; 39,21; Es 9,16; Rm 9,17, in che modo il fatto di mandare i nemici contro Israele porta gloria a Dio?

R: Queste persone erano già contro Dio, e il fatto che si scagliassero contro Israele le avrebbe condotte al giudizio, dimostrando al contempo che Dio le difende.

D: In Ezechiele 38:22, cosa potrebbero significare «torrenti di pioggia, chicchi di grandine, fuoco e zolfo»?

R: Potrebbe trattarsi di pioggia naturale, grandine e zolfo inviati da Dio, oppure questa immagine potrebbe riferirsi a una battaglia futura, con colpi di mortaio che piovono su di loro, missili, bombe e una raffica di proiettili.

D: In Ezechiele 39:1-2,6, chi sono Magog, Meshech e Tubal?

R: Magog, Tubal e Meshech sono menzionati per la prima volta come figli di Iafet in Genesi 10:2. Meshech è anche figlio di Aram, a sua volta figlio di Sem, secondo Genesi 10:23. Lo storico Giuseppe Flavio, in “Antichità giudaiche”, libro 1, cap. 6,1, afferma che Magog erano gli Sciti, che vivevano in Russia. Madai, elencato proprio accanto a Magog, indica i Medi, noti per essere stretti parenti degli Sciti. Tubal e Meshech non hanno alcun legame con Tobolsk e Mosca in Russia; al contrario, Tubal, Meshech e Magog sono tutti menzionati nelle iscrizioni assire. Il popolo di Magog è menzionato anche in 1 Cronache 1:5; tuttavia, in Apocalisse 20:8 Magog è una persona. Meshech potrebbe provenire dai monti Moschiani. Si dice che Tiras potrebbe essere la Tracia.

D: In Ezechiele 39:1-6, quando avrà luogo questa battaglia?

R: Alcuni ritengono che la battaglia di Dio qui descritta abbia luogo dopo il ritorno di Israele ma prima del Millennio.

È interessante notare che qui è importante non solo che il nemico venga sconfitto, ma anche che persino le ossa vengano rimosse.

D: In Ezechiele 39:9-10, perché si parla di fuoco, archi, frecce e altre armi come combustibile?

R: Archi e frecce potrebbero essere tradotti come lanciatori e proiettili. Il termine «cavalli» in Ezechiele 38:4 significa letteralmente «saltatori»

D: In Ezechiele 40, qual è lo scopo di misurare tutto questo?

R: Sebbene il libro di Ezechiele contenga molti avvertimenti e rimproveri, questa è una sezione dedicata alla speranza futura. È al tempo stesso certa e molto specifica. Queste misure non sono prive di significato, ma sono dimensioni fisiche che sottolineano la concretezza di questa speranza. Si tratta di un tempio fisico, con misure fisiche reali, che esisterà durante il Millennio.

D: In Ezechiele 40:1, quando era l’inizio dell’anno?

R: A partire dall’epoca dell’Esodo, l’anno israelita iniziava nel mese di Nisan, che corrisponde al nostro marzo o aprile. Tuttavia, in quel periodo il settimo mese, Tishri (ottobre-novembre), divenne il primo mese del calendario civile. Quindi, si tratta o di Nisan o di Tishri.

D: Questo tempio potrebbe essere uno di quelli già costruiti?

R: No. Le dimensioni e la pianta di questo tempio sono diverse da quelle del tempio di Salomone, del tempio di Zorobabele e della ricostruzione erodiana del tempio di Zorobabele. Inoltre, da quei templi non sgorgava alcun fiume. La geografia della terra promessa dovrebbe cambiare per corrispondere a quanto descritto in Ezechiele. Tuttavia, non si tratta nemmeno di un semplice simbolo, poiché l’elevato livello di dettaglio non avrebbe senso se fosse solo simbolico.

D: In Ezechiele 40-48 si tratta di un tempio millenario?

R: Sì. L’intera sezione non si è ancora adempiuta sulla terra. I cristiani hanno due interpretazioni molto diverse.

Gli amillenaristi credono che non esista alcun Millennio e interpretano in senso spirituale il periodo di mille anni di Apocalisse 20:1-7, attribuendolo al Paradiso. Essi sostengono che questo tempio si riferisca ad aspetti del Paradiso. Da notare che molti nella Chiesa primitiva erano amillenaristi, tra cui Eusebio di Cesarea (fiorì nel 325 d.C.).

I premillenaristi sostengono che ci sarà un periodo millenario di 1.000 anni sulla terra e che questo tempio esisterà durante quel periodo. Da notare che, secondo Eusebio, uno dei primi scrittori ecclesiastici post-neotestamentari che era un «chiliasta» (cioè che credeva in un millennio letterale di 1.000 anni) fu Papia, un discepolo dell’apostolo Giovanni.

Alcuni ritengono che questo possa essere il tempio costruito durante il Millennio e sopravvissuto al termine di esso. Entrambi presentano dodici porte, con i patriarchi raffigurati sulle porte, un angelo con una misura e acqua che scorre verso est. Tuttavia, vi sono differenze nelle dimensioni. In Ezechiele 47:15-20 il mare funge da confine, mentre in Apocalisse 21:1 non c’è più alcun mare. Quindi, si può affermare con certezza che il tempio qui descritto è quello del Millennio, e non è chiaro se il tempio di Apocalisse 21 sia questo stesso tempio con alcune modifiche o un tempio completamente nuovo.

D: In Ezechiele 40:38, 42 e 43:20-22, perché il futuro tempio continuerà ad avere sacrifici animali dell’antica alleanza, dato che Ebrei 10:12-18 afferma che Gesù ha offerto una volta per tutte il sacrificio per il peccato e non vi è più alcuna offerta per il peccato?

R: Innanzitutto, questa domanda non riguarda solo Ezechiele, ma l’intera dottrina presente in tutto l’Antico Testamento relativa ai sacrifici di sangue dopo la venuta del Signore. Esamineremo ciò che dicono i versetti e poi daremo una risposta.

Sebbene sia stato costruito un tempio dopo questa profezia, quando gli ebrei fecero ritorno e Erode lo restaurò, la struttura del tempio qui descritta mostra che questa profezia non si è ancora adempiuta.

