< Domanda biblica su Esdra
D: In Esdra 1:1, chi ha scritto questo libro?
R: Il Libro di Esdra non lo dice direttamente. Esdra era uno scriba colto ed è molto probabile che abbia scritto il libro tra il 456 a.C. e il 444 a.C. L’uso della prima persona in Esdra 7-10 indica che sia stato Esdra, sebbene sia possibile che alcune parti siano state messe per iscritto da qualcun altro in seguito.
Lo stile delle Cronache e di Esdra è simile, quindi forse è stato proprio Esdra a scrivere entrambi i libri.
Di solito si ritiene che alcuni eventi descritti in Esdra siano antecedenti a quelli di Neemia, mentre altri siano contemporanei. D'altra parte, Neemia 3:1 afferma che quando Neemia si trovava a Gerusalemme il sommo sacerdote era Eliashib, mentre in Esdra 10:6 si legge che Esdra si recò nella stanza di Jehohanan, figlio di Eliashib. Tuttavia, Esdra 10:6 non afferma in alcun punto che Eliashib fosse il sommo sacerdote quando Esdra si recò nella sua stanza.
Alcuni critici liberali sostengono che Esdra e Neemia siano stati scritti molto più tardi, all’epoca di Alessandro Magno (circa 330 a.C.), poiché Neemia 12:11,22 menziona Jaddua, e all’epoca di Alessandro c’era un sommo sacerdote con lo stesso nome. Tuttavia, non si tratta necessariamente dello stesso Jaddua. È più probabile che il Jaddua successivo fosse un nipote di quello precedente (come nel caso dei nomi Tobia e Artaserse). Allo stesso modo, si ritiene che Giuseppe Flavio abbia fatto confusione riguardo al periodo persiano poiché vi furono due re di nome Artaserse e due di nome Dario.
D: In Esdra 1:1-10:44, quali sono alcune caratteristiche interessanti di questo libro?
R: Circa un quarto del libro è scritto in quello che viene chiamato «aramaico imperiale» (versetti 4:7-6:18 e 7:12-26), che comprende principalmente i documenti ufficiali. Anche il libro di Daniele è scritto sia in ebraico che in aramaico. Il libro di Esdra conta in totale 280 versetti, di cui solo 109 sono narrativi, 44 sono lettere e 10 sono preghiere. Contiene 111 versetti dedicati al censimento delle persone. I primi due versetti di Esdra coincidono con gli ultimi due versetti di 2 Cronache. Esdra 2 e Neemia 7 sono praticamente identici. (Quindi, se volete memorizzare le Scritture e ottenere il doppio del beneficio…). Ciò induce alcune persone a pensare che lo stesso autore abbia scritto Esdra e 2 Cronache. Ma uno scenario più probabile è che 2 Cronache sia stato scritto dopo Esdra, e che Esdra fosse una delle fonti utilizzate dal cronista.
D: Per quanto riguarda il libro di Esdra, quali manoscritti di quel periodo sono giunti fino a noi?
R: Oltre alla Bibbia, esistono numerosi scritti greci e di altra provenienza, ma questa risposta si limita ai testi fisici che gli archeologi hanno effettivamente rinvenuto e che sono giunti fino a noi. Eccone alcuni risalenti all’850 a.C. fino al 400 a.C. circa.
La Stele di Moab. (850 a.C.)
A Deir Alla, nella Valle del Giordano, un esercizio di scrittura di uno scolaretto menziona tre volte Balaam, figlio di Beor. È stato datato al radiocarbonio all’800/760 a.C.
Testi di Salmanassar III (836 a.C.) in Assiria. Si fa menzione dei popoli dei Medi e dei Tubaliti.
Testi di Sargon (732 a.C.) in Assiria. Si menziona il popolo dei Tubal.
Testi di Sargon II (722-705 a.C.)
Le «Parole di Ahiqar» assire (700-400 a.C., in aramaico e forse in accadico) (una traduzione inglese si trova in *The Old Testament Pseudepigrapha*, volume 2, pp. 494-507).
Molti altri documenti assiri
Molti documenti babilonesi
Iscrizione persiana di Behistun
Copia in aramaico dell’iscrizione di Behistun sull’isola di Elefantina, nel sud dell’Egitto
La copia babilonese su colonna dell’iscrizione di Behistun
Il Cilindro di Ciro (circa 538 a.C.). È possibile vederne un'immagine nel *Rose Book of Charts, Maps & Time Lines*, pag. 78.
Nei papiri di Elefantina (Cowley n. 21), Dario ordina agli ebrei presenti di osservare la Festa dei Pani Azzimi. Vedi *The Expositor’s Bible Commentary*, pag. 649.
Papiri di Elefantina, Cowley n. 30 (407 a.C.). La lettera dettata da Jedaniah a Bagohi, governatore di Giuda, in cui chiede aiuto per la ricostruzione del tempio di «YHW» a Elefantina. Questa lettera menziona i figli di Sanballat [sn’blt], definito governatore di Samaria. La data indicata dall’autore è il 25 novembre del 407 a.C. Gli egiziani e il governatore persiano Vidranga distrussero il tempio di Elefantina nel 419 a.C.
I papiri samaritani provenienti da Wadi ed-Daliyeh (WDSP 11 fronte 13) menzionano Sanballat [sn’blt].
Ostraca sull’isola di Elefantina.
Documenti bancari di Murashu a Nippur. Questi testi riportano i nomi di 2.500 persone, 70 delle quali sono ebree.
Papiri samaritani
Un memorandum di Bagoas, governatore persiano di Giuda.
Oltre 30 tavolette a Susa e 1 tavoletta a Borsippa menzionano fino a quattro funzionari persiani di nome “Marduku” o “Marduka”.
Due iscrizioni in una sala all’interno di grotte situate a 11 miglia a ovest di Amman, in Giordania, menzionano “Tobiah” in aramaico. (Dal 590 a.C. fino al 200 a.C. circa)
D: In Esdra, qual è la struttura generale di questo libro?
R: Ecco una sintesi generale.
1-6 Ritorno e ricostruzione del Tempio
..1-2 Il ritorno sotto Zorobabele (538 a.C.)
… 1 Il decreto di Ciro e i preparativi
….2 L’elenco dei 50.000 rimpatriati
..3-6 La ricostruzione del Tempio
….3 La costruzione dell’altare e delle fondamenta del Tempio
….4 L’opposizione sotto Ciro, Assuero e Artaserse
…5 Ulteriore opposizione sotto Dario
…6 Il completamento del Tempio sotto Dario
7-10 Il ritorno e la ricostruzione della comunità
..7-8 Il ritorno sotto Esdra (458 a.C.)
….7 Il decreto di Artaserse I
….8 Elenco dei 4-5.000 rimpatriati e del loro viaggio
..9-10 Ricostruzione della comunità
.…9 I matrimoni misti e la preghiera di Esdra
.…10 La confessione e l’alleanza del popolo
D: In Esdra 1:1-10:44, perché tutto il materiale contenuto nel libro di Esdra è stato inserito proprio in quel libro?
R: La Scrittura non lo dice. Alcuni ritengono che si sarebbe potuto inserire meno materiale. D’altra parte, si sarebbero potuti aggiungere ulteriori dettagli e forse anche dei documenti. Tuttavia, sembra che la ragione principale per cui Esdra abbia inserito quel materiale sia quella di dimostrare e documentare come Dio abbia adempiuto la Sua profezia di riportare gli ebrei nella Terra Promessa dopo i settant’anni di cattività.
D: In Esdra 1:1, perché questo anno è stato definito il primo anno di Ciro, re di Persia, dal momento che egli era già re di Persia prima della conquista di Babilonia, come menziona la *Guida alla Bibbia* di Asimov a pag. 435?
R: Ciro divenne re di Anshan nel 559 a.C. e re dei Medi e dei Persiani nel 550 a.C. Tuttavia, questo era il primo anno del suo regno su questo vasto impero che comprendeva Babilonia e la Persia. William H. Shea ha studiato gli oltre 400 passaggi in cui a Ciro veniva attribuito un titolo e, nel 90 per cento dei casi, egli veniva chiamato «Re di Babilonia, Re delle terre». Il Cilindro di Ciro definisce Ciro «Re del Mondo, Grande Re, Re legittimo, Re di Babilonia, Re di Sumer e di Akkad, Re dei Quattro Angoli (della Terra)». Shea ha inoltre scoperto che Ciro fu chiamato per la prima volta «Re delle Terre» all’inizio del 538 a.C., ma non fu chiamato «Re di Babilonia, Re delle Terre» fino alla fine dello stesso anno. Egli ritiene che la ragione sia da ricercarsi nel fatto che il governatore, Gubaru, portò il titolo di Re di Babilonia fino alla sua morte, avvenuta proprio quell’anno.
Proprio come un duca che diventa re indica il suo primo anno come anno in cui è re, e non come duca, il primo anno di Ciro viene contato a partire dal momento in cui era Imperatore dell’Impero. «L’Impero» includeva Babilonia come una delle sue capitali.
D: In Esdra 1:1, i 70 anni potrebbero riferirsi alla durata dell’Impero babilonese o del Tempio, come suggerisce la scettica *Asimov’s Guide to the Bible* (p. 436-437, 449)?
R: Si riferisce al periodo di tempo in cui Giuda fu in soggezione a Babilonia. Vediamo innanzitutto con precisione cosa afferma la Bibbia e poi cosa conferma la storia.
Geremia 25:11-12 e 29:10,16 affermano:
1) Il paese di Giuda sarebbe diventato una terra desolata e avrebbe servito Babilonia per settant’anni.
2) Dopo 70 anni, la Babilonia sarebbe stata punita (Geremia 25:12)
3) Geremia 29:10 aggiunge che dopo 70 anni gli esuli sarebbero tornati.
4) Geremia 29:16 aggiunge che non tutti sarebbero andati in esilio.
Sebbene non si dica che Gerusalemme sarebbe stata completamente distrutta, si potrebbe dedurlo. Tuttavia, non viene specificato per quanto tempo Gerusalemme sarebbe rimasta distrutta. È la sottomissione a Babilonia, non la distruzione di Gerusalemme, che secondo la profezia sarebbe durata settant’anni.
Storicamente, Giuda rimase sotto il dominio di Babilonia dal 605 a.C. al 538 a.C. Si tratta di circa 68 dei nostri anni. Tuttavia, le profezie erano espresse in termini di anno lunare sacro, che contava 360 giorni.
D: In Esdra 1:1, l’esilio effettivo durò solo 49 anni, dal 587/586 al 538 a.C., come sostiene la scettica *Guida alla Bibbia* di Asimov a pag. 436?
R: Molte persone furono esiliate nel 605 a.C. per l’intero periodo di 70 anni. A complicare la questione è il fatto che altre furono esiliate solo per 49 anni. Indipendentemente da ciò, la profezia prevedeva che Giuda fosse asservita a Babilonia per 70 anni.
