< Domanda biblica su Ester
D: Nel libro di Ester, quali potrebbero essere alcune delle ragioni per cui è stato scritto questo libro?
R: Il libro di Ester non lo dice esplicitamente, ma possiamo individuare una serie di validi motivi.
Da un punto di vista storico, il libro spiega l’origine della festa ebraica di Purim e il motivo per cui gli ebrei dovrebbero lodare Dio in modo particolare per la Sua liberazione in quel momento.
L’effetto immediato del libro sarebbe stato quello di incoraggiare gli ebrei che erano tornati in Palestina. C’era una forte opposizione alla ricostruzione del Tempio, e questo libro avrebbe dimostrato la protezione di Dio sugli ebrei.
Anche il fatto che il caso sia sotto la sovranità di Dio è una lezione importante. Dio ha uno scopo per ogni cosa, come dimostra Ester 2:1-18. Vashti/Ester, l’intrigo e il riconoscimento tardivo di Mardocheo, il complotto di Haman e la punizione ritardata, il coraggio di Ester e l’errore madornale di Haman, nonché la liberazione degli ebrei, mostrano tutti aspetti leggermente diversi di come Dio utilizzi ciò che sembra solo un caso fortuito.
Qui vengono messi in luce alcuni aspetti del carattere di Dio. Dio può far sì che gli eventi storici si verifichino attraverso persone pie, ma non è questo il punto centrale del libro di Ester. Dio ha usato due persone che non erano particolarmente pie, e coincidenze apparentemente casuali, per frenare e controllare la storia, e impedire che si verificasse una catastrofe. Come dice Proverbi 16:33, «la sorte viene gettata nel grembo, ma la sua decisione viene dal Signore».
Possiamo imparare non solo ad essere grati a Dio per ciò che vediamo che Egli fa, ma anche ad essere grati per ciò che Egli impedisce che accada.
La Provvidenza è un termine che racchiude sia l’aspetto positivo di Dio che agisce per far sì che le cose accadano, sia l’aspetto negativo di Dio che impedisce che le cose accadano. Alcuni considerano anche Ester un «tipo» della Chiesa.
D: Qual è la struttura generale del libro di Ester?
R: Ci sono almeno quattro modi per delineare la struttura del libro di Ester:
Quattro banchetti: La prima struttura si articola attorno a quattro banchetti: 1) l’allontanamento di Vashti, 2) in onore di Ester, 3) Ester si prepara, 4) Purim. Per alleggerire un po’ il tono, all’inizio Vashti non voleva fare da antipasto, Haman si infuriò a morte, gli ebrei erano nei guai e, alla fine, Haman ebbe ciò che si meritava.
Chiastico: (Banchetto, Vashti, Ester, Banchetto), (complotto, Mardocheo, Haman, Ester, Ester, Haman, Mardocheo, ebrei) l’Antico Testamento è pieno di chiasmi.
Per capitoli: 1-2, 3-4, 5-7, 8-10
Argomento:
1:1-2:20 Due regine e due banchetti
2:21-4:3 Due uomini e due complotti
4:4-9:19 Le due strategie di Haman e di Dio
9:20-32; 10 Due battaglie
D: Nel libro di Ester, come facciamo a sapere che il libro di Ester dovrebbe far parte della Bibbia?
R: Ai tempi di Gesù, gruppi di ebrei in tutto il mondo credevano che il libro di Ester facesse parte della Parola di Dio, e Gesù riconobbe la validità della Bibbia degli ebrei. Sebbene gli ebrei etiopi, probabilmente originari dell’epoca di Salomone, non celebrassero la festa di Purim, conoscevano il libro di Ester e celebravano invece la «Festa di Ester».
C'erano tuttavia alcune eccezioni. Una di queste erano i sadducei, che accettavano come Scrittura solo i primi cinque libri, considerando il resto dell’Antico Testamento di minore importanza. Gesù li rimproverò per non conoscere né la Scrittura né la potenza di Dio in Matteo 22:29.
I Rotoli del Mar Morto contengono non solo numerose copie delle Scritture dell’Antico Testamento, ma anche alcuni libri apocrifi e molti altri scritti. Tuttavia, non vi sono copie del libro di Ester.
Non vi è alcuna prova che il libro di Ester sia stato riconosciuto come autentico durante il Concilio ebraico di Jamnia (circa 90 d.C.), sebbene vi sia stato oggetto di dibattito.
Nella Chiesa primitiva, la Prima Lettera di Clemente (scritta nel 96-98 d.C.), al capitolo 55, menziona Ester. Tuttavia, proprio prima di ciò, la Prima Lettera di Clemente fa riferimento anche a Oloferne nel libro apocrifo di Giuditta. Anche gli Stromati (193-202 d.C.) di Clemente di Alessandria (4:19 ) e Le Costituzioni dei Santi Apostoli (circa 380 d.C.) menzionano Ester. Secondo il liberale *Anchor Bible Dictionary*, volume 2, pag. 635, Origene (185?–254 d.C.), Epifanio (315–403 d.C.), Cirillo di Gerusalemme (m. 386 d.C.), Ilario (355-367/368 d.C.), Rufino (345-410 d.C.), Agostino (354-430 d.C.), il Concilio di Ippona (393 d.C.) e il Concilio di Cartagine (397 d.C.) accettarono il libro di Ester come parte della Bibbia. Il Concilio di Cartagine accettò anche molti libri apocrifi. L’Anchor Bible Dictionary sottolinea inoltre che i seguenti personaggi negarono che il libro di Ester fosse parte della Scrittura: Melito di Sardi (circa 167 d.C.), Atanasio, famoso per il Credo niceno (295-373 d.C.), Gregorio di Nazianzo (329-390 d.C.) e Teodoro di Mopsuestia (350?-428 d.C.).
Lutero accettò il libro di Ester come parte della Scrittura, sebbene affermasse di non gradirlo.
D: Nel libro di Ester, perché alcuni cercano di sostenere che il libro sia spiritualmente «carente»?
R: Ecco alcune ragioni addotte da chi sostiene questa tesi.
1. Non vi è alcun riferimento a Dio, sebbene il re persiano sia menzionato 190 volte. Tuttavia, il nome di Dio (nella forma di «Yah») si trova nel Cantico dei Cantici solo una volta (8,6). Non esiste alcuna regola che imponga a un libro della Scrittura di menzionare Dio, quindi, sebbene ciò sia singolare, non costituisce un’obiezione. Si veda la domanda successiva per capire in che modo il nome di Dio è presente nel libro di Ester.
2. Non si fa menzione della preghiera. Tuttavia, si parla di digiuno, che di solito include la preghiera. Inoltre, nemmeno il Cantico dei Cantici, l’Ecclesiaste, Obadiah, Nahum e Ruth menzionano esplicitamente la preghiera, quindi questa obiezione non è valida.
3. Nessun accenno a elementi religiosi, quali sacrifici, dieta o la legge.
4. Eccessivo nazionalismo ebraico. Tuttavia, chiunque obiettasse contro il libro di Ester per questi motivi avrebbe ancora più da obiettare contro il Deuteronomio, Giosuè e i Giudici.
5. Vendetta da parte di Ester e degli ebrei. Tuttavia, la vendetta era praticata nell’Antico Testamento, e ciò è coerente con il Deuteronomio, Giosuè e i Giudici.
6. Non è citato nel Nuovo Testamento. Tuttavia, nemmeno l’Ecclesiaste e il Cantico dei Cantici sono citati, e Giobbe è citato solo in un punto. Non vi è alcun obbligo che un libro dell’Antico Testamento sia citato nel Nuovo Testamento.
Le aggiunte apocrife al libro di Ester presenti nella Settanta greca hanno “risolto” questi presunti problemi, ma tali aggiunte non sono certamente autentiche. Esistono almeno sei contraddizioni tra le aggiunte e il libro originale di Ester.
Molti ritengono che la mancanza di riferimenti a Dio e alla preghiera sia talmente evidente da non poter essere casuale. Esistono diverse interpretazioni sul perché ciò avvenga.
Poiché gli ebrei in Persia in quel periodo non erano nella volontà di Dio, il nome del Dio dell’Alleanza non era associato a loro; in alternativa, l’assenza del nome di Dio avrebbe protetto il libro dal plagio pagano e dalla sostituzione del nome con quello di un dio pagano.
D: Nel libro di Ester, il nome di Dio è presente?
R: Sì, c’è, ma in forma nascosta. In quattro punti cruciali della narrazione (1:20 , 5:4;5:13 ; 7:7) YHWH è presente in forma di acrostico, due volte in avanti e due volte al contrario.
Per un altro esempio di parola acrostica, il famoso acrostico «Icthyus» si trova in uno scritto paleocristiano, gli Oracoli Sibillini 8:217-50.
Ecco un altro esempio. Le Istruzioni di Commodiano, cap. 80, p. 218, recitano: «Non posso comprendere tutte le cose in un piccolo trattato; la curiosità degli uomini dotti troverà il mio nome in questo». La nota a piè di pagina spiega che, leggendo le iniziali delle parole al contrario, si ottiene il nome Commodiano Mendico di Cristo.
Esther 4:14: si tratta di un riferimento velato a Dio. In altre parole, sarebbe del tutto naturale inserire qui la parola «Dio», eppure l’autore apparentemente si è astenuto dal farlo.
D: In Ester, quali prove extra-bibliche esistono riguardo agli eventi e ai personaggi di questo libro?
R: Molte cose lo confermano, anche se la storia documentata extra-biblica tace su altre.
Serse è il nome greco (e moderno) dato ai re che i Persiani conoscevano come «Khshayarsha». In ebraico era Ahashwerosh, una grafia simile tranne che per la «A» iniziale, che nelle nostre Bibbie è «Ahasuerus».
La regina Vashti può essere probabilmente identificata con la stessa regina che Erodoto conosceva come Amestris, se si ipotizzano alcune modifiche fonetiche.