Ezechiele 40:38-42 menziona la stanza dove vengono lavati gli olocausti.

Ezechiele 42:13 menziona le stanze dove i sacerdoti consumeranno le offerte di cereali, le offerte per il peccato e le offerte per la colpa.

Ezechiele 43:20-22 parla di un toro e di un capro che saranno sacrificati come offerte per il peccato per espiare l’altare.

Isaia 56:7; 66:20 menzionano che anche persone di altre nazioni verranno a Gerusalemme per offrire sacrifici.

In Geremia 33:18, Dio promise che i leviti non sarebbero mai rimasti senza un uomo che offrisse olocausti.

Altri versetti discussi più avanti includono Isaia 66:21; Geremia 33:18; Malachia 3:3-4; e Zaccaria 14:16-19.

Molte persone lo stanno facendo, e non è Cristo a offrire questi sacrifici, che sono graditi a Dio.

Premillenarista È difficile considerare questo solo come un «tempio spirituale», poiché questa sezione contiene dettagli ancora più specifici rispetto a quelli del primo tempio in 1 Re 6-7. Tuttavia, devono spiegare perché si parla di sacrifici animali quando Ebrei 10:18 afferma che non ci saranno più sacrifici.

Hank Hanegraaff, nel programma radiofonico «Bible Answer Man» del CRI, sottolinea che quando alcuni premillenaristi affermano che i sacrifici sono solo per l’altare e non per le persone, ciò sembrerebbe negare l’assoluta sufficienza e completezza del sacrificio di Cristo in Ebrei 7:24-25; 9:26; 10:10, 12, 18 e in altri passaggi.

Gli amillenaristi non devono spiegare perché ci siano sacrifici animali durante il Millennio. Devono invece spiegare perché in Cielo si continuino a compiere uccisioni di animali e sacrifici sanguinari per il peccato e la colpa. Tuttavia, possono fare riferimento a Geremia 33:18, dove Dio promise che non mancheranno mai sacerdoti e leviti, in grado di presentarsi davanti a Dio per offrire olocausti. Forse coloro che compivano queste azioni sulla terra, prima di Cristo, continueranno a compierle anche in cielo.

Per comprendere la risposta, dobbiamo comprendere la tempistica e il significato dei sacrifici e delle commemorazioni di Cristo.

LA RISPOSTA: Indipendentemente dal fatto che siate premillenaristi o amillenaristi, ecco una risposta su cui la maggior parte dei cristiani dovrebbe essere in grado di concordare.

Ai tempi del Nuovo Testamento, possiamo partecipare alla Cena del Signore, un’ordinanza molto importante in memoria di Gesù, senza affermare che in alcun modo stiamo sminuendo la completezza del Suo sacrificio (Ebrei 7:24-25, ecc.). Allo stesso modo, avere un sacrificio millenario non significa sminuire il sacrificio di Cristo se si tratta solo di un memoriale.

Ai tempi dell’Antico Testamento, i sacrifici non erano un memoriale, ma piuttosto una copertura del loro peccato, che non garantiva il perdono dei peccati (Ebrei 10:3,4). Anche questo non sminuiva la completezza del sacrificio di Cristo, nemmeno per loro.

Dopo la venuta di Cristo, questi sacrifici avranno luogo (Malachia 3:3-4) e continueranno per sempre (Geremia 33:18).

Questi sacrifici saranno un’ordinanza: poiché dobbiamo celebrare la Cena del Signore solo «fino a quando Egli verrà» (1 Corinzi 11:26), questi sacrifici avranno una funzione simile a quella della comunione e saranno un memoriale dell’atto espiatorio compiuto in passato da Cristo. I sacrifici che guardano al futuro erano ordinanze nell’Antico Patto, la comunione è una delle ordinanze del Nuovo Patto, mentre i sacrifici che guardano al passato potrebbero essere un’ordinanza dopo la venuta di Cristo. Dopo il ritorno di Gesù, compiere questi sacrifici come nei tempi passati è il concetto espresso in Malachia 3:3-4. Per inciso, i sacrifici potrebbero non essere l’unica ordinanza, e alcune cose che un tempo erano riservate agli ebrei saranno destinate a tutti i popoli. Alcuni non ebrei saranno scelti come sacerdoti e leviti (Isaia 66:21). Dopo che il grande esercito sarà stato distrutto negli ultimi tempi, l’Egitto e tutti i sopravvissuti che hanno attaccato Gerusalemme dovranno recarsi a Gerusalemme per celebrare la Festa dei Tabernacoli, come indicato in Zaccaria 14:16-19. Sono tenuti a farlo, perché Dio non manderà la pioggia se non lo faranno (Zaccaria 14:17). (Gli amillenaristi potrebbero non essere d’accordo su questo punto).

Per qualsiasi motivo, queste persone durante il Millennio praticheranno i sacrifici e si recheranno a Gerusalemme per la Festa delle Capanne.

D: In Ezechiele 42:4, come può il passaggio essere largo dieci cubiti e lungo un cubito?

R: Ci sono due possibilità:

Errore del copista: mentre il testo ebraico dice 10 per 1, la Settanta e il testo siriaco riportano «dieci cubiti di larghezza e 100 cubiti di lunghezza». 100 cubiti di lunghezza corrispondono alla lunghezza del lato nord dell’edificio. Altri ritengono che il rapporto sia di 10 a 1, con 17,5 piedi e 1,75 piedi.

Gradino, non cubito: la parola ebraica qui utilizzata, mahalak, può significare sia «gradino» che «cubito». Pertanto, il passaggio avrebbe gradini larghi dieci cubiti e lunghi un cubito.

D: In Ezechiele 43:5, perché è significativo che la gloria del Signore riempisse il tempio?

R: Questa è la parte più importante dell’intero Tempio. Le dimensioni e tutte le splendide decorazioni non significano nulla se Dio non è presente. Allo stesso modo, oggi tutti gli ornamenti di un edificio religioso non significano nulla se il vero Dio non è al centro del culto che vi si celebra.

D: In Ezechiele 43:9, qual è il significato dei cadaveri dei loro re?