D: In Esdra 1:1-4, perché il re persiano decise di aiutare gli ebrei in questo caso?
R: La ragione ultima è che Dio spinse Ciro a farlo. Inoltre, non solo il re persiano permise agli ebrei di tornare, ma l’archeologo Rassam portò alla luce quello che viene chiamato «il Cilindro di Ciro», in cui Ciro descriveva la sua conquista di Babilonia e decretava che anche altri popoli potessero tornare a casa. Non vi è alcuna prova che Ciro credesse nel vero Dio; piuttosto, egli usò il nome divino quando parlò degli ebrei proprio come usò i nomi di altri dei quando parlò degli altri popoli.
Il Cilindro di Ciro recita in parte: «Possano tutti gli dei che ho reinsediato nelle loro città sacre chiedere ogni giorno a Bel e Nebo una lunga vita per me.» (Bel e Nebo erano dei babilonesi.)
D: In Esdra 1:1-4, cos’altro dice il Cilindro di Ciro?
R: Il critico biblico del XIX secolo Julius Wellhausen e molti altri dubitavano che fosse mai esistito un decreto che consentisse agli ebrei di tornare in patria. Tuttavia, il Cilindro di Ciro fu scoperto da Rassam nel 1879; nella stessa pagina è riportata una sua fotografia. Il Cilindro di Ciro era principalmente uno strumento di propaganda utilizzato da Ciro per dimostrare ai babilonesi che era loro amico, e non solo un conquistatore da contrastare. Ciro si definiva «Re del Mondo, Grande Re, Re Legittimo, Re di Babilonia, Re di Sumer e di Akkad, Re dei Quattro Angoli [della Terra]» (p. 89). Si legge inoltre: «Quando io, ben disposto, entrai in Babilonia, stabilii la sede del dominio nel palazzo reale tra giubilo e festeggiamenti. Marduk, il grande dio, fece sì che gli abitanti di grande cuore di Babilonia mi… accogliessero. Cercai ogni giorno di adorarlo [Marduk]. Le mie numerose truppe si muovevano indisturbate nel cuore di Babilonia. Non permisi a nessuno di terrorizzare la terra di [Sumer] e di Akkad. Tenevo presenti i bisogni di Babilonia e di tutti i suoi santuari per promuovere il loro benessere». (p. 87) Si afferma inoltre che Ciro entrò nella città «senza combattimenti né battaglie». Ciò è vero, poiché Ciro entrò nella città 17 giorni dopo che i Persiani avevano sferrato un attacco a sorpresa e conquistato la città.
Il Cilindro di Ciro dice inoltre, riguardo ai popoli esiliati: «Ho (anche) radunato i loro antichi abitanti e ho restituito (loro) le loro dimore.» (p. 91)
D: In Esdra 1:5-11, perché il re persiano fu così generoso nel fornire oro e argento a Esdra?
R: La Scrittura fornisce una ragione e accenna appena a una seconda probabile ragione.
In primo luogo, Esdra 1:7 afferma che tra gli oggetti restituiti dal re vi erano gli arredi del tempio che erano stati sottratti agli Israeliti dai Babilonesi. I conquistatori solitamente portavano via gli idoli dei popoli conquistati, ma poiché a Gerusalemme non c’erano idoli, portarono via invece gli arredi del tempio. Anche nel Cilindro di Ciro, che documenta il momento in cui i Persiani rimandarono i popoli prigionieri alle loro case, si menziona la restituzione dei loro dei.
In secondo luogo, Esdra 1:6 afferma, in modo un po’ misterioso, che i vicini dei rimpatriati «li sostenevano» (BSB), in linea con il decreto del re riportato in Esdra 1:4 secondo cui essi «dovevano essere assistiti dagli uomini di quella regione con argento, oro, beni e bestiame» (BSB). Perché il re avrebbe voluto questo? Per capirlo, dobbiamo esaminare la situazione politica dell’epoca.
Il re Dario I era il padre di Serse I e il marito di Ester. Serse I fu assassinato nella sua camera da letto da Artabano, comandante della guardia del corpo del re, nel 465 a.C. Il re menzionato in Esdra, Artaserse I, era il terzo figlio di Serse e di Amestris. All’epoca aveva solo 18 anni. Ma in quell’anno Artaserse riuscì a uccidere sia Artabano che uno dei suoi fratelli maggiori, di nome Dario, e a sconfiggere in battaglia l’altro fratello maggiore, Istaspe. Tuttavia, seguì ben presto una rivolta in Egitto (460-454 a.C.), sostenuta da 200 navi greche. Megabizo, il satrapo persiano della Siria, sconfisse i ribelli egiziani nel 454 a.C., promettendo clemenza al capo dei ribelli egiziani, Inaro. Sfortunatamente, Inaro fu impalato per ordine della madre di Artaserse I, la regina Amestris, il che spinse Megabizo a ribellarsi. Nel bel mezzo di tutto ciò, nel 458 a.C., il re incoraggiò Esdra e altri esuli a tornare a Gerusalemme. Il re persiano voleva uno Stato cuscinetto leale a est dell’Egitto e a sud della Siria. Pertanto, come mostra Esdra 1:4-6, è logico che il re persiano volesse che i rimpatriati fossero «sostenuti» (BSB).
D: In Esdra 1:5-11, cosa dovresti fare se ti capitasse inaspettatamente una generosa benedizione?
R: Ovviamente lodare e ringraziare Dio per questo, ma c’è anche dell’altro. Fai sapere agli altri ciò che Dio ha fatto. Inoltre, puoi chiederti se Dio ti abbia dato questa benedizione per uno scopo preciso. Forse ti è stata data affinché tu potessi trovarti nella posizione di aiutare gli altri. Fai attenzione però; potresti scoprire di avere molti nuovi “amici”, ma non necessariamente veri amici.
D: In Esdra 1:8, cosa significano i nomi di questi ebrei?
R: Mithredath significa «dato da Mitra». Mitra era un importante dio persiano dalla parte del bene. Zorobabele significa «seme di Babilonia», dove era nato.
Sheshbazzar è un nome non ebraico dal significato incerto. Forse era un altro nome per Shenazar, e Shenazar era il quarto figlio di Jeconiah (1 Cronache3:18 ), l’ex re di Giuda, e quindi uno zio di Zerubbabel. Ciò spiegherebbe perché Sheshbazzar fosse chiamato il principe di Giuda.
Alcuni sostengono che Sheshbazzar possa essere un altro nome per Zerubbabel. Tuttavia, non avrebbe molto senso avere due nomi non ebraici. Altri sostengono che Sheshbazzar potrebbe essere un altro nome per Shealtiel, che a quanto pare morì poco dopo la posa delle fondamenta. Oppure Sheshbazzar potrebbe essere stato il governatore degli ebrei immediatamente prima di Zerubbabel, e quando Sheshbazzar morì, Zerubbabel prese il suo posto. Inoltre, Sheshbazzar probabilmente non è Zerubbabel, poiché Zerubbabel, figlio di Shealtiel, è menzionato in Esdra 5:2, mentre Sheshbazzar, principe di Giuda, è menzionato al passato come colui che pose le fondamenta del tempio in Esdra 5:16.
D: In Esdra 1:9-10, perché il totale degli oggetti menzionati, 2.499, non corrisponde al numero totale di oggetti in oro e argento, 5.400, riportato in1:11 ?
R: L’elenco comprende solo piatti, padelle (?), ciotole e altri oggetti di rilievo. Il totale complessivo, che forse include alcuni pezzi rotti, comprende oggetti non elencati. La differenza nei numeri è troppo grande per essere solo un errore tipografico.
D: In Esdra 2:1-70, gli ebrei prosperarono sotto il dominio persiano?
R: Sì. Oltre alla Bibbia, disponiamo di prove extra-bibliche che dimostrano che se la cavarono piuttosto bene.
A Nippur sono state rinvenute numerose tavolette di argilla appartenenti a ricchi banchieri denominati “Murashu e Figli” che concedevano prestiti. I testi riportano i nomi di 2.500 persone, di cui 70 sono ebrei. È interessante notare che le tavolette di argilla indicano che molti di questi ebrei avevano nomi sia ebraici che non ebraici. Inoltre, sono stati individuati ebrei in 28 dei 200 insediamenti nei dintorni di Nippur.
Vicino ad Assuan, nel sud dell’Egitto, era presente una guarnigione militare ebraica, che costruì un tempio/sinagoga dedicato a «Yaho».
Molti ebrei vivevano sull’isola di Elefantina, nel sud dell’Egitto, secondo papiri e ostraca aramaici che menzionano il sabato e la Pasqua ebraica. Nel Papiro Cowley n. 21, Dario II ordinò alla colonia ebraica dell’isola di Elefantina di osservare la Festa dei Pani Azzimi.
D: In Esdra 2, qual era la popolazione stimata degli Israeliti prima del loro esilio?
R: Si stima che nell’VIII secolo ci fossero da 500.000 a 700.000 israeliti nel regno del nord e da 220.000 a 300.000 israeliti in Giuda.
D: In Esdra 2, dato che si stima che tra 1,5 e 3 milioni di israeliti ed ebrei fossero dispersi nell’Impero persiano, perché solo circa 50.000 persone tornarono a Gerusalemme?
R: La maggior parte era disobbediente e non voleva tornare, anche se alcuni potrebbero essere stati schiavi e non aver avuto scelta. Lo stesso Esdra riconobbe che si trattava solo di un piccolo residuo in Esdra 9,15. Gli israeliti erano stati esiliati oltre 200 anni prima e quasi tutti si erano assimilati, perdendo la propria identità nazionale. La *Guida alla Bibbia* di Asimov, a pag. 437, sottolinea acutamente che «il fatto che donassero oggetti di valore per aiutare coloro che intendevano intraprendere il viaggio indica che erano ragionevolmente benestanti e che forse non vedevano alcun motivo per lasciare un luogo in cui erano prosperi e al sicuro e dove ormai si sentivano a casa». In realtà, i rimpatriati occuparono solo un territorio che si estendeva per circa 25 miglia da nord a sud e 32 miglia da est a ovest, di cui un terzo era deserto.
Sappiamo inoltre che molti ebrei erano benestanti grazie alle tavolette di Murashu. Si trattava di circa 730 tavolette d’argilla relative a prestiti concessi da un banchiere di Nippur di nome Murashu e dai suoi figli. Circa 60 nomi ebraici compaiono come debitori di Murashu.
Naturalmente è generoso che gli ebrei che scelsero di rimanere donassero denaro a coloro che tornavano a casa. Tuttavia, Dio non voleva le loro donazioni; Dio voleva che tornassero a casa loro stessi.