Mordecai era un nome che compariva in lettere aramaiche, sebbene non si tratti dello stesso Mordecai. Probabilmente vi furono almeno quattro funzionari di nome Mordecai durante questo periodo. Un certo “Marduka” è menzionato in una tavoletta proveniente da Borsippa, nell’odierno Iraq. Si trattava di un contabile che compì un giro di ispezione a Susa durante gli ultimi anni di Dario o i primi anni di Serse. Sono state rinvenute più di 30 tavolette, databili tra il 505 e il 499 a.C., recanti il nome «Marduka» o «Marduku», che potrebbe riferirsi a un massimo di quattro individui. (Alcune di queste sono PF 81, 412, 489, 790, 863, 941, 942, 991, 1183, 1236, 1581, 1858, PT1, 84). Nel secondo libro dei Maccabei15:36 , il Purim è chiamato «Il Giorno di Mardocheo».
Altri nomi si trovano in varie iscrizioni, come Pharshandatha (Psrndt), figlio di Haman. I seguenti nomi hanno corrispondenze nei testi elamiti di Persepoli: gli eunuchi Mehuman, Bigtha, Carcas, Hathach; i consiglieri Meres, Marsena e Memukan; il padre di Haman, Hammedatha; e Aridai e Aridatah/Aridatath, i figli di Haman.
La «ai» in Vaizatha, figlio di Haman in Ester 9:9, sarebbe stata pronunciata come «ai» prima del regno di Serse e come «e» durante il regno di Artaserse, suo figlio, e ciò permette di datare Ester in modo piuttosto preciso.
La cittadella di Susa fu rasa al suolo durante il regno del figlio di Serse, secondo quanto riportato in un’iscrizione. Uno scrittore successivo probabilmente non avrebbe avuto conoscenza di questa cittadella.
D: In Ester, dove vivevano gli ebrei in quel periodo?
R: Circa 50.000 ebrei tornarono in Giuda nel 538 a.C. sotto Ciro I. Molti altri rimasero all’interno dell’Impero persiano, come Ester e Mardocheo. Altri ebrei erano fuggiti in Egitto prima dell’esilio. I persiani inviarono altri ebrei, mercenari fedeli alla Persia, sull’isola di Elefantina, al confine meridionale dell’Egitto, per difendersi da un’invasione degli etiopi. Altri ebrei si spinsero più a ovest. C’erano ebrei in Asia Minore, in Grecia, in Italia e nel sud della Francia. In India esiste una tribù, che oggi conta circa 15.000 persone, chiamata Bene Israel. Essi sostengono di discendere da Giacobbe. Altri sostengono invece che non sia così, ma che si tratti di primi convertiti al giudaismo. In Etiopia ci sono persone di colore di fede ebraica da oltre 2.000 anni, ma si tratta di convertiti al giudaismo.
D: Nel libro di Ester, cosa sappiamo della città di Susa e del paese di Elam oltre a quanto riportato nella Bibbia?
R: Susa è una città ben studiata grazie agli scavi, i cui lavori moderni sono iniziati nel 1851.
Dal punto di vista geografico, Susa si trova in una pianura fertile irrigata da due fiumi. Si trova a 150 miglia a nord del Golfo Persico. Il clima è piacevole per gran parte dell’anno, ma nei mesi di luglio e agosto la temperatura può raggiungere i 140 gradi Fahrenheit. Le lucertole e i serpenti che attraversano il deserto in pieno giorno muoiono bruciati dal sole. L’Elam è piuttosto esteso, con una superficie di 42.000 miglia quadrate, all’incirca delle dimensioni della Danimarca. Vi vivevano numerose tribù, tra cui gli Elamiti, i Semiti, i Messabati, i Cissi (Kassi), i Mardiani e, in seguito, i Persiani.
Gli archeologi ci dicono che Susa era abitata già intorno al 3500 a.C., il che la rende antica quanto la civiltà sumera.
Susa era la capitale militare dell’Elam.
2700 a.C. Enmebargesi di Kish sconfigge l’Elam.
2400 a.C. Eannatum di Lagash attacca l’Elam.
2350 a.C. Sargon di Agade conquista l’Elam.
2280 a.C. L’Elam invade la Babilonia e viene stipulato un trattato tra l’Elam e Naram-Sin di Agade. (il più antico trattato statale conosciuto)
2067 a.C. La città-stato di Ur sconfigge Elam.
2004 a.C. Gli Elamiti distruggono Ur, entro 50 anni da quando Abramo l’aveva abbandonata.
1764 a.C. Hammurabi di Babilonia sconfigge l’Elam.
1330 a.C. circa. I Cassiti conquistano l’Elam.
1160 a.C. Gli Elamiti sconfiggono i Cassiti a Babilonia, impadronendosi del Codice di Hammurabi.
1120 a.C. Nabucodonosor I saccheggia Susa.
720 a.C. A Yamutbal, Elamiti e Babilonesi si alleano per combattere gli Assiri. Entrambe le parti rivendicano la vittoria.
704 a.C. A Kis, gli Assiri sconfiggono i Babilonesi e gli Elamiti.
695/694 a.C. Una flotta assira attacca l’Elam.
695/694-689 a.C. Gli elamiti e i babilonesi si alleano per combattere gli assiri. Vengono distrutte 34 città elamite.
645/640 a.C. Gli Assiri conquistano per la prima volta l’Elam, quando Assurbanipal d’Assiria saccheggia Susa. Susa rimane quasi completamente deserta.
I Persiani si insediarono gradualmente in questa zona e si mescolarono con gli elamiti originari. Susa divenne una delle capitali dell’Impero persiano. C’era più di una capitale, poiché gli imperatori non volevano rimanere a Susa durante l’estate.
331 a.C. Alessandro conquistò Susa e ne saccheggiò il tesoro. Trovò 9.000 talenti (270 tonnellate) d’oro e 40.000 talenti (1.200 tonnellate) d’argento semplicemente ammucchiati.
Dal punto di vista etnico, gli Elamiti in origine non erano semiti. Tuttavia, a partire dall’epoca di Sargon, i semiti si insediarono in Elam, che divenne così «semitizzato». Molti Elamiti lasciarono la loro patria, venendo esiliati a Samaria, in Palestina. Dopo che i Persiani assunsero il dominio su Susa, i Susiani si ribellarono, ma in seguito furono assimilati dai Persiani.
D: In Ester, quali due fiumi si trovavano vicino a Susa?
R: Le fonti di riferimento non sono concordi. Susa era costruita sulla riva orientale di un fiume e leggermente a ovest di un altro. Un canale li collegava. La situazione è complicata dal fatto che il nome del canale finì per indicare anche il fiume orientale.
D: In Ester 1, cosa sappiamo di Vashti al di fuori della Bibbia, e perché Assuero avrebbe voluto liberarsi di lei?
R: Vashti è probabilmente la stessa persona di Amestris, menzionata dallo storico greco Erodoto. Vashti era influente e vendicativa. Quando Serse donò alla figlia della moglie di suo fratello una veste confezionata da Amestris, quest’ultima si adirò. Durante un banchetto, quando Serse acconsentì a esaudire qualsiasi sua richiesta, Amestris fece uccidere quella donna e in seguito mutilare sua madre.
D: In Ester 1:3-8, ci sono prove extra-bibliche di questo banchetto?
R: Sì. Serse, in generale, era un sovrano dedito alle feste e al bere. Ester 1:3 afferma specificatamente che ciò avvenne nel terzo anno del suo regno. Era lo stesso periodo in cui Serse riunì i suoi comandanti per una «riunione strategica in vista dell’invasione della Grecia». Serse lasciò Susa nell’aprile del 481 a.C. Ester 3:1 indica che era trascorso un periodo di tempo considerevole, mentre Ester 3:7 si colloca nel dodicesimo anno di Assuero. Serse rimase sul campo di battaglia fino al suo settimo anno di regno, dopo la sconfitta a Salamina e a Platea.
Lo storico greco Erodoto, senza troppa benevolenza, sostiene che i Persiani fossero noti per prendere decisioni mentre erano ubriachi (Erodoto 1.135). Vari ospiti potevano andare e venire poiché avevano altri impegni, ma immaginate un re presente alla festa per 180 giorni! Erodoto riferisce che Serse impiegò quattro anni per pianificare l’invasione della Grecia.
Per quanto riguarda una festa molto più antica, tenutasi in Assiria nel IX secolo a.C., vi furono 69.574 ospiti (Fuerst, p. 45). Lo storico Ctesia riferì che i Persiani ospitarono 15.000 persone in una sola occasione durante un banchetto successivo.
D: In Est 1:8, cosa significa qui l’espressione «secondo la legge»?
R: Significa la legge dei Medi e dei Persiani. Non ci si poteva aspettare che il re persiano conoscesse e obbedisse alla legge ebraica, che non ne faceva menzione.
D: In Ester 1:11-12, perché il re voleva che Vashti si presentasse?
R: Secondo l’usanza persiana, uomini e donne potevano partecipare alla stessa festa, ma in questo caso le donne avevano una festa separata da quella degli uomini. A quanto pare Serse voleva mostrare agli altri uomini il suo «trofeo». Serse I, a quanto pare, non nutriva molto rispetto per Vashti. Aveva messo in mostra tutti gli altri beni che possedeva, perché non mostrare anche lei? Tuttavia, le usanze persiane prevedevano che le donne fossero velate in pubblico, e Vashti non voleva obbedire al re ubriaco ed esibire la propria bellezza davanti a uomini ubriachi.
D: In Est 1,11-22, qual è la differenza tra la visione del re riguardo all’autorità del marito sulla moglie e l’insegnamento della Bibbia?
R: Prima la visione del re, poi l’insegnamento della Bibbia.
Il re riteneva che sua moglie dovesse essergli sottomessa e obbedirgli in ogni cosa, nel bene come nel male.