R: Come molti popoli, il popolo di Giuda onorava i propri re seppellendoli in un cimitero reale. Ne sono esempi Roboamo (1 Re 14:31), Asa (1 Re 15:24), Giosafat (1 Re 22:50), Joram (2 Re 8:24), Achazia (2 Re 9:28), Joas (2 Re 12:21), Azaria (2 Re 15:7), Jotam (2 Re 15:38), Acaz (2 Re 16:20) e così via. Questo versetto sottolinea chiaramente che a questi re non sarebbe stata concessa una sepoltura onorevole.

D: In Ezechiele 43:17 perché si menzionano i gradini che conducono all’altare, visto che i gradini erano proibiti in Esodo 20:26?

R: Si tratta di un altare e di un tempio diversi. Una ragione pratica per vietare i gradini nel Tempio ai tempi dell’Antico Testamento era l’imbarazzo che si sarebbe creato se qualcuno, mentre trasportava qualcosa, fosse inciampato e caduto. Questo tempio millenario è su scala molto più grande, e presumibilmente allora le persone non inciamperanno.

D: In Ezechiele 43:19-27, perché c’è un’offerta per il peccato? Le persone peccano durante il Millennio?

R: Per alcuni no, per altri sì. I credenti risorgeranno durante il Millennio e non peccheranno più. Ma alcune persone sopravviveranno alla tribolazione ed entreranno nel Millennio, e altre nasceranno durante il Millennio. Queste persone potranno ancora peccare e lo faranno.

D: In Ezechiele 44:3, il principe menzionato potrebbe essere il Messia?

R: No, perché in Ezechiele 45:22 il principe offre un toro come sacrificio espiatorio per sé stesso e per il popolo del paese. Egli offre anche gli altri sacrifici. Il termine ebraico qui utilizzato, «nasi», potrebbe significare sia «principe» che semplicemente «capo». Il principe qui mangia il pane della presenza.

D: In Ezechiele 44:5-7, perché la gloria del Tempio millenario verrebbe presentata come incoraggiamento affinché gli israeliti non pecchino oggi?

R: Qualunque piacere il peccato possa sembrare offrire oggi, è solo temporaneo. Le persone si pentiranno in seguito dei propri peccati e, durante il Millennio e in paradiso, rimpiangeremo di averli commessi. Si vergogneranno di tutto il male che hanno fatto, secondo Ezechiele 43:10-11.

D: In Ezechiele 44:7, in quali circostanze non dovremmo permettere alle persone di entrare nelle nostre chiese?

R: Gesù è venuto per salvare i perduti e, salvo poche eccezioni, dovremmo accogliere chiunque nelle nostre chiese. Le eccezioni includono:

1. Coloro che potrebbero causare danni fisici agli altri nella chiesa

2. Coloro che sono attivamente impegnati a condurre spiritualmente gli altri all’inferno (membri di sette, ecc.)

3. I cristiani, anche quelli autentici, che rifiutano ostinatamente di pentirsi di ciò che sanno essere peccato (1 Corinzi 5:9-13).

D: In Ezechiele 44:22, perché questi sacerdoti non potevano sposare una vedova o una donna divorziata?

R: Levitico 21:7 afferma che i sacerdoti non potevano sposare donne divorziate, ma le vedove erano ammesse. Levitico 21:13 dice che nemmeno il sommo sacerdote (e ce n’era solo uno alla volta) poteva sposare una vedova. Questi (numerosi) sacerdoti svolgevano tutti funzioni simili a quelle del sommo sacerdote, poiché entravano nel Santo dei Santi.

D: In Ezechiele 44:22, perché questi sacerdoti potevano sposare la vedova di un sacerdote?

R: La Scrittura non lo dice. Ai tempi dell’Antico Testamento, i sommi sacerdoti non potevano sposare vedove, mentre i sacerdoti ordinari potevano farlo. In questo periodo futuro, questi uomini svolgevano la funzione di unici sacerdoti, oltre che in modo simile ai sommi sacerdoti.

D: In Ezechiele 45-48, questo tempio potrebbe essere uno già costruito?

R: No. Le dimensioni e la pianta di questo tempio sono diverse da quelle del tempio di Salomone, del tempio di Zorobabele e della ricostruzione erodiana del tempio di Zorobabele. Inoltre, da quei templi non sgorgava alcun fiume. La geografia della terra promessa dovrebbe cambiare per corrispondere a quanto descritto in Ezechiele. Tuttavia, non si tratta nemmeno di un semplice simbolo, poiché l’elevato livello di dettaglio non avrebbe senso se fosse solo simbolico. Sebbene vi sia un Tempio in Apocalisse 11 e Apocalisse 15, non ci sarà bisogno di un tempio nel Nuovo Cielo e nella Nuova Terra di Apocalisse 21:22.

Inoltre, i rituali qui descritti sono molto simili a quelli della Legge mosaica, ma presentano alcune differenze a seguito dell’opera compiuta da Cristo sulla croce.

D: In Ezechiele 45-48, perché tutto questo dovrebbe essere presente come memoriale?

R: Se qualcuno visita il Mystic Seaport a Mystic, nel Connecticut, o Williamsburg in Virginia, può divertirsi molto sperimentando com’era la vita a quei tempi. Ma sebbene ciò sia piacevole anche per i credenti, lo scopo va ben oltre. Dio promise che i leviti non avrebbero mai smesso di servirLo in Geremia 33:18.

D: Nei capitoli 45-48 di Ezechiele, come risponderesti se qualcuno dicesse che Dio è interessato solo al quadro generale, alle generalità?

R: Non si possono considerare solo i dettagli del tabernacolo riportati in Esodo, ma anche tutti i dettagli presenti qui in Ezechiele 40-48.

D: In Ezechiele 45:9, quando lo sfratto o l’espropriazione delle persone è sbagliato?

R: Questo sfratto degli israeliti non veniva effettuato da stranieri, ma dagli stessi principi di Israele. Lo sfratto avviene spesso quando gli affittuari non pagano l’affitto, oppure quando un principe, una corte o l’esercito decide che i proprietari terrieri, in fin dei conti, non possiedono realmente la loro terra. Lo sfratto degli affittuari può essere ingiusto se gli affitti erano ingiustamente troppo alti, se sono stati addebitati interessi quando non avrebbero dovuto esserlo, o se sono ingiustamente elevati.

