< Domanda biblica tratta da 2 Re

D: In 2 Re 1:2, perché Achazia mandò a Ekron per consultare Baal-Zebub quando in Giuda c’erano molti adoratori di Baal?

R: Ekron, in Filistea, era in realtà molto vicina a Samaria, a sole 40 miglia di distanza. Si potrebbe dire che fosse troppo vicina, dato che Ekron era un importante centro di culto di Baal. Inoltre, i re hanno spesso rivali e nemici, e forse Achazia voleva mantenere segreti sia il suo incidente che la sua consultazione di Baal.

D: In 2 Re 1:9-15, perché morirono quei 100 uomini?

R: Quei soldati leali stavano semplicemente eseguendo gli ordini. Obbedivano al loro capitano, che non aveva alcun rispetto né per Dio né per Elia, e che aveva ordinato a Elia di scendere [altrimenti...]. Quando qualcuno fa parte di un gruppo malvagio e si limita a eseguire gli ordini, subisce le conseguenze della propria lealtà riposta in modo sconsiderato.

D: In 2 Re 2:9, perché Eliseo chiese una doppia porzione?

R: Probabilmente ciò non significa che Eliseo chiedesse di essere due volte più grande di Elia. Piuttosto, Eliseo considerava Elia come un padre. Quando un padre moriva, di solito ciascuno dei suoi figli riceveva una porzione, tranne il figlio maggiore (o colui a cui era stato assegnato il diritto di primogenitura). Quest’ultimo riceveva una doppia porzione, ed era proprio questo che Eliseo stava chiedendo.

D: In 2 Re 2:12, perché Eliseo chiamò Elia “mio padre”, visto che Gesù in Matteo 23:9 disse di non chiamare nessuno “padre”?

R: A prescindere dal fatto che questo fosse ciò che Gesù aveva proibito, Eliseo lo disse centinaia di anni prima che Gesù impartisse quel comando. Con il suo insegnamento, la sua saggezza e la sua stretta presenza, Elia era come un padre per Eliseo. Ciò non significa però che Elia fosse suo padre dal punto di vista biologico.

D: In 2 Re 2:23-24, cosa dice esattamente il testo ebraico in questo punto?

R: Ci sono tre parole ebraiche chiave qui:

Dare maledizione: la parola ebraica per «maledizione» qui non è herem, che significa «dedicare alla distruzione», ma qalal, che significa «dare maledizione».

Sbranati: l’orso «sbranò» i 42 giovani, il che implica che furono uccisi.

Giovani: in ebraico si intendono ragazzi di 17 anni come Giuseppe (Genesi 37:2), bambini più piccoli o uomini fino a circa 20 anni.

D: In 2 Re 2:23-25, perché quei 42 giovani furono sbranati dagli orsi?

R: Due punti da considerare nella risposta. Contrariamente a quanto hanno affermato alcuni atei, Eliseo non è responsabile degli orsi. Essi furono mandati direttamente da Dio. Il termine ebraico per “giovane” può includere ventenni, e i giovani apparentemente formavano una banda. Il termine «giovane» qui può indicare un bambino piccolo (2 Re 5:14), ma è la stessa parola usata per Giuseppe all’età di 17 anni (Genesi 37:2) e per gli uomini addestrati nell’esercito di Abramo (Genesi 14:24). Gli orsi feroci, Ursus Syriacus, erano comuni in Palestina in quel periodo.

D: In 2 Re 3:1, Jehoram divenne re d’Israele nel diciottesimo anno di Giosafat di Giuda, oppure nel secondo anno di Jehoram, figlio di Giosafat, come riportato in 2 Re 1:17?

R: Entrambe le affermazioni sono vere, tenendo presente che i re esercitavano la coreggenza. Ciò avvenne nell’852 a.C., che era il 18° anno del regno in solitaria di Giosafat, iniziato nell’870/869 a.C., mentre Jehoram, figlio di Giosafat, iniziò a regnare nell’854/853 a.C.

D: In 2 Re 3:4, quali prove archeologiche abbiamo del re Mesha di Moab?

R: La Stele di Moab (850 a.C.) conferma l’invasione di Moab da parte di Jehoram.

Vi si legge: «Io sono Mesha, figlio di Chemosh (il dio moabita), re di Moab... Mio padre fu re di Moab per trent’anni e io sono diventato re dopo di lui; ho costruito questo santuario a Chemosh a Qerihoh [Kir-Haraseth, la capitale], un santuario di rifugio, poiché egli mi ha salvato da tutti i miei oppressori e mi ha dato il dominio su tutti i miei nemici. Omri era re d’Israele e opprime Moab per molti giorni, poiché Chemosh era adirato contro il suo paese. E suo figlio gli succedette e anche lui disse: «Opprimerò Moab». Ai miei tempi disse questo; ma io ebbi la meglio su di lui e sulla sua casa; e Israele perì per sempre... Ho fatto scavare i fossati di Qerihoh dai prigionieri israeliti...» (tratto da *The Bible As History*, p. 237)

La pietra moabita afferma che gli israeliti furono sconfitti. 2 Re 3:27 dice che si ritirarono, ma non si sarebbero ritirati se non fossero stati sconfitti.

D: In 2 Re 3:17, come trovarono l’acqua?

R: Secondo *The Bible as History*, pag. 238, se si scavano fossati lungo il Mar Rosso, questi si riempiono d’acqua proveniente dall’altopiano. L’acqua è rossa perché attraversa il terreno rossastro.

D: In 2 Re 3:18-19, perché Dio ordinò agli Israeliti di abbattere ogni albero moabita, visto che Deuteronomio 20:19 dice che gli Israeliti non dovevano abbattere alberi da frutto per costruire opere d’assedio?

R: Innanzitutto, cosa non è la risposta, e poi la risposta.

Non solo in Canaan: il contesto di Deuteronomio 20:10-20 riguarda sia le nazioni lontane sia i Cananei. Sarebbe errato affermare che Deuteronomio 20:19 non si applicasse alle terre al di fuori di Canaan.

Opere d’assedio: Deuteronomio 20:19 stabilisce le regole per l’assedio di una città e indica quale tipo di legno può essere utilizzato per le opere d’assedio. Gli Israeliti non stavano assediando le città quando abbatterono questi alberi.

D: In 2 Re 3:27, perché gli israeliti si ritirarono dopo che il re moabita ebbe sacrificato suo figlio ai propri dei?

R: Ci sono tre possibili ragioni complementari.

Disperazione: gli Israeliti e gli Edomiti avevano già inflitto gravi danni a Moab. Questo sacrificio spinse i Moabiti rimasti a combattere con maggiore furia, e forse l’esercito israelita/giudeo/edomita, già disperso per disseminare pietre nei campi, non si aspettava un tale livello di resistenza e non ritenne opportuno combattere contro gli ultimi difensori. Ciò non corrisponde però a quanto affermato dai Moabiti sulla pietra moabita.

Persuadere gli Edomiti: anche gli Edomiti combattevano contro Moab in questa zona, e forse mostrarsi così disperati avrebbe convinto gli Edomiti a rompere la loro alleanza con Israele e Giuda. Anche la NIV Study Bible, a pag. 528, riporta questa motivazione.

Ostaggi: in relazione alla motivazione precedente, il libro *735 Baffling Bible Questions Answered* (pagg. 127-128) riporta che i commentatori ebrei affermavano che Giuda, Israele ed Edom, in quanto vassallo di Giuda, combatterono contro Moab. Il figlio del re che fu ucciso era il figlio del re di Edom, che era tenuto in ostaggio a Moab. Dopo che ciò avvenne, gli Edomiti si ritirarono dall’alleanza, e anche Israele e Giuda si ritirarono.

D: In 2 Re 4:29, perché Elia avrebbe voluto che il suo bastone fosse posto sul corpo del ragazzo?

R: Sebbene la Scrittura non lo dica esplicitamente, ciò indica che Elia sarebbe intervenuto se il ragazzo non fosse tornato in vita. L’Expositor’s Bible Commentary, volume 4, pag. 186, avanza l’interessante ipotesi che ciò avrebbe garantito che gli abitanti della città non seppellissero il ragazzo.

D: 2 Re 5:10-15 indica forse che il battesimo neotestamentario per immersione, finalizzato alla remissione dei peccati, sia essenziale per la salvezza, dato che Naaman non fu purificato dalla lebbra finché non si lavò nel fiume Giordano?

R: No, questa è un’interpretazione estremamente forzata da parte di alcuni che cercano la salvezza nell’acqua.

a) Questo atto di fede era finalizzato alla purificazione dalla lebbra, non alla salvezza.

b) Non importa quale fiume o quale acqua di battesimo si utilizzi. Ma in questo caso doveva essere specificatamente il fiume Giordano per far capire il punto a Naaman.

c) Nell’Antico Testamento non esisteva il battesimo in acqua.

d) Infine, se qualcuno cercasse di collegare questo episodio al battesimo, Naaman non sapeva con certezza che esistesse un solo Dio, se non il Dio d’Israele, fino a DOPO essersi lavato nel Giordano, come riportato in 2 Re 5:15.

D: In 2 Re 5:12, dove si trovano i fiumi Abana e Farfar?

R: L’Abana è il fiume Barada, che attraversa la città di Damasco. L’origine del nome del Pharpar (o Parpar) è incerta, ma il *New International Dictionary of the Bible*, a pag. 780, suggerisce che potrebbe trattarsi dell’Awaj, che nasce a est del Monte Hermon. Il testo sottolinea inoltre che Naaman non disse che i fiumi fossero vicini a Damasco, ma piuttosto che fossero fiumi di Damasco, ovvero appartenenti al territorio controllato da Damasco.

D: In 2 Re 5,18, esistono prove archeologiche dell’esistenza del dio aramaico Rimmon?

R: Sì, i documenti assiri chiamavano questo dio Ramanu (il tuonante). Inoltre, il padre di Ben-Hadad I era chiamato Tabrimmon in 1 Re 15:18. Per ulteriori informazioni, si veda *The Expositor’s Bible Commentary*, volume 4, pag. 192.

D: In 2 Re 6:15, chi era il servitore di Eliseo?

R: Ci sono due possibilità.

Gehazi era il servitore, e 2 Re 6:15 racconta di un periodo precedente a quando Gehazi divenne lebbroso. Nulla in 2 Re indica che ciò sia avvenuto dopo la narrazione precedente.

Un sostituto che Eliseo assunse al posto di Gheazi. È altamente improbabile che Gheazi potesse continuare a servire Eliseo e a frequentare altre persone dopo essere stato colpito dalla lebbra.

D: In 2 Re 6,18, come è possibile che le truppe siriane, pur essendo state miracolosamente accecate, abbiano continuato a seguire Eliseo?

R: Il termine ebraico qui utilizzato, canver, può significare sia cecità che visione confusa, ovvero vedere cose che non ci sono o non vedere cose che invece ci sono.

D: In 2 Re 6:19, Eliseo mentì alle truppe siriane?