Anche la Bibbia, in Efesini 5:24, afferma che le mogli devono essere sottomesse ai propri mariti. Le mogli devono obbedire ai propri mariti «nel Signore». In altre parole, la parola di Dio è superiore a quella dei mariti. Pertanto, se un marito chiede o ordina alla moglie di fare qualcosa di contrario a ciò che Dio comanda, la moglie devota deve disobbedire al marito su questo punto. Se ti trovi in questa situazione come moglie, è bene spiegare al marito esattamente il motivo, precisando che non gli disobbedirai in tutto, ma solo in questo e in altre cose che sono contrarie a Dio. Se il marito continua a essere irragionevole, la moglie dovrebbe rivolgersi ad altri membri della chiesa per ricevere sostegno.
D: In Est 1:20, qual era la popolazione dell’Impero persiano?
R: Sebbene una fonte indichi 100 milioni di persone, una stima più attendibile è di 50-80 milioni di persone. C’erano circa 2-3 milioni di ebrei.
D: In Ester 2:2-3, quale dovrebbe essere l’atteggiamento di un cristiano nei confronti dei concorsi di bellezza?
R: La bellezza fisica di per sé non è un male, come dimostrano Giobbe 42:15 e Genesi 12:11. Tuttavia, Giobbe 31:1 e Matteo5:28 mostrano che la concupiscenza degli occhi è peccato. Una donna che sfila davanti agli uomini in modo tale da suscitare in loro la concupiscenza commette il peccato di far inciampare gli altri.
Tuttavia, Ester non partecipava a un concorso di bellezza pubblico. Piuttosto, il re stava utilizzando un processo di selezione per ampliare il proprio harem e scegliere una nuova regina.
D: In Ester 2:3;2:14 ; 2:21; 7:9, che cos’era un ciambellano?
R: Un ciambellano era un funzionario incaricato della gestione delle stanze. Il testo ebraico dice in realtà “eunuchi”. Gli eunuchi erano gli unici uomini a cui era affidata la cura degli alloggi delle donne. (La Settanta riporta “ciambellano”.)
D: In Ester 2:6, era Mardocheo colui che era stato portato in esilio da Gerusalemme 70 anni prima, come sostiene la scettica *Guida alla Bibbia di Asimov* a pag. 467?
R: No. Sebbene il testo sia ambiguo, è più corretto ritenere che fosse Kish, il bisnonno di Mardocheo, ad essere stato esiliato a Babilonia 70 anni prima. Il pronome relativo ‘aser non dovrebbe essere associato a Mardocheo (il primo nome dell’elenco), ma a Kish (l’ultimo nome dell’elenco).
D: In Est 2,7, cosa significano i nomi citati nel libro?
R: Ci sono diversi aspetti interessanti da notare qui.
Esther: Esistono tre teorie sull’origine di questo nome.
1. Esther deriva dalla parola accadica istar o Ishtar, la feroce dea babilonese dell’amore.
2. Esther deriva dalla parola persiana stara, che significa “stella”.
3. Esther deriva dalla parola meda “astra”, che significa “mirto”.
Hadassah è il nome ebraico che probabilmente significa “mirto”. Pertanto, potrebbe sembrare che l’origine meda di Esther sia la più probabile. Tuttavia, sebbene Hadassah derivi solitamente dalla parola che significa “mirto”, sono state suggerite anche altre origini.
Mordecai era un nome babilonese derivato dal dio babilonese della guerra Marduk. È simile al nome del Nuovo Testamento “Marco”, che significa “di Marte”, e Marte era il dio romano della guerra. Oltre 30 tavolette a Susa e 1 tavoletta a Borsippa menzionano fino a quattro funzionari persiani chiamati “Marduku” o “Marduka”.
Gli Elamiti avevano un dio principale chiamato Humman (o anche In-Susinak), la cui moglie era Kirisha. Una dea elamita si chiamava “Mashti”.
D: In Est 2,7-8, Ester ha fatto bene a partecipare a tutto questo?
R: Il re Serse potrebbe essersi pentito della sua decisione irrevocabile di allontanare Vashti, ma aveva emanato un decreto inderogabile.
La Scrittura non dice se lei avesse alcuna scelta, né afferma che dovesse compiere azioni immorali. Inoltre, la Scrittura non descrive Ester e Mardocheo come esempi particolari di pietà. Ad esempio, Ester apparentemente non aveva alcun scrupolo riguardo al cibo persiano, a differenza di Daniele.
D: In Ester 2:7-11, quale responsabilità abbiamo nei confronti dei membri della nostra famiglia che non sono i nostri figli?
R: 1 Timoteo 5:8, nel contesto delle vedove, mostra che è un peccato molto grave non provvedere alla propria famiglia quando si è in grado di farlo. Inoltre, dovremmo aiutare i poveri, anche quando non sono nostri parenti.
D: In Ester 2:9-12, perché le donne venivano [presumibilmente] purificate nella Bibbia? (Un musulmano dice di non riuscire a capire perché fossero considerate impure.)
R: Ciò si riferisce alle usanze di una nazione pagana, non al popolo di Dio, ma questo musulmano non è nemmeno imparziale nei confronti dei persiani. In Ester 2:9-12 le ragazze ricevevano trattamenti di bellezza. Né la Bibbia né il re persiano affermavano che le donne fossero impure. Penso che in questo caso il musulmano voglia vedere un problema che in realtà non esiste.
Forse il musulmano vorrebbe spiegare perché nell’Islam alle donne musulmane non è permesso pregare durante il ciclo mestruale. Sahih Muslim vol. 1, libro 3, n. 652, pagg. 188-189; vol. 2, libro 4, nn. 1932-1934 e nota 1163, pagg. 418-419; Bukhari, vol. 1, libro 6, n. 322, pag. 194; vol. 1, libro 6, n. 327, pag. 196; vol. 3, libro 31, cap. 41, pag. 98; vol. 3, libro 31, n. 172, pag. 98; Sunan Nasa’i, vol. 1, nn. 355-361, pagg. 281-284; vol. 1, nn. 364-368, pag. 285-286; Abu Dawud, vol. 3, n. 4662, pag. 1312. Secondo la nota a piè di pagina di un traduttore musulmano, a una donna che ha le mestruazioni non è nemmeno permesso recitare il Corano. Abu Dawud, vol. 1, nota 111, pag. 56
D: In Est 2,10.20, Ester doveva obbedire a Mardocheo?
R: I figli dovrebbero obbedire ai propri genitori. Da un lato, Mardocheo fungeva da padre adottivo per lei. Dall’altro, non era più una bambina, essendo la moglie del re. Indipendentemente dal fatto che dovesse obbedire a Mardocheo, fu saggia a farlo.
D: In Ester 2:10, Mardocheo aveva ragione a ordinare a Ester di non rivelare la propria identità?
R: La Bibbia non fornisce tutti i dettagli del contesto, e in questo caso non approva né disapprova l’ordine di Mardocheo. In generale, però, in tempi di persecuzione etnica e religiosa, a volte è meglio non rivelare troppo, e questo è giusto.
D: In Ester 2:17, come poteva Ester essere regina, dato che le regine persiane potevano provenire solo da una delle sette famiglie nobili persiane, come sosteneva Erodoto?
R: Nel libro «La Persia e la Bibbia», a pag. 233, si afferma che in questo caso Erodoto ha torto. La regina Amestris (Vasti) era figlia del generale persiano Otane, che non apparteneva a nessuna di queste famiglie. Anche il re Dario si sposò al di fuori di queste famiglie.
D: In Ester 2:17, come mai il re amava Ester più di tutte le altre donne, visto che in seguito, in Ester 4:11, non la vide per 30 giorni?
R: I sentimenti d’amore possono essere capricciosi, e gli eventi narrati in Ester4:11 e si verificarono quattro o cinque anni dopo che il re l’aveva scelta. Questo passo biblico si limita a osservare che, in quel preciso istante, il re dimostrò di amare Ester più di tutte le altre donne facendola sua regina.
D: In Ester 2:19, perché Mardocheo era sempre seduto alla porta?
R: La Scrittura non lo dice, ma potrebbe essere che Mardocheo fosse un funzionario di basso livello e che quello fosse il luogo in cui si trovava il suo posto di servizio.
D: In Ester 2:21-23, quando i cristiani dovrebbero denunciare complotti e crimini alle autorità secolari?
R: In generale, i cristiani dovrebbero sempre denunciare alle autorità le attività criminali malvagie. Le uniche eccezioni sono i casi in cui la legge è sbagliata. Non dovremmo aiutare le autorità nella persecuzione religiosa (di chiunque) o nell’applicazione di leggi ingiuste che contraddicono ciò che Dio afferma nelle Scritture.
Bigthana e Teresh in Ester 2:21 non erano alti funzionari, ma erano eunuchi (cioè con accesso privilegiato a tutto il palazzo) e portieri, quindi sarebbero stati in grado di assassinarlo. Nel 465 a.C., Serse fu assassinato dal suo visir/chiliarca Artabano nella sua camera da letto.
D: In Ester 2:23, cosa si intendeva per «forca»?
R: In ebraico «forca» significa «albero». Probabilmente non era simile alla forca del boia europeo, ma un palo da impalamento, utilizzato dagli Assiri e dai Persiani; Dario, padre di Serse, una volta impalò 3.000 uomini. I re persiani erano al tempo stesso generosi e crudeli.
Si noti che Haman costruì prima la forca e solo in seguito ne informò il re. Haman era piuttosto sicuro di sé in questa occasione.
D: In Ester 3:1, che cos’era un «Agagita»?
R: Si dice che Haman fosse un Agagita. Non siamo certi se Agag fosse lo stesso re amalecita (o titolo ereditario) menzionato in 1 Samuele 15:8. Quindi Haman non era persiano, ed è probabile che fosse un amalecita. Gli Amaleciti erano nemici degli ebrei, secondo 1 Samuele 15; Deuteronomio 25:17-19; Numeri 31:1-12; ed Esodo 17:8-16. Inoltre, l’espressione «dopo questi fatti» potrebbe indicare un intervallo di circa cinque anni dopo Ester 2.