D: In Ezechiele 46:1, perché ci sono i sabati, le nuove lune e le feste della Legge mosaica, quando in Colossesi 2:16 Paolo ha detto che non dobbiamo celebrarle?

R: Paolo in realtà non ha detto che non sarebbero mai più stati celebrati. Piuttosto, Paolo ha detto in Colossesi 2:16-17: «Nessuno vi giudichi per ciò che mangiate o bevete, o per quanto riguarda una festa, una luna nuova o un sabato. Queste cose sono l’ombra delle cose future, ma il corpo che le proietta appartiene a Cristo». Quindi Paolo sta dicendo che non è necessario celebrarle ora, sebbene non ci abbia proibito di farlo. Saranno celebrate durante il Millennio come commemorazione.

D: In Ezechiele 46:9, perché nessuno entrava o usciva dalle porte orientali e occidentali del tempio?

R: Da Ezechiele 40:20-34 risulta che non vi fosse alcuna porta occidentale. Ezechiele 40:6-7, 32-34; 43:4 afferma che vi era un ingresso sul lato orientale. Non c’era alcuna porta occidentale. Inoltre, la porta orientale era chiusa e, secondo Ezechiele 44:1-3, solo il principe poteva attraversarla. La porta orientale era chiusa sei giorni alla settimana e veniva aperta solo il settimo giorno; secondo Ezechiele 46:2, solo il principe poteva attraversarla.

D: In Ezechiele 46:9, perché le persone che entravano nella parte esterna del tempio dalla porta sud dovevano uscire dalla porta nord, e perché quelle che entravano dalla porta nord dovevano uscire dalla porta sud?

R: Dio si preoccupa più dell’esperienza delle persone nel tempio che dell’efficienza. Una persona avrebbe dovuto attraversare l’intera lunghezza del tempio.

D: In Ezechiele 46:17, ci saranno ancora servitori o schiavi in questo Tempio?

R: Certamente. Ci saranno sempre servitori in Cielo, così come servitori nel Tempio, perché tutti i credenti hanno scelto di essere schiavi e servitori di Dio.

D: In Ezechiele 47:1, cosa sono queste acque?

R: Sebbene non ci sia stato detto molto su questo futuro Tempio, non c’è nulla che indichi che queste acque non siano acqua fisica.

D: In Ezechiele, quali sono alcuni dei manoscritti più antichi che esistono ancora oggi?

R: I rotoli del Mar Morto: (circa 1 a.C.) 6 copie separate. Il 3Q1 contiene Ezechiele 16:31-33.

1Q9 (=1QEzek): due frammenti di 4:16-5:1

3Q1 (=3QEzek): Ezechiele 16,31-33

4Q73 (=4QEzek): cinque frammenti: Ezechiele 10,6-11,1; parti di 23,14-15; 23,17-18; 23,44-47; 41,3-6

4Q74 (=4QEzek(b)) contiene Ezechiele 1:10-13,16-17,19-24

4Q75 (=4QEzek(c)) contiene 24:2-3

11Q4 (=11QEzek) contiene 4:3-6; 5:11-17; 7:9,11-12; 10:11; 13:17

Masada Mas1d (=MasEzek) contiene frammenti tratti da Ezechiele 31:11-37:15

Nel complesso, nei rotoli del Mar Morto e a Masada sono conservati i seguenti versetti di Ezechiele: 1:10-13, 16-17, 19-24; 4:3-6, 16-17; 5:1, 11-17; 7:9, 11-12; 10:6-22; 11:1-11; 13:17; 16:31,33; 23:14-18,44-47; 24:2-3; frammenti di 31:11-37:15; 41:3-6. Per ulteriori dettagli, si veda *Il significato dei Rotoli del Mar Morto*.

Il papiro di Ezechiele della collezione Chester Beatty-Scheide risale alla prima metà del III secolo d.C., secondo quanto riportato da Bruce Metzger nell’opera *Manuscripts of the Greek Bible*, a pag. 32.

Il papiro Chester Beatty IX-X (Papiri Scheide 1) contiene Ezechiele, Daniele ed Ester. È datato al III secolo d.C. Originariamente contava 118 fogli, di cui oggi ne sopravvivono 109.

I manoscritti della Bibbia cristiana, risalenti a circa il 350 d.C., contengono l’Antico Testamento, compreso il libro di Ezechiele. I Papiri Chester Beatty IX (II-IV secolo d.C.) contengono il libro di Ezechiele. Inoltre, la stessa fonte afferma che i Papiri biblici di John H. Scheide sono datati al III secolo d.C. e contengono Ezechiele 19:12-39:29.

Il Vaticanus (325-350 d.C.) contiene l’intero libro di Ezechiele.

Nel Sinaitico non sono presenti fogli relativi a Ezechiele.

L’Alexandrinus (circa 450 d.C.) contiene l’intero libro di Ezechiele.

D: Quali autori antichi fecero riferimento a Ezechiele?

R: Gli autori preniceni che hanno citato o alluso a versetti di Ezechiele sono:

Clemente di Roma (96-98 d.C.) cita Ezechiele 33,11 e 18,30. 1 Clemente, cap. 8, p. 7

La Lettera di Barnaba (70-130 d.C. circa), cap. 6, p. 141, cita Ezechiele 11:19; 36:26, come egli [il Signore] dice per mezzo di un altro profeta.

La Lettera di Barnaba (70-130 d.C. circa), cap. 11, p. 144, cita Ezechiele 47,12.

2 Clemente (120-140 d.C.), vol. 7, cap. 6, p. 518 (anche vol. 9, p. 252): «Poiché così dice anche la Scrittura in Ezechiele: “Se Noè, Giobbe e Daniele dovessero risorgere, non salverebbero i propri figli dalla schiavitù”».

Giustino Martire (circa 138-165 d.C.) cita Ezechiele 20:19-26 come opera di Ezechiele nel *Dialogo con Trifone il Giudeo*, cap. 21, pp. 204-205

Giustino Martire (circa 138-165 d.C.) cita o parafrasi Ezechiele 3,17-19; 11,22; 14,18,20; 16:3; 18:20; 20:12; 20:19-26 (di Ezechiele), 33:11-20; 34:12; 37:7,8; 44:3

Meleto/Melito di Sardi (170-177/180 d.C.) incluse Ezechiele tra i libri dell’Antico Testamento nella sua lettera a Onesimo. In *Pascha*, p. 72. Conservata nella *Storia ecclesiastica* di Eusebio, libro 4, cap. 26.