R: No, l’affermazione di Eliseo era del tutto vera. Avrebbero visto Eliseo a Samaria. Stavano cercando Eliseo, ed Eliseo avrebbe portato loro colui che stavano cercando. È tuttavia riconosciuto che la risposta di Eliseo fosse molto fuorviante. Allo stesso modo, quando Samuele andò a ungere Davide come re, diede una risposta che era la verità, ma li fuorviò non rivelando tutte le informazioni. Quando le persone malvagie cercano di uccidere coloro che si oppongono a loro, 1 Samuele 16:1-5 mostra che fuorviare le persone malvagie è una cosa buona.

D: In 2 Re 6:21-23, perché i nemici siriani non furono uccisi in quella occasione?

R: Gli israeliti non avrebbero catturato i siriani senza l’aiuto di Dio, e Dio ordinò che fossero sfamati e liberati. I siriani non erano cananei, quindi agli israeliti era permesso stringere trattati con loro e lasciarli vivere. Inoltre, in questo modo, i siriani non furono uccisi per aver seguito un profeta di Dio. Si trattò anche di una mossa politica intelligente, poiché, facendo sì che i siriani catturati raccontassero agli altri ciò che era accaduto, gli israeliti ebbero tregua dalle incursioni siriane per un po’. Si veda *Hard Sayings of the Bible*, pag. 235, per una risposta leggermente diversa.

D: In 2 Re 6:23, come mai i predoni siriani non entrarono più in Israele, dato che il re siriano Ben-Hadad radunò il suo esercito e assediò Samaria, la capitale di Israele, come dice 2 Re 6:24?

R: La risposta si trova proprio nel fatto che questi due versetti sono così vicini tra loro. Dopo il miracolo, in 2 Re 6:23 i predoni siriani non entrarono in Israele per un certo periodo. Dopo un certo tempo, il re siriano in persona radunò il suo esercito ed entrò in Israele. Quindi la decisione degli Aramei di non compiere incursioni in Israele era solo temporanea.

D: In 2 Re 6:25, cosa sono i «baccelli»?

R: Il termine ebraico qui è letteralmente «escrementi di colomba». Esistono quattro interpretazioni al riguardo.

a) Si dice letteralmente «sterco di colomba». Nulla impedisce che ciò sia vero. 2 Re non specifica a cosa servissero gli escrementi di colomba, e la Nelson Study Bible, a pag. 618, suggerisce che potessero essere stati utilizzati come combustibile.

b) Giuseppe Flavio, in *Antichità giudaiche* 9.62.4 (scritto intorno al 93-94 d.C.), ipotizzò che fossero un sostituto del sale, ma non vi è nulla a sostegno di questa tesi.

c) Alcuni sostengono che si trattasse di un bulbo commestibile, noto oggi come «Stella di Betlemme». Anche il libro *What You Know Might Not Be So: 220 Misinterpretations of the Bible Explained*, a pag. 52, condivide questa interpretazione.

d) In alternativa, potrebbe trattarsi di un errore di trascrizione, in cui quattro lettere sono state sostituite con due, riferendosi ai baccelli di carruba. La *NIV Study Bible*, a pag. 534, sostiene questa tesi. Il *Bible Knowledge Commentary: Old Testament*, a pag. 550, afferma che normalmente i baccelli venivano utilizzati solo come mangime per gli animali.

D: In 2 Re 6:31, quale re d’Israele voleva decapitare Eliseo?

R: Si trattava di Joram. Ricordate che è necessario distinguere chiaramente i re del regno settentrionale di Israele (Acab, Joram, Jehu, ecc.) dai re del regno meridionale di Giuda (Giosafat, Jehoram, Achazia, ecc.). Tenete presente che Joram, re di Giuda, e Jehoram, re di Israele, sono due persone diverse. Acab era morto in 2 Re 1:1, e Joram, suo figlio, era al quinto anno di regno in 2 Re 8:16. Ora, sebbene non sia necessario che 2 Re 8:7-15 sia cronologico, le narrazioni in genere lo sono, quindi 2 Re 6:31 si collocherebbe nel quinto anno di regno di Joram o prima.

A proposito, Joram non era l’unico a dare la caccia a Eliseo. Jezabel, moglie di Acab e presumibilmente madre di Joram, voleva far uccidere Elia e probabilmente anche Eliseo.

D: In 2 Re 7:2, chi era il «signore, sulla cui mano si appoggiava il re»?

R: Secondo *The Bible As History*, pag. 233, la parola ebraica *Shlish*, tradotta come «Signore», deriva dalla parola che significa «tre». Le sculture assire mostrano che i carri avevano tre persone a bordo: l’auriga, il combattente e un uomo che stava in piedi dietro di loro tenendosi aggrappato a due corte cinghie su entrambi i lati del carro. Il terzo uomo proteggeva gli altri dalle frecce e aiutava a impedire che venissero sbalzati fuori quando il carro sbandava tra i morti e i feriti. Poteva anche sostituire l’auriga o il combattente se uno dei due fosse stato messo fuori combattimento.

D: In 2 Re 8:15, abbiamo qualche testimonianza extra-biblica di Hazael, il re usurpatore della Siria?

R: Sì. Secondo *The Expositor’s Bible Commentary*, volume 4, pag. 201, Hazael è menzionato più di una volta negli annali del re assiro Salmanassar III, dove viene definito «figlio di un signor nessuno».

D: In 2 Re 8:25, Achazia di Giuda divenne re nel dodicesimo anno di Jehoram, o nel suo undicesimo anno, come riportato in 2 Re 9:29?

R: Entrambe le affermazioni sono vere, poiché dipende dal sistema di conteggio in uso. Achazia succedette a Jehoram nell’841 a.C., come riporta *The Expositor’s Bible Commentary*, volume 4, pag. 203. Secondo l’*Encyclopedia of Bible Difficulties*, pag. 206, e *When Critics Ask*, pag. 192, nel sistema che non considera l’anno di ascesa al trono come primo anno — utilizzato in quel periodo dal regno settentrionale di Israele — il primo anno comprende l’intero anno in cui ricade il giorno in cui il principe divenne re. Il regno meridionale di Giuda, in quel periodo, utilizzava invece il sistema che considerava l’anno di ascesa al trono come primo anno. Secondo questo sistema, il primo anno non iniziava prima del Capodanno ebraico successivo al giorno dell’incoronazione. Ciò farebbe sì che gli anni di regno di ogni re fossero cumulativi.

D: In 2 Re 8:26, Achazia aveva 22 anni quando iniziò a regnare, oppure ne aveva 42, come afferma 2 Cronache 22:2 nel testo masoretico?

R: 2 Cronache 22:2 nel testo masoretico è un errore di trascrizione, perché se Achazia avesse avuto 42 anni, sarebbe nato due anni prima della nascita di suo padre! 2 Cronache 22:2 riporta “22” anni in alcuni manoscritti della Settanta e in quello siriaco, secondo la nota a piè di pagina della NIV. Ciò non significa che la Bibbia contenesse un errore nei manoscritti originali, ma solo che nelle copie possono insinuarsi errori di trascrizione di poco conto.

Vedi *735 Baffling Bible Questions Answered*, p. 128; *Encyclopedia of Bible Difficulties*, pp. 206-207; *The Expositor’s Bible Commentary*, vol. 4, pp. 203 e 508, *Bible Difficulties & Seeming Contradictions*, pp. 163-164, *New International Bible Commentary*, p. 474, e *When Critics Ask*, p. 194, per una risposta sostanzialmente identica. *Bible Difficulties & Seeming Contradictions*, pag. 164, aggiunge che sia in questo errore di trascrizione sia in 2 Re 24:8 (18) e 2 Cronache 36:9-10 (8), la cifra delle decine è stata omessa. I numeri scritti al tempo di Esdra e Neemia avevano tratti orizzontali e verticali, e se un manoscritto fosse stato sfocato o macchiato, uno dei tratti sarebbe stato omesso.

D: In 2 Re 9:1, chi erano i figli dei profeti?

R: Probabilmente non si tratta dei figli biologici dei profeti, ma più verosimilmente di profeti in formazione.

D: In 2 Re 9:7-9, perché Dio ordinò a Jehu di uccidere il re?

R: In generale, dobbiamo rispettare e onorare i nostri governanti, come indicano Romani 13:1-7 e 1 Pietro 2:13-17.

2 Re 9:7 dice che Dio ordinò a Jehu di vendicare il sangue dei servi del Signore versato da Jezabel. A quanto pare, Dio vide che il loro diritto di governare il regno di Dio era stato precluso dalla gravità della loro malvagità. La Scrittura non specifica il momento in cui ciò avvenne, ma forse fu dopo che Jezabel e Acab uccisero Nabot a sangue freddo per la sua vigna e cercarono di dare la caccia ai profeti di Dio, compreso Elia.

Quando un leader non si limita a commettere un errore, ma compie un’azione che induce il suo popolo a perdere il rispetto e la fiducia in lui, in genere non c’è più modo di tornare indietro.

D: In 2 Re 9,11, perché Jehu minimizzò ciò che disse il profeta?

R: Potrebbe essere che Jehu non attribuisse molta fiducia alle parole del profeta, ma ciò è improbabile. Jehu aveva appena sentito quelle parole e probabilmente non si era ancora deciso. Piuttosto, lo diceva agli altri ufficiali per non doversi impegnare, almeno non in pubblico.

D: In 2 Re 9:30, perché qui Jezabel si truccò il viso?

R: Sapeva che sarebbe morta e voleva apparire bella anche nella morte. Il suo desiderio, però, non si è avverato.

D: In 2 Re 10,1-3, perché Jehu scrisse ai capi in questo modo?

R: Jehu scrisse loro con grande audacia per incoraggiarli a uscire allo scoperto e combatterlo, quasi con l’atteggiamento di «Non vedo l’ora di farla finita». Si dice che le parole siano ironiche quando il significato espresso è l’opposto di quello che comunicano. Jehu, in realtà, stava cercando di intimidirli affinché si arrendessero senza opporre resistenza, ed è proprio ciò che accadde.

D: In 2 Re 10:1-17, perché questa storia di Jehu è riportata nella Bibbia?

R: Osea 1:4 afferma che Jehu peccò versando tutto quel sangue. Il secondo libro dei Re fa parte della storia del popolo di Dio e riporta non solo le cose buone e piacevoli che essi fecero, ma anche i peccati spietati che commisero. 2 Re 10:31 dice che Jehu non seguì realmente le vie di Dio. L’International Standard Bible Encyclopedia, vol. 6, pag. 38, mostra un pannello dell’Obelisco Nero in cui Jehu, o un suo emissario, si inchina davanti a Salmanassar II (859-824 a.C.)

D: In 2 Re 10:4, perché l’uccisione di due re da parte di Jehu in un attacco a sorpresa convinse i Samaritani a ritenere Jehu così potente?

R: Il semplice fatto di uccidere due persone non dimostra che qualcuno sia un grande condottiero. Tuttavia, si trattava di re, e non fu solo l’uccisione dei re, ma il fatto che Jehu riuscì a farla franca e che godeva del sostegno del popolo, a incutere timore in coloro che erano stati favoriti dai re defunti. Spesso, in politica, gli effetti psicologici sono importanti.