Un’altra interpretazione: d’altra parte, è stata rinvenuta un’iscrizione assira risalente al regno di Sargon che mostra come «Agag» fosse anche il nome di un distretto in Persia. «Agazi» era una tribù mesopotamica menzionata nei documenti di Sargon (sebbene un cambiamento consonantico della seconda «g» in «z» sarebbe insolito).
D: In Ester 3:1, come poteva un non persiano salire al potere nell’Impero persiano?
R: Probabilmente Haman non era persiano, ma Mordecai non era sicuramente persiano. Per quanto riguarda il modo in cui potessero essere al potere, suppongo che si potrebbe chiedere a Daniele in Daniele 2:48 e a Neemia in Neemia 1:11. Inoltre, gli archeologi hanno rinvenuto tavolette risalenti all’epoca di Artaserse I e Dario II con oltre 100 nomi ebraici di persone che ricoprivano cariche nel regno. Proprio come ai tempi di Giuseppe e in epoche successive con i funzionari armeni sotto i turchi ottomani, ci sono dei vantaggi nel collocare uno straniero in una posizione di rilievo. Il sovrano sa bene che, se lo straniero tentasse di ribellarsi, il popolo non lo seguirebbe.
D: In Ester 3:2-3, 4:2 e 5:9, cosa significa che Mardocheo e altri si trovavano alla Porta del Re?
R: Ester 3:2-3 dice che lì si trovavano anche altri nobili. Mardocheo non era una sorta di «mendicante» fuori da una porta. Piuttosto, quello era il luogo in cui si trovavano gli alti funzionari.
D: In Ester 3:2, Mardocheo fece bene a rifiutarsi di inchinarsi?
R: Abramo si inchinava davanti ai re, e quindi anche Mardocheo avrebbe potuto farlo. A differenza di altri sovrani, i re persiani non venivano mai venerati come divinità, quindi questo gesto non sarebbe stato interpretato come un atto di adorazione. Mardocheo mise gli ebrei in grave difficoltà rifiutandosi di inchinarsi. Non conosciamo le sue ragioni, ma potrebbero essere state la mancanza di rispetto per Haman, l’orgoglio nazionale o altri fattori.
D: In Est 3:2, cosa c’è di incoerente nel comportamento di Mardocheo?
R: Mardocheo disse a Ester di non rivelare la sua origine etnica. Probabilmente Ester si vestiva come una persiana, mangiava come una persiana, infrangendo le leggi alimentari mosaiche, e non era una testimone dell’Unico Vero Dio in quel contesto. Eppure, Mardocheo rivelò la propria origine etnica quando si rifiutò di inchinarsi davanti ad Aman, poiché Mardocheo era ebreo. In realtà, per Mardocheo non era contro la Legge mosaica inchinarsi, poiché non vi era alcun accenno al fatto che Aman, un funzionario, fosse un dio. Abramo si inchinò agli Ittiti in Genesi 23:7. Giacobbe si inchinò a Esaù in Genesi 33:3,7. In Genesi 37:7,9 Giuseppe fece un sogno in cui i suoi fratelli si inchinavano davanti a lui. Davide si inchinò davanti a Saul in 1 Samuele 24:8; 1 Re 1:16. Una donna si inchinò davanti a Davide in 2 Samuele 14:4. Davide permise al soldato Ahimaaz di inchinarsi davanti a lui in 2 Samuele 18:28. Quindi, probabilmente fu per disprezzo verso Haman, e non per una convinzione religiosa, che Mardocheo non si inchinò davanti a lui. Analogamente, gli Spartani non si inchinarono davanti al re Serse, secondo la Storia di Erodoto 7.136.
Si potrebbe pensare che gli ebrei si siano trovati in pericolo proprio perché Mardocheo non si inchinò. D’altra parte, però, forse il carattere e l’odio di Haman avrebbero portato comunque a questo risultato.
D: In Est 3,2.6, se Mardocheo fosse semplicemente andato altrove, non avrebbe evitato l’intero problema?
R: Dopo che Mardocheo si era inizialmente rifiutato di inchinarsi, andarsene forse non sarebbe servito a nulla. Haman sviluppò non solo un odio verso Mardocheo, ma un odio verso tutti gli ebrei. Non è chiaro se Haman abbia sviluppato un odio verso tutti gli ebrei proprio in quel momento, o se, più probabilmente, nutrisse già da tempo un odio che si è manifestato solo allora.
D: In Ester 3:6-7, ci sono stati altri massacri di massa nei tempi antichi?
R: Purtroppo accadeva continuamente. Nel 90 a.C., il re Mitridate del Ponto ordinò che tutti i romani presenti nel Ponto fossero uccisi in una data precisa. Ne furono uccisi oltre 80.000.
I sultani musulmani hanno ucciso decine di migliaia di drusi, Selim il Terribile uccise molti alawiti. In tempi più recenti, il re di Francia uccise 80.000 protestanti francesi, che gli erano fedeli, nel massacro di San Bartolomeo del 23 aprile 1572. Gli spagnoli cacciarono i mori dalla Spagna. Quindi, certo, molti sovrani hanno ucciso un gran numero dei propri sudditi.
In tempi recenti, Hitler ha ucciso molti ebrei tedeschi, appropriandosi delle loro proprietà, e in altri paesi si sono verificati omicidi di persone benestanti di altre etnie per arricchirsi.
Esiste persino un termine per definire questo fenomeno: democidio. Significa che le persone muoiono per mano del proprio governo, ma NON a causa della guerra. Rudolph Rummel ha esaminato oltre 8.000 casi di democidio e ha stimato che nel XX secolo siano state uccise 262 milioni di persone, ovvero sei volte di più rispetto a quelle morte in battaglia. Pertanto, una persona media aveva sei volte più da temere dal proprio governo che dai soldati nemici.
D: In Est 3,6-9, perché alcuni provano un tale odio verso un intero popolo?
R: Non sappiamo perché una persona possa odiare un intero popolo. Ecco quattro caratteristiche dell’atteggiamento che dovremmo avere nei confronti delle persone:
Apprezzare le persone perché sono creature di Dio, fatte a Sua immagine, e hanno un grande valore (Genesi1:27 ; Salmo 139:14; Isaia 43:7).
Comprendiamo che ogni razza e ogni gruppo etnico sono stati creati allo stesso modo a immagine di Dio (Galati3:28 ).
Dare valore alla vita umana è in linea con quanto insegna la Bibbia (Genesi 9:6; Deuteronomio5:17 ; Romani 13:4; ecc.).
Sappiate che non siamo intrinsecamente migliori degli altri (Filippesi 2:3; Romani 12:3).
D: In Ester 3:6-9, perché alcuni, pur non odiando un intero popolo, tollerano tale odio e acconsentono all’uccisione?
R: Molte volte, quando viene commesso un male, gli altri non si oppongono per diversi motivi:
1. Potrebbero trarne un vantaggio economico, come in Ester 3:9.
2. Esprimersi potrebbe comportare rischi finanziari o essere potenzialmente pericoloso.
3. Pensano che opporsi non servirebbe a nulla, quindi non ha senso provarci.
4. Non si curano degli oppressi.
5. Non sono a conoscenza della situazione. A volte l’ignoranza è «innocente», altre volte le persone non ne sono a conoscenza perché non credono a quelle che considerano «voci» e non si prendono il tempo di informarsi.
Come cristiani, dovremmo difendere gli oppressi, indipendentemente dal fatto che siano cristiani o meno.
D: In Est 3,7, quali tre scopi potrebbe avere il lancio dei sorti per Haman?
R: Ci sono almeno tre scopi.
Se Haman fosse stato superstizioso, ciò gli avrebbe indicato il momento migliore per uccidere gli ebrei. Se fosse stato un momento in un futuro lontano, come in effetti era, gli ebrei avrebbero potuto semplicemente lasciare l’Impero persiano.
Anche i re persiani erano superstiziosi. Secondo Erodoto 3.128 e la *Ciropedia* 1.6.46 (da Senofonte a Strabone), i re ricorrevano spesso al lancio dei sorti. I babilonesi credevano che gli dei si riunissero all’inizio di ogni anno per decidere il destino delle persone, e quindi il sorteggio veniva probabilmente effettuato in quel periodo.
Legittimità: a qualunque momento il sorteggio fosse caduto, sembrerebbe che gli dei avrebbero favorito lo sterminio degli ebrei in quel momento. Si noti tuttavia che non c’era alcuna possibilità che il sorteggio cadesse sull’opzione «non farlo affatto». Naturalmente, il tesoro di Serse sarebbe stato a corto di fondi dopo la sua fallita invasione della Grecia, e l’offerta di Haman di versare una somma così ingente nel tesoro avrebbe potuto richiedere solo la scusa più inconsistente per essere legittimata. Egli dipinse gli ebrei come pericolosi nemici del regno, ma non vi è alcuna indicazione che gli ebrei fossero altro che leali nei confronti dei persiani.
D: In Est 3,9, come poté Haman promettere al re una somma così ingente?
R: Due cose da notare a questo proposito.
1. Si tratta di una ricchezza ingente, probabilmente circa 750.000 libbre d’argento. Ciò corrispondeva a circa due terzi delle entrate annuali dell’Impero persiano sotto Dario in seguito. Ciò avrebbe potuto insospettire il re sul modo in cui questo alto funzionario fosse entrato in possesso di tutta quella ricchezza.
2. Forse Haman aveva in mente di procurarsi quel denaro saccheggiando gli ebrei.
D: In Ester 3:10, cosa si dice riguardo ad Assuero/Serse?
R: Non abbiamo alcuna indicazione che Serse nutrisse alcun risentimento nei confronti degli ebrei. Eppure, pur senza alcuna ragione personale per farlo, Serse era così insensibile e privo di sentimenti verso gli altri da non avere alcun problema a farli sterminare tutti a causa del capriccio di un funzionario nei confronti di una sola persona. Ci sono persone alle quali non hai mai fatto nulla di male, e che non hanno nulla contro di te, eppure a loro non importa se vivi o muori.