Meleto/Melito di Sardi (170-177/180 d.C.): «Nel profeta: “Camminerò in mezzo a loro e sarò il loro Signore”» (riferimento a Ezechiele 37,27). Da *The Key*, ANF vol. 8, p. 762.

I cristiani di Vienna e Lugdunum (Lione) (177 d.C.) alludono a Ezechiele 18,23.32: «mentre quel Dio che non desidera la morte del peccatore, ma lo chiama misericordiosamente al pentimento, infonda dolcezza nelle loro anime». vol. 8, p. 782

Teofilo di Antiochia (168-181/188 d.C.) «E un altro profeta, Ezechiele, dice: “Se il malvagio si allontanerà da tutti i peccati che ha commesso, osserverà tutti i Miei statuti e farà ciò che è giusto ai Miei occhi, egli vivrà sicuramente, non morirà”». Teofilo ad Autolico, libro 3, cap. 11, p. 114

Ireneo di Lione (182-188 d.C.) cita Ezechiele 20,24 come opera di Ezechiele. Ireneo, Contro le eresie, libro 4, cap. 15.1, p. 479

Clemente di Alessandria (193-217/220 d.C.) afferma: «La Scrittura ammonisce» e cita Geremia 3:9, ecc. Poi Clemente scrive: «Egli [Dio] tuttavia li esorta al pentimento e dice per mezzo di Ezechiele», e cita Ezechiele 2:6-7. *L’Istruttore*, libro 1, cap. 9, p. 228

Clemente di Alessandria (193-217/220 d.C.) cita Ezechiele 18,4-9 come se fosse di Ezechiele. *L’Istruttore*, libro 1, cap. 10, p. 233

Clemente di Alessandria (193-205 d.C.): «Geremia e Ambacum [Abacuc] profetizzavano ancora al tempo di Sedecìa. Nel quinto anno del suo regno Ezechiele profetizzò a Babilonia; dopo di lui Naum, poi Daniele. Dopo di lui, ancora, Aggeo e Zaccaria profetizzarono al tempo di Dario I per due anni; e poi l’angelo tra i dodici». *Stromata*, libro 1, cap. 21, p. 328

Tertulliano (198-220 d.C.) «Ezechiele annuncia la vostra rovina come imminente: e non solo in questa epoca — una rovina che si è già abbattuta — ma nel “giorno del giudizio”, che seguirà. Da tale rovina nessuno sarà salvato se non colui che sarà stato segnato sulla fronte con la passione di Cristo, che voi avete respinto». Risposta agli ebrei, cap. 11, p. 167

Tertulliano (198-220 d.C.) cita ripetutamente Ezechiele 8,12-9,6a come «Ezechiele annuncia». Risposta agli ebrei, cap. 11, pp. 167-168.

I Cinque libri contro Marcion di Tertulliano (207/208 d.C.), libro 2, cap. 10, pp. 305-306, citano Ezechiele 28,11-16 dalla Settanta.

Ippolito (222-235/236 d.C.) «Anche Ezechiele parla di lui nello stesso senso, così: “Così dice il Signore Dio: Poiché il tuo cuore si è inorgoglito”», Trattato su Cristo e l’Anticristo, cap. 18, pag. 208

Ippolito (222-235/6 d.C.), il frammento 3 è un commento a Ezechiele, pag. 176

Origene (225-254 d.C.) «E, per confrontare la storia con la storia, direi all’ebreo: “Persino il vostro stesso Ezechiele scrive: ‘I cieli si aprirono e io ebbi una visione di Dio’”.» Origene, *Contro Celso*, libro 1, cap. 43, p. 414

Novatiano (250/254-256/7 d.C.) allude a Ezechiele 1,10 e all’Apocalisse 4,7. Trattato sulla Trinità, cap. 8, p. 617.

Trattato contro Novaziano (250/4-256/7 d.C.), cap. 14, p. 661: «secondo la fede della Scrittura che dice: “Ma se l’empio si convertirà da tutti i peccati che ha commesso e praticerà la giustizia, vivrà nella vita eterna e non morirà nella sua malvagità”» (Ezechiele 18:21)

Trattato contro Novaziano (250/4-256/7 d.C.), cap. 10, p. 660, cita Ezechiele 38:10,11 come opera di Ezechiele.

Cipriano di Cartagine (ca. 246-258 d.C.) cita «Ezechiele» nel Trattato 12, terzo libro, 48.

Firmiliano di Cesarea a Cipriano (256 d.C.) «Poiché la grazia di Dio è potente al punto da unire e legare nel vincolo della carità e dell’unità anche quelle cose che sembrano essere divise da una notevole distanza geografica, secondo il modo in cui già nell’antichità la potenza divina unì nel vincolo dell’unanimità Ezechiele e Daniele, sebbene più giovani di età e separati da loro da un lungo lasso di tempo, a Giobbe e Noè, che furono tra i primi; così che, sebbene fossero separati da lunghi periodi, tuttavia per ispirazione divina percepivano le stesse verità». Lettere di Cipriano, Lettera 74.3, p. 390

Dionigi di Alessandria (246-256 d.C.) allude a Ezechiele 18,23.32. Lettera 3 a Fabio, vescovo di Antiochia, cap. 10, p. 100

Vittorino di Petau (martirizzato nel 304 d.C.) «Ricordo, infatti, che questa è chiamata Babilonia anche nell’Apocalisse, a causa della confusione; e anche in Isaia; ed Ezechiele la chiamò Sodoma». Commento all’Apocalisse, dal capitolo XV, v. 3, p. 357

Victorinus di Petau (martirizzato nel 304 d.C.) allude a Ezechiele 35,6. «[“E dal torchio uscì sangue, fino alle briglie dei cavalli.”] La vendetta del sangue versato, come era stato predetto in precedenza: “Nel sangue hai peccato, e il sangue ti seguirà.”» Commento all’Apocalisse, capitolo XIV, v. 19, 20, p. 357

Metodio di Olimpo e Patara (270-311/312 d.C.) allude a Ezechiele 17:3. «che il Verbo chiamò “ali di una grande aquila”». Il banchetto delle dieci vergini, Discorso 8, cap. 12, p. 339

Lattanzio (ca. 303-ca. 325 d.C.) allude a Ezechiele 41. «Pertanto, quando Dio volle mandare sulla terra colui che avrebbe misurato il Suo tempio, non volle mandarlo con potenza e gloria celesti, ...» Le Istituzioni divine, libro 4, cap. 11, p. 110

Dopo Nicea

Atanasio (367 d.C.) elenca i libri dell’Antico Testamento nella Lettera pasquale 39, cap. 4, p. 552.