D: In 2 Re 10:18-28, perché Jehu finse ingannevolmente di adorare Baal e mentì agli altri?

R: Jehu ricorreva costantemente a mezzi sbagliati e spietati per realizzare quelle che erano buone intenzioni. Innanzitutto, la Bibbia non ha mai approvato le azioni di Jehu, e 2 Re 10:31 afferma che Jehu non seguì Dio con tutto il cuore, mentre Osea 1:4 mostra che Jehu peccò versando così tanto sangue. Jehu era fortemente concentrato sul suo obiettivo: liberare il paese dal male. Voleva farlo con ogni mezzo, anche con mezzi malvagi (per quanto strano possa sembrare).

Questo è molto istruttivo per noi oggi. A volte l’odio di una persona verso il male e l’empietà può essere più grande del suo amore e della sua obbedienza a Dio. Disobbedire a Dio, anche in nome di Dio, non significa servire Dio, ma solo gettare discredito sui servitori di Dio.

D: In 2 Re 10:29-31, perché Jehu non mise fine al culto dei vitelli d’oro?

R: A quanto pare, mentre liberare il paese da una dinastia malvagia era per lui una priorità assoluta, liberarlo dai falsi dei non lo era. Una conseguenza del peccato radicato e persistente in una cultura è che tutti, a volte persino i credenti, vi si abituano e diventano ciechi di fronte al fatto che si tratti di un peccato.

D: In 2 Re 11:1-12, perché il sacerdote Jehoiada ricorse a strategie e astuzia per compiere la volontà di Dio?

R: Ci si potrebbe chiedere: perché Sansone dovette usare la forza per compiere la volontà di Dio, o perché Paolo dovette usare la saggezza per predicare il Vangelo? I servitori di Dio devono ricorrere a molti mezzi per compiere la Sua volontà, e non c’è nulla di sbagliato nell’usare l’astuzia, pur senza peccare. Davide usò l’astuzia per compiere la volontà di Dio, e Dio ordinò a Samuele di usare l’astuzia per compiere la Sua volontà in 1 Samuele 16:2-5.

D: In 2 Re 11:2, Joas fu nascosto per proteggerlo dall’educazione idolatra di Atalia, e Atalia non voleva uccidere Joas, come sostiene la *Guida alla Bibbia* di Asimov a pag. 387, secondo cui ciò sarebbe plausibile?

R: Asimov aveva una fervida immaginazione, ma no, non è andata così. La madre di Joas non discendeva dalla stirpe fenicia; secondo 2 Cronache 24:1, si chiamava Zibia ed era originaria di Beersheba, nell’estremo sud di Giuda. In ogni caso, 2 Re 11:1 afferma chiaramente che Atalia voleva uccidere l’intera famiglia reale.

L’Expositor’s Bible Commentary, volume 4, pag. 217, afferma che, poiché Joas aveva una madre diversa, forse la sua nascita passò inosservata ad Atalia e quindi non ne sentì la mancanza.

D: In 2 Re 11:15, perché Atalia non avrebbe dovuto essere uccisa nell’area del Tempio?

R: Il sacerdote Jehoiada riteneva che il Tempio non fosse il luogo adatto per versare il sangue di una persona. Poiché questa era la volontà di Dio, probabilmente andava bene giustiziarla lì, ma non c’era nulla di sbagliato nella riverenza di Jehoiada verso il Tempio.

D: In 2 Re 11:18, dato che gli israeliti devoti distrussero altari e immagini idolatre, quando, se mai, i cristiani dovrebbero distruggere altari e immagini idolatre?

R: Sebbene la Scrittura non lo dica esplicitamente, possiamo individuare tre principi in questo contesto.

1. I cristiani devono distruggere ogni singolo altare e immagine idolatra di cui possano essere in possesso.

2. I credenti dell’Antico Testamento vivevano sotto un governo teocratico e, in base a quelle leggi, tutti gli altari e le immagini idolatre dovevano essere distrutti.

3. Nel Nuovo Testamento, i cristiani vivevano in una cultura greco-romana piena di immagini e altari malvagi. Tuttavia, questi cristiani non distrussero mai le cose altrui. Solo molto più tardi i Franchi ortodossi e i Goti ariani, bellicosi ed eretici, distrussero molte statue e altari idolatri.

D: In 2 Re 12:9, l’arca era collocata accanto all’altare, sul lato destro entrando, oppure all’ingresso del tempio come dice 2 Cronache 24:8?

R: Anche Giuseppe Flavio, in *Antichità giudaiche* 9.163.8.2 (circa 93-94 d.C.), lo colloca accanto all’altare, sul lato destro. Sebbene non lo sappiamo con certezza, vi sono tre risposte complementari.

Un’unica collocazione: potrebbe trovarsi all’ingresso del Tempio e anche accanto all’altare, separato da quest’ultimo da un muro.

Due ubicazioni: Jehoiada potrebbe averlo dapprima collocato accanto all’altare, e in seguito il re Joash potrebbe aver ordinato che fosse posto presso la porta del tempio.

Potrebbero esserci più scrigni in luoghi diversi.

D: In 2 Re 12:15; 2 Re 22:7, fecero bene a non tenere alcun resoconto con gli uomini che svolgevano il lavoro?

R: Ciò dimostra che quegli uomini erano completamente affidabili. Tuttavia, Gesù ci ha detto di essere prudenti come i serpenti e semplici come le colombe (Matteo 10:16). Molte grandi organizzazioni cristiane oggi fanno parte dell’Evangelical Council of Financial Accountability (EFCA). Le organizzazioni che ne fanno parte recano il sigillo EFCA e sottopongono i propri libri contabili a revisione almeno una volta all’anno da parte di una società di revisione contabile esterna indipendente.

D: In 2 Re 12:17, quando avvenne questa invasione aramaica di Giuda?

R: Le invasioni avvenivano spesso alla morte di un re, e il volume 4, pag. 222, dell’Expositor’s Bible Commentary ipotizza che l’invasione abbia avuto luogo quando Samsi-Adad V d’Assiria morì nell’811 a.C. e la regina Semiramide divenne reggente.

D: In 2 Re 12:17-18, Joas fece bene a dare quel denaro ai Siriani?

R: La Scrittura non dice che Joash abbia pregato al riguardo, né che abbia chiesto consiglio ai profeti. Romani 14:23b afferma che tutto ciò che non proviene dalla fede è peccato. La *Nelson Study Bible*, a pag. 631, ci ricorda che Joash cadde nell’apostasia dopo la morte di Jehoiada.

All’epoca, non possiamo avere alcuna certezza che Joas abbia agito correttamente, poiché non ha nemmeno consultato Dio al riguardo. Oggi, non possiamo essere certi di agire correttamente se non preghiamo al riguardo.

Come nota a margine, l’Expositor’s Bible Commentary, volume 4, pag. 227, afferma che un’iscrizione assira di Adad-Nirari III a Tell Er Rimah menziona «il tributo di Iu’asu (Jehoash) il Samaritano».

D: In 2 Re 12:21 il re Joash fu sepolto «con i suoi padri nella città di Davide», oppure fu sepolto a Gerusalemme ma non nelle tombe dei re, secondo 2 Cronache 24:25?

R: Entrambe le cose. Fu sepolto nella stessa città, Gerusalemme, in cui erano stati sepolti i suoi antenati, ma non fu sepolto nelle tombe dei re.

D: In 2 Re 13:17-19, perché Eliseo si adirò con il re Joas per aver colpito il suolo con le frecce solo tre volte, dal momento che Eliseo non gli aveva detto quante volte colpire il suolo?

R: A quanto pare Eliseo non avrebbe dovuto dire a Joas quante volte colpire il terreno, ma sapeva che il numero di volte in cui Joas avrebbe colpito il terreno corrispondeva al numero di volte in cui avrebbero sconfitto i Siri. Si trattava di una profezia interessante, poiché Dio non la rivelò esclusivamente a Eliseo, ma in parte attraverso Eliseo e in parte attraverso il gesto di Joas di colpire il terreno. Eliseo era certamente deluso dal fatto che Dio non volesse che gli Israeliti sconfiggessero i Siri più volte.

D: In 2 Re 13,21, il fatto che l’uomo torni in vita toccando le ossa di Eliseo avvalora la venerazione cattolica delle reliquie?

R: No. Quattro punti da considerare nella risposta.

1. Nessuno stava adorando o venerando le ossa; queste giacevano semplicemente lì, inosservate.

2. Dio può usare qualsiasi mezzo desideri per compiere miracoli. Ad esempio, Dio può usare un serpente di bronzo durante l’Esodo. Tuttavia, il popolo peccò quando iniziò ad adorare il serpente di bronzo, e alla fine il pio re Ezechia lo fece distruggere. In origine era stato creato per uno scopo buono, ma quando divenne un idolo fu usato per uno scopo cattivo.

3. Nulla giustifica la violazione del secondo comandamento di Esodo 20:4, che proibisce di adorare o venerare qualsiasi immagine scolpita al posto di Dio.

4. È interessante notare che, durante tutto il Medioevo, i teologi compilarono elenchi di categorie di peccati. Giovanni Climaco (579-649 d.C. circa) fu probabilmente il primo. Le loro categorie erano spesso ben ponderate, tranne per il fatto che quasi universalmente tralasciavano il secondo comandamento, quello di non avere alcuna immagine scolpita davanti a Dio.

D: In 2 Re 14:3,7, Amazia fece bene a uccidere 10.000 edomiti, dato che Deuteronomio 23:7 dice che non dovevano aborrire gli edomiti?

R: Due punti da considerare nella risposta.

1. Sebbene Amazia abbia certamente compiuto un’azione di ritorsione contro gli Edomiti, la Bibbia non afferma mai che Amazia li detestasse.

2. La Bibbia afferma che Amazia seguì Dio, ma che non agì rettamente come aveva fatto Davide.

D: In 2 Re 14:7, perché Amazia voleva combattere contro Joas e perché Joas era riluttante?

R: A quel punto Amazia riteneva che ottenere un vantaggio su Giuda fosse più importante del rischio rappresentato dall’esercito siriano. Ioas non voleva essere nemico di Amazia e quindi non vedeva alcun motivo per combattere. Combattere avrebbe indebolito le sue forze, mentre lui era concentrato sulla sconfitta dei Siriani. A volte persone come Amazia cercano qualcosa per cui combattere, ma non hanno un orientamento spirituale.

D: In 2 Re 15:16, perché Menahem squarciò le donne incinte?

R: Menahem compì azioni davvero malvagie, come dice 1 Re 15:18. Alcune persone sono piuttosto malvagie, ma Menahem era anche crudele. La Bibbia ci dice francamente che in questo mondo esistono persone del genere e che dovremmo stare in guardia da loro.

D: In 2 Re 15:27, Pechà regnò su Samaria per 20 anni, o solo dal 739 al 732 a.C., come indicano 2 Re 15:25,30?