D: In Esdra 2, quanto tempo ci sarebbe voluto per viaggiare da Babilonia a Gerusalemme?
R: Ci sarebbero voluti circa quattro mesi. Tuttavia, Esdra non lo menzionò perché l’enfasi era posta sulla ricostruzione, non sulle difficoltà del ritorno.
D: In Esdra 2:1-70, quali sono le differenze nei numeri rispetto a Neemia 7:7-72?
R: Ecco i due elenchi e le differenze. La prossima domanda illustra le ragioni di tali differenze.
|
Clan |
Esdra |
Neemia |
Differenza |
|
Parosh |
2.172 |
2.172 |
0 |
|
Shephatiah |
372 |
372 |
0 |
|
Arah |
775 |
652 |
-123 |
|
Pahath-Moab |
2.812 |
2.818 |
da 2 a 8 |
|
Elam |
1.254 |
1.254 |
0 |
|
Zattu |
945 |
845 |
da 9 a 8 |
|
Zaccai |
760 |
760 |
0 |
|
Binnui/Bani |
642 |
648 |
da 2 a 6 |
|
Bebai |
623 |
628 |
Da 3 a 8 |
|
Azgad |
1.222 |
2.322 |
+1.100 |
|
Adonikam |
666 |
667 |
da 6 a 7 |
|
Bigvai |
2.056 |
2.067 |
da 56 a 67 |
|
Adin |
454 |
655 |
da 4x4 a 6x5 |
|
Ater |
98 |
98 |
0 |
|
Hashum |
223 |
328 |
+105 |
|
Bezai |
323 |
324 |
Da 3 a 4 |
|
Jorah/Hariph |
112 |
112 |
(ordine) |
|
Gabaon / Gibbar |
95 |
95 |
- |
|
Betlemme e Netofa |
123+56 |
188 |
Aggiunta +9 |
|
Anathoth |
128 |
128 |
0 |
|
Azmaveth |
42 |
42 |
0 |
|
Kiriath Jearim, Kephirah, Beeroth |
743 |
743 |
0 |
|
Rama e Geba |
621 |
621 |
0 |
|
Micmas |
122 |
122 |
0 |
|
Betel e Ai |
223 |
123 |
Da 2 a 1 |
|
Altro Nebo |
52 |
52 |
0 |
|
Magbish |
156 |
- |
Omissione |
|
Altro Elam |
1.254 |
1.254 |
0 |
|
Harim |
320 |
320 |
0 |
|
Lod, Hadid, Ono |
725 |
721 |
Da 5 a 1 |
|
Gerico |
345 |
345 |
(ordine) |
|
Senaah |
3.630 |
3.930 |
da 6 a 9 |
|
Jedaiah |
973 |
973 |
0 |
|
Immer |
1.052 |
1.052 |
0 |
|
Pashhur |
1.247 |
1.247 |
0 |
|
Harim |
1.017 |
1.017 |
0 |
|
Jeshua |
74 |
74 |
0 |
|
Asaf |
128 |
148 |
da 2 a 4 |
|
I guardiani |
139 |
138 |
da 9 a 8 |
|
Servitori del tempio |
392 |
392 |
0 |
|
Origine non accertata |
652 |
642 |
Da 5 a 4 |
|
Totale |
42.360 |
42.360 |
0 |
|
Servitori |
7.337 |
7.337 |
0 |
|
Categoria |
Esdra |
Neemia |
Differenza |
|
Cantanti |
200 |
245 |
+45 |
|
Cavalli |
736 |
736 |
0 |
|
Muli |
245 |
245 |
0 |
|
Cammelli |
435 |
435 |
0 |
|
Asini |
6.720 |
6.720 |
0 |
|
Drachme |
61.000 |
1.000 + 20.000 + 20.000 |
-20.000 |
|
Capo di abbigliamento |
100 |
530+67 |
+497 |
|
Minas |
5.000 |
2.200+2.000 |
-600 |
(Ci sono anche 50 ciotole in Neemia.)
Anche il libro apocrifo di 1 Esdra elenca i rimpatriati. Riporta 25.947 uomini d’Israele (rispetto ai 24.144 di Esdra e ai 25.406 di Neemia), 5.288 sacerdoti (rispetto ai 4.289 di Esdra e Neemia), 341 leviti, cantori e guardiani delle porte rispetto ai 341 di Esdra, 372 servitori del Tempio contro i 392 di Esdra e Neemia, e 652 uomini di origine non accertata, contro i 652 di Esdra.
Il numero totale di persone è di gran lunga superiore a quello elencato, quindi l’elenco non è esaustivo. Ad esempio, Esdra include la famiglia di Magbish, mentre Neemia no. Il totale potrebbe anche includere le tribù del nord, le donne e i bambini.
Dei 50 numeri in comune, si contano 22 differenze in totale. Ci sono 12 differenze di una sola cifra, e Neemia riporta il numero maggiore in 7 di esse. Ci sono 10 differenze a più cifre, e in 7 di esse Neemia riporta il numero maggiore. Per fare un confronto, esaminiamo il testo ebraico rispetto alla Settanta greca: per Esdra ci sono 2 differenze (entrambe a una cifra), mentre per Neemia ce ne sono 10 (5 delle quali a una cifra).
D: In Esd 2,1-70 e Ne 7,7-72, con quale precisione gli antichi scribi trasmettevano gli elenchi di numeri?
R: Ecco due esempi di confronto tratti da documenti antichi.
L’esercito di Frada: l’iscrizione persiana sulla Roccia di Behistun riporta che l’esercito di Frada contava 55.243 morti e 6.572 prigionieri nella colonna babilonese. Una traduzione aramaica rinvenuta sull’isola di Elefantina in Egitto indica che il numero dei prigionieri era 6.972, con una cifra di differenza rispetto all’iscrizione sulla Roccia di Behistun. In una copia duplicata della colonna babilonese rinvenuta a Babilonia, il numero dei prigionieri era 6.973, con una differenza di una cifra rispetto alla traduzione aramaica.
L’esercito ribelle di Frawartish: l’iscrizione persiana sulla Roccia di Behistun riporta che nell’esercito ribelle di Frawartish furono uccisi 2.045 uomini e ne furono fatti prigionieri 1.558. La copia aramaica indica un numero di prigionieri superiore a 1.575.
Questi esempi sono tratti originariamente da F.W. König, *Relief und Inschrift des Königs Dareios I am Felsen von Bagistan* (Leida: Brill, 1938), pp. 48, 45.
D: In Esdra 2:1-70, perché il numero dei rimpatriati differisce da quello riportato in Neemia 7:7-72?
R: Probabilmente ciò è dovuto a una combinazione di diversi motivi.
Semplici errori di trascrizione: nei manoscritti odierni si riscontrano alcuni errori di trascrizione. Molti di questi consistono nel modificare o omettere una cifra. Confrontando l’ebraico con la Settanta, si riscontrano 2 differenze in Esdra (entrambe di una singola cifra) e 10 differenze in Neemia (di cui 5 di una singola cifra). Ci si aspetterebbe quindi che semplici errori di trascrizione spieghino circa l’2 to 5 , o forse fino a 10 delle 22 differenze. Poiché Neemia presenta valori più elevati solo in 7 delle 12 differenze di una singola cifra, non vi è una tendenza statisticamente significativa a favore di uno dei due testi.
Elenchi cifrati: Le differenze potrebbero essere dovute all’uso di «elenchi cifrati», in cui un tratto verticale rappresentava «1» e uno orizzontale rappresentava «10», mentre l’inizio della lettera della parola ebraica me’ah rappresentava le centinaia. Ciò comporterebbe un maggior numero di errori di trascrizione.
Cambiamento nel modo di scrivere i numeri: il modo in cui gli ebrei scrivevano i numeri cambiò all’incirca in questo periodo. In precedenza gli ebrei usavano le vecchie «lettere rotonde», per poi passare alle lettere «quadrate». Ciò causerebbe un maggior numero di errori dei copisti. Il Wycliffe Bible Dictionary, a pag. 667, menziona che i Moabiti parlavano un dialetto dell’ebraico e utilizzavano ancora le vecchie lettere rotonde nel IX secolo a.C. L’Enciclopedia Britannica, volume 1 (1956), a pag. 684, afferma: «Le prime testimonianze dell’aramaico risalgono a circa l’800 a.C.… L’alfabeto di quel periodo differisce poco da quello della Stele moabita». Si afferma che vi fossero due tendenze, che si completarono durante il periodo persiano:
1) l’apertura delle teste delle lettere beth, daleth e resh, e 2) gli angoli divennero più arrotondati e si svilupparono le legature. Ciò potrebbe spiegare la presenza di un maggior numero di errori.
Gli elenchi furono redatti in momenti diversi: delle 10 differenze a più cifre, quella di Neemia è superiore in 7 di esse. Da un lato, le differenze probabilmente non sono dovute al ritorno di un maggior numero di esuli, poiché i totali coincidono esattamente. D’altra parte, per quanto riguarda i rimpatriati, nelle tribù e nei villaggi elencati potrebbero essere state individuate più persone. Esdra 2:1 afferma che questo è l’elenco redatto di coloro che lasciarono Babilonia, apparentemente prima del loro arrivo a Gerusalemme. Potrebbero esserci state alcune decisioni dell’ultimo minuto di unirsi a una tribù o a un villaggio.
Elenchi diversi: come sono stati redatti questi elenchi? Non è che Dio abbia dettato questi numeri a uno scriba, ma piuttosto che due o più persone abbiano effettuato il conteggio e redatto questi elenchi. Probabilmente in origine erano elenchi separati perché: Esdra separa gli uomini di Betlemme e di Netofa, mentre Neemia li raggruppa. Magbish è assente in Neemia. Si scambiano l’ordine di Lod ecc. e di Gerico. Neemia suddivide i numeri in modo più dettagliato rispetto a Esdra.
L’elenco di Neemia era una copia. Si noti attentamente che Neemia 7:5 non afferma che si trattasse del numero esatto di persone che erano tornate. Piuttosto, Neemia dice semplicemente di aver trovato un elenco, e questo è ciò che vi era scritto. L’elenco potrebbe essere errato, ma Neemia riporta correttamente ciò che vi era scritto. Si veda la domanda successiva per le implicazioni di ciò.
D: In Esdra 2:1-70 e Neemia 7:7-72, in che modo ciò si collega all’inerranza?
R: Alcuni critici dell’inerranza vedono le discrepanze tra questi elenchi come una delle sfide più gravi all’inerranza della Bibbia. In realtà non è affatto così. Innanzitutto, un «diversivo», ovvero una risposta errata; poi una risposta cristiana comune; e infine la risposta più probabile.
Risposta errata: Entrambe le liste sono corrette, ma sono diverse perché sono state redatte in momenti leggermente diversi. Quando fu compilata la lista più recente, erano arrivate alcune persone in più, altre se ne erano andate e le offerte erano diverse.