A volte, quando si è circondati da molti cristiani, si può quasi avere la sensazione che tutti al mondo siano gentili, amorevoli e premurosi verso gli altri. Stare con alcuni non cristiani può essere un brusco risveglio.
D: Est 3,11: qual è il significato del fatto che al popolo e del denaro siano stati dati ad Haman?
A: Sebbene Haman dovesse versare 10.000 talenti d’argento nelle casse dello Stato — pari a circa 375 tonnellate o 750.000 libbre —, secondo Erodoto il gettito annuale dell’Impero persiano era di 14.500 talenti. Quando Alessandro Magno conquistò Susa, il bottino ammontò a 49.000 talenti. Come poteva quindi Haman disporre di una tale somma? Forse in quel momento non ne disponeva. Tuttavia, Haman avrebbe potuto persino trarne un vantaggio finanziario. Agli ebrei era stato concesso un lungo preavviso. Molti avrebbero voluto lasciare l’Impero persiano, abbandonando le proprie case e gran parte dei propri beni. Coloro che saccheggiavano gli ebrei si sarebbero appropriati di tutto ciò e, presumibilmente, avrebbero dato una parte ad Haman.
D: In Ester 3:11, cosa significa: «Il denaro e il popolo ti sono dati»?
R: Significa che il re Serse concesse ad Haman il potere sulle vite e sulle ricchezze degli ebrei. Significa «il loro denaro ti è dato», non «puoi tenere il denaro che hai offerto». Non significa la seconda interpretazione perché a) il re avrebbe davvero avuto bisogno di quel denaro per il tesoro, b) Mardocheo disse che Haman aveva promesso di pagarlo in Ester 4:7, e c) Ester disse che il suo popolo era stato «venduto» in Ester 7:4.
D: In Ester 4:8, perché Mardocheo diede a Ester una copia effettiva del decreto?
R: Forse, vedendolo con i propri occhi, Ester sarebbe stata più propensa a credere che Mardocheo non si fosse sbagliato né avesse esagerato. Inoltre, avrebbe potuto aver bisogno di qualcuno che glielo traducesse. A volte è meglio per noi fornire qualcosa di prima mano, piuttosto che limitarsi a chiedere alla persona di fidarsi di noi.
D: In Ester 4:11, quali altre prove abbiamo di questa legge, secondo cui nessuno può presentarsi al cospetto del re senza essere stato convocato, a meno che il re non tenda il suo scettro?
R: I Persiani un tempo erano sudditi dei Medi, e a quanto pare questa usanza ebbe inizio con il primo re medo, Deioces, secondo il libro 1, capitolo 9 della Storia di Erodoto. Inoltre, lo storico greco Erodoto, nel libro 3, cap. 118, pag. 114 delle *Storie*, accenna anche al fatto che una persona (ad eccezione di sette specifici persiani) che si presentasse al cospetto del re senza esserne stata prima invitata sarebbe stata giustiziata, a meno che il re non avesse proteso lo scettro. Chi doveva essere invitato a presentarsi al re poteva farlo annunciandosi, come si evince anche dal libro 3, capitolo 140 delle «Storie» di Erodoto e da Cornelio Nepote, «Conone», 3. Erodoto riferisce inoltre quando una persona poteva inviare una lettera al re chiedendogli di convocarla. Ester potrebbe comunque non aver voluto ricorrere a una lettera, data l’urgenza dell’imminente massacro.
D: In Ester 4:14, qual è la traduzione corretta dell’ultima parte?
R: Questa espressione è una figura retorica chiamata «aposiopesi» o «silenzio improvviso». Si tratta di un’interruzione improvvisa di ciò che è stato detto per sottolineare ciò che è stato tralasciato. Potrebbe essere tradotta come «… non hai forse ottenuto la regalità proprio per questo?».
D: In Ester 4:14, qual è il significato di questo versetto?
R: Ester aveva il dovere di rischiare la vita e agire. Dio avrebbe comunque protetto gli ebrei indipendentemente dalla sua obbedienza. Tuttavia, la sicurezza sua e della sua famiglia sarebbe stata maggiormente a rischio se avesse «agito con cautela», piuttosto che se avesse agito con coraggio.
D: In Ester 4:14, ci sono stati momenti in cui pensavi di aver capito quale fosse la volontà di Dio per la tua vita, e invece ti sei sbagliato completamente?
R: Prima di allora, Ester avrebbe potuto pensare di essere diventata regina solo per fortuna. Oppure avrebbe potuto pensare di essere regina solo perché Dio la stava benedicendo per la sua fedeltà a Lui. Ma alla fine si è rivelato che non era nessuna delle due cose. Dio l’aveva fatta diventare regina di proposito per realizzare il Suo disegno nel sventare i piani di Haman. Forse non dobbiamo preoccuparci troppo di cercare di capire il motivo o i motivi per cui Dio fa qualcosa nella nostra vita, perché, come i tre amici di Giobbe, molto probabilmente finiremmo comunque per sbagliare.
D: In Ester 4:15-16, chi ha preso l’iniziativa nel pianificare la fuga da questo pericolo?
R: Sebbene Mardocheo avesse inizialmente informato Ester del grave pericolo, lasciò a lei il compito di pianificare cosa fare. Mardocheo agì saggiamente così. Mardocheo non conosceva i dettagli e le dinamiche della vita del re e dell’harem come li conosceva Ester, quindi saggiamente lasciò a lei il compito di elaborare il piano migliore.
Quando c’è qualcosa di importante da fare, a volte la cosa più saggia che possiamo fare è parlarne con qualcuno che conosce meglio i dettagli e delegare a lui o lei il compito. A volte le persone hanno l’idea sciocca che «se deve succedere, dipende da me», e iniziano a presumere di avere individualmente l’esperienza e la conoscenza dei dettagli necessarie per agire da sole, senza passare il testimone a qualcuno più qualificato.
D: In Ester 4:16, l’atteggiamento di Ester era corretto in questo caso?
R: Sì. Innanzitutto, cerchiamo di comprendere la situazione. A titolo di esempio della sua crudeltà, quando Serse si stava recando con il suo esercito in Grecia, un ricco lidio di nome Pitio ospitò l’esercito persiano e donò ingenti somme di denaro per coprire parte delle spese dell’esercito. Quando Serse si ritirò dalla Grecia e Pizio chiese che il maggiore dei suoi cinque figli fosse esonerato dal servizio militare per restare con lui nella sua vecchiaia, Serse rispose tagliando a metà il corpo del figlio e facendo marciare l’esercito in mezzo ai due pezzi. Immagino che fosse questo il modo in cui Serse diceva «no».
Comunque, Ester stava per presentarsi al cospetto del re senza essere stata invitata, e la pena per questo era la morte, a meno che il re non l’avesse accolta.
Esther avrebbe fatto del suo meglio, ma si accontentava di lasciare i risultati nelle mani di Dio. Il suo atteggiamento, che sembra accontentamento o rassegnazione, non deriva da una mancanza di interesse, ma dalla consapevolezza che i risultati non potevano essere affidati a nessun altro. Non sapeva se il suo piano avrebbe funzionato o meno. Ma le andava bene fare del suo meglio, senza conoscere l’esito.
Adattando le parole di C.A. Moore, la persona avventata agisce senza paura, mentre la persona coraggiosa agisce nonostante la paura.
Tra le altre persone che hanno agito con coraggio figurano Shadrach, Meshach e Abednego nella fornace ardente, Daniele nella fossa dei leoni, Paolo, Pietro, Giovanni e gli altri apostoli.
D: In Est 4,16, ti sei mai trovato in una situazione in cui compiacere Dio avrebbe potuto significare la perdita del tuo lavoro, di una relazione o di qualcosa a cui tieni? Come l’hai affrontata o come la affronteresti?
R: A volte potresti essere praticamente costretto o obbligato a commettere un peccato tu stesso. Altre volte potresti essere costretto o obbligato ad aiutare qualcun altro a peccare. Potrebbe trattarsi di una coercizione negativa, oppure di un incoraggiamento positivo.
Quando ci troviamo in una situazione del genere, dobbiamo «valutare il costo». Il lavoro, l’amicizia o qualsiasi altra cosa sia a rischio è davvero più importante che compiacere Dio? Inoltre, Dio potrebbe intervenire per cambiare la situazione. Dio non ci ritiene responsabili dei risultati; ci ritiene responsabili di essere fedeli a Lui.
D: In Est 4,16, Ester stava disobbedendo alle leggi del governo quando andò dal re?
R: Quattro punti da considerare nella risposta.
1. La Bibbia non dice mai che Ester abbia anche solo pensato alla moralità di questa azione. Tuttavia, non c’era nulla di sbagliato, come dimostrano i punti seguenti.
2. I comandamenti del Nuovo Testamento di obbedire a tutte le autorità governative e di onorare il re (Romani 13:1-4, 1 Pietro 2:13-15, Tito 3:1) non erano ancora stati scritti, ed Ester non disobbedì a nessun comandamento che fosse già stato scritto.
3. Sebbene Ester 4:16 affermi che lei agì «non secondo la legge» o «violando la legge», ciò era permesso se (e solo se) il re le avesse teso il suo scettro reale.
4. Anche se il Nuovo Testamento fosse stato scritto prima di allora, e anche se ciò costituisse una violazione della legge, l’obbedienza a Dio è una legge superiore alle leggi umane. Certamente intercedere per la vita di tutti gli ebrei è più importante che osservare una legge umana.
D: In Ester 5:3,6, perché il re persiano era disposto a concedere persino metà del suo regno?
R: Probabilmente Serse si rese conto che la richiesta di Ester era estremamente importante per lei, visto che si era presentata al re senza essere stata convocata. Si trattava di una finta dimostrazione della grande generosità del re. Naturalmente, non si sarebbe mai voluto chiedere davvero metà del regno, poiché il re aveva anche il potere di uccidere chiunque in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo. Il re Erode Antipa disse qualcosa di simile in Marco 6:22-28.
D: In Ester 5:4, perché Ester avrebbe invitato anche Haman a partecipare al banchetto?