R: L’Enciclopedia delle difficoltà bibliche, alle pagine 209-210, afferma che Pekah in realtà regnò solo dal 739 al 732 a.C. Tuttavia, a quanto pare Pekah rivendicò il titolo di re nel 752 a.C., il che corrisponderebbe a 20 anni. Tuttavia, il testo ebraico di 2 Re 15:27 dice che Pekah divenne re, venti anni fa. Non dice che regnò per venti anni. La NIV aggiunge «e regnò», mentre la NKJV e la NASB riportano «e regnò» in corsivo, poiché tale espressione non è presente nel testo ebraico.

D: In 2 Re 15:30, Jotham regnò per almeno venti anni, oppure, come riportato in 2 Re 15:33, regnò solo per 16 anni?

R: Entrambe le affermazioni sono vere, una volta compreso cosa sia una coreggenza. A quel tempo i re potevano avere una coreggenza, in cui il re più anziano continuava a regnare insieme al re più giovane. La coreggenza presentava quattro vantaggi:

1. Permetteva al re più giovane di acquisire esperienza mentre suo padre poteva ancora correggere i suoi errori

2. Ancora più importante, stabiliva la linea di successione, in modo che altri principi non potessero rivendicare il trono dopo la morte del padre.

3. Scoraggiava la tentazione del principe più giovane di uccidere il padre per diventare re prima del tempo.

4. Garantiva la continuità nel caso in cui il re più anziano fosse diventato incapace di regnare. In questo caso, poiché Azaria, padre di Jotham, era affetto da lebbra, Jotham regnò sulla sua casa e giudicò il popolo del paese, secondo 2 Re 15:5.

Si noti che la successione da Salomone a Roboamo presentò il primo problema, mentre il regno di Davide presentò il secondo e il terzo problema.

D: In 2 Re 15:30, Osea regnò nel ventesimo anno di Jotham o nel dodicesimo anno di Acaz, suo figlio, come riportato in 2 Re 17:1?

R: Si tratta di una combinazione tra una coreggenza e un possibile errore del copista. Osea d’Israele regnò dal 732/731 a.C. fino alla caduta nel 723/722 a.C. Venti anni prima, Jotham iniziò a governare quando suo padre fu colpito dalla lebbra nel 750 a.C. Successivamente, vi sono due interpretazioni.

Secondo il *New International Bible Commentary*, pag. 394, Acaz iniziò a regnare, in qualità di coreggente, nel 744 a.C., ovvero dodici anni prima. Ciò significherebbe che dal 744 al 739 a.C. Acazia, suo figlio Jotham e il figlio di Jotham, Acaz, furono tutti e tre coreggenti.

In alternativa, il 12 sarebbe un errore di trascrizione per il 2, e Osea iniziò a regnare nel secondo anno di Acaz. Ciò corrisponderebbe al 734/733 a.C. Dal 734 a.C. fino alla morte di Jotham nel 732/731 a.C., Jotham e Acaz regnarono insieme. Questa è l’opinione espressa in *Bible Difficulties & Seeming Contradictions*, pp. 165-166.

D: In 2 Re 15:32-38, al di fuori della Bibbia, quali prove abbiamo dell’esistenza del re Jotham?

R: Gli archeologi hanno rinvenuto a Elath (= Ezion-Geber) un anello con un sigillo incastonato nel rame recante la scritta «LYTM», che significa «appartenente a Jotham», insieme all’immagine di un ariete. L’ariete (in ebraico ‘ayil) potrebbe essere un simbolo di Elath (in ebraico ‘eylat).

D: In 2 Re 16:3, in che modo Acaz fece «passare attraverso il fuoco» suo figlio?

R: Fu un gesto raccapricciante. Significa che sacrificò suo figlio bruciandolo vivo. Era una pratica comune tra i Cananei sacrificare in questo modo i primogeniti, e Acaz era un re israelita che voleva praticare la religione dei Cananei conquistati. Purtroppo, i reperti archeologici hanno dimostrato che anche un gran numero di israeliti praticava la religione cananea. Possiamo comprendere i sentimenti di Elia, che pensava di essere completamente solo.

D: In 2 Re 16:6, il termine «Ebrei» si riferisce esclusivamente agli esuli di ritorno?

R: Sebbene questo sia l’uso comune, in 2 Re 16:6 il termine «giudei» era usato per indicare il popolo di Giuda prima dell’esilio. Il libro *1001 Bible Questions Answered*, a pag. 312, afferma sostanzialmente la stessa cosa.

D: In 2 Re 16:20a, Acaz si addormentò con i suoi padri e fu sepolto con loro nella Città di Davide, oppure si addormentò con i suoi padri e fu sepolto nella città di Gerusalemme, ma non fu deposto nelle tombe dei re d’Israele di cui si parla in 2 Cronache 28:27?

R: Sia 2 Re 16:20a che 2 Cronache 28:27 affermano che Acaz si addormentò con i suoi padri e fu sepolto nella città di Davide. Tuttavia, secondo 2 Cronache 28:27, il re Acaz, adoratore di idoli, non fu sepolto nelle stesse tombe dei re giusti d’Israele (Davide e Salomone). L’espressione «sepolto con i suoi padri» in 2 Re 16:20a può significare tre cose:

Furono sepolti nella stessa città.

Furono sepolti nelle vicinanze, nella stessa città.

Acaz fu sepolto accanto ai suoi padri adoratori di idoli, ma non con Davide e Salomone, re d’Israele. (Gli altri re non furono mai re d’Israele).

Ecco alcuni altri esempi in cui i re furono sepolti nelle vicinanze a Gerusalemme, ma non nella stessa tomba.

Azaria/Uzzia «si addormentò con i suoi padri e fu sepolto vicino a loro nella Città di Davide». 2 Re 15:7a «si addormentò con i suoi padri e fu sepolto vicino a loro in un campo di sepoltura che apparteneva ai re, poiché il popolo diceva: “Era lebbroso”». 2 Cronache 26:23

Joas fu «sepolto con i suoi padri nella Città di Davide» (2 Re 12:21); «sepolto nella Città di Davide, ma non nelle tombe dei re» (2 Cronache 24:25)

D: In 2 Re 17:4, chi era «So», re d’Egitto?

R: Probabilmente non si trattava del nome di un re, ma di un errore di trascrizione di «Sais», che era la capitale dell’Egitto. Il re d’Egitto in quel periodo si chiamava Tefnakhte.

D: In 2 Re 17:14, perché alcune persone si induriscono?

R: La NIV traduce questa espressione con «dai colli rigidi». Il popolo non voleva cambiare e avrebbe fatto quasi qualsiasi cosa pur di non sottomettersi a Dio.

D: In 2 Re 17:15, come andrebbe tradotto questo passo?

R: L’ebraico in questo punto può significare «inutile», oppure la parola può significare «vuoto». In altre parole, adoravano cose vuote e diventavano essi stessi vuoti. Se la tua vita ti sembra priva di valore, priva di sentimenti o priva di gioia, devi rivolgerti a Dio, l’unico che può darti una vita che sia veramente vita.

D: In 2 Re 17:16; 21:3,5; Levitico 19:26; 22:27; Deuteronomio 18:11-14; e 2 Cronache 33:3-6, perché l’astrologia è sbagliata?

R: Una parte dell’astrologia è culto (2 Re 17:16; 21:3,5; 23:4-5; 2 Cronache 33:3-6; Geremia 19:13), mentre un’altra parte si limita a predire il futuro (Dt 18:11-4), ma in ogni caso è tutta sbagliata. Si veda la discussione su Matteo 2:1-12 riguardo ai Magi.

D: In 2 Re 17:30, chi o cosa erano gli idoli Succoth-beroth, Nergal, Ashima, Nibhaz e Tarkak, Adrammelech e Anammeleck?

R: Nergal era un antico idolo sumero. Ashima suona simile alla dea ampiamente venerata come Ashtaroth, Ashtarte, Ishtar. Non conosciamo gli altri idoli, poiché quelle culture non sopravvissero abbastanza a lungo da lasciare testimonianze scritte della loro religione. Questi popoli conquistati riponevano la loro fiducia nei propri idoli, e sia loro che i loro idoli furono distrutti e dimenticati.

D: In 2 Re 17:41, come è possibile che le nazioni temessero il vero Dio, dal momento che, secondo lo stesso versetto, continuavano a servire gli idoli?

R: Questo versetto non è una contraddizione, ma mostra piuttosto l’atteggiamento contraddittorio di queste nazioni. Le due parti dello stesso versetto dimostrano che esse credevano in Dio. Tuttavia, non credevano solo in Dio. Anche oggi alcune persone desiderano essere cristiane, ma non vogliono rinunciare a credenze, come il New Age, l’astrologia o l’universalismo, e a pratiche che sono in contraddizione con il cristianesimo.

D: In 2 Re 18:1 e 2 Re 18:13, l’invasione assira di Giuda era diversa da quella del 701 a.C.?

R: No. Esiste un’iscrizione assira su un cilindro esagonale chiamato «Prisma di Taylor», datato con una certa precisione al 701 a.C., che riporta l’incursione di Sennacherib in Giuda. Questo prisma di argilla appare completamente conservato. È datato al 701 a.C.

Si potrebbe ipotizzare che 2 Re 18:13 riporti solo un’invasione precedente di Giuda avvenuta nell’anno 714 a.C., poiché dopo la morte di Acaz, Ezechia iniziò a regnare in co-regno con suo padre Acaz nel 729 a.C. 2 Re 18:13 afferma che Sennacherib invase Giuda nel quattordicesimo anno di regno di Ezechia.

Tuttavia, le fonti assire tacciono riguardo a un’invasione di Giuda in quel periodo; le fonti assire del 701 a.C. corrispondono perfettamente ai libri dei Re e delle Cronache, e non vi è bisogno di ipotizzare due invasioni per risolvere questa difficoltà. Ezechia iniziò a regnare da solo dopo la morte di Acaz nel 716/715 a.C., e il quattordicesimo anno del regno [esclusivo] di Ezechia corrisponderebbe esattamente al 701 a.C.

D: In 2 Re 18:5, non ci fu nessuno dopo Ezechia che fosse come lui nel confidare in Dio, oppure in 2 Re 23:25 non ci fu alcun re prima di Giosia che fosse come lui nel rivolgersi al Signore, secondo tutta la legge di Mosè?

R: Entrambe le affermazioni sono vere. Ezechia confidò in Dio in circostanze più difficili rispetto a qualsiasi altro re, quando Sennacherib assediò Gerusalemme. Tuttavia, quando celebrarono la grande festa della Pasqua in 2 Cronache 30, non seguirono pienamente quanto stabilito dalla legge, poiché mancavano sacerdoti che si fossero consacrati. Pertanto, Giosia agì in modo più conforme alla legge di Mosè.

D: In 2 Re 18:9, perché Salmanassar assediò Samaria, dato che gli Assiri l’avevano già conquistata in 2 Re 17:5-6?

R: Dopo che gli Assiri avevano conquistato Samaria per la prima volta, Ezechia si ribellò all’Assiria (2 Re 18:7) e, a quanto pare, riconquistò Samaria.

D: In 2 Re 18:9, perché gli Assiri ebbero così tanto successo?