Tuttavia, il numero totale delle persone in più che si erano aggiunte e di quelle che se ne erano andate doveva corrispondere esattamente, poiché i totali complessivi sono identici. Ciò sarebbe altamente improbabile se entrambi gli elenchi fossero completamente corretti ma risalissero a momenti diversi.
Risposta comune: Sebbene non disponiamo dei manoscritti originali, l’inerranza [presumibilmente] implica che i due elenchi dovessero essere identici nei manoscritti originali. Tuttavia, una combinazione di semplici errori dei copisti e un cambiamento nell’alfabeto avvenuto in quel periodo, che ha generato ulteriori errori di trascrizione, è responsabile delle differenze nei numeri che avrebbero dovuto essere comuni tra i due elenchi. (Nulla impedisce che un elenco contenga dettagli che l’altro non ha.)
Tuttavia, 22 differenze su 50 numeri rappresentano un numero elevato di discrepanze, anche tenendo conto del cambiamento nella scrittura avvenuto in quel periodo.
Risposta più probabile: Neemia copiò in modo inerrato l’elenco che aveva a disposizione (e quell’elenco conteneva errori). Era sufficientemente accurata da fornire un’indicazione del numero di coloro che erano tornati, ma la precisazione di Neemia ci avverte che non è garantito che questa lista sia priva di errori. Ciò è analogo al modo in cui la Bibbia riporta in modo inerrante gli errori dei farisei, l’avventatezza di Iefte e la stoltezza di Abramo, senza dirci esplicitamente se dobbiamo credere e fare anche noi quelle cose.
Perché la Bibbia non ci ha indicato il numero esatto di tutte le persone ai tempi di Neemia? Probabilmente perché non è importante. 1 Timoteo 1:4 e Tito 3:9 ci dicono che non dobbiamo dedicarci a genealogie infinite.
D: In Esdra 2:1-70 e Neemia 7:7-72, quale elenco è più corretto?
R: Sebbene non possiamo esserne certi, probabilmente Esdra è più corretto per i seguenti motivi:
1. Anche il libro apocrifo di 1 Esdra elenca i rimpatriati, e la sua versione è più vicina a quella di Esdra. Una delle differenze tra la versione ebraica e quella della Settanta in Neemia farebbe sì che due delle cifre riportate da Neemia coincidano con quelle di Esdra. Pertanto, almeno i traduttori della Settanta ritenevano che Esdra fosse più accurato.
2. Lo stesso Neemia affermò che quella era la lista che aveva trovato, senza però dire che tutto ciò che vi era riportato fosse corretto.
Tuttavia, in entrambi i testi sono presenti singoli errori di trascrizione. Ecco un’analisi di alcune delle differenze specifiche, in cui viene indicato per primo il numero riportato in Esdra.
200 contro 245 cantori (Neemia 7:68). È probabile che Esdra sia corretto, poiché uno scriba potrebbe aver riportato per errore il numero 245 da Neemia 7:67, omettendo poi Neemia 7:68.
61.000 dracme contro una somma di 41.000. È probabile che il numero 61.000 in Esdra sia un errore di trascrizione e che debba essere 41.000.
D: In Esdra 2:2,14, Neemia, Mardocheo e Bigvai sono le stesse persone che compaiono nei libri di Neemia ed Ester?
R: No, non lo sono. Il governatore (Tirshatha) Neemia giunse a Gerusalemme nel 445 a.C., circa 13 anni dopo che Esdra si trovava già lì. Mardocheo ed Ester sono figure successive, e Bigvai, che in persiano significa “felice”, non sarebbe un nome insolito.
D: In Esdra 2:3-70, perché pensi che Esdra (e Dio) abbiano incluso un elenco di nomi così lungo?
R: Da un punto di vista umano, c’era una certa emozione nel sapere chi stava tornando. In secondo luogo, si trattava anche di una sorta di “verifica” per stabilire chi fosse un vero israelita tra coloro che facevano ritorno. In terzo luogo, le generazioni future avrebbero potuto guardare indietro e dire: «Io appartengo a questo popolo» basandosi su quei nomi. Dal punto di vista di Dio, Egli veglia su ogni dettaglio di chi fa cosa.
Si trattava di un «appello» di coloro che avevano lasciato il comfort e le comodità del luogo in cui si trovavano, impegnandosi a far parte del ministero invece di limitarsi a restare in disparte.
D: In Esdra 2:6-7, se un credente si è allontanato da Dio e vuole tornare, cosa gli consiglieresti di fare?
R: Innanzitutto, rassicuralo che Dio perdona e che lo accoglierà. A seconda di ciò che ha fatto, se possibile, fai in modo che ripari a ciò che ha preso o rovinato. Potrebbe stare affrontando le conseguenze del proprio peccato; sebbene Dio possa eliminare quelle conseguenze, spesso non lo fa. Ma se sopporta la disciplina di Dio e sceglie ora di seguirLo, Dio può trarre benedizione dalla sua rinnovata obbedienza a Lui.
È interessante notare che in Esdra 2:6 alcuni dei rimpatriati provenivano da Pahath-Moab. Questo nome significa «governatore di Moab» e potrebbe riferirsi ai Rubeniti che il re assiro Tiglat-Pileser III insediò in Moab. Altri rimpatriati provenivano dall’Elam, come riportato in Esdra 2:7. L’Elam si trova nel sud-ovest dell’Iran, e alcuni israeliti vi furono insediati con la forza.
D: In Esdra 2:42, perché tornarono così tanti guardiani delle porte, ben 139?
R: È stato stimato che prima dell’esilio ci fossero circa 5.000 guardiani delle porte, quindi la maggioranza non fece ritorno. I guardiani delle porte non si limitavano a stare di guardia alle porte; si occupavano anche della manutenzione dei terreni ed erano, in sostanza, anche custodi. Infatti, la nostra parola «custode» deriva dal termine latino per «porta», janua. Quindi queste persone avevano lavori stabili ma poco remunerativi. Forse non si lasciarono distrarre dalla prospettiva di arricchirsi nell’impero babilonese e, successivamente, in quello persiano.
D: In Esdra 2:59-63, cosa si fa quando ci si trova in una “terra di nessuno” nel ministero?
R: Questi uomini affermavano di poter servire come sacerdoti, ma non vi era alcuna documentazione che attestasse la loro discendenza da sacerdoti. O erano davvero discendenti ma i registri erano andati perduti, oppure non erano realmente sacerdoti (e lo sapevano), o forse i loro genitori e nonni avevano affermato che fossero una famiglia sacerdotale ma si erano sbagliati. Pertanto il governatore (Tirshatha), che era Neemia, decise che non avrebbero potuto svolgere il ministero sacerdotale finché un sacerdote in possesso dell’Urim e del Thummim non avesse preso una decisione. Non abbiamo alcuna documentazione su quando o se ciò sia mai stato deciso per la maggior parte di loro. Tuttavia, una famiglia sacerdotale, quella dei figli di Koz/Hakkoz in Esdra 2:61, poté in seguito essere considerata tale. Meremoth, figlio di Uria in Esdra 8:33 — che era figlio di Uria, a sua volta figlio di Hakkoz in Neemia 3:4,21 — fu considerato parte dei sacerdoti in Neemia 3.
Quando ti sembra di avere l’opportunità di servire in una posizione importante, e la tua strada ti viene sbarrata (a ragione o a torto), cosa puoi fare? Potresti diventare amareggiato, o almeno deluso. Oppure, se Dio ha chiuso una porta, potresti invece servire in un ruolo diverso, attraverso una porta che Dio ha aperto. Come ha detto un cristiano: «La delusione è il Suo disegno». A Dio non importa quanto sia alta la tua posizione umana; a Lui importa il tuo cuore nel servirLo.
D: In Esdra 2:64, perché l’intera moltitudine era di 42.360 persone, mentre sommando le liste in Esdra, Neemia e 1 Esdra si ottengono rispettivamente 29.818, 31.089 e 30.143 uomini?
R: L’«intera assemblea» includeva donne e bambini. Ciò significa che durante questa migrazione si presentarono relativamente poche donne e bambini; si trattava per lo più di uomini. Questo spiega perché potrebbe esserci stata una forte pressione a contrarre matrimoni misti con non israeliti.
D: In Esdra 2:69, di quale entità è questa ricchezza?
R: 61.000 dracme d’oro corrispondono a circa 1.000 libbre (500 chilogrammi), mentre 5.000 mine d’argento corrispondono a circa 3 tonnellate (2,9 tonnellate metriche).
D: In Esdra 2:70, in che modo noi cristiani possiamo «alzarci e farci valere» oggi?
R: Possiamo farci valere non trascurando di riunirci insieme, come comanda Ebrei 10:25. Possiamo votare per candidati onesti, che non sostengano cose malvagie. Come i ricchi capi di Esdra 2:69-70, possiamo donare liberamente denaro per l’opera di Dio. Possiamo professare pubblicamente il nome di cristiani.
D: In Esdra 3:1-12, in che modo questo risveglio differiva da quello di Giosia in 2 Cronache 34?
R: Nel risveglio di Giosia, il popolo era ancora in disobbedienza proprio prima del risveglio, dovette trovare una copia della Legge ed era sotto una grande minaccia in quel momento (l’Assiria). Si trattò di un risveglio di pentimento sotto la minaccia di una punizione.
Nel risveglio di Esdra si erano già pentiti dell’idolatria, avevano già letto la Legge ed erano lì per costruire il Tempio e la città. Si trattò di un risveglio di dedizione e di ricostruzione.
In sintesi, il primo risveglio spirituale rappresentò un allontanamento dal male, mentre quello di Esdra fu un passo avanti verso la ricostruzione. Entrambi i tipi di risveglio spirituale hanno la loro giusta collocazione.
D: In Esdra 3:2, perché sarebbe stato più difficile del previsto costruire un altare a Dio?
R: Per costruirlo in quel luogo, dovevano prima rimuovere le macerie del primo tempio in rovina. Anche i popoli circostanti si sarebbero opposti ai loro sforzi. Il settimo mese qui corrisponderebbe a settembre-ottobre del 537/536 a.C.
D’altra parte, il governo persiano non avrebbe avuto alcuna obiezione alla costruzione di un ulteriore altare. Secondo *Major Cities of Bible Times* (pp. 32-48), i testi babilonesi menzionano 50 templi più 180 santuari all’aperto dedicati alla dea Ishtar, 300 santuari per gli dei Igigi e 1.200 santuari per gli dei Anunnaki. Gli ebrei volevano costruirne solo uno. (tratto da *The Expositor’s Bible Commentary*, vol. 4, pag. 622)
D: In Esdra 3:8, perché i leviti di età pari o superiore a 20 anni furono nominati al servizio, dato che Numeri 4:3,47 e 1 Cronache 23:3,24,27 indicano che solo i leviti di età pari o superiore a 30 anni potevano svolgere il ministero, e Numeri8:24 e afferma che solo i leviti di età pari o superiore a 25 anni potevano lavorare nella Tenda del Convegno?