Cirillo di Gerusalemme (circa 349-386 d.C.) fa riferimento a Ezechiele 11,5 come se fosse in Ezechiele. Lezioni catechetiche, Lezione 16.30, p. 123

Paciano di Barcellona (342-379/392 d.C.) cita Ezechiele 18,4 come opera di Ezechiele. Lettera 3, cap. 3, p. 42

Didimo il cieco (398 d.C.) cita Ezechiele 31,3-9 come opera del profeta Ezechiele. Commento a Zaccaria 11, pp. 258-259

Epifanio di Salamina (360-403 d.C.) menziona i libri dell’Antico Testamento, compreso il libro di Ruth, nel suo *Panarion*.

Giovanni Crisostomo (-407 d.C.) fa riferimento a Ezechiele 9:4 come opera di Ezechiele nel vol. 9, «Sulle statue», Omelia 18.9, p. 462

Girolamo (373-420 d.C.) tratta dei libri dell’Antico Testamento. In particolare, discute di Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio, il Pentateuco, Giobbe, Gesù figlio di Nave [Giosuè], Giudici, Ruth, Samuele e Re (2 libri), i dodici profeti, Osea, Gioele, Amos, Abdia, Giona, Michea, Naum, Abacuc, Sofonia, Aggeo, Zaccaria, Malachia, Isaia, Geremia, Ezechiele, Daniele, Ester, Esdra, Neemia. Lettera 53, cap. 7-8, pp. 99-101.

Sulpizio Severo (363-420 d.C.) fa riferimento a Ezechiele come «Ezechiele» nel libro 2 di Storia, cap. 3, pag. 98

Agostino di Ippona (338-430 d.C.) menziona Daniele ed Ezechiele in *La Città di Dio*, libro 17, cap. 34, pag. 380

Tra gli eretici e i libri apocrifi

Il pelagiano Teodoro di Mopsuestia (392-423/429 d.C.) cita Ezechiele 3,17 attribuendolo a Ezechiele. Commento a Osea, cap. 5, pag. 60

D: In Ezechiele, quali sono alcune delle differenze di traduzione tra l’ebraico e la Settanta greca?

R: La Settanta era una traduzione dell’Antico Testamento in greco realizzata tra il 285 e il 160 a.C. I diversi libri della Settanta furono tradotti con qualità variabile; Ezechiele non fu tradotto bene come il Pentateuco. L’Expositor’s Bible Commentary, volume 6, pag. 960, afferma: «La LXX [Settanta] non costituisce una fonte attendibile per i libri profetici, specialmente per Ezechiele». È interessante osservare le differenze presenti nella Settanta sia per vedere cosa differisce dalla versione masoretica, sia per comprendere come gli ebrei prima di Cristo interpretassero il significato dell’Antico Testamento mentre lo traducevano in un’altra lingua. Salvo diversa indicazione, la prima alternativa è il testo masoretico, mentre la seconda è la Settanta greca.

Ez 1,1 «visioni» (Masoretico, Settanta, Vulgata) contro «una visione» (siriaco, Targum)

Ezechiele 1:20 «una creatura vivente era nelle ruote» (testo masoretico) vs. «lo spirito di vita era nelle ruote» (Settanta, Vulgata) vs. «c'erano creature nelle ruote» (Targum)

Ezechiele 1:22 «creatura vivente» contro «creature viventi» (Settanta, Targum, Vulgata)

Ezechiele 4:9 «390 giorni» (tutti i manoscritti ebraici) contro «190 giorni» (Settanta)

Ezechiele 5:7 «Non ti sei nemmeno conformato» contro «ti sei conformato» (in alcuni manoscritti ebraici e in quello siriaco) contro «ti sei infuriato» (Masoretico, Settanta, Targum, Vulgata)

Ezechiele 5:15 «Così sarà un obbrobrio» (Masoretico) contro «Così sarai un obbrobrio» (Settanta, siriaco, Targum, Vulgata)

Ezechiele 6:14 «Diblah» contro «Riblah» in alcuni manoscritti ebraici.

Ezechiele 7:5 «Una calamità senza precedenti» contro «calamità dopo calamità» in alcuni manoscritti ebraici e nella versione siriaca.

Ez 11,5 «i tuoi parenti/i tuoi consanguinei» contro «in esilio con te» (Settanta e siriaco)

Ez 12,12 «scaveranno» contro «scaverà» (Settanta, siriaco)

Ezechiele 13:18 «i loro polsi» (Masoretico, siriaco, Targum) contro «le mie mani» (Settanta, Vulgata, Simmaco). La New Geneva Study Bible, a pag. 1272, riporta: «su tutte le articolazioni delle mie mani» (Masoretico) contro «sotto ogni gomito» (Vulgata) contro «su tutti i gomiti delle mani» (Settanta, Targum)

Ezechiele 14:14 ed Ezechiele 28:3 «Daniele» contro «Danel»

Ezechiele 16:6 «Vivi! E mentre giacevi lì nel tuo sangue, ti dissi: “Vivi!”» (la maggior parte dei manoscritti ebraici) contro «Vivi!» (Settanta, siriaco e alcuni manoscritti ebraici)

Ez 16,6-7 «Vivi! Ti ho resa una moltitudine/miriade» contro «Vivi! E cresci» (Settanta, siriaco)

Ezechiele 16:15 un manoscritto ebraico e alcuni manoscritti della Settanta aggiungono «Una cosa del genere non dovrebbe accadere» oppure l’ebraico aggiunge «che sia suo»

Ez 16,43 «si sono agitati contro di me» (Masoretico) contro «mi hanno agitato [Dio]» (Settanta, siriaco, Targum, Vulgata)