R: Vi erano diverse ragioni. La loro intera cultura era orientata alla guerra, disponevano di città fortificate in modo molto solido e possedevano carri da guerra molto efficaci. Tuttavia, il vantaggio principale era che possedevano armi e armature d’acciaio, anziché di bronzo. Il *Wycliffe Dictionary of Biblical Archaeology*, alle pagine 387-388, afferma che gli Assiri furono i primi a utilizzare l’acciaio sia in guerra che in tempo di pace. Si menziona che le spade erano in realtà solo di ferro, ma avevano un filo d’acciaio, e che la tempra dell’acciaio fu effettuata per la prima volta intorno al 900 a.C. Sebbene la *Guida alla Bibbia* di Asimov, a pagina 372, sostenga che le armi di ferro fossero più economiche di quelle di bronzo, ciò non è vero. Il ferro richiedeva temperature di fusione molto più elevate e quindi le armi in ferro erano più costose da produrre. Tuttavia, le armi in ferro con il filo in acciaio erano più dure di quelle in bronzo e in ferro, e le armi e le armature in ferro rendevano un fante quasi invincibile quando combatteva contro fanti meno ben armati.

Inoltre, gli Assiri furono i primi esperti conosciuti nelle opere d’assedio. La prima rampa d’assedio conosciuta fu quella assira a Lachish. Misurava 165-180 piedi alla base e si innalzava fino all’altezza delle mura della città, che era di 18 piedi. Per ulteriori informazioni, si veda l’Enciclopedia Archeologica della Terra Santa, pag. 216.

D: In 2 Re 18:13, il «quattordicesimo anno» è un errore del copista che dovrebbe essere il ventiquattresimo anno?

R: Esistono due interpretazioni alternative.

Errore del copista: si trattò di un errore di trascrizione; probabilmente il 14 fu cambiato in 24 quando la scrittura ebraica passò dalle lettere arrotondate a quelle squadrate. La differenza tra 14 e 24 in ebraico è di un solo tratto. Ciò avvenne perché i «ganci da pesca» indicavano i decenni e, se un «gancio da pesca» era sbavato nell’originale, allora sembrava esserci un solo simbolo a forma di «gancio da pesca», anziché due. Si può notare questo tipo di errore anche nella trascrizione da un documento sbiadito o macchiato nei papiri (ebraici) di Elefantina del V secolo a.C.

Correggenza: Tuttavia, non è necessario ipotizzare un errore del copista, poiché il 701 a.C. era il quattordicesimo anno del regno unico di Ezechia. Si veda la discussione su 2 Re 18:1 per ulteriori informazioni.

D: In 2 Re 18:14, cos’altro sappiamo della città di Lachish ai tempi di Ezechia?

R: Al tempo dell’invasione assira, Lachish aveva una muraglia interna in mattoni spessa 18 piedi, una muraglia esterna alta 17 piedi con torri e un bastione di 83 piedi per 63 piedi. Per ulteriori informazioni, si veda l’Enciclopedia Archeologica della Terra Santa, pag. 216.

D: In 2 Re 18:27 e Isaia 36:12, è assurdo che la Bibbia affermi che le persone mangino e bevano escrementi umani? (Il musulmano Ahmad Deedat lo ha affermato categoricamente, usando un linguaggio diverso).

R: Consideriamo chi parla. Queste parole sono state pronunciate dal malvagio generale assiro, mentre scherniva gli israeliti e l’unico vero Dio. Non capisco perché una persona che si dichiara onesta possa trascurare il fatto che si trattava di un idolatra che scherniva Dio e il suo popolo, e non Dio stesso. Non so quale percentuale di musulmani ritenga che le argomentazioni di Deedat fossero oneste.

Infine, la maggior parte dei musulmani probabilmente non è a conoscenza del motivo che sta dietro a una delle occasioni in cui Maometto fece torturare a morte delle persone. Maometto fece tagliare gli arti e torturare gli uomini della tribù degli ‘Ukil dopo che questi avevano ucciso un messaggero musulmano da lui inviato. Essi avevano chiesto aiuto a Maometto per curare una malattia di cui soffrivano, e Maometto aveva mandato il messaggero a dire loro di bere urina di cammello. Questo secondo Bukhari, vol. 4, libro 52, n. 261, p. 162.

D: In 2 Re 19, perché questo passo è quasi identico a Isaia 37?

R: Tralasciando i numeri dei versetti, i due brani sono identici, tranne per il fatto che 2 Re 19,35 dice «quella notte l’angelo», mentre Isaia 27,36 dice «allora l’angelo».

Questi passaggi raccontano la preghiera di Ezechia e l’invio da parte del Signore di un angelo per distruggere l’esercito assiro (probabilmente per mezzo di una piaga di ratti). Se l’autore di 2 Re avesse semplicemente copiato e riportato esattamente ciò che Isaia narrava, cosa ci sarebbe di sbagliato in questo?

Il fatto che questi versetti siano identici dimostra che uno è stato copiato dall’altro. Qualunque sia la ragione per cui questo passo è stato inserito in due punti diversi, sono lieto che sia stato fatto. Questo è un buon «test di verifica» per constatare quanto poco i passi siano cambiati nel corso degli anni.

D: In 2 Re 19:35 e 2 Cronache 32:21, in che modo l’angelo del Signore distrusse l’esercito assiro?

R: La Bibbia dice semplicemente che morirono. Tuttavia, lo storico greco Erodoto riporta una tradizione egizia secondo cui a Pelusio un esercito di topi di campagna mangiò le corde degli archi assiri, le faretre e le cinghie di cuoio degli scudi. Non solo mangiarono il cuoio, ma portarono anche una pestilenza che uccise molti nell’esercito assiro.

Per inciso, questa non è l’unica occasione in cui ai topi è stato attribuito il merito di aver rosicchiato le corde degli archi. In epoche successive, il popolo della Troade venerava i topi, poiché questi rosicchiavano le corde degli archi dei loro nemici. Ciò è riportato da Clemente di Alessandria nell’*Esortazione ai pagani*, cap. 3, p. 182

D: In 2 Re 19:37, perché si dice che i figli di Sennacherib fuggirono in «Armenia», visto che all’epoca di Sennacherib quella terra era chiamata «Urartu»?

R: Sebbene fossero fuggiti nel regno di Urartu, quest’ultimo fu in seguito distrutto dagli Assiri. All’epoca in cui fu scritto 2 Re, questa parte dell’Iran e della Turchia era chiamata Armenia, e fu quindi utilizzato il nome attuale.

D: In 2 Re 20:1,5, Isaia, parlando in qualità di profeta, si è contraddetto?

R: No. Isaia qui non parlava del futuro così come sarebbe sicuramente stato, ma del futuro a meno che il re Ezechia non avesse pregato. Ezechia, che serviva Dio fedelmente, elevò la sua preghiera disperata, e Dio aggiunse quindici anni alla sua vita. Dio voleva chiarire che quegli anni in più erano dovuti esclusivamente al fatto che Dio aveva deciso di esaudire la preghiera di Ezechia.

D: In 2 Re 20:3, cosa possiamo imparare dalla preghiera di Ezechia?

R: Dopo questa preghiera dettata dall’amarezza, Dio concesse a Ezechia altri quindici anni di vita. Durante quei quindici anni, Ezechia commise due errori fondamentali. Innanzitutto mostrò agli ambasciatori babilonesi tutte le ricchezze che aveva accumulato, e non riuscì a educare Manasse secondo i principi divini.

È meglio pregare per ciò che è la volontà di Dio, piuttosto che pregare conoscendo la volontà di Dio e chiedere invece qualcos’altro.

D: In 2 Re 20:7 e Isaia 38:21, perché Isaia disse di usare un impacco di foglie di fico?

R: O si trattava di un mezzo che Dio utilizzò per compiere il miracolo, oppure era semplicemente un trattamento medico. Un foruncolo poteva essere fatale. Oggi le persone muoiono a causa di infezioni da stafilococco resistenti agli antibiotici, e all’epoca non si conoscevano gli antibiotici. Le foglie di fico erano un rimedio medico comune di quel tempo, e l’impacco aiutava probabilmente in cinque modi.

1. L’impacco di fico contiene zucchero, e questa sostanza nutritiva avrebbe aiutato le cellule del corpo a rigenerarsi meglio.

2. Se l’impacco fosse ricco di zucchero, come una marmellata o una gelatina, allora ucciderebbe effettivamente i batteri a crescita rapida. Oggi la gelatina a temperatura ambiente non è così soggetta al deterioramento batterico come si potrebbe pensare. I batteri in un ambiente ricco di zucchero assorbono lo zucchero così rapidamente che le loro pareti cellulari scoppiano e muoiono.

3. Inoltre, altri composti presenti nell’impacco avrebbero forse rallentato la crescita batterica e regolato il pH.

4. Infine, se la ferita venisse prima pulita e poi ricoperta con un cerotto, quest’ultimo la proteggerebbe dallo sporco e dai batteri presenti nell’aria.

5. La muffa Penicillium, da cui si ricava la penicillina, non cresce solo sul pane, ma può svilupparsi su qualsiasi frutto, specialmente se è morbido, pastoso e zuccherino.

L’uso medicinale delle foglie di fico risale almeno alle tavolette di Ras Shamra.

D: In 2 Re 20:8, come ha potuto Dio far tornare indietro di dieci gradi la meridiana?

R: Dio Onnipotente può compiere qualsiasi miracolo desideri. Avrebbe potuto

a) Modificare effettivamente la velocità di rotazione della Terra.

b) Far sembrare che il sole nel cielo sopra la Palestina si muovesse, proiettando la sua ombra in modo diverso,

c) compiere il miracolo esclusivamente sulla meridiana.

D: In 2 Re 20:12, chi era il re Merodach-Baladan di Babilonia?

R: Gli storici lo chiamano Marduk-aplaiddina II o Marduk Apal Iddina II, che significa «Marduk ha dato un figlio».

D: In 2 Re 20:12-15, questo nome, Merodach, dovrebbe iniziare con una «B» o con una «M»?

R: Sia Isaia 39:1 che i documenti babilonesi indicano che la “M” è corretta. Questa persona era Merodach-Baladan, e la “B” in 2 Re 20:12-15 è apparentemente un errore del copista. When Critics Ask, pag. 198; The Expositor’s Bible Commentary, volume 4, pag. 276; e la guida scettica di Asimov alla Bibbia lo sottolineano tutti.

D: In 2 Re 20:12-15, quando Merodach-Baladan inviò questa delegazione in Giuda?

R: Cinque elementi da considerare prima di giungere a una conclusione.

1. Secondo *The Expositor’s Bible Commentary*, volume 4, pag. 271-272, Merodach-Baladan regnò a Babilonia dal 721 al 710 a.C., quando fu respinto a Bit Yakin.

2. Merodach-Baladan riconquistò in seguito Babilonia a Marduk Zakir Shumi nel 703 a.C. Gli Assiri deposero Merodach-Baladan da Babilonia intorno al 702/701 a.C., prima dell’invasione di Giuda. Merodach-Baladan fuggì quindi in Elam, per non tornare mai più a Babilonia.