R: Il motivo non viene specificato, ma potrebbe essere stato affinché il re potesse osservare la reazione immediata di Haman.
D: In Ester 5:4,7-8, perché Ester non disse semplicemente e immediatamente al re Serse ciò che voleva?
R: Innanzitutto, il re sarebbe stato più propenso ad accogliere una richiesta se fosse stato di buon umore grazie al vino, ma ciò non spiega perché lei abbia organizzato due banchetti. La Scrittura non dice perché lo abbia fatto, ma i commentatori hanno cinque opinioni diverse al riguardo.
a) Non vedeva il re da 30 giorni e voleva sia sondare il terreno sia ristabilire un rapporto cordiale prima di avanzare la sua richiesta. In altre parole, si trattava di un piano deliberato.
b) Aveva perso il coraggio davanti al re. In altre parole, si trattò di un cambiamento improvviso dovuto alla paura.
c) Nella sala del trono e durante il primo banchetto sentì che non era il momento giusto per sollevare la questione.
d) Voleva creare suspense e sottolineare l’importanza della questione agli occhi del re.
e) Voleva mettere in risalto Haman, in modo che, attraverso la sua reazione improvvisa e sorpresa, il re potesse rendersi conto di quanto fosse un assassino spietato.
Una cosa molto importante di cui Ester non aveva la minima idea era che, durante quei due giorni di ritardo, Dio avrebbe fatto sì che Serse venisse nuovamente a sapere che Mardocheo aveva sventato quel complotto e decidesse di onorarlo.
D: In Ester 5:9 e 6:7-9, perché qui Haman fu così ingenuo da pensare che il re si riferisse a lui?
R: Tre punti da considerare nella risposta.
1. Haman non sapeva che il re avesse sentito nuovamente parlare di Mardocheo in Ester 6:3, quindi non aveva motivo di sospettare che fosse Mardocheo a dover essere onorato.
2. La speranza e l’orgoglio di Haman si unirono nel fargli ritenere che lui sarebbe stato l’unico candidato a ricevere tale onore.
3. Molte volte, le persone tendono a confondere ciò che è probabilmente vero con ciò che sperano sia vero.
D: In Ester 5:11; 9:7-10,12, qual è l’importanza del fatto che Haman avesse dieci figli?
R: Come gli ebrei, anche i persiani consideravano avere molti figli una benedizione. Infatti, nel libro 1, capitolo 136 delle «Storie» di Erodoto si dice che il re persiano facesse un dono al nobile che aveva il maggior numero di figli. Haman aveva tutto, almeno in questa vita, e avrebbe potuto continuare ad averlo se non si fosse concentrato su Mardocheo e sugli ebrei.
D: In Ester 5:14, perché la forca era alta 75 piedi?
R: Non c’era alcun bisogno che la forca fosse alta 75 piedi. Anche se si trovava nella proprietà di Haman, a quell’altezza tutta la città l’avrebbe vista e avrebbe capito che non avrebbe mai dovuto mettersi contro Haman. È interessante notare che il verbo ebraico in 5:14 non significa solo «chiedere al re», ma potrebbe anche significare «dire al re». L’elevata altezza serviva solo affinché la gente, da ogni parte, potesse vedere la morte di chi vi era appeso. Haman era molto onorato tra i Persiani, ma non ne aveva mai abbastanza. Haman voleva che tutti vedessero la morte di Mardocheo, ma invece sarebbe stato lui a essere «di nuovo onorato», per gentile concessione della forca.
Il Salmo 9:15 afferma che le nazioni che si oppongono a Dio non solo saranno precipitate in una fossa, ma saranno precipitate proprio nella fossa che esse stesse avevano scavato, presumibilmente per altri. Il Salmo 10:2 contiene un insegnamento simile.
D: In Ester 6:1-3, quale buon principio possiamo imparare dal re in questo caso?
R: Questo re sentiva l’obbligo di ricompensare con cose buone coloro che gli avevano fatto del bene. Sebbene Assuero non fosse un credente, possiamo comunque imparare dal suo esempio su questo punto. Se qualcuno fa qualcosa di buono per noi, perché non ricambiare il favore? Se qualcuno lavora per noi o ci dà qualcosa, e per qualche stranezza della legge non siamo tenuti a pagarlo, dovremmo comunque ricompensarlo equamente
D: In Ester 6:7-9, c’è qualche prova extra-biblica di questa ricompensa di viaggiare sul carro come un re?
R: Sì. Nel libro *Persia and the Bible*, a pag. 233, si legge che Plutarco, in *Temistocle* 29, riporta la richiesta del re spartano in esilio Damarato, il quale chiese di poter sfilare in pompa magna attraverso Sardi, indossando la tiara in posizione eretta proprio come i re persiani.
Sia i rilievi (immagini scolpite nella pietra) assiri che quelli persiani, così come le sculture, raffiguravano cavalli con creste sulla testa, secondo Bardtke, p. 348, e il commentario di Keil-Delitzsch sull’Antico Testamento, vol. 3, pp. 360-361.
Un secondo esempio è simile. Il libro 7, 15-17 delle «Storie» di Erodoto riporta che Serse ordinò a suo zio Artabano di indossare le vesti regali, di sedersi sul trono e di dormire sul letto reale.
D: In Ester 6,6-12, in che modo alcune persone oggi vivono per la reputazione?
R: Si pensi agli influencer dei social media di oggi. Alcuni desiderano la reputazione come mezzo per ottenere ricchezza o una posizione sociale. Altri invece, per egoismo, vogliono semplicemente la reputazione, come se la loro autostima dipendesse dal fatto che gli altri abbiano un’alta opinione di loro.
D: In Ester 6:13, in che modo la visione della moglie di Haman differiva dalla dottrina biblica della sovranità di Dio?
R: Esistono diverse forme di fatalismo (impersonale e personale). In ogni caso, la moglie di Haman credeva che il destino di Haman fosse inevitabile e che non avesse senso impegnarsi per cambiarlo. Una visione migliore sarebbe stata quella di Haman che si pentisse davanti a Dio e facesse pace con Mardocheo, ma a quanto pare a Haman non venne mai in mente di interrompere il suo piano e pentirsi. Zeresh, però, non era coerente, perché a quanto pare aveva dimenticato che in Ester 5:14 lei stessa e gli amici di Haman avevano esortato Haman a costruire una forca.
Una visione biblica della sovranità di Dio afferma che:
Tutto ciò che Dio decreta avverrà (Isaia 43:13).
Nulla di ciò che Dio proibisce accadrà (Giobbe1:10 , 12; 2:6; Giovanni19:11 ).
Dio permette alle persone, entro certi limiti, di compiere azioni di cui sono responsabili, anche quelle che spezzano il cuore di Dio (Geremia7:31 ; 19:5; 32:35; Ezechiele 13:19; Luca 23:28-31).
Dio conosce tutto il futuro, compreso ciò che ognuno sceglierà di fare (Salmo 139:16; Isaia 42:9; 44:7).
Tutte le cose concorrono al piano di Dio (Efesini1:11 ; Romani8:28 ; Proverbi 16:4).
Come dice Tony Evans: «Quando le circostanze sembrano più cupe, Dio può collegare ciò che non sembra collegabile. Egli può far incrociarsi strade che sembrano non potersi mai incontrare». The Tony Evans Bible Commentary, p. 484.
D: In Ester 7:4, cosa significa che il re avrebbe subito una perdita se gli ebrei fossero stati sterminati?
R: Qui Ester rivelò finalmente di essere ebrea. Forse significa che, se gli ebrei fossero stati sterminati, il re avrebbe subito la perdita delle entrate fiscali annuali, oltre a quella di sudditi che avrebbero potuto ricoprire cariche ufficiali o diventare soldati. Inoltre, quando il re firmò il decreto, non era consapevole di aver di fatto condannato a morte sua moglie Ester. In realtà, in Ester 3, Haman non menzionò affatto specificatamente gli ebrei, quindi il re potrebbe non esserne stato a conoscenza. Fu solo nel decreto scritto da Haman e firmato dal re che gli ebrei furono menzionati per nome.
D: In Ester 7:8, cosa accadde a Haman ed Ester in questo versetto?
R: In Ester 6:10-11, Haman, che aveva voluto umiliare Mardocheo, fu costretto a onorarlo. Qui, Haman, che voleva uccidere tutti gli ebrei, stava implorando un ebreo di risparmiargli la vita. Il re entrò e pensò erroneamente che Haman stesse aggredendo Ester. Nella stanza potrebbero esserci state delle guardie e altre persone. Il re avrebbe potuto chiedere loro spiegazioni se lo avesse voluto, ma Assuero non voleva saperne di più. Per quanto lo riguardava, il destino di Haman era già segnato prima di allora. Proverbi 28:10 dice che chi conduce qualcuno in una trappola malvagia vi cadrà lui stesso.
D: In Ester 7:9, perché Harbonah avrebbe menzionato la forca di Haman?
R: Chiunque poteva vedere che Haman stava costruendo una forca, e a quanto pare Haman aveva già detto agli altri per chi fosse destinata. Harbonah pensò che il re avrebbe voluto saperlo, e forse lo fece anche per compassione verso Ester. Tuttavia, è molto più probabile che fosse dovuto all’odio verso Haman. Haman non sarebbe stato affatto contento della “disponibilità” di Harbonah. Ricordate: l’arroganza porta con sé dei nemici.
D: In Ester 7:14, Ester avrebbe dovuto perdonare Haman e chiedere al re di lasciarlo andare?
R: Se Ester lo avesse fatto, chissà quanto presto Haman avrebbe potuto tramare di nuovo per ucciderli. Haman era afflitto all’idea di essere sul punto di essere giustiziato, ma non vi è alcuna indicazione che provasse alcun rimorso per aver cercato di uccidere Mardocheo e gli ebrei. Se qualcuno non è dispiaciuto per ciò che ha fatto o che stava progettando di fare, probabilmente cercherà di farlo di nuovo.