R: Sia Esdra2:40 che Neemia7:43 riportano che tornarono solo 74 leviti. Probabilmente ritennero di dover impiegare leviti più giovani poiché erano così pochi.
D: In Esdra 3:10 e Aggeo 1:15, la costruzione avvenne nel 520 a.C. durante il regno di Dario I, oppure iniziò sotto Ciro II intorno al 537 a.C., come afferma Esdra 3:8-13?
R: Entrambe le affermazioni sono vere. I lavori iniziarono nel 537 a.C. sotto Ciro II, furono interrotti per 16 anni a causa dell’opposizione e ripresero sotto Dario I nel 520 a.C. Furono completati nel 516/515 a.C.
D: In Esdra 3:11-13 e Aggeo 2:1-9, perché alcuni gioivano e altri piangevano?
R: Una situazione simile si verifica quando il tempio viene completato in Aggeo 2:1-9. È un po’ come chiedersi se un bicchiere sia mezzo pieno o mezzo vuoto. Per tutti questi oltre 70 anni (dal 587/586 a.C.) non c’erano stati né altare né tempio, e ora il tempio veniva finalmente ricostruito per offrire sacrifici a Dio. D’altra parte, però, questo piccolo inizio sembrava così insignificante rispetto all’antico splendore del Tempio di Salomone e dei suoi cortili. Alcuni si concentravano su ciò che era stato e su ciò che avrebbe potuto essere. Altri si concentravano sui progressi compiuti e sul futuro che ciò prometteva.
D: In Esdra 4, qual è la cronologia?
R: Ecco una cronologia delle diverse sezioni di Esdra 4. Si noti che Serse e Artaserse I sono persone diverse. Si noti inoltre che sono in fase di costruzione quattro elementi: l’altare, le fondamenta del tempio, il resto del tempio e le mura di Gerusalemme.
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Re persiani ed eventi |
Versetti in Esdra / Neemia |
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I babilonesi distruggono Gerusalemme nel 587/586 a.C. | |
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Ciro I (circa 652-600 a.C.) | |
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Cambise I (circa 600-559 a.C.) | |
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Ciro II conquista Babilonia nel 539 a.C. | |
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Ciro II «il Grande» 559-530 a.C. |
Esdra 4:1-5 (559-530 a.C.) |
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Esdra 3:1-5 Festa delle Capanne. Settimo mese, settembre-ottobre 537/536 a.C. | |
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Esdra 3:10-13. Le fondamenta del Tempio vengono completate nel 535/534 a.C. | |
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Dario I (Istaspe) 522-486 a.C. |
Esdra 4:23-24 I lavori al Tempio furono interrotti e non ripresi fino al 520 a.C. (Questo avvenne prima di Esdra 4:7-22.) |
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Aggeo e Zaccaria predicarono (520-519 a.C.). Aggeo li rimprovera per non aver ancora ricostruito la casa del Signore. | |
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L’Egitto si ribella alla Persia (486-483 a.C.) | |
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Esdra 6:15 La ricostruzione del Tempio viene completata nel 516/515 a.C. | |
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Serse (= Assuero in Ester) 486-465 a.C. |
Esdra 4:6 Serse (486-465 a.C.) |
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Artaserse I (Longimanus) 465-424 a.C. |
Flashback: Esdra 4:7-23 Artaserse I aveva interrotto la costruzione delle mura. (465-445 a.C.) |
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Neemia 2: Artaserse I autorizza nuovamente la costruzione delle mura di Gerusalemme. 445/444 a.C. |
D: In Esdra 4:2, chi erano esattamente i Samaritani?
R: I Samaritani erano un popolo eterogeneo che viveva a nord di Gerusalemme. Erano un misto di israeliti poveri provenienti dal regno del nord, oltre ad alcuni popoli conquistati che il re assiro Sargon II (722-705 a.C.) aveva importato e un secondo gruppo più numeroso sotto il re Esarhaddon (681-669 a.C.), più un terzo gruppo importato sotto suo figlio Assurbanipal (669-627 a.C.). A quanto pare, però, i babilonesi non importarono alcun popolo in Samaria.
Dal punto di vista religioso, adoravano il Dio vero insieme ad altre divinità. Nel 1962, i beduini che avevano trovato i rotoli del Mar Morto scoprirono anche una grotta nel Wadi Daliyeh. Al suo interno c’erano da due a trecento scheletri di famiglie fuggite da Alessandro Magno nel 331 a.C. Nei testi che lasciarono, molti dei loro nomi riflettevano idoli edomiti, aramaici, moabiti, cananei e babilonesi.
D: In Esdra 4:2, i Samaritani erano sinceri nell’offrire aiuto agli ebrei?
R: Probabilmente non erano sinceri, ma forse volevano infiltrarsi tra gli operai. I samaritani bloccarono con la forza la ricostruzione delle mura, poiché il monte Gerizim in Samaria era un «concorrente» come centro di culto. Probabilmente i Samaritani pensavano che non ci fosse alcuna incongruenza tra il Tempio dedicato a Dio e il loro culto eclettico, secondo Esdra 4:2. Tuttavia, gli ebrei fecero bene a rifiutare l’aiuto dei Samaritani poiché questi adoravano anche altri dei (2 Re 17:34) oltre all’Unico Vero Dio e ai vitelli d’oro. Tuttavia, respingere i Samaritani li avrebbe indotti a opporsi alla costruzione.
Contrariamente a ciò, la scettica *Guida alla Bibbia di Asimov*, a pag. 441, ritiene che i samaritani fossero sinceri in questa occasione. Ma se fossero stati sinceri nel volere la costruzione del Tempio, una volta che non fu loro permesso di aiutare, cercarono di scoraggiare e creare difficoltà al popolo (Esdra 4:4). Assunsero consiglieri, ovvero li corruppero (Esdra 4:5). Infine scrissero una lettera in cui li accusavano di voler costruire un muro per ribellarsi ai Persiani (Esdra 4:6). Se fossero stati sinceri, come sostiene Asimov, perché in seguito li avrebbero scoraggiati e avrebbero scritto una lettera per accusarli?
D: In Esdra 4:3, perché gli ebrei rifiutarono l’aiuto esterno?
R: Se hai bisogno di cibo o di beni di prima necessità, l’aiuto da parte dei non credenti in genere va bene. Ma se stai facendo qualcosa per l’opera di Dio, è meglio avere credenti che si offrono volontari piuttosto che non credenti. Dovremmo accettare aiuto dai non credenti per il ministero di Dio? Anche 3 Giovanni 7 menziona il fatto di non ricevere aiuto dai pagani. Una cosa è accettare aiuto per darlo ai poveri, un’altra è accettare aiuto per predicare il Vangelo.
D: In Esdra 4:7-16, come reagisci quando stai lavorando duramente e con spirito di sacrificio per il regno di Dio e, all’improvviso, tutto il tuo lavoro viene vanificato dall’opposizione?
R: Il popolo avrebbe potuto scoraggiarsi o semplicemente arrendersi. Ma lo stesso re persiano, Artaserse, in seguito permise loro di ricostruire le mura sotto la guida di Neemia a partire dal 445/444 a.C. Innanzitutto, l’opposizione malvagia all’opera di Dio non dovrebbe essere né inaspettata né scoraggiante. Se l’opposizione è capitata a Mosè, a Giosuè, a Esdra e Neemia, a Gesù, a Paolo e agli altri apostoli, perché dovresti mostrarti sorpreso se dovesse mai capitare a te?
In secondo luogo, nel baseball c’è un detto: «Non trasformare un errore in due». Se commetti un errore imbarazzante, come lasciare passare una palla rasoterra tra le gambe o far cadere una palla alta, potresti sentirti così male e rimuginarci sopra da non riuscire a vedere la palla successiva che ti arriva e sbagliare anche quella. Quando commetti un errore grave, devi rialzarti, decidere di continuare a provarci o di impegnarti di più, e andare avanti. Quando un’opportunità si chiude, sii pronto per quando se ne aprirà un’altra.
D: In Esdra 4:8-6:18 ed Esdra 7:12-26, perché questi passi sono stati scritti in aramaico?
R: Nulla indica che Esdra o i suoi segretari dovessero scrivere nella stessa lingua. Forse segretari diversi hanno redatto parti diverse. Anche Daniele 2:4b-7:28 è stato scritto in aramaico, così come Geremia 10:11.
La lettera dei Samaritani al re era in aramaico, e quindi ha senso citare la lettera in aramaico.
D: In Esdra 4:9, chi sono i Dehaviti?
A: Un tempo si pensava che fossero i Daoi di Erodoto e i Dahae di Plinio e Virgilio. Questo popolo viveva a est del Mar Caspio. Tuttavia, oggi si ritiene che il termine ebraico non sia il nome di un popolo, bensì la parola di-hu, che significa “cioè”. Quindi Esdra 4:9 recita «gli Elamiti di Susa» (BSB), o più letteralmente, «gli uomini di Susa, cioè gli Elamiti».
D: In Esdra 4:13, a quanto ammontava esattamente la tassa riscossa dai re persiani?
R: In tutto l’impero, il re persiano riscuoteva una somma stimata tra i 25 e i 35 milioni di dollari USA all’anno, secondo *The Expositor’s Bible Commentary*, vol. 4, pagg. 631-632. La Palestina faceva parte della quinta satrapia, alla quale, secondo Erodoto, libro 3, capitoli 89-97, venivano imposti solo 350 talenti d’argento, pari a 680.000 dollari statunitensi. Anche altre località dovevano versare contributi in natura, che spesso superavano quelli monetari. La Palestina non era tenuta a versare alcun contributo in natura, e quindi i Persiani la tassavano in modo piuttosto leggero.
D: In Esdra 4:15,19, come dovrebbero reagire i credenti quando vengono ingiustamente accusati di sedizione e insurrezione?
R: Sedizione significa tradimento contro il governo, mentre insurrezione significa rivolta. Supponendo che in realtà non si tratti di tradimento, i credenti dovrebbero negare le accuse. Tuttavia, non lasciate che la vostra smentita sia formulata in modo così approssimativo da alimentare ulteriori sospetti sull’accusa. Come regola molto approssimativa, forse una smentita dovrebbe essere lunga all’incirca quanto l’accusa stessa.
D: In Esdra 4:23, la ricostruzione del tempio cessò a causa degli eserciti stranieri o dell’indifferenza del popolo, come afferma Aggeo 1:2?