Ez 16,57 «Aram/Siria» (Masoretico, Settanta, Targum, Vulgata) contro «Edom» (siriaco e alcuni manoscritti ebraici)

Ezechiele 17:7 «un’aquila grande» (Masoretico, Targum) contro «un’altra aquila grande» (Settanta, siriaco, Vulgata)

Ez 17,21 «Tutti i suoi fuggitivi» (Masoretico, Vulgata); «Tutti i suoi uomini d’élite» (molti manoscritti ebraici, siriaco) contro «Tutti i suoi uomini valorosi» (Targum) contro omesso (Settanta)

Ezechiele 18:2 La Settanta aggiunge «figlio dell’uomo» e dice «tra i figli d’Israele» invece di «riguardo alla terra d’Israele» e «uva acerba» invece di «uva acida»

Ezechiele 18:5 «un uomo giusto che fa ciò che è giusto e retto» (Masoretico) contro «che sarà giusto, che esercita il giudizio e la giustizia» (Settanta)

Ezechiele 18:7 «non commette rapina» (Masoretico) contro «non è colpevole di saccheggio» (Settanta)

Ezechiele 18:10 «figlio violento … cose a un fratello» (Masoretico) contro «figlio malizioso/pestilenziale … “che commette peccato”» (Settanta)

Ez 18,17 «trattiene la sua mano dal povero» (Masoretico, Targum, Vulgata) contro «trattiene la sua mano dal peccato/dall’iniquità» (Settanta)

Ezechiele 18:14 La Settanta aggiunge «e temere (phobos)» proprio prima di «non fare queste cose» (Masoretico) contro «non fare queste cose e temere (phobos)» (Settanta) contro «non fare queste cose e considerare»

Ez 18,24 «Vivrà?» (Masoretico) contro [assente] (Settanta)

Ez 18,17 «i poveri» contro «l’iniquità»

Ezechiele 18:25 «O casa d’Israele» (Masoretico) contro «tutta la casa d’Israele» (Settanta)

Ez 18,25 «giusto/equo/uguale» (Masoretico) contro «retto» (Settanta)

Ez 18:26 «per esso» (Masoretico) contro «in esso» (Settanta)

Ezechiele 18:29 «giusto» (Masoretico) contro «giusto» contro «giusto» (Settanta)

Ez 18,30 «rovina» (Masoretico) contro «punizione dell’iniquità» (Settanta)

Ezechiele 18:32 «Pentitevi e vivrete!» contro «assente» nella Settanta

Ezechiele 18:31 «un cuore nuovo e uno spirito nuovo» (ebraico, Settanta) contro «un cuore timoroso e uno spirito di timore» (Targum di Gionatán ben Uzziel)

Ez 19,7 «Egli [Dio] conosceva le loro fortezze» (ebraico) contro «Egli [Dio] abbatté le loro fortezze» (Targum, cfr. anche Settanta)

Ezechiele 19:7 «impararono a fare vedove» (Masoretico, Vulgata) contro «distrussero le fortezze» (Targum), contro «si comportarono con insolenza» (Settanta)

Ezechiele 19:10 «nel tuo sangue» (Masoretico, siriaco, Vulgata) contro «vigneto» (due manoscritti ebraici e la Settanta) contro «come un fiore su un albero di melograno» (alcune versioni della Settanta) contro «a tua immagine» (Targum)

Ez 21,4 «giusti e malvagi» contro «ingiusti e malvagi»

Ez 21:15 «avvolto per il macello» (Masoretico) contro «lucidato per il macello» (Targum)

Ezechiele 22:16 «sei stata contaminata» (testo masoretico) contro «sono stata contaminata» (molti manoscritti)

Ezechiele 22:24 «è stata purificata» (Masoretico, siriaco, Vulgata) contro «ha ricevuto pioggia/è stata inondata» (Settanta)

Ezechiele 22:25 «cospirazione dei suoi profeti» (Masoretico, Vulgata) contro «cospirazione dei suoi principi» (Settanta) contro «cospirazione dei suoi scribi» (Targum)

Ez 22:25 «indignazione» contro «principi»

Ez 23,21 «perché» (Masoretico) contro «accarezzare» (siriaco e Vulgata) (1 differenza di consonante e 1 di vocale nell’ebraico)

Ez 23,24 Il termine ebraico tradotto con «armi» è incerto. La Settanta riporta «dal nord»

Ezechiele 24:11 «metti la pentola vuota» (Masoretico) contro «metti la pentola» (Septuaginta)

Ezechiele 24:14 «Giudicheranno» (Masoretico) contro «Io giudicherò» (Settanta, siriaco, Targum, Vulgata)

Ez 26,1 «undicesimo anno» (Masoretico) contro «dodicesimo anno» (Settanta). Il contesto è futuro, quindi in questo caso il Masoretico è corretto.

Ezechiele 26:7: ortografia di Nebuchadrezzar (traslitterazione originale in alcune versioni masoretiche) contro Nebuchadnezzar (forma aramaica occidentalizzata in altre versioni masoretiche)

Ezechiele 26:12 «loro» contro «lui» per due volte.

Ezechiele 26:13 «Io [Dio]» contro «egli»

Ezechiele 26:20 «darò bellezza/gloria» contro «avrai un posto / prenderai il tuo posto»

Ezechiele 27:15 «Dedan» nell’ebraico contro «Rodi» nella Settanta greca.

Ezechiele 27:16 «Aram [Siria]» (la maggior parte dei testi ebraici) contro «Edom» (alcuni testi ebraici e siriaci)

Ezechiele 27:19 «andando avanti e indietro» (Masoretico) contro «da Uzal» [Non conosciamo un luogo chiamato Uzal] (Settanta, siriaco)

Ezechiele 28:13 Il termine ebraico per “montature” ha un significato incerto.

Ez 28:13 Il testo masoretico e la Settanta riportano nomi diversi per le pietre.