D: In Ester 8:2,7, perché Ester affidò a Mardocheo la gestione dei beni di Haman?
R: Quando Haman stava per essere giustiziato come traditore, perse tutti i suoi beni. Lo Stato poteva confiscare i beni di un criminale condannato, secondo quanto riportato nel libro 3, nn. 128-129 della Storia di Erodoto e nel libro 11, cap. 17.i.3 delle Antichità giudaiche di Giuseppe Flavio. Pertanto il re affidò tutti i beni di Haman a Ester, ed Ester li affidò a Mardocheo affinché li amministrasse. Che fosse Ester o Mardocheo a possedere e gestire i beni non aveva molta importanza, poiché erano una famiglia. Proverbi 13:22 e seguenti dicono: «… Ma la ricchezza del peccatore è conservata per il giusto».
D: In Ester 8:3, perché Ester si prostrò ai piedi del re?
R: Non si trattava di adorazione, ma di un gesto emotivo. In secondo luogo era un’espressione di gratitudine e rispetto, ma principalmente serviva a consentire agli ebrei di difendersi. Sembra che qui Haman sia l’unico cattivo. Dimentichiamo semplicemente che fu il re Serse ad approvare il decreto in primo luogo.
D: In Ester 8:10, cosa sono i dromedari?
R: Sono cammelli con una sola gobba. I cammelli dromedari sono utilizzati in Africa e nella maggior parte del Medio Oriente. I cammelli battriani a due gobbe si trovano nella maggior parte dell’Iran e nel resto dell’Asia. Per inciso, uno scrittore antico probabilmente non avrebbe mai fatto questa distinzione a meno che non vivesse in una terra, come la Persia, dove si conoscevano bene entrambi i tipi di cammelli. A proposito, Ester 1:1 è l’unico punto della Bibbia in cui viene menzionata l’India.
D: In Ester 8:11, perché agli ebrei fu permesso di uccidere donne e bambini?
R: Questo è ciò che decretò il re persiano, e i re antichi dimostravano di non essere particolarmente benevoli. Tuttavia, si noti che gli ebrei non erano obbligati a fare tutto ciò che il re decretava, e non si dice mai che gli ebrei uccisero le donne e i bambini. Infatti, Ester 9:6, 12, 15 dice solo che gli ebrei uccisero gli uomini.
D: In Ester 9:1-10, perché gli ebrei e i funzionari governativi uccisero i propri nemici?
R: Lo fecero per legittima difesa. Inoltre, la legge dell’Antico Testamento stabiliva che chi accusava falsamente un altro doveva essere messo a morte. Il fatto che gli ebrei non abbiano preso il bottino dimostra che le uccisioni non erano una semplice vendetta, ma avevano «carattere giudiziario».
D: In Ester 9:2-3, quando i credenti dovrebbero combattere in una «guerra giusta»?
R: In questo caso, poiché i loro nemici stavano per uccidere gli uomini, le donne e i bambini ebrei, era lecito per loro attaccarli. Se avessero mostrato misericordia verso persone che non avevano alcuna intenzione di pentirsi delle proprie azioni e che probabilmente li avrebbero uccisi in seguito se ne avessero avuto l’occasione, sarebbe stato «crudele» nei confronti delle loro stesse famiglie non combattere e ucciderli.
D: In Ester 9:10, perché gli ebrei non misero le mani sul bottino?
R: In Ester 8:10-11 si dice che fosse loro permesso di impadronirsi dei beni come bottino. Tuttavia, farlo avrebbe potuto creare problemi, perché avrebbero potuto essere accusati di uccidere persone ricche, sostenendo che fossero contro gli ebrei, solo per la loro ricchezza. Inoltre, volevano chiarire che si trattava della loro sopravvivenza, non di trarre profitto dalla malvagità altrui.
D: In Ester 9:19, quali sono alcuni esempi odierni di opportunità per guadagnare di più che è meglio lasciarsi sfuggire?
R: Gli ebrei avrebbero potuto prendere tutto il bottino, ma avrebbero potuto trovarsi in grossi guai. Investire in qualcosa che si trova in una zona grigia della legge potrebbe causare più problemi del denaro che si potrebbe guadagnare. Un modo in cui un’azienda può fallire è che una banca le conceda un prestito ingente, che l’azienda utilizza, per poi esigere improvvisamente il rimborso immediato dell’intero importo. Se l’azienda non riesce a trovare rapidamente un’altra banca disposta a prestarle denaro, allora va in bancarotta e la banca potrebbe aver appena acquisito una nuova attività.
D: In Est 9,18-32, era giusto che gli ebrei celebrassero la festa di Purim e quella di Hanukkah, dato che non si trattava di feste menzionate nella Torah?
R: Certamente. In Giovanni 10:22 Gesù celebrò Hanukkah. Hanukkah è la Festa della Dedicazione del tempio da parte di Giuda Maccabeo nel dicembre del 165 a.C. È interessante notare che le persone che seguivano la religione ebraica in Etiopia e nelle zone limitrofe dell’Africa non celebravano Purim; a quanto pare i loro antenati non ricevettero mai la lettera.
D: In Ester 10:3, 9:4, Artabano, il visir o il capo delle guardie del corpo, che in seguito assassinò il re Serse nel 465 a.C., potrebbe essere la stessa persona di Mardocheo?
R: No. Secondo gli storici antichi, Artabano era originario dell’Ircania, sulla costa sud-orientale del Mar Caspio. Era o il visir o il capo della guardia del corpo del re. Artabano uccise il figlio del re e poi uccise il re stesso nella sua camera da letto prima che questi potesse scoprire chi fosse stato. Artabano assunse il controllo della Persia in qualità di visir per circa sette mesi, finché non fu ucciso a sua volta.
Non sappiamo per quanto tempo Mardocheo ed Ester vissero e furono benvoluti a corte. Forse Mardocheo morì prima del 465 a.C.
D: Nel libro di Ester, quali sono alcuni dei manoscritti più antichi che esistono ancora oggi?
R: I manoscritti della Bibbia cristiana, risalenti a circa il 350 d.C., contengono l’Antico Testamento, compreso il libro di Ester. I Papiri di Chester Beatty (IX, X) (II-IV secolo d.C.) contengono il libro di Ester
Il Papiro Scheide 1 contiene Ezechiele, Daniele ed Ester. È datato all’inizio del III secolo d.C. Originariamente contava 118 fogli, di cui oggi ne sopravvivono 109.
Il Vaticanus (325-350 d.C.) ha conservato l’intero libro di Ester.
Il Sinaitico (340-350 d.C.) ha conservato l’intero libro di Ester.
L’Alexandrinus (circa 450 d.C.) ha conservato per intero il libro di Ester.
Non vi sono copie tra i Rotoli del Mar Morto.
D: Quali autori antichi fecero riferimento al libro di Ester?
R: Gli autori pre-niceni che hanno citato o alluso a versetti del libro di Ester sono:
Lo scrittore ebreo Giuseppe Flavio (circa 90 d.C.) allude al libro di Ester in *Contro Apione* 1.8, p. 609.
Clemente di Roma (96-98 d.C.): «Anche Ester, essendo perfetta nella fede, si espose a un pericolo non minore, al fine di liberare le dodici tribù d’Israele dalla distruzione imminente. Infatti, con il digiuno e l’umiliazione, supplicò il Dio eterno, che vede ogni cosa; ed Egli, percependo l’umiltà del suo spirito, liberò il popolo per il quale ella aveva affrontato il pericolo». 1 Clemente, cap. 55, p. 20
X Melito/Meleto di Sardi (170-177/180 d.C.) non incluse le Lamentazioni, Neemia o Ester nel suo canone. Tuttavia, alcuni collocavano le Lamentazioni come parte di Geremia e Neemia come parte di Esdra. Frammento 4 dal Libro degli Estratti, p. 759.
Clemente di Alessandria (193-202 d.C.) «E ancora, Ester, perfetta nella fede, che salvò Israele dal potere del re e dalla crudeltà del satrapo: una donna sola, afflitta dai digiuni, trattenne diecimila mani armate, annullando con la sua fede il decreto del tiranno; lei infatti placò lui, frenò Haman e preservò Israele incolume con la sua perfetta preghiera a Dio». Gli Stromati, libro 4, cap. 19, p. 431.
Origene (225-254 d.C.), nel discutere il motivo per cui sosteneva gli apocrifi, afferma: «E in molti altri libri sacri ho trovato talvolta nelle nostre copie più di quanto vi sia nell’originale ebraico, talvolta meno. Citerò alcuni esempi, poiché è impossibile riportarli tutti. Nel Libro di Ester, né la preghiera di Mardochai né quella di Ester, entrambe atte a edificare il lettore, si trovano nell’originale ebraico». Origene ad Africano, cap. 3, pp. 386-387
Origene (225-254 d.C.) «Anche Mardocheo, nell’Esther della Settanta, chiama i nemici di Israele “coloro che non sono”, dicendo: “Non consegnare il Tuo scettro, o Signore, a coloro che non sono”». (Cita Ester 4,22 nella Settanta) Commento di Origene al Vangelo di Giovanni, libro 2, cap. 7, p. 330
Dopo Nicea
Eusebio di Cesarea (318-339/340 d.C.)
Afrahat il Siro (337-345) – Selezione di dimostrazioni
X Atanasio (325-373 d.C.) non la considerava parte delle Scritture, ma riteneva che fosse utile leggerla
Ambrogio di Milano (370-390 d.C.)
X Gregorio di Nazianzo (330-391 d.C.) elencò tutti i libri delle Scritture in un poema, affermando che qualsiasi libro al di fuori di tale elenco non fosse parte delle Scritture autentiche. Il suo elenco era lo stesso che i protestanti usano oggi, tranne per il fatto che egli non incluse Neemia, Ester o l’Apocalisse. Non menzionò le Lamentazioni, ma potrebbe aver pensato che fossero incluse in Geremia. Non menzionò per nome né le lettere di Paolo né la Lettera agli Ebrei, ma affermò che Paolo scrisse quattordici lettere. Il poema di Gregorio si trova (in greco) nel volume 37 della *Patrologia Graeca* di Migne, colonne 471-474 (Carmina Dogmatica, Libro 1, sezione 1, Carmen XII)
Paciano di Barcellona (342-379/392 d.C.) allude a Ester e a Daniele. Lettera 2, cap. 5.1, p. 33
Concilio di Ippona, Nord Africa (393 d.C.)