R: Un esercito potrebbe averne causato l’interruzione temporanea, ma una volta interrotta, l’indifferenza del popolo ne ha impedito la ripresa, anche dopo che nel 522 a.C. era ormai possibile farlo.
D: In Esdra 5:1, questi profeti erano gli stessi che scrissero i libri della Bibbia?
R: Sì, Aggeo e Zaccaria erano la stessa persona. Aggeo predicò da agosto a dicembre del 520 a.C. Zaccaria profetizzò a partire da ottobre/novembre del 520 a.C. per due anni.
D: In Esdra 5:1 e6:14 , Zaccaria era il figlio di Iddo, o il figlio di Berekia, figlio di Iddo, come in Zaccaria 1:1?
R: Zaccaria era figlio di Berekia e nipote di Iddo. Nelle lingue semitiche il termine che indica “figlio” può significare anche “discendente”.
D: In Esdra 5:3, che cosa c’era di significativo nella visita di Tattenai?
R: Tattenai era un funzionario governativo incaricato delle indagini (frasaka) o un inquisitore (patifrasa). Zorobabele e gli ebrei erano probabilmente terrorizzati all’idea che Tattenai potesse ordinare immediatamente la sospensione dei lavori. Quando chiese se gli ebrei avessero l’autorità di costruire il tempio o le mura, una risposta sbagliata avrebbe potuto fermare immediatamente la costruzione di entrambi.
Tattenai non sembra fosse né a favore né contro gli ebrei; voleva semplicemente che le leggi e l’autorità fossero rispettate. Quando gli risposero in modo ragionevole, parlando del decreto di Ciro e della restituzione degli arredi del tempio, Tattenai ascoltò ma non volle creder loro senza prove a conferma provenienti dagli archivi persiani. Tuttavia, Tattenai concesse agli ebrei il beneficio del dubbio e permise che la costruzione continuasse mentre venivano effettuate le ricerche. Una caratteristica comune alla maggior parte dei capi è che anche loro hanno un superiore. Tattenai non voleva che Dario venisse a sapere che stava lasciando correre le cose. Così Tattenai «delegò verso l’alto» la responsabilità a Dario. Tattenai spiegò tutto a Dario, il quale fece cercare il decreto.
Un commentatore, Batten, nel 1913 identificò erroneamente Tattenai con Ushtannu, il satrapo di tutta Babilonia e della regione oltre l’Eufrate. Tuttavia, gli archeologi hanno rinvenuto un documento babilonese, datato 5 giugno 502 a.C., in cui si menziona «Ta-at-tan-ni» come il pahat (governatore) che era un subordinato del satrapo.
D: In Esdra 5:7, Dario dovette occuparsi di molte lettere inviate dai suoi funzionari?
R: Gli archeologi hanno rinvenuto diverse migliaia di testi risalenti al periodo tra il 509 e il 494 a.C. nella capitale Persepoli e oltre 100 testi risalenti al periodo tra il 492 e il 458 a.C.
Per quanto riguarda la risposta di un re, a Xanthos, in Licia, nell’Asia Minore sud-occidentale, si trova un tempio pagano con un decreto di autorizzazione simile da parte del re persiano. È scritto in greco, licio e aramaico. Ciro restaurò i templi di Uruk e di Ur. Cambise restaurò il tempio di Sais in Egitto. Dario ricostruì un tempio a Hibis in Egitto.
D: In Esdra 5:11, cosa c’è di interessante nel modo in cui raccontarono la loro storia a Tattenai?
R: Da quanto detto qui, Nabucodonosor NON era in ultima analisi responsabile della distruzione del tempio e della deportazione del popolo; lo era Dio, e Nabucodonosor era solo il Suo strumento. Fu Dio a farlo, e la colpa era dei loro antenati a causa del loro peccato.
D: In Esdra 5:16, cosa significa il nome «Zorobabele»?
R: Significa “figlio/discendente di Babilonia”, poiché Zorobabele nacque lì.
D: In Esdra 6:1, perché i Persiani avrebbero dovuto cercare negli archivi di Babilonia, visto che Susa era la capitale persiana?
R: Cercarono negli archivi (letteralmente «casa dei libri») a Babilonia, ma non riuscirono a trovare alcun decreto. Per provvidenza divina, però, quelle tavolette si trovavano a Ecbatana (Achmetha) in Media, e lì le trovarono. L’Impero persiano aveva quattro capitali: Susa (o Shushan), Persepoli, Ecbatana e Babilonia. Tra le quattro capitali, il decreto fu trovato a Ecbatana, poiché apparentemente era lì che Ciro aveva trascorso l’estate del 538 a.C. quando redasse il decreto. In generale, i re persiani trascorrevano l’inverno a Babilonia e le estati a Susa o a Ecbatana. Per inciso, Esdra 6:2 è l’unico riferimento alla città di Ecbatana presente nella Bibbia.
D: In Esdra 6:1, qual è l’importanza del decreto?
R: Un re avrebbe onorato il decreto di un re precedente. Pertanto, Dario fu lieto di aiutare gli ebrei, sia perché erano stati autorizzati da Ciro, sia perché Gerusalemme poteva fungere da fortezza cuscinetto contro l’Egitto o eventuali ribelli. Pertanto, il ritrovamento di questo antico decreto portò un sospiro di sollievo agli ebrei. Si noti che non solo Dario onorò il decreto, ma nei versetti 8-10 fornì anche generosamente provviste e materiali per la ricostruzione, mentre nei versetti 11-12 minacciò di punire chiunque si fosse opposto alla ricostruzione. (Dario fece impalare 3.000 babilonesi dopo la ribellione di Babilonia, secondo sia l’iscrizione di Behistun sia il libro 3, cap. 159 di Erodoto.) Se Dario stesse cercando di ingraziarsi gli ebrei affinché gli fossero fedeli, questo sarebbe stato il modo giusto per farlo.
Vengono regolarmente offerti sacrifici per il re, secondo 1 Maccabei 7:23; 12:11; 2 Maccabei 3:35; 13:23; e le «Antichità giudaiche» di Giuseppe Flavio, libro 12, n. 2.5.
D: In Esdra 6:8, perché un re persiano avrebbe pagato una somma ingente per ricostruire il tempio degli ebrei a Gerusalemme?
R: Molte volte i re costruivano templi, il che serviva anche allo scopo “pratico” di fidelizzare i sudditi. Ciro fece riparare anche il tempio di Uruk, il tempio di Enunmakh a Ur e i templi di Babilonia. Gli archeologi hanno rinvenuto un memorandum sul Tempio ebraico scritto da Bagoas, governatore persiano di Giuda, e da Delaia. In esso si legge: «di ricostruirlo sul suo sito com’era prima, e che l’offerta di cibo e l’incenso fossero preparati sull’altare come un tempo».
Inoltre, Dario chiese agli ebrei di pregare per lui e per i suoi figli, come riporta Esdra 6:10 (cfr. 1 Maccabei 7:33).
D: In Esdra 6,15-22, qual è il significato di questa celebrazione?
R: La celebrazione annuale della Pasqua commemorava la protezione di Dio sugli Israeliti quando uscirono dall’Egitto durante l’Esodo. Non poterono celebrarla nel tempio per oltre 70 anni, poiché non avevano un tempio, essendo stato distrutto il 12 agosto del 586 a.C. Ma dopo tutto quel tempo, erano felicissimi di poterla finalmente celebrare nel tempio appena consacrato.
D: In Esdra 6:17-22, come si confronta questa situazione con il tempio e i sacrifici ai tempi di Salomone?
R: Questo tempio era alto 90 piedi e largo 90 piedi. In occasione della sua dedicazione furono offerti 100 tori, 200 montoni, 400 agnelli maschi e 12 capre. Questo sacrificio potrebbe sembrare di grandi proporzioni, finché non lo si confronta con il tempio di Salomone.
Ai tempi di Salomone il tempio era lungo 90 piedi, largo 30 piedi e alto 45 piedi, secondo 1 Re 6:2. Era adornato con pregiato legno di cedro e oro. In occasione della sua dedicazione furono offerti 22.000 buoi e 120.000 pecore, secondo 1 Re 8:63.
D: In Esdra 6:22, perché qui Dario viene chiamato «re d’Assiria», quando era re di Persia?
R: Gli imperi assiro e babilonese possedevano vasti territori prima che i Persiani conquistassero tutto. Anziché cercare di assimilare tutti alla cultura persiana, ritennero opportuno consentire ai popoli conquistati di mantenere la propria identità. Pertanto, la Persia era per i Persiani (e i Medi), e Dario era re di Persia, Babilonia, Assiria, Siria, Asia Minore ed Egitto.
D: In Esdra 7:1, quando si collocano gli eventi di questo capitolo?
R: C’è stato un intervallo di 57/58 anni tra Esdra 6 (nel 516 a.C.) ed Esdra 7 (nel 458 a.C.). Gli eventi del libro di Ester si sono verificati in quel periodo intermedio. Esdra arrivò nel periodo in cui l’Egitto, con l’aiuto di Atene e della Lega di Delo, era riuscito temporaneamente a ribellarsi alla Persia dal 460 al 454 a.C.
D: In Esdra 7:1, Seraia era il padre di Esdra?
R: No, perché il sacerdote Seraia fu giustiziato dai babilonesi nel 588/587 a.C., mentre Esdra e i suoi compagni viaggiarono tra l’8 aprile e il 4 agosto del 458 a.C. Jeshua, menzionato in Esdra 2:2, era probabilmente un nipote di Seraia. Esdra era probabilmente il pronipote o il bisnipote di Seraia. In ebraico, «figlio» può significare «discendente». Seraia era un antenato famoso, ed Esdra prese il suo nome.
Per inciso, Seraia significa «Yahweh è principe», mentre Esdra è una forma abbreviata di Azaria (Yahweh ha aiutato), che era un nome comune.
D: In Esdra 7:6, Esdra potrebbe essere arrivato sia nel 458 a.C. che nel 398 a.C.?
R: No. Sebbene Esdra non dica esplicitamente “I” o “II”, deve trattarsi del “I”, poiché il 398 a.C. è un periodo troppo tardivo perché il Tempio non fosse ancora stato completato. Inoltre, spesso si distingue tra due re con lo stesso nome una volta che il secondo sale al trono, ma non si fa questa distinzione quando è vissuto un solo re.
Inoltre, l’epoca di Esdra e Neemia doveva essere sotto Artaserse I, poiché un papiro di Elefantina (Cowley n. 30), datato dallo scriba come «November 25, 407 B.C. », menziona Sanballat [sn’blt], il governatore di Samaria citato nel libro di Neemia.
D: In Esdra 7:6, Salmi 45:1 e Proverbi 22:29, cosa significa «scriba pronto»?