3. Ezechia morì tra il 698 e il 696 a.C., e 15 anni prima corrisponderebbero al 713/711 a.C. Sennacherib invase Giuda intorno al 701 a.C.

4. Ezechia prelevò tutto dal tesoro per darlo a Sennacherib, come riportato in 2 Re 18:14-16.

5. Il secondo libro dei Re non specifica se gli inviati di Merodach-Baladan siano giunti prima o dopo l’invasione assira. L’espressione «in quei giorni» in 2 Re 20:1 significa «in quel periodo», non necessariamente «dopo», come afferma The Expositor’s Bible Commentary, volume 4, pag. 272.

Conclusione: gli inviati babilonesi giunsero subito dopo la malattia di Ezechia e prima dell’invasione assira, quando Ezechia aveva ancora molti tesori da mostrare loro.

D: In 2 Re 20:13 e Isaia 39:2, come poté Ezechia mostrare ai babilonesi il suo oro e il suo argento, dato che li aveva consegnati agli assiri in 2 Re 18:15?

R: Ci sono due risposte alternative, ma la seconda è molto probabilmente quella corretta.

Risposta improbabile: gli inviati arrivarono in un secondo momento: 2 Re 18:15 afferma che, prima dell’assedio di Gerusalemme, Ezechia consegnò agli Assiri 300 talenti d’argento e 30 talenti d’oro. Per procurarseli, consegnò tutto l’argento presente nel tempio e nei tesori del palazzo reale. (Non viene menzionata la quantità d’oro che possedeva.) Quando giunsero gli inviati babilonesi, come riportato in 2 Re 20:13 e Isaia 39:2, Ezechia mostrò loro tutto l’oro e l’argento che gli erano rimasti ovunque. Sebbene questa possa essere la risposta, sembra insolito che gli inviati babilonesi si recassero da Ezechia per augurargli ogni bene esclusivamente a causa della sua guarigione, senza fare alcun accenno a come gli Assiri fossero stati respinti.

Risposta più probabile: gli inviati erano giunti in precedenza: sia 2 Re che Isaia dicono che gli inviati giunsero «in quel momento» in cui gli Assiri attaccarono Giuda, senza specificare se fosse prima o dopo. Ezechia avrebbe potuto mostrare loro con orgoglio tutto l’oro e l’argento che possedeva. Successivamente, gli Assiri arrivarono e portarono via 300 talenti d’argento e 30 talenti d’oro. Un punto chiave è che quando Dio promise la guarigione a Ezechia, prima dell’arrivo degli inviati, Dio disse che avrebbe (implicitamente in futuro) liberato Ezechia e la città di Gerusalemme dagli Assiri. In 2 Re 20:6-7 e Isaia 38:6.

D: In 2 Re 20:20, quali prove abbiamo che il tunnel di Siloam fosse in costruzione in quel periodo?

R: Nel 1880 due scolari scoprirono un’iscrizione in ebraico nel muro. Essa narra del completamento del tunnel ai tempi di Ezechia nel 701 a.C.

D: In 2 Re 21:1-2, dopo che Dio aveva distrutto l’esercito assiro, perché il re Manasse scelse di seguire altri dei?

R: Sebbene non lo sappiamo con certezza, ci sono diversi fattori possibili.

In passato: l’esercito assiro era stato distrutto tre anni prima ancora che Manasse nascesse. Alcune persone scelgono di non ricordare le grandi cose che Dio ha fatto, a meno che non ne siano state testimoni dirette.

Età: Manasse aveva solo 12 anni e potrebbe aver avuto consiglieri malvagi. Se così fosse, ci si potrebbe chiedere perché Ezechia avesse permesso l’accesso a consiglieri malvagi, ma probabilmente questi ultimi si adeguavano alle nazioni circostanti più che confidare in Dio. Potrebbero semplicemente aver taciuto fino alla morte di Ezechia. Oggi, quando qualcuno vuole scegliere un successore o lasciare in eredità un ministero, è importante conoscere il carattere delle persone che sceglie come successori.

Il culto di Baal ormai consolidato: Sia l’Antico Testamento che l’archeologia sostengono l’idea che il culto di Baal non fosse solo una moda passeggera o una «religione marginale», ma che vi fosse una lotta secolare e accanita tra il culto del Dio vero e il culto di Baal.

D: In 2 Re 22:16, in che modo Dio fa venire il male su un luogo?

R: Ciò è vero in due modi.

Calamità fisica: Dio può mandare invasori per uccidere o conquistare tutte le persone, sia devote che empie, che vivono in quel luogo.

Persone moralmente malvagie: tuttavia, il male qui non consiste solo nel portare una calamità fisica su un luogo, ma anche nel far sì che persone moralmente malvagie lo conquistino e lo governino.

D: In 2 Re 22:20 e 2 Cronache 34:28, in che modo Giosia fu sepolto in pace, dato che morì in battaglia combattendo contro il faraone Neco d’Egitto?

R: L’espressione «morire in pace» è usata in vari punti della Bibbia (Genesi 15:15, ecc.), ma non è quella utilizzata in questo caso. Si dice che Giosia sarebbe stato sepolto in pace.

Il faraone Neco non aveva alcun desiderio di combattere contro Giuda, e Giosia fu sciocco a combatterlo. I babilonesi sconfissero gli egiziani, e non ci furono né guerre né combattimenti per Giuda non appena Giosia fu ucciso.

D: In 2 Re 23:5, quali pianeti conoscevano?

R: Gli antichi conoscevano i cinque pianeti visibili ad occhio nudo: Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno. Giove e Saturno erano molto vicini l’uno all’altro intorno al 4 a.C., e probabilmente questo è un fatto che i Magi avrebbero notato. Gli antichi astronomi consideravano i pianeti come “vagabondi” perché non rimanevano nella loro posizione fissa come facevano le stelle.

Mercurio: Il primo riferimento a Mercurio si trova nella tavoletta babilonese chiamata MUL.APIN. Si ritiene che quest’opera sia stata scritta nel 1370 a.C., ma la copia che è stata conservata è datata 686 a.C. I babilonesi non chiamavano il pianeta “Mercurio” (un termine latino successivo), ma “il pianeta saltellante”.

Venere: Il libro *The Planets*, a pag. 108, riporta la fotografia di un’antica tavoletta babilonese che registra i movimenti di Venere. La tavoletta è nota come «Tavoletta di Venere di Ammisaduqa» (o *Enuma Anu Enlil*, tavola 63) e, in base alle date in essa riportate, fu probabilmente redatta originariamente intorno al 1750 a.C. La copia che è stata conservata è datata 700 a.C.

Altri luoghi in cui vengono menzionati i nomi dei pianeti:

Il filosofo Pitagora fu il primo, per quanto ne sappiamo, a ritenere che i cinque pianeti si muovessero in cerchi concentrici attorno alla Terra. Purtroppo il suo modello non corrispondeva alle osservazioni. Un pitagorico di nome Eudosso di Cnido (408-355 a.C.) elaborò un modello funzionante che prevedeva 27 sfere diverse attorno alla Terra, per spiegare i moti dei cinque pianeti. Il modello corrispondeva alle osservazioni, ma a quanto pare non venne mai in mente loro che un modello molto più semplice fosse quello in cui i pianeti orbitavano attorno al Sole.

Filone l’Ebreo (dal 15/20 a.C. al 50 d.C.) menziona sette pianeti in *Interpretazione allegorica*, I 4:8, p. 25. Presumibilmente egli considera la Luna un pianeta. Allo stesso modo, Clemente di Alessandria menziona sette pianeti, tra cui Saturno e la Luna, negli *Stromati* (193-202 d.C.), libro 5, cap. 6, p. 453.

Ippolito (225-235/5 d.C.), nel discutere i calcoli astronomici greci, scrive: «Aristarco di Samo calcola 8.000.178 stadi, ma Apollonio 5.000.000, mentre Archimede lo calcola a 5.544.1300. E dal cerchio lunare a quello solare (secondo quest’ultima fonte) ci sono 50.262. 065 stadi; e da questo al cerchio di Venere, 20.272.065 stadi; e da questo al cerchio di Mercurio, 50.817.165 stadi; e da questo al cerchio di Marte, 40.541.108 stadi; e da questo al cerchio di Giove, 20.275. 065 stadi; e da questo al cerchio di Saturno, 40.372.065 stadi; e da questo allo Zodiaco e alla periferia più lontana, 20.082.005 stadi.” Confutazione di tutte le eresie, libro 4, cap. 9, p. 29

Lo scrittore Bardesano, nel criticare l’astrologia, tratta di Mercurio e Venere nel *Libro delle leggi dei vari paesi*, pp. 730, 732. Si dedica inoltre a ciò che noi considereremmo astronomia, confrontando le rivoluzioni dei pianeti. «Bardesan, quindi, un uomo anziano e celebre per la sua conoscenza degli eventi, scrisse, in una certa opera da lui composta, riguardo alle sincronie tra i luminari del cielo, esprimendosi come segue: due rivoluzioni di Saturno, 60 anni; cinque rivoluzioni di Giove, 60 anni; 40 rivoluzioni di Marte, 60 anni; 60 rivoluzioni del Sole, 60 anni; 72 rivoluzioni di Venere, 60 anni; 150 rivoluzioni di Mercurio, 60 anni; 720 rivoluzioni della Luna, 60 anni». Libro delle Leggi dei Diversi Paesi, appendice, p. 734.

Lo scrittore cristiano delle origini Tertulliano (198-220 d.C.) non solo scrisse di Saturno e Marte, ma nella sua opera *Sull’idolatria*, cap. 9, pag. 65, criticò gli astrologi che orientavano il proprio futuro in base alle stelle

D: In 2 Re 23:9, chi era il faraone Neco/Necho?

R: Gli egittologi identificano il faraone Neco con Psammetico II, che regnò dal 594 al 588 a.C.

D: In 2 Re 23:26, dopo che Manasse si convertì verso la fine della sua vita, perché Dio non risparmiò la nazione di Giuda?

R: Sebbene Manasse si fosse pentito, il popolo non si era necessariamente pentito. L’incoraggiamento di Manasse al culto di Baal aveva ancora effetti duraturi, anche se lui si era pentito.

Oggi, se una persona si pente di aver sviato gli altri, gli effetti del peccato possono comunque persistere. Dopo essersi pentita, una persona potrebbe comunque dover impegnarsi per rimediare alle conseguenze del proprio peccato passato. Ecco perché sento che alcuni ex missionari mormoni, dopo essere diventati cristiani, cercano di contattare le persone che avevano convertito al mormonismo per persuaderle a seguire il vero Gesù e ad abbandonare il mormonismo.

D: In 2 Re 23:29, perché Giosia scelse di combattere contro il faraone Neco?

R: Giosia potrebbe aver deciso di combattere per tre ragioni. Nessuna di queste ragioni proveniva da Dio; le prime due dalla paura e l’ultima dall’avidità.

1. Giosia era politicamente fedele a Babilonia e temeva di essere considerato sleale se avesse permesso all’esercito egiziano di attraversare Giuda senza incontrare resistenza.