Ez 28,16 «hanno riempito» (alcuni testi masoretici) contro «hai riempito» (Settanta, siriaco)

Ez 29:7a «spalle» (Masoretico, Vulgata) contro «mano» (Settanta, siriaco)

Ez 29,7b «stare in piedi» contro «instabile/strappato» (siriaco, cfr. anche Settanta e Vulgata)

Ez 29,7 «con la tua mano» (masoretico) contro «con le tue mani» (Settanta, siriaco)

Ez 30:5 «compagnia mista / Arabia» (le consonanti sono le stesse) nel testo masoretico vs. «Arabia» (siriaco) vs. «Libici?» (Settanta)

Ez 30,18 «si è trattenuto» (Masoretico) contro «si è oscurato» (molti manoscritti ebraici, BG, Settanta, siriaco, Targum, Vulgata)

Ezechiele 31:10 «tu svettavi» contro «esso svettava» (siriaco)

Ezechiele 32:1 «dodicesimo anno» (Masoretico) contro «undicesimo anno» (13 manoscritti ebraici e la Settanta)

Ez 32,9 «portare la tua distruzione» contro «portarti in cattività / condurti in cattività»

Ez 32,17 (assente) vs. «nel primo mese»

Ezechiele 33:25-26 Nel testo masoretico e nella Settanta alessandrina, ma non in altre Settante

Ez 34,16 «Io distruggerò» (Masoretico) contro «Io custodirò / veglierò su» (Septuaginta, siriaco, Vulgata)

Ez 37:23 «luoghi di dimora/insediamenti in cui hanno peccato» (Masoretico) contro «trasgressioni in cui sono caduti» (Septuaginta, Simmaco). (una sola lettera di differenza: «w» invece di «s»). La loro ricaduta si adatta meglio al contesto in questo punto.

Ez 38,2 «il principe di Rosh» (Masoretico) contro «il principe principale di Meshech» (Targum, Vulgata, Aquila). Lo stesso vale per Ez 38,2 ed Ez 39,1

Ezechiele 38:12 «la tua mano» (testo masoretico e una copia della Settanta) contro «la mia mano» (il resto della Settanta)

Ezechiele 38:13 «tutti i suoi leoncini» (Masoretico) contro «tutti i loro villaggi» (Settanta, Teodozio, siriaco)

Ezechiele 40:2 «a sud» (testo masoretico) contro «di fronte» (Septuaginta) (una sola lettera di differenza nell’ebraico)

Ezechiele 40:6 «profondo/largo e una soglia profonda/larga una canna» contro «profondo/largo»

Ez 40,8 «dalla casa / una canna» (la maggior parte dei testi ebraici) contro assente (20 manoscritti ebraici, siriaco, Vulgata) (3 parole)

Ez 40,8-9 «misurato» contro «fatto/era»

Ez 40,14a «misurato» contro «fatto/era»

Ez 40,14b «muro sporgente» (ebraico) contro «portico» (Settanta)

Ezechiele 40:14c Il significato della parola ebraica tradotta come «cortile» è incerto. La Settanta la traduce come «camere».

Ezechiele 40:30 l’intero versetto vs. (assente) (alcuni manoscritti ebraici e la Settanta)

Ezechiele 40:37 «stipiti [della porta]» (ebraico) contro «portico» (Settanta)

Ez 40,38-40 «portico della porta» vs. «portici delle porte»

Ez 40,44 «stanza per i cantori» (Masoretico) contro «due stanze» (Settanta)

Ez 40,44 «l’oriente» (Masoretico) contro «il sud» (Settanta)

Ezechiele 40:48 (assente) (testo masoretico) vs. «quattordici cubiti, e le pareti sporgenti della porta» (Settanta) (informazione duplicata)

Ezechiele 41:22 «due cubiti di lunghezza» (ebraico) contro «due cubiti quadrati» (Settanta)

Ezechiele 42:4 «uno» (Masoretico) contro «cento» (Settanta, siriaco). Se fosse «uno», allora il gradino sarebbe largo dieci cubiti e lungo un cubito! Quindi in questo caso ci affidiamo alla Settanta e al siriaco.

Ezechiele 42:10 «lato est» (ebraico) contro «lato sud» (Settanta)

Ezechiele 42:16 «uno» (molti testi masoretici) contro «cento» (molti manoscritti ebraici, lettura Qere)

Ezechiele 42:17, 18, 19 «cinquecento aste» (ebraico) contro «cinquecento cubiti» (Settanta)

Ezechiele 43:3 «quando sono venuto» (la maggior parte dei manoscritti ebraici) contro «quando è venuto [Dio]» (alcuni manoscritti ebraici, Teodozio, Vulgata); in base al contesto possiamo essere certi che si tratti della seconda variante «è venuto [Dio]»

Ezechiele 43:7 «nei loro luoghi elevati» contro «nella loro morte» (alcuni manoscritti ebraici, Teodozio, il Targum) (differenza di una sola lettera in ebraico)

Ezechiele 43:11 «le norme e tutto il suo disegno» (la maggior parte dei manoscritti ebraici) contro «tutto il suo disegno e tutte le sue norme» (alcuni manoscritti ebraici e la Settanta)

Ezechiele 43:26 «riempire le sue mani» (masoretico) contro «loro stessi» (Settanta, siriaco)

Ezechiele 45:1 «diecimila» (testo masoretico) contro «ventimila» (Settanta, siriaco, Vulgata). Il testo masoretico è probabilmente errato in questo punto.

Ezechiele 45:5 «venti camere» (Masoretico, Targum, Vulgata) contro «città in cui abitare» (Settanta)

Ez 47,15 «Israele. Misurerai fino al mare orientale» (Masoretico) contro «Israele, fino al mare orientale e fino a Tamar» (Settanta e siriaco)

Ezechiele 47:18 «per misurare» (Masoretico) contro «verso Tamar» (Settanta, siriaco)

Bibliografia relativa a questa domanda: la traduzione ebraica è tratta dalla «Literal Translation» di Jay P. Green, mentre la versione della Settanta proviene dalla traduzione di Sir Lancelot C.L. Brenton di «The Septuagint: Greek and English». Sono stati utilizzati anche il volume 6 dell’«Expositor’s Bible Commentary» e le note a piè di pagina delle Bibbie NASB, NIV, NKJV e NRSV.

Salvo diversa indicazione, le citazioni delle Scritture sono tratte dalla Berean Standard Bible (BSB), che è di dominio pubblico. https://berean.bible/


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