R: Il termine ebraico qui utilizzato, mahir, significa letteralmente «rapido» o «veloce». Ciò indica che era abile nel proprio lavoro e in grado di portare a termine il compito in modo efficiente. A riprova di ciò, Esdra riferì in dettaglio sul viaggio. È curioso notare che nella capitale Persepoli si trovano oltre 300 testi di viaggio persiani, quindi era normale documentare i viaggi ufficiali.
D: In Esdra 7:17, esiste qualche precedente di un re persiano che abbia permesso a un sacerdote non persiano di ripristinare i propri sacrifici e di ristabilire leggi religiose (non persiane)?
R: Sì, perché a quanto pare il re era preoccupato che il popolo continuasse a seguire le proprie usanze, come parte dell’obbedienza alla Persia. Esiste un parallelo molto stretto nel decreto di Dario I rivolto a Udjahorresnet, un sacerdote egiziano che ripristinò la religione egizia a Sais, in Egitto. Dario gli affidò il compito di radunare «uomini saggi d’Egitto» per codificare le leggi egizie sia in scrittura demotica egizia che in aramaico. Gli scribi in Egitto impiegarono dal 518 al 503 a.C. per portare a termine questo compito.
D: In Esdra 8:15, perché era significativo che non ci fossero leviti tra loro?
R: Il re aveva specificato che dovevano recarsi lì per promuovere l’obbedienza alla Torah, e tra loro non c’erano leviti. Inoltre, per il trasporto di tutto il materiale, Esdra voleva che fossero i leviti a occuparsi degli arredi del tempio. Così Esdra si recò nella città di Casifia, dove vivevano molti leviti, e convinse 38 leviti e 220 servitori del tempio a tornare a Gerusalemme (Esdra 8:18-20).
D: In Esdra 8:15-21, perché pregarono proprio in quel momento per la loro incolumità?
R: Un piccolo gruppo di esuli (1.772 uomini, per un totale che potrebbe variare da 3.000 a 5.000 persone) stava intraprendendo il viaggio di ritorno lungo 900 miglia. Avevano ricevuto circa 25 tonnellate d’argento, 3,75 tonnellate d’oro e oggetti di bronzo. Temevano di subire un’imboscata lungo il percorso, come dice Esdra 8:31. Esdra, che non era un funzionario persiano, non chiese una scorta militare, mentre Neemia, funzionario di corte, lo fece in Neemia 2:7-9. Entrambe le soluzioni erano valide.
D: In Esdra 8:17, si tratta dello stesso Iddo che era il padre di Zaccaria in Zaccaria 1:1?
R: No, perché Zaccaria profetizzò prima degli eventi descritti in Esdra 7-8, quindi il padre di Zaccaria probabilmente non era più in vita in quel periodo. Ma potrebbe trattarsi di un figlio o di un nipote del padre di Zaccaria, che portava lo stesso nome.
D: In Esdra 8:21-22, perché qui digiunarono e non chiesero protezione ai Persiani?
R: Gli ebrei avevano già presentato una richiesta al re una volta. Esdra 8:22-23 afferma che sarebbe sembrato strano chiedere nuovamente truppe, dato che avevano già dichiarato che Dio li avrebbe protetti. Naturalmente, uno dei mezzi che Dio avrebbe potuto usare per proteggere gli ebrei avrebbe potuto essere proprio l’esercito persiano. Tuttavia, come sottolinea il libro *1001 Bible Questions Answered* a pag. 315, una cosa è accettare un aiuto offerto spontaneamente, un’altra è chiederlo.
D: In Esdra 8:25-29, dato che ci si fida dei servitori e dei capi di Dio, è comunque giusto sottoporli a controlli finanziari e a revisioni contabili?
R: Certamente. Ecco perché Esdra pesò l’argento, l’oro e gli altri oggetti in Esdra 8:25 quando li consegnò loro, e li pesarono nuovamente in Esdra 8:29 per assicurarsi che non ne avessero sottratto alcuno. Era stato loro detto in anticipo che ci sarebbe stata una seconda pesatura dopo il loro arrivo. A volte possono esserci persone disoneste di cui non si sospetta nulla. Pertanto è positivo che i servitori di Dio che gestiscono denaro e ricchezze siano sottoposti a revisioni contabili e rendicontazione finanziaria. Se sei una persona onesta a cui sono stati affidati denaro o altri beni, non dovresti sentirti offeso dal fatto che ti venga chiesto di sottoporti a una revisione contabile. È bene avere controlli finanziari, non solo per prevenire i furti, ma anche per dimostrare a tutti, sia all’interno che all’esterno della chiesa, che vi sono prove concrete che il denaro non è stato sottratto.
D: In Esd 8,27; 1 Cr 29,7 e Ne 7,70, queste monete sono darici persiani o dracme greche?
R: Si tratta o di un darico persiano o di una moneta d’argento coniata localmente nello stile della dracma greca.
Gli archeologi hanno rinvenuto diverse «dracme» di epoca persiana a Beth Zur (Khirbet et-Tubeiquah), a sud di Gerusalemme e a 4 miglia e mezzo (7 km) a nord di Hebron. Queste dracme non furono coniate in Grecia, ma in Giuda secondo lo «stile della dracma». Un articolo afferma che agli ebrei era permesso coniare le proprie monete d’argento con il nome della provincia «Yehud» in scrittura ebraica arcaica. In Palestina, in epoca persiana, esisteva una zecca locale.
Tuttavia, esiste anche una seconda teoria. Il termine ebraico qui utilizzato, darkemonim, e un termine simile in Esdra 8:27 e 1 Cronache 29:7, adarkonim, potrebbero riferirsi al darico persiano, una moneta d’oro che prendeva il nome dalla parola persiana per «oro»: dari. A un soldato veniva corrisposta una di queste monete al mese come paga.
D: In Esdra 9:1-2, quando si dovrebbe parlare a qualcuno dei peccati di un altro e quando si dovrebbe tacere?
R: Innanzitutto, bisogna riconoscere che esiste la tentazione di spettegolare, di raccontarlo a tutti indiscriminatamente, e lo spettegolare è un peccato. Oltre a ciò, occorre stabilire, per la gloria di Dio, cosa va detto, con quale livello di dettaglio e a chi. Alcuni capi si recarono da Esdra perché egli era il guida spirituale della comunità, ed Esdra doveva agire, ammonendo le persone riguardo a questo peccato ed espellendo dall’assemblea coloro che perseveravano nel peccato.
Quando c’è un peccato, la cerchia di coloro che devono essere informati della situazione, o della disciplina ecclesiastica, corrisponde all’incirca a coloro che già sapevano che qualcosa stava accadendo, più i leader che sono supervisori spirituali. Essi devono sapere cosa è successo, ma non è necessario che conoscano tutti i “GSD”, ovvero i dettagli più scabrosi del peccato in questione.
D: In Esdra 9:1-2; Esodo 34:16 e Deuteronomio 7:1-3, perché molti uomini ebrei sposarono donne pagane?
R: A quanto pare, gli uomini che tornarono dalla cattività furono molti di più rispetto alle donne. Volevano sposarsi e, poiché sembrava che Dio non stesse provvedendo loro una moglie in quel momento, presero l’iniziativa per conto proprio.
Una seconda ragione potrebbe essere suggerita da Malachia, che profetizzò tra Esdra 6 e 7. Malachia 2:11 menziona uomini che divorziavano dalle mogli della loro giovinezza per sposarne un’altra.
Questo divieto non era dovuto al fatto che appartenessero a una razza diversa, poiché Mosè sposò una cushita e Ruth era una moabita. Inoltre, anche gli aramei e gli elamiti erano semiti, ma il problema era che adoravano un dio diverso. Forse è per questo che ogni matrimonio doveva essere esaminato. Se una moglie si era convertita al giudaismo, come fece Ruth, allora sarebbe stata considerata ebrea e le sarebbe stato permesso di restare. Ecco perché ci vollero ben tre mesi per esaminare i casi di questi matrimoni.
È triste vedere questi uomini. Avevano iniziato bene, abbandonando le comodità dei luoghi in cui vivevano in Mesopotamia e in Persia, e obbedendo alla chiamata a tornare a Gerusalemme. Ma non hanno concluso bene. Dopo il loro ritorno, avendo sposato mogli pagane, i figli sarebbero cresciuti imparando ad adorare gli dei pagani o, quanto meno, imparando che non era poi così importante quali dei si adorassero.
Ma perché i figli sarebbero andati via con le madri? Sia nella cultura ebraica che in quella babilonese, quando un matrimonio finiva con il divorzio, i figli rimanevano con la madre. Secondo il Codice di Hammurabi 137, i figli dovevano crescere prima che la moglie divorziata potesse risposarsi.
D: In Esdra 9:3, Numeri 14:6; Giosuè 7:6; Ester 4:1; Giobbe 1:20; Isaia 36:22; Geremia 41:5 e Matteo 26:65, cosa significa quando un ebreo si strappa le vesti?
R: Inizialmente Esdra potrebbe essere stato molto felice di tornare a Gerusalemme, ma la sua gioia durò poco e la situazione divenne dolorosa. Strapparsi le vesti era un segno tradizionale di grande dolore, angoscia o bestemmia. Questo gesto rovina le vesti in modo tale che non possano essere riparate, quindi viene compiuto solo per qualcosa considerato estremamente grave. Quando Giobbe perse i suoi figli, le sue ricchezze e tutto il resto, si strappò le vesti. Esdra considerò questo problema di gravità simile.
D: In Esdra 9:3-10, quanto era grave questo compromesso?
R: Questo compromesso non era un rifiuto totale di Dio, ma un tentativo di conciliare il seguire Dio con il continuare a commettere il peccato di sposarsi al di fuori della fede. Esdra considerò la cosa così grave da strapparsi le vesti. Esdra pregò e digiunò per tutto il giorno prima di rispondere. In Esdra 9:6 Esdra provò vergogna davanti a Dio per ciò che queste altre persone avevano fatto. Esdra e gli altri capi avevano lavorato davvero duramente per guidare il popolo verso un culto corretto e l’obbedienza a Dio, e poi alcuni di loro avevano cambiato idea e avevano agito in questo modo.
Esdra vide che il compromesso con gli dei pagani aveva sviato Israele e Giuda dal tempo dei Giudici fino all’Esilio, e ora stava assistendo a una storia che stava per ripetersi. Esdra era determinato a spezzare quel circolo vizioso.
D: In Esdra 9:3-10; 1 Corinzi 7:10-16, è lecito per un cristiano oggi sposare un non cristiano?
R: No. 2 Corinzi 6:14-18 mostra che non dobbiamo essere in giogo con i non credenti. Ma se ti sei sposato con un non cristiano, sia perché sei diventato cristiano dopo il matrimonio sia a causa del tuo peccato, 1 Corinzi 7:10-16 dice che non dovresti chiedere il divorzio. Se è il coniuge a chiedere il divorzio, va bene; in 1 Corinzi 7:15 siamo chiamati alla pace. Ma non dobbiamo essere noi a prendere l’iniziativa del divorzio.