2. A prescindere dalla sua fedeltà a Babilonia, Giosia non voleva che un esercito straniero marciasse attraverso Giuda. Non solo sarebbe stato preoccupato per ciò che l’esercito egiziano avrebbe potuto fare durante il suo passaggio, ma ciò avrebbe anche mostrato debolezza agli altri regni, dando loro l’idea di poter marciare a loro volta attraverso Giuda.

3. Una ipotesi è che Giosia volesse che l’Egitto uscisse dall’Asia, in modo che, una volta distrutti gli Assiri, Giosia potesse controllare lui stesso la Siria.

Si noti che queste tre ragioni sono tutte ragionamenti naturali. In esse manca del tutto l’idea di chiedere a Dio cosa Egli volesse che Giosia facesse. Per quanto tempo si può essere cristiani, pregare e studiare la Bibbia, prima che arrivi il momento in cui è sicuro smettere di ascoltare Dio? La risposta è: mai.

D: In 2 Re 23:29, perché a volte i credenti si lasciano coinvolgere in battaglie che non dovrebbero combattere?

R: Potrebbe essere per una serie di ragioni.

Lealtà mal riposta: che si tratti dei babilonesi o di altri, a volte i cristiani sono fedeli ad autorità alle quali non dovrebbero essere fedeli. Durante la Seconda Guerra Mondiale, molti soldati tedeschi erano luterani o cattolici.

Mancanza di ascolto verso Dio: Giosia non fu guidato da Dio a combattere contro il faraone Neco, e Giosia non sembrò accorgersene. Avrebbe potuto pregare, consultare gli altri o l’Urim e il Thummim, ma non lo fece.

Incomprensione: a volte possiamo pensare di vedere chiaramente una situazione, ma ci sbagliamo. Ad esempio, Giosuè e le nove tribù e mezza pensavano che le altre due tribù e mezza avessero costruito un altare idolatra (Giosuè 22:12). Fortunatamente, andarono dai loro fratelli e chiesero una spiegazione, proprio prima che il loro esercito stesse per attaccare le due tribù e mezza.

Emozioni peccaminose: quando non mettiamo Dio al primo posto come Signore dei nostri sentimenti e seguiamo i nostri sentimenti di gelosia, orgoglio, ecc., come fecero gli Efraimiti in Giudici 12:1-6, possiamo rimanere gravemente feriti, proprio come accadde a loro. Dio non voleva questo, e noi subiamo molte cose che Dio non voleva che subissimo quando «seguiamo il nostro cuore» e cediamo all’odio, all’orgoglio e all’invidia.

D: In 2 Re 23:29-30, il corpo del re Giosia fu portato via da Megiddo, il che implica che sia morto lì, oppure morì a Gerusalemme come dice 2 Cronache 35:24?

R: Tre punti da considerare nella risposta.

La morte era spesso lenta: in quest’epoca di proiettili e bombe, potrebbe sorprendere sapere che quando qualcuno veniva ucciso da una freccia letale, poteva volerci fino a un giorno prima che la persona morisse effettivamente. Si potevano adottare misure per rallentare l’emorragia, ma non era possibile cauterizzare efficacemente la ferita se era profonda, né si poteva fermare l’infezione.

Giosia «cavalcò da morto»: 2 Re 23:29-30 dice che Giosia fu ucciso a Megiddo e, secondo la traduzione letterale di Green, Giosia «cavalcò da morto» da Megiddo a Gerusalemme. L’espressione «cavalcò da morto» potrebbe significare che fosse già morto, oppure che cavalcasse come un uomo morto, cioè ferito a morte.

Nessuna sequenza specificata: 2 Cronache 35:24 dice che lo portarono a Gerusalemme e che morì, ma non implica la sequenza degli eventi. Giosia potrebbe essere morto a Megiddo, a Gerusalemme o lungo il tragitto.

In sintesi, le Scritture non specificano il momento esatto della morte; indipendentemente dal luogo in cui Giosia esalò l’ultimo respiro, egli fu ucciso dagli arcieri egiziani sul campo di battaglia di Megiddo.

D: In 2 Re 24:6, Ioiachim si addormentò con i suoi padri, oppure Nabucodonosor lo portò in catene di bronzo a Babilonia, come riportato in 2 Cronache 36:6?

R: Entrambe le affermazioni sono corrette. L’espressione «si addormentò con i suoi padri» significa semplicemente che Ioiachim morì. 2 Re 24:6 non specifica né come né dove sia morto.

D: In 2 Re 24:8, Ioiachìn (Jeconiah) aveva diciotto anni quando divenne re, oppure otto anni come dice 2 Cronache 36:9?

R: 2 Re 24:8 è corretto; in 2 Cronache 36:9 c’è un errore di trascrizione. Un manoscritto ebraico, alcune versioni della Settanta e il testo siriaco riportano «diciotto», mentre la maggior parte dei manoscritti ebraici indica «otto anni».

Dal contesto, possiamo essere certi che il numero 18 sia corretto piuttosto che l’8. 1 Cronache 3:17 afferma che Ioiachìn ebbe sette figli e che regnò solo tre mesi (2 Re 24:8) prima di essere imprigionato a Babilonia. È poco probabile che un bambino di otto anni con sette figli venisse imprigionato.

(Questa risposta è ribadita in 2 Cronache 36:9).

D: In 2 Re 24:8, Jehoiachin regnò su Gerusalemme per tre mesi o per tre mesi e dieci giorni, come dice 2 Cronache 36:9? (La domanda è stata posta da un musulmano.)

R: Entrambe le cose, perché tre mesi e dieci giorni, arrotondati al mese più vicino, equivalgono a tre mesi. Questo solleva una questione più ampia riguardo alla comprensione della Bibbia. Due affermazioni possono essere entrambe corrette, ma avere diversi gradi di precisione. Ad esempio, né 2 Re né 2 Cronache ci dicono per quante ore, minuti, secondi e millisecondi egli regnò. Tuttavia, il concetto viene comunque trasmesso: Jeochiachin regnò solo per circa tre mesi, mentre i regni della maggior parte dei re si misurano in anni o decenni.

D’altra parte, ad esempio, se una fonte dice qualcosa come «sei giorni» e un’altra fonte dice «otto giorni», allora ovviamente non si tratta di arrotondamento. Il Corano afferma che la terra fu creata in sei giorni nelle Sura 7:54; 10:3; 11:7; 25:29. Eppure, secondo la Sura 41:9-12, ci vollero otto giorni.

D: In 2 Re 24:12, perché Jehoiachin uscì incontro al re di Babilonia?

A: Perché un fuorilegge poco armato, senza ostaggi, si arrende quando è circondato da una forza di polizia pesantemente armata? Non vuole arrendersi, ma ritiene che sia meglio per lui uscirne vivo piuttosto che i suoi inseguitori entrino a cercarlo. Quando Jehoiachin dovette affidarsi alla misericordia dei babilonesi dopo essersi ribellato, si trovava in una situazione piuttosto patetica.

D: In 2 Re 24:18, si trattava del profeta Geremia?

R: No, si trattava di un altro Geremia, originario di Libna, mentre il profeta Geremia era di Anathoth.

D: In 2 Re 24:20, perché Sedecìa si ribellò a Babilonia?

R: Probabilmente quattro fattori influenzarono la disastrosa decisione di Sedecìa di ribellarsi.

La mancanza di fiducia in Dio era il problema fondamentale di Sedecìa, come mostra Geremia 37:2.

Sedecìa si considerava un burattino indifeso, mentre il vero potere era nelle mani dei nobili, come dice Geremia 38:5.

Riporre fiducia in una falsa speranza, quando Sedecìa e i nobili contavano sull’aiuto dell’Egitto, fu un errore fondamentale, come mostra Geremia 38:5.

Temendo che ciò che era accaduto a Ioiachìn potesse accadere anche a lui, Sedecìa «imparò la lezione». Sfortunatamente, Sedecìa imparò la lezione sbagliata e si ribellò comunque. Tuttavia, una volta che Sedecìa iniziò a ribellarsi, non considerò la resa un’opzione praticabile.

D: In 2 Re 25:7 ed Ezechiele 12:13, come mai il re Sedecìa non vide Babilonia, dato che Geremia 34:3 dice che andò a Babilonia?

R: Questa risposta riprende la discussione su Geremia 34:3.

Sebbene queste due affermazioni possano sembrare quasi impossibili da conciliare, Geremia 52:11 risponde a questa domanda in modo piuttosto semplice. I babilonesi accecarono Sedecìa prima di portarlo a Babilonia. Per ulteriori informazioni, si veda *When Critics Ask*, pagg. 278-279.

D: In 2 Re 25:18, cos’altro è significativo riguardo a Seraia, il sommo sacerdote?

R: Secondo Esdra 7:1, sembra che fosse un padre o un antenato del profeta Esdra.

D: In 2 Re 25:22, abbiamo qualche prova archeologica del governatore Gedalia?

R: Sì, abbiamo un’iscrizione che probabilmente si riferisce a lui. Esiste un’impronta di sigillo in argilla proveniente da Lachish che recita: «appartenente a Gedalia, che è a capo della casa». Per ulteriori informazioni, si veda *The Expositor’s Bible Commentary*, volume 4, pag. 299.

Inoltre, secondo *The Communicators Commentary*, 1 e 2 Re, pag. 432, un’immagine di Lachish è raffigurata in un rilievo murale nel palazzo reale di Sennacherib a Ninive.

D: In 2 Re 25:27, perché il re babilonese sarebbe stato benevolo verso Ioachin e crudele verso Sedecìa, come riportato in 2 Re 25:7?

R: Ioiachìn si arrese all’esercito babilonese e in realtà non si ribellò mai. Sedechia invece si ribellò.

D: In 2 Re 25:29, esiste qualche prova extra-biblica che Gioiachin fosse stato «riabilitato» e mangiasse regolarmente alla tavola del re?

R: Sì, se con «alla tavola del re» si intende che mangiava le razioni del re. Secondo The Expositor’s Bible Commentary, vol. 4, p. 300, le tavolette delle razioni risalenti al regno di Nabonedo includono «Yaukin, re della terra di Yahud [Giuda]».

D: Quali sono i versetti di 2 Re contenuti nei Rotoli del Mar Morto?

R: Complessivamente, nei Rotoli del Mar Morto sono conservati i seguenti 16 versetti su un totale di 729 versetti del secondo libro dei Re (2,2 %).

2 Re 5:26; 6:32; 7:8-10,20; 8:1-5; 9:1-2; 10:19-21.

D: Quali autori antichi fecero riferimento al Secondo Libro dei Re?

R: Gli autori pre-niceni che hanno citato o alluso a versetti del 2 Re sono:

Meleto/Melito di Sardi (170-177/180 d.C.) fa riferimento ai «Quattro libri dei Regni» [1 e 2 Samuele, 1 e 2 Re] tra i libri dell’Antico Testamento nella sua lettera a Onesimo. In *Pascha*, p. 72. Conservata nella *Storia ecclesiastica* di Eusebio, libro 4, cap. 26.