Anfilochio di Iconio (394 d.C.) afferma che Ester era accettata solo da alcuni.
Concilio di Cartagine (397 d.C.)
Rufino (394-406 d.C.)
Sulpizio Severo (363-400 d.C.)
Girolamo (373-420 d.C.) discute i libri dell’Antico Testamento. In particolare, tratta della Genesi, dell’Esodo, del Levitico, dei Numeri, del Deuteronomio, del Pentateuco, di Giobbe, di Gesù figlio di Nave [Giosuè], dei Giudici, di Ruth, di Samuele e dei Re (2 libri), dei dodici profeti, di Osea, di Gioele, di Amos, di Abdia, di Giona, di Michea, di Naum, di Abacuc, di Sofonia, di Aggeo, Zaccaria, Malachia, Isaia, Geremia, Ezechiele, Daniele, Ester, Esdra, Neemia, Lettera 53, cap. 7-8, pagg. 99-101.
Concilio di Cartagine (218 vescovi) (393-419 d.C.)
Epifanio di Salamina (360-403 d.C.)
Giovanni Crisostomo (-407 d.C.)
Agostino di Ippona (388-430 d.C.)
Il semi-pelagiano Giovanni Cassiano (419-430 d.C.) allude a Ester.
Tra gli eretici e i libri apocrifi
X L’eretico pelagiano Teodoro di Mopsuestia (350?–428 d.C.) respinse il libro di Ester.
D: Perché il libro di Ester non è stato incluso tra i Rotoli del Mar Morto?
R: Probabilmente non è solo perché si tratta di un libro relativamente breve, dato che la biblioteca dei Rotoli del Mar Morto è molto vasta e sono stati rinvenuti libri anche più brevi. Il libro *The Meaning of the Dead Sea Scrolls* (p. 119) ipotizza che la setta di Qumran abbia respinto questo libro per ragioni teologiche. Non sappiamo esattamente il motivo, ma una delle numerose possibilità è che fossero contrari al fatto che Ester fosse sposata con un re gentile (sebbene lei non avesse alcuna voce in capitolo al riguardo).
D: Nel libro di Ester, quali sono alcune delle differenze di traduzione tra l’ebraico e la Settanta greca?
R: Mentre la traduzione siriaca (aramaica) e quella di Girolamo seguono l’ebraico, la Settanta greca presenta 6 sezioni aggiuntive.
1. L’inizio del libro menziona una visione. Ciò aggiunge 301 parole greche.
2. Verso la fine del capitolo 3 viene aggiunto il presunto testo di una lettera. Ciò aggiunge 244 parole greche.
3. La fine del capitolo 4 aggiunge 582 parole greche.
4. L’inizio del capitolo 5 menziona Ester che prega e aggiunge 70 parole greche.
5. La fine del capitolo 7 aggiunge 539 parole greche, costituite principalmente da una presunta lettera inviata dal re.
6. L’ultima sezione, alla fine del libro di Ester, contiene 235 parole greche aggiuntive.
In conclusione, il «traduttore» della Settanta ha ampliato in modo significativo il libro, aggiungendo 107 versetti ai 167 versetti originali. Forse tale ampliamento è avvenuto in due fasi, poiché le aggiunte della Settanta potrebbero derivare dalla Recensione Lucianica greca.
Per il resto del libro di Ester, la traduzione greca è meno precisa rispetto alla Torah e ad alcuni degli altri libri. La traduzione ha eliminato alcune delle ripetizioni presenti nell’ebraico.
Ecco alcune differenze relative al capitolo 2. La prima frase di ciascuna coppia è una traduzione dall’ebraico tratta dalla Traduzione Letterale di Jay P. Green. La seconda frase è la resa della Settanta tratta dalla traduzione di Sir Lancelot C.L. Brenton di *The Septuagint: Greek and English*.
Est 2,1 «Si ricordò di Vashti» vs. «non menzionò più Astin»
Est 2:1 «ciò che lei aveva fatto e ciò che egli aveva decretato contro di lei» vs. «ciò che lei aveva detto e come egli l’aveva condannata».
Est 2:2 «dissero i servi del re» contro «dissero i servi del re che lo servivano»
Est 2:2 «belle giovani vergini» vs. «caste e belle giovani vergini»
Est 2:3 «giovani vergini belle» vs. «giovani fanciulle belle e caste»
Est 2:3 «al palazzo di Susa» vs. «alla città di Susa»
Est 2:3 «eunuco» vs. «ciambellano»
Est 2:3 «purificazioni» vs. «purificazione e altri servizi»
Est 2:4 «governare» contro «essere regina»
Est 2:5 «Susa, la città del palazzo» vs. «la città di Susa»
Est 2:7 «stava allevando» contro «aveva una figlia adottiva»
Est 2:7 «non aveva né padre né madre. E la fanciulla era di bell’aspetto e di bella figura. E alla morte di suo padre e di sua madre, Mardocheo la prese come figlia» vs. «quando i suoi genitori morirono, la allevò per farne sua moglie: e la fanciulla era bella».
Est 2:8 «Esther fu condotta nella casa del re, affidata a Hegai» vs. «Esther fu condotta da Gai»
Est 2:9 «trattata… al meglio» vs. «trattata… bene»
Est2:11 : «per sapere come stava Ester e che ne sarebbe stato di lei» vs. «per vedere che ne sarebbe stato di Ester».
Est 2:13 «Tutto ciò che lei dice le viene concesso per accompagnarla fuori dalla casa delle donne verso la casa del re» vs. «e chiunque egli comandi, la condurrà con sé dagli appartamenti delle donne alla camera del re».
Est2:14 «dove si trovava Shaashgaz, l’eunuco del re che custodiva le concubine» vs. «Gai [Hegai], il ciambellano del re, custode delle donne»
Est2:14 «gli piaccia, e lei venga chiamata per nome» vs. «a meno che non venga chiamata per nome».
Est2:15 “che egli aveva preso per sé come figlia” vs. (assente)
Est2:15 “non cercava nulla se non ciò che diceva Hegai, l’eunuco del re, il custode delle donne” vs. “non trascurava nulla di ciò che il ciambellano, il custode delle donne, le ordinava”
Est2:16 “decimo mese, che è il mese di Tebeth” vs. “dodicesimo mese, che è Adar”
Est2:17 «amava Ester più di tutte le donne» vs. «amava Ester»
Est2:17 : «grazia e favore» vs. «favore»
Est2:17 “la corona reale sul capo e la fece regnare al posto di Vashti” vs. “le mise la corona da regina”.
Est2:18 “i principi e tutti i suoi servitori, il banchetto di Ester” vs. “gli amici e i grandi per sette giorni, e celebrò grandemente le nozze di Ester”
Est2:18 : «le province, e distribuì doni, secondo la generosità del re» vs. «il suo dominio».
Est2:19 : «E quando le vergini furono radunate per la seconda volta, allora Mardocheo sedeva alla porta del re» vs. «Ma Mardocheo prestava servizio nel palazzo».
Est2:20 : «la sua stirpe o il suo popolo» vs. «la sua stirpe»
Est 2:20 «poiché Ester obbedì al comando di Mardocheo, come aveva fatto quando era stata allevata da lui» vs. «poiché così Mardocheo le aveva comandato, di temere Dio e di osservare i suoi comandamenti, come quando era con lui; ed Ester non mutò il suo modo di vivere».
Est 2:21 «In quei giorni, mentre Mardocheo sedeva alla porta del re, due eunuchi del re, Bigthan e Teresh, tra quelli che custodivano la soglia, si adirarono e cercarono di alzare mano contro il re Assuero.» vs. «E due eunuchi del re, capi della guardia personale, si adirarono perché Mardocheo era stato promosso; e cercarono di uccidere il re Artaserse».
Est2:22 «La regina Ester» vs. «Ester»
Est2:22 «riferì al re a nome di Mardocheo» vs. «riferì al re la questione della congiura».
Est2:23 «E quando la questione fu indagata, venne scoperta; e quei due furono impiccati a un albero. E fu scritto nel Libro delle Cose dei Giorni davanti al re.» vs. «E il re interrogò i due eunuchi e li impiccò; e il re ordinò che fosse fatta menzione, a memoria, negli annali reali dei buoni servizi di Mardocheo, come encomio.»
Est 3:7 «Nel dodicesimo mese» (Masoretico) vs. «E la sorte cadde sul dodicesimo mese» (Settanta) (molto probabilmente la Settanta è un’aggiunta)
Est 8:1-12 è molto diverso nella Recensione Lucianica della Settanta rispetto sia all’ebraico che alla Settanta standard. (The Expositor’s Bible Commentary, volume 4, p. 828.)
Est9:24 : «l’Agagita» contro «il Macedone»
Est 10:3 «grande tra gli ebrei e gradito alla moltitudine dei suoi fratelli, che cercava il benessere del suo popolo e parlava di pace a tutta la sua discendenza» contro «un grande uomo nel regno, onorato dagli ebrei, che trascorse la sua vita amato da tutta la sua nazione».
Bibliografia per questa domanda: la traduzione ebraica è tratta dalla «Traduzione Letterale» di Jay P. Green e quella della Settanta è tratta dalla traduzione di Sir Lancelot C.L. Brenton de «La Settanta: greco e inglese». Sono stati utilizzati anche l’«Expositor’s Bible Commentary» e le note a piè di pagina delle Bibbie NASB, NIV, NKJV e NRSV.
Salvo diversa indicazione, le citazioni delle Scritture sono tratte dalla Berean Standard Bible (BSB), che è di dominio pubblico. https://berean.bible/