Se un coniuge è morto, va bene risposarsi, ma il matrimonio deve comunque essere nel Signore (1 Corinzi 7:39).
Paolo raccomanda e incoraggia persino le giovani vedove a risposarsi in 1 Timoteo 5:14. Coloro che pensano che le vedove debbano essere scoraggiate dal risposarsi vanno contro ciò che Dio ha insegnato tramite l’apostolo Paolo (mi dispiace, Girolamo). Un anziano o un diacono dovrebbe essere «marito di una sola donna», secondo 1 Timoteo 3:2,12. Le vedove che sono sostenute dalla chiesa non dovrebbero essersi risposate, secondo 1 Timoteo 5:9.
D: In Esdra 9:3-10, com’è possibile che alcuni membri della chiesa possano iniziare molto bene e finire molto male?
R: Esdra 9-10 rappresenta un triste epilogo di un libro altrimenti felice. Korah, Acan, Gedeone, Giuda, Anania e Saffira, Demas: tutti hanno iniziato bene e sono finiti male. Demas non avrebbe mai dovuto offrirsi volontario per accompagnare Paolo nel suo viaggio missionario, ma lo fece in modo ammirevole. Poi, però, amò il mondo e si allontanò. Le persone possono seguire Dio per un po’, ma si allontanano se ritengono che Dio non abbia soddisfatto le loro condizioni per seguirlo, se hanno una radice di amarezza, o se la loro fede è scossa dall’ipocrisia che vedono in alcuni altri.
D: In Esdra 9:3-10, come dovremmo reagire quando scopriamo che un credente è stato coinvolto in un peccato grave?
R: Non affrettatevi a dire: «Va bene così, Dio è molto soddisfatto di te, non importa quanto tu ti ribelli e profani il Suo Santo Nome». Anzi, non date mai affatto quell’impressione. È una cosa molto grave, non solo per il credente, ma anche per gli altri, sia cristiani che non, che vedono la testimonianza del credente. Dovremmo essere addolorati e cercare di riportare quella persona al pentimento.
Si noti che Esdra era addolorato e provava vergogna, nonostante non avesse commesso lui stesso quelle azioni sbagliate. Ma era addolorato perché il popolo di Dio aveva agito in quel modo, e collettivamente egli faceva parte del popolo di Dio.
D: In Esdra 10:2-3, cosa fece Esdra in questa occasione?
R: Esdra, con grande saggezza, non fece nulla. Era abbastanza chiaro cosa andasse fatto. Esdra piangeva e si prostrava davanti a Dio, lasciando che il popolo giungesse alla conclusione ovvia su ciò che doveva fare.
D: In Esdra 10:11, 19, 44, Esdra ha sbagliato a costringere gli uomini ebrei a divorziare dalle loro mogli non ebree, come sostiene la *Guida alla Bibbia* di Asimov a pag. 452?
R: No. Sapevano di aver sbagliato a sposare queste mogli pagane, e il divorzio era permesso nell’Antico Testamento. In quel periodo, gli ebrei stavano combattendo la «battaglia della loro vita» per preservare la propria religione e cultura dall’assimilazione.
Inoltre, sebbene ciò contraddica l’insegnamento di Paolo in 1 Corinzi 7:12, Paolo non era ancora nato, e le regole matrimoniali per tutti dopo la venuta di Gesù differiscono dalle regole precedenti valide per gli ebrei ai tempi dell’Antico Testamento.
D: In Esdra 10:12, ci sono cose che altre persone ti dicono che dovresti fare, e tu non vedi conseguenze negative nel farlo, ma non le farai perché sai di essere consacrato come figlio di Dio?
R: Può trattarsi di feste, rapporti sessuali al di fuori del matrimonio, ubriachezza, droghe o altre cose malvagie che gli altri pensano di poter fare impunemente e credono che tu possa farlo anch’io. Forse potresti farla franca, almeno fino alla fine di questa vita. Ma se ti rendi conto di chi sei, un figlio di Dio, non farai quelle cose, semplicemente perché non vorrai farlo, poiché desideri compiacere il tuo Signore.
D: In Esdra 10:44, cosa c’è di interessante riguardo ai conteggi riportati?
R: Complessivamente, circa 111, ovvero lo 0,4%, dei 28.774 uomini avevano contratto matrimoni misti. Ma tra i leviti, 6 su 74, ovvero l’8,1%, e 3 su 139, ovvero il 2,2%, dei guardiani delle porte avevano contratto matrimoni misti. Quindi i leviti (ma non i sacerdoti) e i guardiani delle porte presentavano un numero sproporzionato di matrimoni misti. Una possibile spiegazione è che in origine Esdra non avesse alcun levita. Così Esdra si fermò a Casifia e convinse alcuni leviti a unirsi a lui. Forse all’inizio non erano così disponibili, e non sappiamo se avessero sposato le mogli straniere prima o dopo il loro ritorno in Giuda. In ogni caso, coloro che conoscevano meglio la legge erano proprio quelli che avevano il maggior numero di coniugi pagani.
D’altra parte, gli anziani esaminavano ogni matrimonio. Se la moglie si era convertita al giudaismo, allora sarebbe stata considerata ebrea e ciò sarebbe andato bene.
Sebbene gli uomini avessero ripudiato le loro mogli non credenti in quel momento, in seguito Neemia dovette affrontare la stessa situazione in Neemia 10:31.
D: In Esdra, quali sono alcuni dei manoscritti più antichi che esistono ancora oggi?
R: Rotoli del Mar Morto: (circa 1 a.C.) 1 copia di Esdra-Neemia (4Q117). Si trattava di un piccolo frammento. (Programma radiofonico “Issues etc.” del 17 aprile 1999)
Il 4Q117 è costituito da tre frammenti di Esdra 4:2-6 (ebraico); 4:9-11 (aramaico);5:17 -6:5 (aramaico). 50 parole, in tutto o in parte
Complessivamente, nei rotoli del Mar Morto sono conservati i seguenti 14 versetti sui 280 versetti totali di Esdra (5%).
Esdra 4:2-6,9-11;5:17 ; 6:1-5. Per ulteriori dettagli, si veda *The Meaning of the Dead Sea Scrolls*, p. 423.
I manoscritti della Bibbia cristiana, risalenti a circa il 350 d.C., contengono l’Antico Testamento, compreso il libro di Esdra.
Il Vaticanus (325-350 d.C.) ha conservato l’intero libro di Esdra.
Il Sinaitico (340-350 d.C.) ha conservato l’intero libro di Esdra a partire da Esdra 9:9.
L’Alexandrinus (circa 450 d.C.) ha conservato l’intero libro di Esdra.
D: Quali scrittori antichi fecero riferimento a Esdra?
R: L’unico autore cristiano pre-niceno che fece riferimento o alluse a versetti di Esdra fu Origene (225-254 d.C.), il quale vi alluse. Egli disse: «Ma qualcun altro dirà che il tempio di cui si parla non era quello costruito da Salomone, poiché quello fu distrutto durante il periodo della cattività, bensì il tempio costruito al tempo di Esdra, riguardo al quale si può dimostrare che i quarantasei anni sono del tutto accurati». Commento di Origene al Vangelo di Giovanni, libro 10, cap. 22, p. 403.
Dopo Nicea
Eusebio di Cesarea (318-339/340 d.C.)
Atanasio (367, 325-373 d.C.)
Ambrogio di Milano (370-390 d.C.)
Gregorio di Nazianzo (330-391 d.C.) menziona Esdra nel suo poema sulle Scritture. Il poema di Gregorio è (in greco) nel vol. 37 della Patrologia Graeca di Migne, col. 471-474 (Carmina Dogmatica, Libro 1, sezione 1, Carmen XII).
Paciano di Barcellona (342-379/392 d.C.) allude a Esdra.
Epifanio di Salamina (implicito) (360-403 d.C.)
Rufino (374-406 d.C.)
Giovanni Crisostomo (-407 d.C.) cita il libro di Esdra
Concilio di Cartagine (219 vescovi) (393-419 d.C.)
Sulpizio Severo (363-420 d.C.)
Girolamo (373-420 d.C.) tratta dei libri dell’Antico Testamento. In particolare, tratta della Genesi, dell’Esodo, del Levitico, dei Numeri, del Deuteronomio, del Pentateuco, di Giobbe, di Gesù figlio di Nave [Giosuè], dei Giudici, di Ruth, di Samuele, dei Re (2 libri), dei dodici profeti, di Osea, di Gioele, di Amos, di Abdia, di Giona, Michea, Naum, Abacuc, Sofonia, Aggeo, Zaccaria, Malachia, Isaia, Geremia, Ezechiele, Daniele, Ester, Esdra, Neemia. Lettera 53, cap. 7-8, pagg. 99-101.
Papa Leone I di Roma (440-460 d.C.) fa riferimento a Esdra.
D: In Esdra, quali sono alcune delle differenze di traduzione tra l’ebraico/aramaico e la Settanta greca?
R: Ecco alcune delle differenze di traduzione, incentrate principalmente su Esdra 2, con il testo ebraico/aramaico riportato per primo, seguito da quello greco.
Esdra 2:1 «figli della provincia che salirono dalla cattività, tra coloro che erano stati esiliati» vs. «gente del paese che salì, tra il numero dei prigionieri che furono liberati»
Esdra 2:2 «degli uomini del popolo» vs. «del popolo»
I 52 numeri (167 cifre in inglese) di Esdra 2:3-69 in ebraico e nella Settanta greca corrispondono esattamente, tranne che per:
Esdra2:24 : «42» contro «43»
Esdra2:39 «1.017» contro «1.007»
(Due errori di battitura su 52 numeri corrispondono a una differenza di circa il 4%, mentre due cifre su 167 corrispondono a una differenza dell’1%.)
Ezr2:25 “Kiriath Arim” vs. “Kiriath Jearim” (Conosciamo una Kiriath Jearim, ma non una Kiriath Arim, quindi Arim è probabilmente un errore di battitura)
Esdra4:23 : «costringere a fermarsi» contro «costringere a fermarsi con cavalli e una forza [armata]».
Bibliografia per questa domanda: la traduzione ebraica è tratta dalla Literal Translation di Jay P. Green e la versione della Settanta è tratta dalla traduzione di Sir Lancelot C.L. Brenton di The Septuagint: Greek and English. Sono stati utilizzati anche l’Expositor’s Bible Commentary e le note a piè di pagina delle Bibbie NASB, NIV 1985, NKJV e NRSV.
Salvo diversa indicazione, le citazioni delle Scritture sono tratte da *The Holy Bible, Berean Standard Bible* (BSB), che è stata dedicata al pubblico dominio: https://berean.bible