Ireneo di Lione (182-188 d.C.) allude a 2 Re 6,6 in *Contro le eresie*, libro 5, cap. 17.3, p. 545

Clemente di Alessandria (193-202 d.C.) parafrasò 2 Re 23,22. *Gli Stromati*, libro 1, cap. 21, p. 328

Clemente di Alessandria (193-217/220 d.C.) cita 2 Re 6,17-19 dalla Settanta. *L’Istruttore*, libro 2, cap. 1, p. 242

Tertulliano (198-220 d.C.) cita 1/3 di 2 Re 4,26: «Poiché Eliseo aveva raccomandato al suo servo lo stesso saluto quando avesse incontrato la Sunamita; egli doveva dirle: “Pace a tuo marito, pace a tuo figlio”». *Cinque libri contro Marcion*, libro 4, cap. 24, p. 387

Tertulliano (198-220 d.C.) cita i tre quarti di 2 Re 4,29. Cinque libri contro Marcion, libro 4, cap. 24, p. 387

Ippolito (222-235/6 d.C.) allude a 2 Re 24,10 e 25,27 nel suo commento a Daniele, p. 177

Origene (225-254 d.C.) fa riferimento a 2 Re 4,17, definendolo «il quarto libro dei Re» (1 e 2 Samuele erano talvolta chiamati 1 e 2 Re). Origene, *Contro Celso*, libro 8, cap. 46, p. 656

Novatiano (250/254-256/7 d.C.) cita metà di 2 Re 19,16 come «Scrittura celeste»: «o quando dice: “Inclina il tuo orecchio e ascolta”». Trattato sulla Trinità, cap. 6, pag. 616-616

Cipriano di Cartagine (ca. 246-258 d.C.) cita 2 Re 17,20-21 come «la Sacra Scrittura dichiara nei libri dei Re». Lettere di Cipriano, Lettera 75, cap. 6, p. 399

Metodio di Olimpo e di Patara (270-311/312 d.C.) allude a Ezechia che fa crescere un grappolo di fichi in 2 Re 20,7 e Isaia 38,21. *Il banchetto delle dieci vergini*, Discorso 10, cap. 3, p. 350

Lattanzio (ca. 303-ca. 325 d.C.) menziona la deportazione degli ebrei in esilio, alludendo a 2 Re 15 e a Geremia 39 e 52. Le Istituzioni divine, libro 4, cap. 5, p. 105. Non fa altri riferimenti a 2 Re.

Dopo Nicea

Afrajat il Siro (337-345 d.C.) (allusione)

Atanasio (367 d.C.) menziona «I quattro libri dei Re» nell’elenco dei libri dell’Antico Testamento. Lettera pasquale 39, cap. 4, p. 552.

Efraim il Siro (350-378 d.C.)

Basilio di Cappadocia (357-378/379 d.C.) (allusione)

Cirillo di Gerusalemme (ca. 349-386 d.C.) (implicito)

Ambrogio di Milano (370-390 d.C.)

Gregorio di Nazianzo (330-391 d.C.) (allusione)

Gregorio di Nissa (circa 356-397 d.C.) (allusione)

Epifanio di Salamina (360-403 d.C.) (implicito) Il *Panarion*

Giovanni Crisostomo (-407 d.C.) cita 2 Re 2,10 nelle Omelie sugli Atti degli Apostoli, Omelia 1, p. 7

Concilio di Cartagine (393-419 d.C.)

Rufino (374-406 d.C.)

Girolamo (373-420 d.C.) tratta dei libri dell’Antico Testamento. In particolare, tratta della Genesi, dell’Esodo, del Levitico, dei Numeri, del Deuteronomio, del Pentateuco, di Giobbe, di Gesù figlio di Nave [Giosuè], dei Giudici, di Ruth, di Samuele e dei Re (2 libri), dei dodici profeti, di Osea, di Gioele, di Amos, di Abdia, di Giona, di Michea, di Naum, di Abacuc, di Sofonia, di Aggeo, Zaccaria, Malachia, Isaia, Geremia, Ezechiele, Daniele, Ester, Esdra, Neemia, Lettera 53, cap. 7-8, pagg. 99-101.

L’eretico pelagiano Teodoro di Mopsuestia (392-423/429 d.C.)

Agostino di Ippona (338-430 d.C.) (allusione)

Giovanni Cassiano (419-430 d.C.)

Socrate, lo storico della Chiesa (400-439 d.C.), cita mezzo versetto da 2 Re

Dopo Nicea ci sono anche altri autori.

D: Nel 2 Re, quali sono alcune delle differenze di traduzione tra l’ebraico e la Settanta greca?

R: Ecco alcune delle differenze di traduzione. Per avere un esempio delle variazioni tra il testo masoretico e la Settanta greca, questa parte si concentra sul capitolo 10.

2 Re 1:17 «Jehoram» contro «Suo fratello Jehoram» (Septuaginta, siriaco)

2 Re 5:12 «Abanah [fiume]» (Kethib, Settanta, Vulgata) contro «Amanah [fiume]» (Rotoli del Mar Morto, siriaco, Targum)

2 Re 7:13 «rimasti in città. Ecco, sono come tutta la moltitudine d’Israele che vi è rimasta. Ecco, sono come tutta la moltitudine d’Israele che è perita. E manderemo a vedere.» (sì, questo è duplicato) contro «rimasti qui; ecco, sono il numero rimasto di tutta la moltitudine d’Israele; e manderemo là a vedere.»

2 Re 8:16 «Acab d’Israele, mentre Giosafat era re di Giuda» vs. «Acab d’Israele» (Septuaginta, siriaco)

2 Re 9:27 «sul carro» vs. «E lo colpirono sul carro» (siriaco, Vulgata)

2 Re 10:1 «lettere» contro «una lettera» (la parola «lettera» è al singolare sia nel testo masoretico che nella Settanta nel versetto 2). Giuseppe Flavio, in «Antichità giudaiche» 9.125.6.5 (93-94 d.C. circa), afferma che Jehu scrisse due lettere, una ai guardiani e una ai funzionari di Samaria. (Expositor's Bible Commentary, volume 4, p. 213)

2 Re 10:1 «Iezreel» (testo masoretico, siriaco, Targum) contro «Samaria» (Septuaginta) contro «città» (Vulgata, alcune versioni della Septuaginta)

2 Re 10:1 «sostenitori/guardiani di Achab» (Masoretico, alcune Settanta) contro «guardiani dei figli di Achab» (alcune Settanta)

2 Re 10:12 «si alzò, entrò e andò a Samaria» contro «si alzò e andò a Samaria»

2 Re 10:13 «per informarsi del benessere di» contro «per salutare»

2 Re 10:15 «È il tuo cuore retto, come il mio cuore è con il tuo cuore?» contro «È il tuo cuore retto con il mio cuore, come il mio cuore è con il tuo cuore?»

2 Re 10:15 «Se è così» vs. «Jehu disse: “Se è così”»

2 Re 10:15 «dammi la mano» vs. «dammi la tua mano»

2 Re 10:16 «lo fecero» (Masoretico) vs. «lo prese» (Settanta, siriaco, Targum)

2 Re 10:17 «distrutto» vs. «completamente distrutto»

2 Re 10:19 «chiamami...» vs. «fai in modo che tutti... chiamino tutti... a me»

2 Re 10:19 «non vivrà» vs. «morirà»

2 Re 10:20 «proclamarono» contro «fecero un proclama»

2 Re 10:21 «E entrarono tutti i servi di Baal. E non rimase un solo uomo che non fosse entrato.» contro «Ora vengano tutti i servi di Baal, tutti i suoi sacerdoti e tutti i suoi profeti; che nessuno manchi, poiché sto per offrire un grande sacrificio; chiunque mancherà, non vivrà.»

2 Re 10:23 «servi di Baal» contro «i soli servi di Baal».

2 Re 10:25 «i terzi ufficiali» vs. «gli ufficiali» (due volte)

2 Re 10:25 «colpiteli» contro «uccideteli» (in ogni caso, il contesto indica chiaramente che li uccisero)

2 Re 10:26 «colonne… le bruciarono» (Masoretico) contro «colonna… la bruciò» (Settanta, Vulgata, siriaco, Targum)

2 Re 10:27 «colonne» contro «colonna»

2 Re 10:28 «distrusse» contro «abolì»

2 Re 10:29 «Solo... causò» contro «Tuttavia... condusse»

2 Re 10:29 «vitelli» contro «giovenche»

2 Re 10:30 «perché hai agito bene» contro «A causa di tutte le tue opere in cui hai agito bene»

2 Re 10:30 «sedersi per te» vs. «sedersi»

2 Re 10:32 «confine d’Israele» contro «ogni costa d’Israele»

2 Re 10:33 «Gaditi» contro «Gadditi di Gaddi»

2 Re 10:33 «Aroar presso il fiume Arnon, proprio» vs. «Aroar, che si trova sulle rive del torrente Arnon, e»

2 Re 10:34 «la sua potenza» contro «la sua potenza e le guerre che intraprese»

2 Re 11:1 «discendenza del regno» contro «discendenza reale»

2 Re 11:2 «nascosero» (Masoretico) vs. «lei nascose» (Settanta, siriaco, Vulgata)

2 Re 11:4 «corridori» contro «Rhasim»

2 Re 13:6 «ma egli camminò» (Masoretico) contro «ma camminò» (Settanta, siriaco, Targum, Vulgata)

2 Re 15:10 «davanti al popolo» (Masoretico) contro «a Keblaam» (Settanta) contro «a Ible’am» (recensione lucianica della Settanta)

2 Re 16:6 «Edomiti» (la maggior parte dei testi) contro «Siriani» (alcuni manoscritti antichi secondo la NKJV)

2 Re 19:31 «Signore degli eserciti» (molti manoscritti ebraici e versioni antiche secondo la NKJV) «Signore» (Masoretico)

2 Re 20:13 «Quando Ezechia se ne informò» (testo masoretico) contro «Ezechia li accolse» (Settanta, Vulgata, siriaco)

2 Re 20:13 «tutta la sua armeria» (così in molti manoscritti ebraici, siriaci, Targum) contro «la sua armeria» (Masoretico)

2 Re 23:16 «l’uomo di Dio proclamò, colui che aveva annunciato queste cose» vs. «l’uomo di Dio parlò» (Settanta)

2 Re 23:33 «Neco lo incatenò a Ribla, nel paese di Hamath» (Masoretico) contro «Neco a Ribla, in Hamath, lo destituì» (Settanta, 2 Cronache 36:3)

2 Re 25:4 «tutti i soldati di notte» contro «il re, con tutti i soldati, fuggì di notte»

Bibliografia per questa domanda: la traduzione ebraica è tratta dalla «Literal Translation» di Jay P. Green e la versione della Settanta proviene dalla traduzione di Sir Lancelot C.L. Brenton di «The Septuagint: Greek and English». Sono stati utilizzati anche l’«Expositor’s Bible Commentary» e le note a piè di pagina delle Bibbie NASB, NIV, NKJV e NRSV.

Salvo diversa indicazione, le citazioni delle Scritture sono tratte dalla Berean Standard Bible (BSB), che è di dominio pubblico. https://berean.bible/


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